Il ruolo del padre ‘oggi’

Domanda banale, con risposta scontata, penserà qualcuno.
Neanche per niente.

Perché mi sono posto questa domanda?
Mi capita spesso di sentire la radio mentre viaggio in automobile e mi è capitato di ascoltare alcuni dibattiti sull’argomento. Spesso contraddittori dove ognuno rivendicava con forza la sua posizione con la scontata conclusione di render l’argomento più confuso di prima.

Allora cerco di capirci qualcosa.
– Secondo la nostra tradizione nazionale e religiosa, la famiglia è composta da una madre e da un padre. Due figure ben distinte con ruoli ben distinti anche se complementari che tendono ad integrarsi.
– Secondo la tendenza attuale sta prevalendo il concetto della equità nei rapporti e ruoli dei componenti della famiglia.
– Secondo altri, questo concetto di famiglia è superato. Non necessariamente la famiglia deve essere intesa nel senso tradizionale. Essa può essere composta da soggetti dello stesso sesso. Senza un padre, senza una madre ben delineati.
– Per altri, o per meglio dire per molte donne sta prevalendo il concetto che la famiglia può essere ridotta alla sola figura di una sola persona mentre per alcune donne più integraliste il compito dell’uomo si può fermare al semplice, se pur insostituibile, apporto del concepimento.

Come si vede non è per niente scontato il ruolo del padre “oggi”.
Una cosa è certa per tutti: possiamo considerare tramontato definitivamente il concetto del  pater familias che era il capo della casa e possedeva il potere non solo su ciò che vi si trovava, ma anche su chi vi viveva.

Secondo la mia prima considerazione il padre resta comunque una figura centrale della famiglia. Senza addentrarci troppo nei particolari possiamo dire che il padre rappresenta la figura che funge da guida, la protezione della famiglia, è il tutore delle norme, delle regole sociali da rispettare, dei diritti e dei doveri; è il responsabile del necessario distacco tra il bambino e la madre, fondamentale affinché il bambino possa fare il suo ingresso nel mondo esterno.
Nel bambino il padre è il riferimento sociale che spesso contribuisce alla propria autostima per l’ingresso nella società. Nella bambina generalmente sarà proprio questa figura ad influenzare, nel bene e nel male, i rapporti futuri con qualsiasi altra figura maschile con cui si relazionerà.

Nel secondo caso lo scambio dei ruoli per il sempre crescente ruolo della donna nella società e nella vita lavorativa ha fatto aumentare il livello di soddisfazione interno della coppia che ora divide più equamente i compiti legati alla gestione della casa e restituisce maggiore serenità all’intera famiglia. Con il pericolo, però, dietro l’angolo dello svuotamento della figura paterna e la rinuncia allo storico ruolo autoritario della figura del padre che vuol dire perdere la componente di autorevolezza, di decisionalità che aiuta il bambino a crescere emotivamente equipaggiato per affrontare con sicurezza e serenità il mondo esterno.

Per mia cultura è fuori dalla mia concezione della famiglia una famiglia fondata da genitori dello stesso sesso.

Nell’ultimo caso che ho citato, ho ascoltato donne “single” incazzate che chiedono a nome di un non ben specificato diritto, il diritto di avere un figlio a prescindere dalla presenza del padre. Ora sappiamo benissimo che la tecnica consente la maternità senza l’ausilio del partner (anche se basta andare ad un pub sotto casa e sceglierlo per una notte), sappiamo della capacità di una donna di sapere assolvere contemporaneamente il ruolo di madre e del sostentamento economico, ma molti e molti dubbi restano sullo sviluppo psicologico del bambino/a a causa del sempre meno crescente del tempo che può dedicare loro e di un ‘punto fermo’ nella famiglia.

Ed allora?
Ancora convinti di sapere quale sia il ruolo del padre ‘oggi’ ? Io si.


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Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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17 risposte a Il ruolo del padre ‘oggi’

  1. semprevento ha detto:

    Guarda te come ti sta bene l’azzurro!!!!
    Ritorno….mi sa che sei a casa…. 🙂

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  2. silvanodonofrio ha detto:

    e già! settimana corta e lavoro da casa.

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  3. semprevento ha detto:

    di primo acchito mi son detta…questo è un maschilista 🙂
    ..poi sulle cose dobbiamo riflettere.
    Il mondo sta cambiando…e questo lo vedi anche tu…difficile inventarsi padre o madre….oggi i futuri genitori debbono per forza prepararsi ad un evento così grande!
    Sempre meno presenti nella vita dei figli. Sempre più ruoli confusionari.
    Io penso che se siamo così diversi anatomicamente parlando , e pure caratterialmente , un motivo deve esserci. Che un semino si possa nidificare dentro di noi, è risaputo e questo ci dà la libertà a noi donne di decidere con chi farlo e quando farlo. Voi uomini a meno che non prendiate un utero in affitto….l’è più difficile.
    La storia ci insegna che i genitori però devono esser due: un uomo e una donna.
    i ruoli dovrebbero esser distinti e separati. Ma sarà giusto?
    Ora, io non mi son mai posta il problema…nel senso che io svolgevo il ruolo di mamma, protettiva , coccolona, e chioccia.
    Il padre interveniva quando la mamma veniva prevaricata.
    La voce del padre si sa è quella più baritonale, arriva prima…fora e sfonda con poche parole. La mamma urla e sbraita…ma poi…no ottiene nulla.
    Detta così sembra che la mamma conti ben poco…invece conta..perchè è la voce fuori campo, che arriva dove sta il cuore. Ci sono le eccezioni, conosco mamme marescialle, di polso…dure…
    Una volta conobbi una signora che suo malgrado assistette ad una telefonata di mia figlia….io conclusi col mio solito Ciao tesorino, ti amo….Lei mi guardò e mi disse che non aveva mai usato tali parole…non era nel suo modo….le smancerie non le piacevano!
    smancherie????? ma che dice? questo è il mio modo…non potrei dire altro… i bambini lo devono sentire anche attraverso le parole che li amiamo…non solo fatti.
    Il papà forse no riuscirà a dire ti amo ai figli e glielo diostrerà con i fatti…
    e seppur la mamma lo fa in entrambi i casi, ella va a tappare le buche, i forellini che ha lasciato il padre.
    Questo per quanto riguarda l’infanzia…poi questi benedeti figli crescono e diventano adolescenti….e poi ragazzi….età difficilissime…e facilissimo perderli….
    Ma cos’è questo punto fermo? E’il ruolo di padre che determina questo punto?..in alcuni casi forse si…in altri…credo sia un punto fermo fatto da due persone che si appoggiano l’uno all’altro compensandoni…
    Ora tu mi parli anche di donne che accampano i loro diritti in nome di cosa….non lo so neanche io..perchè anche se vero che la sicurezza economica aiuta molto nell’indipendenza….l’educazione e quei valori storici( vogliamo chiamarli così?) che la famiglia composta da due elementi diversi può dare , dove va a finire?
    Dobbiamo solo aspettare ….
    vedi, non mi sento di condannare il desiderio di due omossesuali che vogliono un figlio….il senso materno mi pare che sia trasferendo anche nell’uomo…
    Questi bimbi che crescono senza amore….cosa saranno e cosa faranno da grandi?
    Se si punta il dito sulla mancanza d’amore…le coppie omosessuali ne hanno quanto una faniglia….i bambini si sanno adattare ad ogni situazione..affrontano queli che sono tanti tabù con profonda semplicità. Sta sempre alla società comportarsi correttamente e non esser discriminatori…e pure un pò bigotti…
    E’ vero che la famiglia è un punto fondamentale , lo è sempre stato, ma i tempi stanno trasformandosi…le famiglie omosessuali prenderanno piede anche in italia…
    forse non subito..ma stano lottando per avere gli stessi diritti di una famiglia eterosessuale. In america ci son già….sono i ricchi che tedengono il primato….
    e qui si apre un altra discriminazione…ma va tanto di moda ….
    Posso dirti ancora molto…per esempio su quanto sia assente il padre di mia figlia…
    di che se ne fa di un padre che esiste solo su un foglio?
    La mia idea l’hai capita….io comunque amo chi come te sa essere padre uomo e marito.e anche madre all’occorrenza. molto meno come cuoco.
    La battuta era d’obbligo.
    Buonanotte bel’omo
    ci rileggiamo …prima che io parta.
    bacio ,come ogni mammina fa prima che il loro cucciolo vada a nanna!

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  4. silvanodonofrio ha detto:

    … parti? è per quella crociera?
    mia figlia ha cambiato idea. Troppo tempo perso in mare a starsene in nave senza far niente ed essere trattenute da feste e festicciole per pensionati. Meglio viaggiare. Ora è a Stoccolma con un gruppo di amici ed amiche, ne hanno per una settimana. Tempo bello e caldo. E poi lei che ama la natura è il posto giusto per lei.

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  5. semprevento ha detto:

    mi son riletta la tua riflessione e pure la mia…
    ( gli errori perdonali..son di battitura).
    Domani è il compleanno di mio padre, ormai sono quasi 15 anni che non c’è
    più…E continua a mancarmi quel suo modo scanzonato di prendere la vita…
    era pieno di difetti..ne aveva tantissimi…lui ed io eravamo sempre in guerra.
    Una guerra ad oltranza…Poi è diventato nonno e da quel momento la guerra è cessata.
    Un nonno adorabile, unico.Quello che ha fatto per Sara, per me non lo ha mai fatto.
    Avevamo evidentemente lo stesso carattere e mai una volta che fossimo d’accordo su qualcosa. Ma era un uomo amato…
    Di lui non dimenticherò mai lo schiaffone che mi dette una mattina all’alba di un giorno di lavoro…perchè avevo strappato un foglio da un quaderno…mi disse i quaderni costavano , e che dovevo correggere l’errore, e non strappare la pagina…quella manata sulla guancia alle 8 del mattino era sempre lì.
    Fu un tale dolore quello schiaffo ma forse fu giusto.
    per esser sicuro che non lo avrei fregato numerò tutte le pagine..ed io fui costretta mio malgrado a presentare alla maestra pagine piene di pasticci.
    Questo episodio che sento anche ora sul viso mi insegno il valore delle cose, il sacrificio di mio padre nel mandarmi a scuola con tutto l’occorrente…
    Fu un modo un pò troppo incalzante che io con mia figlia non ho mai usato. MAI.
    E non ho neanche permesso ad altri il compito di insegnarle i valori delle cose con questi mezzi. Esistono le parole per me, solo quelle.
    Le punizioni corporali son passate, ma non troppo a quanto vedo.

    Bon…un piccolo frammento di storia di una famiglia..
    Buongiornoooo!!!
    bell’omo!

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    • silvanodonofrio ha detto:

      e fra sei giorni il tuo.

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      • semprevento ha detto:

        urcaaaaaa…te ne ricordi…
        maremma maiala però!!!!
        50….ma sono un esagerazioneeeeeeeeeeeeee!!!!!
        ………in mezzo al mar…vivrò momenti che nessuno capirà….
        nessuno…ma dividerò le mie gioie con chi ? la mia ciospinaaaaaaa…..
        🙂 ho fatto la tinta….domani vado dal barbiere …hahhahahahah
        ma che hai capitoooo???’ vò a tagliarmi i capelli..non la barba..se dio vuole i peli sulle gambe .neanche l’ombra!
        che culo, mi dicono sempre le mie amiche!

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        • silvanodonofrio ha detto:

          Un consiglio da addetto ai lavori: un bel balconcino se le proporzioni sono giuste altrimenti un bel push up. Il successo è assicurato. E lascia a casa libri e riviste per quelli c’è sempre tempo. Non dimenticare la Carmen (ma che te lo dico a fare).
          Ciao bella senza peli. Vogliamo una foto in costume! eh eh

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  6. silvanodonofrio ha detto:

    … anche te hai capito come la penso!
    Ma non sono un maschilista, anche se non ho mai capito cosa intendono le donne per maschilista nell’ambito famigliare e mai lo hanno spiegato per bene. Spesso si riferiscono al mondo del lavoro. Forse. Anzi, quasi sicuramente è così, anche se le cose stanno cambiando molto rapidamente. Ma in famiglia che senso ha parlare di padre maschilista ancora non lo ho capito. Che vuole comandare? quando sappiamo che ad accudire i figli sono ancora le mamme. Boh!

    Il padre, da che se ne dica, è una figura fondamentale e insostituibile nella coppia per il giusto equilibrio e insegnamento per la introduzione nella società, per quanto si voglia relegarlo sempre più ad un ruolo marginale puramente concepitivo o di domestico aggiunto. La natura avrebbe creato la sola donna con la possibilità di riprodursi magari con una forma evoluta della mitosi del proprio ovulo se avesse previsto la inutilità del padre. Magari una specie di forma evoluta di animali senza uomini e senza donne, solo esseri monosessuali che avrebbero provveduto al concepimento, al sostentamento e all’ingresso nella società. Se non lo ha fatto un motivo deve esserci. Il motivo è che l’uomo è un animale sociale, un membro di una società di uomini e di donne che vivono in simbiosi per il benessere e la sopravvivenza della specie, dandosi precise regole e comportamenti di vita. E’ per questo che la natura ha previsto due figure distinte e con ruoli importanti nel far si che i propri figli si introducano “correttamente” in questa società.

    Per quanto concerne il ruolo del padre in un coppia dello stesso sesso e di donne singole ho l’impressione che spesso (anzi spessissimo per non dire sempre), si dimenticano del “ruolo” e dei diritti dei loro figli. Ho l’impressione (spero di sbagliarmi) che il solo scopo di averli è per soddisfare puramente un egoismo personale senza pensare alle sue conseguenze. I figli non sono come i cani che vengono adottati a piacimento e poi si “devono” adattare a chiunque e a qualsiasi situazione, perché i loro padroni sono delle “brave” persone. Perchè seguendo questo concetto allora perchè non parlare di famiglie allargate, magari a quattro, a sei, a famiglie promiscue, come i cani in famiglia. Quale differenza? Non saranno essi capaci ugualmente di educarli? Di soddisfarli economicamente? Come nei branchi dei lupi o di leoni?

    No signori, i figli non sono giocattoli. I figli hanno bisogno di una madre e di un padre e non di due “domestici” o di due “babysitter” in casa.

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  7. semprevento ha detto:

    …molte volte me lo chiedo anche io…
    tu sei cresciuto in una “famiglia” i cui ruoli non erano intrigati, ma ben precisi.
    Se sei oggi quello che sei lo devi anche a loro.
    dico anche perchè non sempre i figli rispecchiano quello che è stato di loro insegnamento…
    …che ti posso dire? il progresso non sempre lo è , ma diventa regresso con la perdita di certi valori.
    la donna nonostante le tante lotte ha raggiunto un livello di aggressività pari e forse di più a quella dell’uomo proclamando il uo utero gestibile come meglio crede lei…
    hai ragione quando dici che i figli non sono dei cani…dei bambolotti o dei souvenir….
    E’ un impegno grande allevare i figli…più grande di quanto si possa immaginare…
    Per amore non intendo solo quelle gestualità affettuose ma una miriade di cose…comprensione i primis…adattamento ai loro modi di esprimersi…e qui forse trovo delle difficoltà….
    i pedagocisti si esprimono in vari modi…chi dice che i bambini devono sempre sapere dove sia il limite, giusto per non oltrepassarlo …e chi dice che i bambini debbono esprimersi come meglio credono per poter sperimentare….chi ha ragione?
    c’è bisogno di una guida….non oppressiva ma deve esserci…altrimenti si cresce allo sbando…. figli si sentono amati anche quando bacchettati( parole loro)
    Ora tu però parli di ruoli…donna e uomo…c’è bisogno di entrambi ..su questo sono d’accordissimo con te!
    la famiglia è questa, non ci sono dubbi….forse si perde di vista il vero fondamento su cui è basata e si va a pensare solo all’amore inteso come affetto, gestualità, preoccupazione …e allora di amore da dare ne son capaci tutti….uomini e donne.
    ecco il punto secondo me…L’educazione è un’altra cosa…i principi morali…i ruoli…i giochi….Si son sovvertite tutte le regole….proclamandole arcaiche….
    c’è bisogno di ritornare alle origini?
    penso di si….
    Posso dirti che senza un padre io un figlio non lo farei….non mi sentirei in grado di ricoprire un ruolo doppio…ci tengo troppo al mio.
    Però questo non mi impedisce di provare molta comprensione per chi , essendo uomo, desidera diventare padre….capire che significa…..e si aprono sempre nuovi dibattiti…
    sai, voi uomini giocate sempre un ruolo di prepotenza…ma non è così….di questo ne sono certa…Seppur io abbia avuto esperienze negative, non mi impedisco di pensare alla famiglia come un bellissimo percorso insieme da condividere.

    ciao bell’omo…mi fai tenerezza!
    …saresti quasi da sposà!

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  8. silvanodonofrio ha detto:

    intanto ti auguro in antipico una bella vacanza tutta relax. E attenta ai vecchietti, ma se proprio devi scegliere informati prima sul suo conto in banca, potrebbe essere la sistemazione definitiva (tuo orso permettendo)
    Magari poi ci fai sapere il programma e come è andata.

    Per il resto, diciamo che tutto ha un senso se i genitori sono equilibrati e di buoni principi, altrimenti non ha senso parlare del ruolo del padre e della madre, i figli non hanno scampo e sono destinati ad avere vita più dura di quanto non lo sia di già.
    Ora mi potresti domandare che significa essere equilibrati e di buoni principi. Di preciso non lo so, io parlo per me stesso e per quello che mi hanno insegnato i miei genitori e più di tutti mio padre: credere nella famiglia, rispetto e credere negli insegnamenti religiosi. Per chi non è religioso basterebbe insegnare a ripsettare il prossimo, le regole del vivere in società, le leggi dello stato. Perchè gira e rigira è quasi la stessa cosa pur con etiche diverse.

    Mio padre alle sette di mattina era già al lavoro (meccanico di automobili) e ritornava tardi la sera stanco e sporco di grasso. Eppure dopo essersi lavato voleva tutti attorno al tavolino per la cenare insieme e nessuno si alzava prima di lui. Mia madre gli raccontava gli avvenimenti della giornata, le nostre marachelle, i litigi tra noi figli, le disubbidienze, i compiti non fatti. Bastavano solo poche delle sue parole per metterci in riga dall’alto della sua autorevolezza. Le mamme si sa sono isteriche, gridano gridano e a lungo andare i figli ci fanno l’abitudine e nemmeno le ascoltano più. Con nostro padre era diverso, picchiava poco ma bastava solo un suo sguardo per farci mettere la coda tra le gambe e rigare dritti.
    Più grandicelli, era il primo a rimediare ai nostri errori, a darci consigli di vita, a darci qualche ceffone per i nostri continui errori.
    Ora se dai uno schiaffo ai tuoi figli rischi la galera. Già a tredici anni se li rimproveri ti mandono tranquillamente a quel paese, pensano di essere già esperti e maturi, non ti ascoltano e credono di saperne più di te. E poi pagano. Nelle peggiori delle ipotesi finiscono male. E la madre? Poverina, lei lavora, non ha tempo da dedicare alla educazione dei figli e quelli crescono con le regole dell’asilo, della strada, di una scuola malata, di una società malata. E il padre? Lui non conta più niente. Un soprammobile, una persona che entra ed esce dalla casa e quando c’è è seduto sul divano. Qualche volta cambia i pannolini, qualche altra volta cucina e se dice qualcosa gli dicono di stare zitto perchè non sentono la tv.
    Il ruolo del padre oggi è morto. Per rinuncia, per le mutate regole sociali, imghiottito dalla confusione dei ruoli. Per essere diventato permissivo, accondiscendente, perchè la società ha sancito che i figli vanno compresi quando in realtà non ci si parla più. Per incapacità o per non essere pronti ad essere padre.
    E i risultati sono davanti ai nostri occhi.

    Ciao bella riesco col cane, oggi ho fatto qualche foto, forse te ne mando qualcuna.

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  9. Il ya évidemment beaucoup de choses à savoir à ce sujet. Je pense que vous avez fait quelques bons points dans les reportages également. Continuez à travailler, excellent travail!

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  10. gabriarte ha detto:

    Una discussione interessante per un genitore. Mio padre era come il tuo, bastava uno sguardo e capivi cosa voleva significare però nonostante l’età avanzata, io ultima di tre fratelli molto più grandi, comunicava con tutti ,anche con me di qualsiasi argomento. Ti sentivi sicura con lui , potevi contare su di lui, mi è mancato presto all’età di 25 anni.Mi sposai a 28 anni e avevo dei grossi dubbi sull’avere dei figli. Non mi sentivo come era stata mia madre, dolce e materna avevo paura di non essere una brava madre. Quante volte andavo da lei e, le chiedevo come si fà a diventare come te. Povera donna, mi rincuorava sempre, ma capivo che era preoccupata.Io già pensavo per il suo futuro, per quello che avrei potuto offrire ad un figlio. Non è solo metterlo al mondo ma è seguirlo nel suo camino, entrambi i genitori con due ruoli ben diversi ma assieme .Mio marito era ed è ancora un dolcissimo uomo, diverso da mio padre,incapace di imporsi ma presente e sensibile . Lui desiderava quel figlio e mi convinse che sarei stata un ottima madre, Oggi ho un figlio di 27 anni e sono orgogliosa di lui, anche se è stata dura ,difficile, ma siamo cresciuti assieme conoscendoci pian piano, litigando quando era il momento di dire no! Ha il carattere di mio padre e con mio marito ha un’ottimo rapporto anche se a volte non si incontrano nelle idee. Ma ci stà e come se ci stà Non mi sento di dare consigli è difficile essere genitori perchè ognuno di noi deve secondo me imparare a crescere con la propria famiglia. CIao e scusa se mi sono intromessa

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