Fondo unico per la cultura

 

C’erano state molte polemiche per i tagli alla cultura.

Peccato – avevo pensato anch’io – è cultura la poesia, il libro, sono cultura i musei, i siti archeologici, la lirica, il teatro, la musica, le biblioteche, è cultura in un certo senso anche la televisione.

E’ giusto che la cultura venga finanziata se poi ne troveranno beneficio tutti i cittadini.

 Oggi il consiglio dei ministri ha stanziato 420 milioni di euro per la “cultura”.

Giusto – ho subito pensato – Ben fatto. Ma poi leggo che questi soldi sono per il FUS, avvero per il fondo unico dello spettacolo. E così mi sono domandato a chi vanno questi soldi, chi veramente sono i beneficiari di questa pioggia di soldi.

Ho fatto una ricerca ma non ho trovato nulla di preciso. Niente di più generico che questi soldi sono un sostegno finanziario agli operatori del teatro, della danza, di una infinità di enti ed associazioni, istituzioni e organismi operanti nel cinema e in mille altre attività di un sottobosco dalle dubbie iniziative.

 

Leggo che i primi ad essere contenti sono stati gli enti lirici che hanno sospeso gli scioperi annunciati. Bene – mi sono detto ancora una volta – vuoi vedere che questa volta caleranno i prezzi e ci potrò andare anch’io alla Scala? Illuso!

I biglietti dei teatri non caleranno, vedrete, e i teatri saranno sempre per quella “ristretta” classe che può permetterselo. Allora mi incazzo leggermente. Diamo i nostri soldi per la cultura, ma per una cultura i cui beneficiari saranno sempre gli stessi, quelli che vanno al teatro con pelliccia, costosi abiti da sera, con la scorta. Per finire in stipendi, cachet. Ora capisco il tanto interessamento di Muti e le agitazioni del mondo lirico.

 

Ok, passi per la lirica così facciamo contento pure Napolitano, ma mi domando per quale strano motivo devo dare soldi a Moretti, a De Sica (che tra l’altro mi è anche simpatico) per certi film di propaganda politica e cinepanettoni che nulla hanno a che vedere  con la cultura e sono già ben pagati.

L’attore Sergio Rubini, invece di ringraziare per l’insperata manna dal cielo, ha commentato così il provvedimento: «Ci danno quello che ci spetta». E questo mi fa incazzare di più, pensando a chi gli spetterebbe un lavoro e non lo trova.

Francamente, l’idea di finanziare con le tasse i film di Sergio Rubini o Nanni Moretti, riempire le loro tasche già piene alla nostra faccia e riempire le tasche del torbito sottobosco cinematografico sinceramente offende tutti i cassaintegrati, i disoccupati, i veri precari.

 

Non me ne vorranno gli amanti della musica, ma mi domando per quale giustificato  motivo devo finanziare Ligabue (solo per fare un nome) e compagnia bella.

Mi domando per quale strano motivo il mondo della cultura non riesce a finanziarsi da solo tramite sponsor e vendita dei biglietti, come fa il calcio, il motociclismo, automobilismo, e tantissimi sport minori che sopravvivono auto finanziandosi. Non fanno anche loro parte dello spettacolo?

 

Sono d’accordo nel finanziamento di “quella” cultura e di “quello” spettacolo che da lustro all’identità della nostra nazione, ma discriminare altre categorie e ingrassare solo le tasche di chi è già privilegiato mi fa incazzare. E mi incazzerò ogni qual volta andrò a fare benzina per finanziarli.  

 

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Informazioni su bruce

Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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14 risposte a Fondo unico per la cultura

  1. semprevento ha detto:

    ..O Bruce!!!
    ……seriosa e beffarda ‘sta cosa!
    Dunque , di Moretti forse mi piace un solo film di cui non ricordo il titolo…ma io dicordo poche cose…il mio più grande difetto!
    Un opera non l’ho mai vista , sentita si…c’è la radio.
    E ora discorso da Barrettino….
    I poveracci vanno nei loggioni…tanto per dire…
    si vestono in jeans e felpina…magari con stampato Spank o l’omo ragno!
    Poi, e che azz, Ligabue credevo stesse benino….allora un è vero?
    Uhmmm..mi viene un idea…mi butto nella musi’a!!!
    Chissà che un ci scappi qualche Eurino!
    Ah, poi un trovi nulla di preciso perchè sei parte della massa ‘gnorante, che un si intende di nulla e un deve sapè dove vanno a finì i tu soldini.
    L’hai vista la carla fracci? sembra davvero un cigno ma l’è una jena lelì.
    Ha avuto a che dire con Qualche pezzone della politica a causa di finanziamenti e roba varia…lei c’aveva bisogno di soldi, un gl’hanno rinnovato la candidatura alla direzione del Teatro della Scala de Milan e s’è incaZZATA DI BRUTTO….come se tutti i bimbi italiani dovessero imparà a ballà la morte del cigno!!! mah…

    Quello che troverei giusto ( se fosse possibile) finanziare i teatri per i loro addetti ai lavoti e cioè, bigliettai, maschere , sicurezza ecc ecc…insomma quelli che lom spettacolo lo vedono solo dietro le tende…
    Io a teatro ci sono andata solo una volta e gratis…tiè!!!
    ma l’hai letta la storia….quindi tanto gratis un è stata!

    L’identità della Nazione???? ma che blateri???
    è un pò che questa carta d’identità serve solo per fa un bello spinello!!!
    Dio bonino , me le levi di bocca!!! ( e mi son limitata!) èh!

    E pure Rubini…sono dovuta andare a cercarlo sulla rigorosa Wikipedia… sennò un mi ricordavo chi era…diciamo che lulì ha avuto un gran culo nella su vita!
    e un di’o altro!

    Accidenti a me che un ho osato tanto …
    chissà magari oggi sarei stata una Star…con la “erre” maiuscola!

    Te la dico in esclusiva…
    ieri sera ho rispolverato un pò la mia grinta!!!
    Ho aspettato fuori dall’ufficio di chiusura la vice direttrice delle poste….
    son stata l’ un ora ….ma alla fine la signora ha chiesto scusa alla mia ciospina…
    le discussioni non mi sono mai piaciute…le aborro categoricamente…ma sai, quando ci vuole ci vuole. E la mi bimba ha la precenza su tutto…
    Comunque con sommo piacere ho notato che anche la mia bimba sa difendersi bene…
    All’affermazione della signora…senti potrei essere la tua mamma…Lei le ha risposto _e menomale che un sei!!!…io c’ho riso forte!!! per il suo modo così pisano di parlare!!
    _poi tesoro, mica si vede che sei ipovedente, lo sono anch’io!!…Sara imbecca: io son ceca parziale, è un pò diverso…io ho un decimo e lei???
    la signora- io quattro!( Pareva d’esse a giocà a tombola.)
    la Sara – Che culo signora…le darei il mio, così capirebbe!!!
    CMQ…tutto è bene quel che finosce bene, ma non si può dire ad una ragazza di farsi riempire una dicitura a qualcuno dei presenti “Guarda te quanta gente c’è!”….perchè la signora ha fretta di chiudere!! e dopo averle specificato che essendo cieca parziale , bon riesce a vedere il numero della catra d’identità…..
    Io ero fuori col cane…IGNARA DI TUTTO.
    dopo ho saputo…eh…e lì mi sono fortemente incazzata!
    Ce son state anche per l’impiegato esaurito, con lui ho usato terminologie abbastanza bettolane…ma tanto poi ho saputo che fa uso di spicofarmaci…per sta calmino…è esaurito per via del lavoro massacrante delle poste….ma pensa te se andava a vangà le prodi….accidenti a lui!!!

    via…dopo tutto sto casotto da barrettino….mi immergo nel mio dilemma…accetto o non accetto????? mah….

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    • silvanodonofrio ha detto:

      A me sta’ cosa mi lascia perplesso, ci sarebbero da mettere a posto i siti archoligici che cadono a pezzi, monumenti evanescenti e pieni di erbacce, i biglietti gratis dei musei per favorire la cultura, biblioteche decenti, agevolare i teatri di periferia e poi devo vedere che i nostri soldi vanno anche nelle tasche di Muti e Moretti, che già c’hanno ville ed automobili di lusso ed io devo fare i conti di quanta benzina devo mettere alla automibile per arrivare a fine mese e ci devo anche pagare la tassa su per mantenerli. Meglio che sto zitto, mi stava scappando una bella parolina.

      Perchè non parli con tua figli e gliene fai dire due paroline da lei che mi sembra se la sa cavare abbastanza bene e sa trovare le parole giuste.

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      • semprevento ha detto:

        Già fatto….
        sara è una ragazza equilibrata in quel senso…
        ma si sente , come dire umiliata…Diciamo che l’ho educata a non rispondere ..anche se si avvalerebbe dei suoi diritti sacrosanti.
        La gente è cafona!
        Comunque si sta svegliando in lei quel senso incazzereccio…dopo tanti anni è stufa si mancanza di tatto, rispetto ed educazione.
        Specie negli enti pubblici…
        Credo però che abbia imparato qualcosa di nuovo…
        La mamma oggi c’è, ma domani….potrei essere al lavoro,
        o indaffarata in qualunque altra cosa….sarà òei a portare a casa la vittoria….le scuse son sempre ben gradite!

        Son contenta che per un momento ti sei trasportato fuori da quelle che sono le tue ansie…non fa male accantonare un momento la vita reale.
        Si, poi si riprende tutto in mano…ma son sicura che un pò di sale rimane a scricchiolare sotto le suole….
        Eh….caro amico di web…

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  2. semprevento ha detto:

    Bruce,
    bell’omo non ti devi arrabbiare…l’ennesimo spreco ormai passa inosservato…
    L’Italia tanto amata da te e tanti altri è veramente sull’orlo di una grossa crisi di nervi….
    è un peccato che tanti siano ignari di tutto l’andazzo…Trovare una via d’uscita?
    ci sarebbe…ma dovremmo abbattere tutte quelle teste prive di materia….
    un lavoro lungo lungo…ma alla fine se ben fatto limiterebbe tanto i danni, semmai avessero idea di emularli, dei posteri governanti.

    Scusa gli errori di battitura…ma vado veloce come il vento!

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  3. silvanodonofrio ha detto:

    ho letto la tua … poesia sul mare.
    Mi piace leggerti, mi porta in un’altra dimensione, lontano dalle angoscie, dalla tensione, anche se solo per pochi istanti.
    Ciao vento veloce.

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  4. semprevento ha detto:

    L’hai detto te…
    Io resto basita…e gli italiani tutti?
    Se siamo così messi male…chi ci darà la forza di gridare “”al ladro al ladro???”””
    Certo che con un finanziamento così non è che si posson risanare tantissime cose….ma con un pò di buona volontà….
    ..per un film…una canzone…questo mi pare davvero una presa in giro…Veltroni sarà strafelice…lui che vive in un “cinemaScope!”

    Intanto il CPT di Pisa autotrasporti ha ridotto le corse e allungato i tempi d’attesa tra una corsa e l’altra. Non ci sono fondi pubblici….
    😦

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  5. Alessandro ha detto:

    Non credo Ligabue prenda soldi dal Fus. Ma nemmeno se me lo fanno vedere mentre gli fanno il bonifico! Allora, io ti parlo da persona interessata e parzialmente informata dei fatti. Non solo, parlo dal mio piccolo, il mio piccolo modo di teatrante “minore” che non riesce a prendere un soldo dal Fus. Ciò che si deve dire in realtà, è che in Italia ci vorrebbe una vera riforma degli incentivi alla cultura. Le forme di finanziamente non sono chiare e di fatto i soldi li prendono sempre gli stessi. Li prende la Lirica che da anni produce gli stessi spettacoli senza innovazione, li prendono i teatri stabili, li prendono i teatri come il Valle o il teatro di Roma. C’è poi una parte residuale che dovrebbe servire a finanziare progetti, soldi da assegnare tramite bando. Purtroppo sono sempre i soliti a riuscire ad ottenere finanziamenti. Anch’io vorrei andare all’opera, ma costa come tu dici. Forse è questione di cashet, ma è anche questione di costi di gestione. La lirica poi, ha dei costi enormi perché ha tantissimi addetti da retribuire. C’è l’orchestra, ci sono i cantanti, ci sono i figuranti. Ecco, la lirica è l’unica che ancora può pagare i figuranti e spesso se ne trovano anche più di 30 in uno spettacolo. Il teatro di prosa invece arranca, ha prezzi più popolari (5, 8, 10, 15, 20 o al massimo 30) ma scarsa affluenza. I teatranti di prosa spesso fanno spettacoli a proprie spese, hanno scenografie minime e gli attori che servono (raramente più di 7). Se ti va bene prendi un 70-30 con il teatro (ovvero 70% alla compagnia, 30% al teatro). Più frequente invece l’affitto: affitti la sala a prezzi che vanno da 300 in su e ti accolli il rischio di un flop di pubblico. Dunque, non è così semplice la questione. C’è un macromondo di spettacoli ripetitivi che prende soldi (nella lirica sono sempre gli stessi spettacoli e non c’è innovazione); nella prosa a parte qualche caso eccezzionale che può usufruire dei fondi, il resto sono piccoli (anche con buone idee) che devono fare altri lavori per spesarsi le prove. Non mi piace quando veniamo trattati da scansafatiche, perché andare in scena è davvero una fatica e spesso neanche ricompensata dal pubblico che preferisce restare a casa davanti alla tv. Fatica, è fatica pura fare il teatrante e se leggi il mio ultimo post su riflessi capirai l’amore che c’è dietro il mio sfogo. E tu dici bene: sponsor. Questo è un tasto dolente per due motivi: primo perché purtroppo c’è una casta di intellettuali convinto che la cultura non dovrebbe scendere a compromessi con il denaro del mercato. Secondo, in Italia non c’è un meccanismo di incentivi e deducibilità delle donazioni verso gli organismi culturali. Questo scoraggia e non poco le aziende e gli sponsor che si sa, vorrebbe sempre pagare meno tasse. Dunque ci vorrebbe una apertura: da parte degli intellettuali asceti e da parte degli organi governanti che dovrebbero aprire alla deducibilità delle donazioni verso la cultura. ma questo non risolverebbe il problema perché il teatro ha tantissimi costi di gestione, e come dice Andrea Bisicchia nel suo Fenomenologia economia e fenomenologia teatrale: il teatro può operare soltanto in rosso; al più, un teatro efficiente può sperare di arrivare in pareggio. E questo è vero purtroppo. Non a caso da centinaia di anni il teatro si è sempre affidato a qualcuno per poter sopravvivere: un tempo erano le corti, oggi è lo stato, domani saranno gli sponsor. Ma i teatri senza “aiuti” finirebbero in bancarotta. Allora viva i saltimbachi!

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  6. Alessandro ha detto:

    E aggiungo, visto che la cosa mi fa parecchio incazzare: le autorità dovrebbero pagare il biglietto!!!

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    • silvanodonofrio ha detto:

      Seeeeeeeeeeeeeeeee!

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    • silvanodonofrio ha detto:

      Ho letto il tuo articolo. Tutto maledettametne vero.
      Ho provato a lasciare un commento senza riuscirci. Allora provo a farlo qui.
      Spesso sento persone riempirsi la bocca come appassionati e frequentatori di teatro. Tutto falso. Sono veramente pochi i frequentatori abituali di teatro ed io ahimè sono tra questi. L’ho abbandonato un paio di anni fa, e pensare che avevo sempre due biglietti gratis perchè sponsorizzavo attraverso la mia azienda una compagnia teatrale di Pescara. L’ho abbandonato dopo un paio di rappresentazione tra l’altro eccellenti per il semplice fatto che non si sentiva un bel niente, eppure tutti applaudivano. Tuttavia ho continato a sponsorizzarlo senza motivi di ritorno economico ma semplicemente di incoraggiamento per dei giovani di talento e per una disciplina povera ma impegnativa dove mi sono cimentato da giovane liceale con scarsi risultati.

      Comunque verrei tranquilamente “senza scuse” ad una tua rapprentazione. Peccato che siamo distanti (non è una scusa, eh! eh!).
      Ciao

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  7. semprevento ha detto:

    …su questo condivido!…dovrebbero pagare anche altro ma lasciamo stare le polemiche …che poi in realtà non lo sono…. 🙂
    Io non conosco Ligabue e i suoi risvolti…posso dirti però che non mi meraviglierei più di tanto…il sistema è questo, a quanto pare.
    So per certo invece che , per quanto riguarda la beneficenza, Andrea Bocelli, canta grautitamente addossandosi tutte le spese dei suoi addetti, pagandosi albergo e tutto quello inerente allo spettaccolo.uno che mi ha deluso molto invece è stato Renato Zero, che non muove boccia se non vede moneta.
    Ho parlato di beneficienza perchè alla fine è qualcosa che rientra nel discorso affrontato.Lo spettacolo come la canzone o in qualsiasi altra forma esso si presenta, è qualcosa che riunisce, che dà voce al popolo,
    che aiuta, se vuole e quando vuole.
    E come c’è indignazione da una parte, c’è indignazione dall’altra!
    la gente ha bisogno di credere che chi lavora , nell’ambito dello spettacolo ha una passione, non un fine, che è quello del denaro. Di Totò ce n’era solo uno….tanto per citare un uomo famoso.
    Ciao bell’omo…domattina parto…wow…
    a presto..intanto scrivi…così quando torno…ho da leggere…
    e dai un carezzone a Bleff…e saluta la tu’ family!
    Ti lascio in buona compagnia!
    🙂 Buona Pasqua Alessandro,
    con leggerezza e serenità.
    vento

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  8. silvanodonofrio ha detto:

    Un piccolo contributo al teatro della mia città.
    San Benedetto del Tronto ha una lunga storia teatrale.

    Il Teatro ”Concordia” nasce ufficialmente come progetto cittadino, nel corso di una riunione tenuta nell’ aula consiliare, indetta dall’Associazione dei filarmonici locali, il giorno 28 luglio 1827, dando cosi corpo ad un’idea che i componenti del sodalizio avevano maturato da qualche tempo.

    Nel suo palcoscenico si rappresentano per diverse stagioni opere di rilievo, soprattutto nel campo della lirica, e di autori in auge in quegli anni. Vi debuttò il famoso tenore fermano Ludovico Graziani ed il fratello baritono Francesco. Qui, nel 1843, ebbe ad esibirsi anche la prima donna Enrica Morelli che al termine della sua Lucia di Lammermoor fu accompagnata al suo alloggio da un tripudio di folla con fiaccole e manifestazioni di giubilo.
    Dopo pochissimi anni però il teatro dovette essere chiuso per lavori di restauro che iniziarono nel 1845. Questi lavori si prolungarono fino a tutto il 1849.
    Come teatro cittadino continuò ad essere utilizzato in modo saltuario, seguendo le vicende amministrative dei diversi periodi.

    Il teatro viene occupato dalle truppe nel passaggio per l’Unità d’Italia, e probabilmente lo sarà stato anche all’inizio del primo conflitto mondiale.
    Il Teatro ritornò in auge all’inizio del secolo, ma subentrò poi la stasi ed il quasi abbandono a causa della prima Guerra Mondiale.
    Nel 1929 il Commissario prefettizio del tempo ricevette una richiesta, con relativo progetto, per la ristrutturazione del teatro e sua trasformazione in sala cinematografica.

    A seguito dei bombardamenti del 27 novembre 1943 il Teatro Concordia subì profonde devastazioni. Restaurato e quasi completamente modificato nella parte adibita al pubblico, fu inaugurato nel Natale del 1947, ad uso prevalentemente cinematografico, con il nuovo nome di “Pomponi” del cognome del gestore.
    Un restauro successivo, ulteriormente devastante, ma anche i mutati tempi, lo fece scadere.

    Tornato nella disponibilità del Comune la gestione del Teatro Concordia fu affidata all’Associazione Culturale “Laboratorio Teatrale Re Nudo”.
    L’associazione ha gestito il Teatro Concordia dal 17/11/1997 al 31/12/1999, quando fu chiuso per inagibilità.
    Il progetto di consolidamento e restauro conservativo dell’edificio iniziò nel gennaio del 2001.
    Successivamente la progettazione è tornata interna al Comune. Varie sono state le ditte che si sono succedute nell’effettuazione di lavori e grande l’impegno di tutti i soggetti interessati affinché la città potesse avere finalmente il suo Teatro.
    L’importanza di questi lavori è dimostrata anche dal sostegno dato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno per la fornitura e l’installazione delle macchine di scena, quinte e tendaggi e per i corpi illuminanti .
    Il 30 aprile 2008 il Teatro Concordia è tornato alla città.

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