ExoMars 2016 – Parte prima: Schiaparelli

planeta-marte

Se siete interessati alla scienza segnatevi queste imperdibili date:
il 16 di questo mese, ottobre 2016, il modulo Schiaparelli si staccherà da ExoMars 2016, e tre giorni dopo la sua discesa su Marte.

Perché è così interessante?
Perché l’Europa e l’Italia stanno mettendo piede su Marte.
Perché ExoMars rappresenta la prima tappa di un percorso europeo che si concluderà con lo sbarco di equipaggi umani su Marte.

L’avvenimento è di così elevata importanza per farla passare sotto silenzio. Così ho deciso di dedicare alcuni post a questo avvenimento. E non posso che cominciare da Schiaparelli.

Giovanni Virginio Schiaparelli (1845-1910) era un ingegnere a tutto tondo che ha dedicato molto tempo della sua carriera a catalogare e nominare le caratteristiche della superficie di Marte. Durante la “Grande Opposizione” del 1877, quando Marte era relativamente vicino alla Terra, egli osservò il pianeta ad occhio nudo attraverso un telescopio e disegnò una rete di percorsi lineari che aveva visto tracciate sulla superficie. Assunse che queste fossero dei canali naturali pieni di acqua ed utilizzò la parola italiana equivalente, “canali”.
Questo termine è stato spesso tradotto in inglese con la parola ‘canals’, portando a notevoli speculazioni sul fatto che una rete artificiale di corsi d’acqua fosse stata scavata su Marte da una civiltà intelligente, magari per fini di irrigazione.
Tuttavia, molti dei percorsi lineari visti e disegnati da Schiaparelli ed altri, più notoriamente Percival Lowell, sono stati messi in discussione come illusioni ottiche risultanti dalle osservazioni ad occhio nudo. Successive immagini fotografiche di Marte non li hanno mostrati e l’arrivo delle prime sonde spaziali sul pianeta negli anni ’60 hanno confermato che è il posto freddo e asciutto che conosciamo oggi.

Egli ha inoltre creato un precedente per documentare le caratteristiche sui pianeti, e molti dei nomi la lui proposti per i principali panorami marziani sono ancora in uso oggi.
Schiaparelli è noto anche per aver calcolato che regolari piogge annuali di meteoriti provenienti da specifiche regioni del cielo sono dovute all’orbita della Terra che intercetta scie di detriti lasciati dalle comete durante il loro viaggio attraverso il Sistema Solare. Egli ha inoltre effettuato accurate misurazioni dei periodi di rotazione di Venere e di Mercurio ed era un grande sostenitore dell’importanza della divulgazione scientifica: scrisse infatti libri sull’astronomia e teneva spesso conferenze pubbliche.

“La dedizione di Schiaparelli alle scienze planetarie ed alla comunicazione scientifica è stata riconosciuta in tutto il mondo, e , come tale, vogliamo celebrare i suoi successi nominando una parte chiave della missione ExoMars in suo ricordo”. (ESA)

…. segue


 

Informazioni su bruce

Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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4 risposte a ExoMars 2016 – Parte prima: Schiaparelli

  1. MARGHIAN ha detto:

    Ciao Bruce. Peccato che sulla esistenza di canali artificiali ci si sia sbagliati, mi sarebbe piaciuto fosse cosi’🙂 Ricordo alle elementari, dei quaderni che avevano in copertina delle immagini “scientifiche”, o meglio “spaziali”. In uno che mi capito’ fra le mani c’era una illustrazione con la didascalia Marte, con i suoi famosi canali”.
    Si’, so anche io dell’equivoco ( voluto? Non voluto? ) “canali-canals”. Schiaparelli e’ stato grande, poco sulla bocca della gente (solito “annoso” discorso…) come invece meriterebbe.
    Non ho ormai tanta fiducia delle sonde automatiche (con rover o senza), come gia’ ho avuto modo di esprimerti: non vedo l’ora che ci sbarchi l’uomo, e ci rimanga diversi mesi, per scoprire davvero qualcosa. Piero Angela la pensa diversamente da me: “non serve mandare l’uomo su Marte, perche’ con dei robot….”. Sara’, se lo dice lui… Comunque sia, il “vecchio continente” e l’Italia si stanno facendo onore. Anche Rosetta, caduta da poco sulla cometa 67/p Churimov Gerasimenko, per la precisione lo scorso 30 settembre, e’ europea come lo era Phoenix, sempre per Marte. Ciao.

    Marghian

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    • bruce ha detto:

      ciao Marghian, a dire il vero tutti noi ci abbiamo un po’ creduto che i famosi canali fossero manufatti umani. Che dire poi del famoso volto o faccia di Cydonia? e degli alberi al polo nord? Perchè dentro di noi “volevano” che lassù ci fosse stato qualcuno, una civiltà più progredita della nostra. I famosi marziani.
      Ora sappiamo come stanno le cose e aspettiamo che ci mettiamo i piedi sopra, perchè, secondo me, è assodato c’è acqua e quindi tanto vale concentrare tutti gli sforzi a mandarci l’uomo. e mi sembra che la finalità di ExoMars sia proprio questa.
      Ora pubblico la seconda parte.
      Ciao.

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  2. MARGHIAN ha detto:

    Ciao Bruce. Infatti, e chiaramente io non penso che le missioni automatiche non siano importanti. Anzi. E’ di esempio il nome di quella sonda inviata nel luglio del ’97 su Marte: “Pathfinder”, “apripista” e cioe’ preparare la strada all’uomo, pian piano.

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  3. Pingback: ExoMars 2016 – Parte prima: Schiaparelli — Bruce – leggereecommentareblog

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