Tyche: il super pianeta

Ci sono siti che con squilli di tromba e rullii di tamburo annunciano una scoperta che era in  attesa da quasi un secolo.

Di cosa si tratta?
Di Tyche. Ve lo avevo preannunciato nel post precedente.

Abbandonata la pista Nemesis, (la stella nana bruna  presunta  causa prima delle estinzioni di massa), ritorna il mito di Nibiru questa volta sotto altre vesti.

tyche-01Lo so che sei impaziente – mi rivolgo al mio cane – quindi non ti trattengo con il fiato sospeso.
Questo, di seguito, è quanto ho letto riportandotelo pari pari.

“Se siete cresciuti pensando che i pianeti del nostro Sistema Solare fossero nove e siete rimasti particolarmente scioccati quando Plutone ha perso il suo status di ‘pianeta’ nel 2008, preparatevi perchè potrebbe esserci presto una nuova sorpresa: i pianeti potrebbero tornare ad essere nove e Giove potrebbe non essere il più grande.
Gli scienziati, infatti, potrebbero presto essere in grado di dimostrare l’esistenza di un pianeta gigante gassoso quattro volte più grande di Giove e in orbita sul bordo esterno del nostro Sistema Solare.
Tyche sarebbe 15 mila volte più lontano dal Sole rispetto alla Terra e 375 volte più lontano di Plutone, ragion per cui non è mai stato identificato finora.”

Beh! a giudicare dalla notizia, la notizia è grossa.
La prima cosa che viene in mente a persona poco poco accorta è di controllare la fonte.
E la fonte sarebbe autorevole. Troppo seria per non crederci. E’ nientemeno che la Nasa.
Così riportano all’unisono tutti i siti letti.

Ma siccome io e il mio cane siamo curiosi e non vogliamo riportare “a pappagallo” la notizia, siamo andati a vedere come stanno le cose. E soprattutto quando gli scienziati della Nasa ci daranno questo sensazionale annuncio.

Faccio un po’ di storia (tanto per tenere informanto il mio fedele amico).
Tutto nasce da un articolo pubblicato sulla rivista Icarus nel novembre del 2010 da John Matese e Daniel Whitmire (sempre loro, gli stessi della ipotesi Nemesis), due astrofili dell’Università della Louisiana in cerca di una spiegazione (e forse di notorietà) al cambiamento di rotta delle comete che entrano nel Sistema Solare.
Fin qui nulla di nuovo, direte voi. Giusto.
La teoria infatti è sempre la stessa e nota da tempo.

Withmire e Matese hanno basato la loro ipotesi sul fatto che molte comete a lungo periodo (che quindi dovrebbero provenire dalla nube di Oort) mostrano orbite anomale. Probabilmente qualcosa deve disturbare la loro traiettoria. L’ipotesi consiste che questo “qualcosa” sia situato in quella fascia.
Anche questo non ci dice nulla di nuovo. Ma lo riporto ugualmente.

La novità è che questo qualcosa non è più la nana bruna Nemesis ma un pianeta dalle dimensioni esagerate. La sua massa dovrebbe essere pari a circa quattro volte quella di Giove, tanto da innescare reazioni di fusione al suo interno che garantirebbero una temperatura planetaria di -73° C, clima tropicale considerando che ci troviamo ai confini del Sistema Solare.
Whitemire e Matese ipotizzano che l’orbita di Tyche disti circa 15 mila UA dal Sole, un pò meno di un quarto di anno luce. Questo fa sì che l’ipotetico pianeta si trovi ancora all’interno della ‘Nube di Oort’, il cui confine è stimato in oltre 50 mila UA.

tyche-04Il periodo orbitale di Tyche sarebbe di 1,8 milioni di anni, con la possibilità che l’orbita abbia un orientamento diverso rispetto al piano orbitale dei nostri pianeti.

Pur non essendo mai stato osservato Whitemire e Matese si azzardano a dire che Tyche sarà certamente composto di idrogeno ed elio e probabilmente avrà un ambiente molto simile a quello di Giove, con macchie colorate, striature atmosferiche e nubi.
“Non mi stupirei se avesse anche le lune. Tutti i pianeti esterni le hanno” – si lascia prendere dalla eccitazione Whitemire.

Perchè l’hanno chiamato ‘Tyche’?
Tiche (Τύχη, in greco significa ‘fortuna’) era la dea della fortuna e della prosperità. Il nome è stato scelto per evitare confusione con Nemesis, che sappiamo era considerata una stella nana rossa o nana bruna in orbita intorno al Sole ad una distanza tra le 50 mila e le 100 mila UA, poco oltre la Nube di Oort.
Tyche, infatti, era il nome della sorella ‘buona’ di Nemesis (la dea della distribuzione della giustizia).

Niente male la fantasia dei due astrofisici.

Ma la novità assoluta starebbe nel fatto che secondo gli scienziati, la prova empirica dell’esistenza del gigante gassoso è già stata raccolta dal telescopio spaziale WISE della Nasa ed è solo in attesa di essere analizzata.
I due scienziati non vedono l’ora che WISE dia un risultato definitivo.

WISE ha terminato di osservare “a tappeto” il cielo nell’infrarosso, catturando più di 2.7 milioni di immagini: dalle remote galassie agli asteroidi vicini alla Terra. Tutto ciò che era visibile nell’infrarosso (corpi freddi soprattutto) è stato immortalato.

Completata una scansione della fascia asteroidale e due dell’Universo profondo, in due bande infrarosse, WISE è stato “ibernato” ed è iniziata l’analisi accurata dei suoi dati. Dopo di che, l’ipotesi di Withmire e Matese sarà, secondo loro, confermata o confutata definitivamente.

Il fatto nuovo (e sorprendente) è che in un primo momento l’annuncio doveva avvenire entro marzo del 2012, ma la mole di dati ha richiesto un anno di lavoro supplementare.
Strano. Strano che alla Nasa sbaglino le previsioni con un ritardo di un anno. Ma plausibile direbbe qualcuno.
Ancora più strano, però, è il fatto che l’anno supplementare di indagini è passato da un pezzo e di annuci non se ne parla.

Ora tu – mi rivolgo sempre al mio cane – ti starai domandando come si fa a non aver scoperto prima questo pianeta con una massa così imponente se la storia di Tyche fosse vera.
Tyche sarebbe troppo freddo e lontano per poterlo osservare con un telescopio tradizionale ad infrarossi – è la spiegazione dei fans di Tyche.
Siamo proprio sicuri?

Per scrupolo di informazione leggete qui su TuttiDentro una notiziola che sintetizzo in due parole.
Chrandra X-ray Observatory scopre un pianeta (noto come HD 189733b) dalle dimensioni di Giove (3 volte più piccolo di Tycge) che ruota attorno ad una stella a 63 anni luce di distanza dalla Terra (Tyche si troverebbe solo a 1/4 di anno luce).
Avete letto bene. Chandra ha rilevato un pianeta più piccolo di Tyche e di gran lunga più distante.

Chandra X-ray Observatory della NASA e XMM Newton Observatory dell’European Space Agency (ESA, Agenzia Spaziale Europea) sarebbero dei telescopi tradizionali e quindi poco affidabili?

Qualcosa non quadra. Forse la verità è un’altra.
Secondo l’astronomo Phil Plait della Sonoma State University è tutto un equivoco.
L’equivoco è nato nel momento in cui Withmire e Matese ipotizzavano che la prova della esistenza di Tyche è già stata raccolta da un telescopio spaziale della Nasa, ed è solo in attesa di essere analizzata.
I media ovviamente hanno enfatizzato l’annuncio facendo sembrare come se la prova del pianeta è già nei dati. E tutti dietro a pesce.

Ma non è davvero il caso. Questo pianeta non può esistere affatto.
Mi piacerebbe – dice ancora Phil Plait – che fosse vero. Al momento è una ipotesi solo interessante ma ci sono solo prove inconcludenti a sostegno dell’idea di un grande pianeta nei profondi recessi oscuri del sistema solare.
Questa è una lunga strada da provare.

Quindi possiamo concludere dicendo di aspettare pazientemente l’annuncio della Nasa.
Sarà la notizia dell’anno.
Oppure sarà la bufala dell’anno.

Il confine è molto sottile.


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Informazioni su bruce

Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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13 risposte a Tyche: il super pianeta

  1. bel articolo, tu e il tuo cane date spesso notizie interessanti.. lo ribbloggo 🙂

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    • bruce ha detto:

      Caro Ernesto io e il mio cane ti ringraziamo.
      Cmq sappi che ti seguo anch’io, ho visto che hai rilasciato una pubblicazione sulle radiazioni, e mi sembra molto buono anche il prezzo.
      I miei complimenti per un argomento serio e non facile da trattare.
      Ciao

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      • Grazie bruce, saluti anche al tuo cane. Si ho rilasciato questa pubblicazione, ho pensato che oggigiorno in Italia la laurea serve a poco a meno che non sei un genio oppure figlio o nipote di qualche ministro, quindi ho deciso con opportune modifiche di pubblicare la mia tesi 😉 . Buon pomeriggio

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  2. MARGHIAN ha detto:

    Troppo forte, Bruce..e non hai informato solo il tuo amico, a anche i tuoi amici, ed amici della scienza. Non “esperti di scienza”, ma “amatori”, come dice un mio collega per la musica (noi siamo amatori). Io..sono uno “scientofilo”, si potrebbe usare questa parola per chi, non essendo scienziato, ama pero’ la scienza. Ciao.

    Marghian

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    • bruce ha detto:

      Caro marghian, a dire il vero il mio amico non è molto interessato agli argomenti che riguardano l’universo nel suo insieme. Ma non è il solo, nè una novità, basta farsi un giretto nei vari blog.
      Diciamo che non si è mai posto di questi problemi. Strano dirai tu, eppure è così. E’ un po’ fatalista. Ma ci sto lavorando, io ascolto le sue argomentazioni sui suoi problemini di stechiometria ( ogni tanto lo correggo pure 😆 ) e a furia di costringerlo ad ascoltarmi (lo fa un po’ pigramente) prima o poi lo “converto” facendolo diventare almeno un “scientofilo minore”.
      Ciao

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  3. MARGHIAN ha detto:

    Ciao Bruce. Il mare, stavolta non il lavoro 🙂 mi ha tenuto lontano dal mondo virtuale (che poi virtuale non e’, dietro al web ci siamo noi, che realmente battiamo su dei tasti i nostri pensieri..) per alcuni giorni, ma eccomi di nuovo qui, seppure solo per commentare (spero al piu’ presto di postare qualcosa).

    A non interessarsi delle cose inerenti all’universo sono in tanti, da quel che (non si vede) scritto nei blog, se si escludono te e qualche altro. Ma questo ormai si sa. “stechiometria”, ah..si interessa di chimica allora, dato che e’ “il ramo della chimica che studia i rapporti quantitativi delle sostanze chimiche nelle reazioni …”, a meno che tu non intenda in altro senso 😆

    “Strano, dirai tu”, secondo me lo hai gia’ convertito, visto le domande che ti pone..ciao.

    Marghian.

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    • bruce ha detto:

      Caro marghian, la stechimetria è una specie di giochino (per chi piace la materia, ovviamente, ed ha capito a fondo la chimica di base), e per il mio amico è un passatempo, come fare i cruciverba.
      Praticamente una reazione chimica è tutta una questione di legami tra molecole e forze che le legano. Elettroni di atomi che si spostano da una parte all’altra delle sostanze, ma che alle fine devono esserci tutti. Il divertimento, dopo aver determinato la reazione finale, è proprio nel bilanciare gli atomi.
      Tuttavia ritengo la cosa fine a se stessa, glielo dico spesso. Più divertente (per me) è la fisica dove i risultati sono più tangibili e l’astrofisica dove impari sempre qualcosa.

      Spero che tu ritorni presto a scrivere qualcosa. C’è calma piatta in giro e tanta noia. Quindi mi scrivo “addosso” e mi diverto passando piacevolmente il tempo.
      Ciao

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  4. MARGHIAN ha detto:

    Ciao Bruce. So che la chimica si basa sui legami indotti da forse “elettromagnetiche” che tengono insieme atomi e molecole-che, come sappiamo, sono distantissime tra loro (spazio interatomico, spazio intermolecolare). Ho quindi capito il punto di vista di blef, gli piace la stacheotomia perche’ e’ piu’ simile ad un gioco..rispetto ai rapporti fra pianeti, stelle o galassie (pur se anche li’, i rapporti fra le forze-gravitazionali – ci sono), ma e’ fra l’altro un gioco molto piu’ lento, e forse Blef si annoia per questo 🙂

    Lo so..che c’e “calma piatta”. Mi piacerebbe scrivere di piu’, non immagini quanto. Ma ecco che io ho il tempo misurato, ed in queste settimane sono stanco (alla sera), e mi limito per ora a commentere- a parte posts da cinque minuti, come quello della canzone sugli incendi in Sardegna.

    Comunque, dopo ferragosto- se non prima, leggerai qualcosa (delle cose che a noi -ci – interessano). “Piacevolmente il tempo”, io non ne ho…o ne ho poco. Ciao.

    Marghian

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    • bruce ha detto:

      Caro marghian, la stechiometria piace al mio amico Luigi.
      A Bleff piace la carne e … le cagnette 😆 ma anche l’astrofisica.
      Più che l’elettromagnetismo nei legami chimici entra in gioco la elettronegatività, ovvero la tendenza che hanno gli atomi a cedere o acquisire elettroni, da qui poi nasce la regola dell’ottetto, la valenza, i legami chimici e poi bla bla bla.
      Per il resto tutto corretto, il vuoto atomico forse è più ampio del vuoto stellare. Così dice Bleff.

      Ho letto da te sugli incendi in Sardegna. E’ una cosa ignobile, reato contro la natura e disprezzo dell’ambiente.
      Ciao

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      • MARGHIAN ha detto:

        Giusta puntualizzazione. Sapevo dell'”otteto” e della “valenza”, il carbonio ad esempio e’ un elemento “tetravalente” (come il silicio, ecco perche’ si pensa che degli alieni possono avere una chimica biologica basata sul silicio….). Ed e’ con l’acquistare e perdere elettroni che gli atomi si “ionizzano”, o si “neutralizzano” acquistando un elettrone se manca, perdendolo se ce ne’ uno in piu’. tutti questi dinamismi, con quel che ne consegue.

        Lo so, e’ terribile, incendi causati per dispetto, interessi (magari farsi “vittime” e ottenere fondi regionali, che so..) od anche solo per “goliardia”. C’e anche il mozzicone di sigaretta gettato da un auto, ci sono tante cause…molte delle quali, se meditate, verrebbero bloccate (io, dopo aver fumato, metto la cicca sempre nel posacenere della macchina).

        A Bleff piace la carne e … le cagnette ma anche l’astrofisica”. Prova a spiegargli che, senza la chimica non c’e carne, ne’ cagnette, e non ci sarebbe nemeno lui 😆

        Ma forse non funziona. Anche io so che senza la CUCINA non posso gustarmi le cose che mangio, quando vado al ristorante; ma non mi piace ^cucinare. “Dioendera’ anche dalla chimica, la carne, ma a me piace solo il “prodotto finito”, pensera’ Blef :mrgreen:
        Ciao Bruce.

        Marghian

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  5. Claudio ha detto:

    Ciao Bruce,
    sotto ti riporto quello che hai scritto sul noto pianeta:

    Chrandra X-ray Observatory scopre un pianeta (noto come HD 189733b) dalle dimensioni di Giove (3 volte più piccolo di Tycge) che ruota attorno ad una stella a 63 anni luce di distanza dalla Terra (Tyche si troverebbe solo a 1/4 di anno luce).
    Avete letto bene. Chandra ha rilevato un pianeta più piccolo di Tyche e di gran lunga più distante.

    Non sono un astrofisico ne un accanito osservatore del cosmo. La ricerca dei pianeti gandi o piccoli che siano, come ben saprai, è tutt’altro che facile. Un metodo usato è vedere se hanno un modo continuo intorno alla loro stella. Mi spiego: una volta individuato un puntino nell’immensa galassia, un puntino che ha attirato l’attenzione dei ricercatori questo viene seguito per vedere se ruota in torno a una stella. È come vedere un ecografia sbiadita… Se ha questo movimento forse è un pianeta.. Ma nel caso di un ipotetico pianeta “Tyche”, se mai esiste, non è facile capire se è un pianeta in quanto non orbita in torna al suo sole o la sua orbita è talmente lunga che servono milioni di anni per capirlo…

    Penso che un motivo per cui non è stato individuato è forse anche questo..

    Ciao
    Claudio

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    • bruce ha detto:

      Grazie Claudio per il tuo contributo. Sempre apprezzati i commenti come i tuoi che arricchiscono.
      Come sai il satellite Wide lanciato dalla NASA il 14 dicembre 2009 che utilizza sensori all’infrarosso, ha avuto abbastanza tempo per scandagliare tutto l’universo osservabile.
      Sembra che abbia rilevato nell’infrarosso tutto quello che c’era di rilevare, la bellezza di 2,7 milioni di immagini.
      Ora siccome tra le varie tecniche nel rilevamento di asteroidi e quindi di pianeti extrasolari c’è anche quella che studia il moto dei corpi celesti in riferimento allo sfondo (considerato fisso, parallasse), qualsiasi cosa che si muove è stato sicuramente registrato. E la registrazione dei successivi movimenti (traiettoria) determina la sua orbita con tutti i rilativi dati correlati. Inoltre il suo passaggio davanti a stelle note rende nota anche la sua massa. Quindi se Tyche esiste realmente non può essere sfuggito, è lì nelle immagini come affermano e sperano Whitemire e Matese.
      Speriamo solo che non dobbiamo attendere 1,8 milioni di anni del suo ritorno per accorgercene magari con un altre catastrofi.
      Un saluto
      Bruce

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  6. Fagga angelo ha detto:

    Sono il primo a non crederci… tuttavia ce una grossa differenza tra l’individuare un pianeta orbitante intorno ad un’altra stella che x quanto distante è tra virgolette facilmente rilevabile dato che riesce a coprire 1/100 o un millesimo di luce della sua stella e un pianeta che seppur molto ma molto piu vicino che è completamente nel buio cosmico…

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