L’Universo come un ologramma.

universo_ologramma

La notizia che viene riportata un po’ da tutti i siti scientifici sta creando una curiosità a mio avviso eccessiva.
Di cosa si tratta? Perché la notizia è ritenuta interessante?

L’universo è un ologramma. Viviamo in un ologramma.
Cosa significa?

Per prima cosa diciamo cos’è un ologramma.
L’olografia è una tecnica che produce immagini tridimensionali. Gli ologrammi indicano quindi di solito le immagini 3D, e in particolare quelle stereoscopiche, cioè quelle che appaiono con una prospettiva diversa a seconda dell’angolazione la cui la si guarda.

L’ologramma permette di riprodurre, con notevole precisione, un’immagine precedentemente registrata.
Questo avviene tramite interferenza di due fasci laser.
In pratica per produrre un ologramma occorre illuminare l’oggetto con luce laser. Poi si registrano insieme su una lastra opportunamente trattata (olografica) la luce riflessa dall’oggetto e quella con la quale lo abbiamo illuminato. Così si riesce a memorizzare una serie di informazioni che consentono a posteriori di “far rivivere” l’oggetto stesso (con tutte le sue proprietà tridimensionali) quando la lastra venga opportunamente illuminata.

Cosa c’entra ora l’universo, vi state domandando?
Vado al sodo.
Il nostro universo è piuttosto piatto e sulle distanze astronomiche ha una curvatura positiva ovvero un universo in espansione.
Nella nostra immaginazioni, e a prima vista, non vi è il minimo dubbio che a noi l’universo appare tridimensionale.

L’idea alla base della teoria olografica dell’universo è che tutte le informazioni che costituiscono la ‘realtà’ a tre dimensioni (più il tempo) siano contenute entro i confini di una realtà con una dimensione in meno. Descrivere l’universo dunque richiede due dimensioni.
Ciò che noi percepiamo come tridimensionale potrebbe essere, quindi, solo l’immagine di due processi dimensionali su un enorme orizzonte cosmico.

Si può immaginare che tutto ciò che si vede, si sente e si ascolta in 3D e la percezione del tempo sia emanazione di un campo piatto bidimensionale, cioè che la terza dimensione sia ‘emergente’, se paragonata alle altre due dimensioni.
In pratica i dati contenente la descrizione di un volume di spazio – come un essere umano o una cometa – potrebbero essere nascosti in una regione “appiattita” ma ‘reale’ dell’universo.

In ambito cosmologico, per avere una rappresentazione semplificata della formulazione olografica, possiamo immaginare che ci sia una superficie ideale, sulla quale tutta l’informazione dell’universo venga in qualche modo registrata, come in un ologramma: uno schermo che contiene la “scena” dell’intero universo.
L’idea, quindi, è simile a quella degli ologrammi ordinari, in cui l’immagine tridimensionale è codificata in una superficie bidimensionale.

Tuttavia, ciò non permette di dimostrare che stiamo davvero vivendo in un ologramma ma a quanto pare è sempre più evidente la validità del principio di corrispondenza nel nostro universo.


 

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Informazioni su bruce

Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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4 risposte a L’Universo come un ologramma.

  1. gabriarte ha detto:

    che dirti!! aspettiamo stasera alle diciannove per sentire cosa la nasa ha da annunciare in proposito nuove scoperte? intanto lascio i miei saluti a presto una carezza a blef ciao

    Mi piace

    • bruce ha detto:

      Ciao Gabri, ho riportato la notizia su FB:

      La clamorosa scoperta della NASA.
      Ci sono 7 pianeti uguali alla Terra. Un sistema planetario che riceve la stessa quantità di luce che riceve la terra. E’ ancora impossibile arrivarci, ma la scoperta è epocale. La Nasa, nell’attesa conferenza stampa mondiale, ha annunciato la notizia.
      A meno di 40 anni luce da noi ci sono sette pianeti gemelli della Terra. TRAPPIST-1, una stella nana rossa nella costellazione dell’Acquario, ha infatti un corteo di ben sette pianeti simili alla Terra.
      Il punto forse più importante della scoperta è che tre di queste “sette sorelle” della Terra si trovano nella cosiddetta fascia di abitabilità, e potrebbero quindi ospitare acqua allo stato liquido, ingrediente fondamentale per lo sviluppo della vita.
      Un affettuoso saluto

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