I giorni contati della Terra.

Nel panorama delle informazioni scientifiche non è facile trovare la notizia che vale la pena di commentare.
Per la quantità pubblicata e il reale interesse, più o meno.

Ne ho trovate due, che messe insieme mi sono sembrate interessanti da commentare.
Si tratta del futuro della Terra.
Di questo ne abbiamo parlato tante volte, direte. Lo so. Ma stavolta c’è un elemento in più che non avevo tenuto in considerazione e vale la pena di spenderci due parole.

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Non la faccio troppo lunga.
Si tratta di una nuova ipotesi sulla fine della Terra, che non ha niente a che fare con quelle che potrebbero essere causate dall’uomo.
Sappiamo come si formano i pianeti: dall’accrescimento delle polveri spaziali.
Poi ci sono quei pianeti, come abbiamo visto in altra parte del blog, che abbiamo chiamato pianeti di seconda generazione . Si formano dai materiali espulsi da una stella morente.
Ma ci sono anche pianeti che si formano dai resti della collisione tra pianeti che cambiano orbita.

Esatto.
Spitzer, il telescopio spaziale che opera nella banda della radiazione infrarossa, ha infatti scoperto una sorprendente quantità di polvere attorno a tre coppie di stelle in avanzata fase evolutiva. Gli astronomi ritengono che questa polvere potrebbe essere ciò che rimane di alcuni pianeti un tempo orbitanti attorno ai sistemi stellari, letteralmente sbriciolati in seguito a tremende collisioni di pianeti che cambiano le loro orbite.

La scoperta è avvenuta osservando i sistemi binari.
Infatti la polvere di solito viene dissipata e spazzata via dalle stelle durante la loro evoluzione. E dunque deve essere in atto qualche fenomeno – molto probabilmente le collisioni planetarie – responsabile della produzione della polvere osservata.
Insomma i dati sembrerebbero dire che i pianeti in sistemi binari compatti non hanno vita facile: le collisioni potrebbero essere davvero eventi frequenti in questi ambienti spaziali.

“Dal nostro studio risulta evidente che le collisioni tra pianeti sono eventi catastrofici tutt’altro che rari” dice Marco Matranga, primo autore dell’articolo, dell’ Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics ed attualmente astronomo in visita presso l’Osservatorio Astronomico INAF di Palermo. ”Teoricamente è possibile che questi urti avvengano tra pianeti potenzialmente abitabili e qualora fosse presente una qualsiasi forma di vita, questa risulterebbe annientata.”

Cosa c’entra la Terra?
Ora ci arrivo. Passo al secondo articolo letto.

Tra un paio di miliardi di anni circa il nostro pianeta uscirà dalla cosiddetta zona abitabile, orbitando attorno al Sole a una distanza che non permetterà più la presenza di acqua allo stato liquido, e quindi di vita, sulla superficie.

Ma come? Non avevamo detto che la fine della Terra avverrà per evaporazione quando il nostro Sole esploderà in una gigante rossa?

Cosa volete che vi dica? In un certo senso bisogna stare dietro alle nuove ipotesi.
Per qualche motivo che mi sfugge la Terra cambierà orbita avvicinandosi al Sole. Ed allora saranno guai. Sperando che non ci scontriamo prima con Venere.
In un periodo che può variare da 1,75 a 3,25 miliardi di anni la Terra si troverà in una zona più vicina al Sole, con temperature tanto elevate da far evaporare i mari.

La cosa sembra seria. E’questo il risultato dello studio sul tempo che gli astrobiologi dell’Università dell’East Anglia hanno calcolato a quanto manca al nostro pianeta per diventare inospitale. La loro ricerca è stata pubblicata sulla rivista “Astrobiology”

Ora bisogna capire cosa si intende per inospitale o per abitabilità se preferite.
Ce lo spiegano gli stessi scienziati.

Abitabilità

E’ quella zona verde che vedete nella immagine.
La zona abitabile permette la presenza di acqua allo stato liquido sulla superficie di un pianeta. Se il pianeta orbita troppo vicino alla propria stella, l’acqua evapora, mentre se è troppo lontano, l’acqua gela. Il raggio effettivo di un’orbita nella zona abitabile dipende dal tipo di stella in quel sistema planetario.

Insomma – mi dice un po’ contrariato il mio cane – una specie di gara a predirci quale sarà l’arma del nostro omicidio.

A dire il vero preferisco l’arrosto istantaneo del Sole, piuttosto l’agonia lenta.

(fonte: gruppolocale.it – Le Scienze)

Informazioni su bruce

Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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5 risposte a I giorni contati della Terra.

  1. MARGHIAN ha detto:

    Davvero interessante, Bruce, questa ipotesi di una “fine anticipata della vita sulla Terra”. Che non scalza quella inerente al “primo” collasso del Sole che generera’ una sua espansione in forma di “gigante rossa”, espellendo gli strati piu’ esterni per poi collassare ancora, contrarsi nei suoi strati piu’ interni, fino a diventare “nana bianca” e “nana nera”-che non e’ un buco nero, non he ha la massa sufficiente-.

    Fantasiosamente tale Immanuel Velikowsky sosteneva che Venere e la Marte si “scambiarono di posto” per essersi urtati, come palle da biliardo, nei loro movimenti orbitali generando l’assetto attuale dei due pianeti. L’errore di Velikowsky fu che…”cio’ avvenne in tempi recenti, precisamente ai tempi in cui avvennero le catastrofi descritte dalla Bibbia. Venere sarebbe passato vicino alla Terra ed avrebbe causato il “diluvio universale”; un successivo passaggio di Marte, dopo lo scontro con Venere che si colloco’ nell’orbita che conserva attualmente, avrebbe generato altre catastrofi-la distruzione di sodoma e gomorra “furono causate da catastrofi planetarie”..- eccetera. Il libro “Worlds in Collision” (mondi in collisione) descrive questi eventi.

    Fantasie. Pero’ non si puo’ negare in esse una intuizione di fondo: i mondi collidono davvero (gia’ la Luna si sarebbe formata da un impatto di un planetoide con la Terra, generando detriti che, per “agglomerazione gravitazionale” ed “accrescimento”, crearono la Luna.

    La “cintura dei pianetini”. Un pianeta mai formatosi o..distrutto da uno di questi scontri? Chissa’.

    Tornando a Venere..deve essergli successo qualcosa-ruota su se’ stesso molto lentamente ed in senso retrogrado-. Questo “incidente” non gli capito’ di certo in epoca biblica, ma un miliardo, tre miliardi di anni fa….forse qualche planetoide impatto’ con Venere (tale impatto, se si verifico’, provoco’il rallentamento e la “inversione della rotazione” e fors’anche…l’evaporazione dei mari se c’erano. Venere e’.piu’ vicina al Sole; pero’ questo non impedisce che, con una atmosfera adeguatamente capace di “disperdere calore” (per esempio meno densa da generare un effetto serra piu’ debole), un pianeta come Venere possa avere avuto, in passato, condizioni climatiche “favorevoli”. Ma, a prescindere da questo, sicuramente l’assetto orbitale originario dei pianeti non e’ stato sempre lo stesso. In quasi cinque miliardi di anni collisioni, influssi maerali, altre forse..hanno nel tempo cambiato le orbite..seppure di poco. Ciao.

    Marghian

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    • bruce ha detto:

      Ciao marghian, interessanti come sempre le tue osservazioni.
      Ma spesso mi faccio delle domande. E soprattutto su alcune deduzioni degli scineziati.
      Mi spiego.
      Io sono molto dubbioso sulla collisione tra pianeti e sui loro cambiamenti di orbita fin tanto che non vengono “dimostrati” tali eventi.
      Perchè queste cause sono determinate da forze inimmaginabili. Per “deviare” un pianeta dalla sua orbita non è uno scherzo. L’unica causa per far deviare la Terra ci dovredde essere una variazione della massa del Sole o della Terra che la tiene in equilibrio.
      Faccio fatica a pensare al pianeta Terra deviato per colpa di un altro pianeta di passaggio. Generalmente i pianeti oramai girano stabilmente sulle loro orbite. Pianeti come Nibiru o Tyche per esempio non hanno conferme della loro esistenza.
      Diverso sarà lo scenario quando Andromeda colliderà con la Via Lattea.

      Ritengo più probabili le collisioni con asteroidi. Se ti ricordi ho pubblicato degli articoli dove (secondo molti scienziati) sono dovuti alle origini della formazione del sistema solare quando la formazione di grossi pianeti influivano col le loro masse a lanciare con effetto fionda gli asteroidi all’interno del sistema solare.
      Un affettuoso saluto.

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      • MARGHIAN ha detto:

        Ciao Bruce. Vero, non e’ facile che un pianeta devi dalla sua orbita per un impatto. Pero’-fermo restando che deve esserci prova scientifica, “prova schiacciante” per affermare cio’-, io mi riferivo si’ a delle collisioni tipo quella che avrebbe generato la Luna (si parla di un planetoide..direi un pianeta, dato che viene paragonato a Marte per dimensioni..) ma soprattutto a cambiamenti lenti, considerando- mi pare di averlo scritto, forze gravitazionali che si’, sono quelle che derivano da calcoli implicanti le leggi di Newton eccetera, ma a lunga scadenza (infatti tu scrivi giustamente “oramai le orbite sono quelle”), diciamo..tre miliardi di anni, e’ possibile che le orbite dei pianeti non fossero proprio quelle attuali, pur se differenti di poco; non certo Venere che scalza Marte e che a sua volta si colloca..dove era prima Venere e cose del genere, questo certamente no….ed ho citato quel Velikowsky solo per dire “l’intuizione” su certe collisioni, magari rarissime, ma che possono verificarsi.

        Mi chiedo..cosa sarebbe acccaduto alla Terra (mi riferisco adesso ad asteroidi non a pianeti) se 65 milioni di anni fa fosse caduto un planetoide di 200 chilometri di diametro? Ecco, ipoteticamente ben inteso, qualcosa del genere potrebbe essere accaduta anche a Venere (e’ fra le ipotesi prese in considerazione dagli scienziati, che a Venere sia accaduto….qualcosa; chiaramente non si possono fare affermazioni senza disporre di elementi probanti).

        Anticamente di sicuro le collisioni con asteroidi erano molto piu’ frequenti. Stando ad ipotesi formulate da scienziati- ovviamente il dibbio e’ d’obbligo-, qualche pianeta avrebbe addirittura abbandonato il sistema solare. “Forse abbiamo perduto un pianeta gigante” titolava una rivista. Poi e’ vero,.tra il dire ed il fare….

        Ciao Bruce.

        Marghian

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        • bruce ha detto:

          Caro marghian, tutto vero.
          L’archeologia spaziale se così possiamo definirla è ancora alle origini, ed ora non possiamo che fare solo supposizioni supportate dalle analisi di alcuni materiali, altre ricavate da simulazioni al calcolatore.

          Per quanto riguarda la Terra qualcosa di grosso è già successo. E più volte. La formazione della Luna, le estinzioni di massa per opera degli asteroidi. Il problema serio è che ora ci siamo noi e non i dinosauri.

          Su Venere ho letto proprio pochi giorni fa che è perturbato da venti fortissimi nella alta atmosfera.
          La sua atmosfera con alta rotazione, infatti, gira intorno al pianeta in circa quattro giorni terrestri. Questo è in netto contrasto con la rotazione del pianeta stesso, la cui durata del giorno è di 243 giorni.

          Sempre dalle ultime informazioni sembra che Mercurio sia ricco di zolfo e addirittura si ipotizza la presenza di acqua. Recente anche la scoperta del cratere più grande vicino al Polo Sud di Mercurio che ha un diametro di 180 chilometri. Strano per un pianeta così piccolo. A testionianza delle forti forze di addensamento della materia, e forse dalla vicinanza del Sole.

          In questi giorni ci sono diversi Osservatori astronomici sparsi in Italia che organizzano incontri di divulgazione astronomica per la intera giornata in diverse sale e in differenti orari. Peccato che sono tutti molto distanti.
          Ciao

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  2. MARGHIAN ha detto:

    Ciao Bruce. Mercurio, ho letto tempo fa, ha una massa considerevole rispetto alle sue dimensioni contenute, proprio perche’ e’ ricco di materiali pesanti (e la gravita’ e’ accentuata dalla quasi mancanza, credo, di forza centrifuga- non ruota in poche ore come fanno Marte e la Terra, ma appena una rotazione e mezza in un anno mercuriano-. E, naturalmente, ci sono ancora cose da scoprire.

    Sapevo di Venere circa la sua atmosfera densa e dinamica. Ho scritto addirittura dei commenti, anni fa, dove ho sottolineato quanto strana sia questa cosa: l’atmosfera venusiana ruota in quattro giorni,e..”si potrebbe considerare Venere in parte come un pianeta gassoso, dato che possiede un’atmosfera con una pressione al suolo di 90 atmosfere terrestri (come trovarsi sotto il mare a novecento metri).

    Pero’-scrivo per inciso-, io ho sempre sostenuto che non e’ la pressione atmosferica ad essere di ostacolo alla vita, bensi’ le temperature. A qualche chilometro di profondita’ ci vivono pesciolini, celenterati, alghe…ecco, la pressione non avrebbe impedito la nascita e lo sviluppo della vita su Venere-se l’atmosfera fosse stata idonea-, ma le temperature, dato che siamo sull’ordine dei 450 gradi C e non potrebbero esistervi delle piante..ma organismi estremofili si’, e’ possibile anche per Venere. Ciao Bruce..e Blef🙂

    Marghian

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