Una raffineria sotto Titano

Titano2-340x254Se volete fare un pieno alla vostra astronave mentre uscite o rientrate nel sistema solare a “solo” un miliardo e trecento milioni di chilometri dalla Terra fermatevi nei pressi di Saturno. Precisamente su Titano, la sua più grande luna.

Non fatevi ingannare dall’apparenza, a prima vista può sembrare un corpo nuvoloso di poca importanza.
In realtà è una stazione di servizio.

Dopo aver superato lo strato d’atmosfera composta principalmente al 95% di azoto e metano, centinaia di laghi e mari si stagliano per centinaia di chilometri quadrati sulla superficie ghiacciata del pianeta.

Quei bacini sono colmi di idrocarburi e vengono rimpinguati da piogge di metano, prodotte dalle nubi che attraversano l’atmosfera di quel gelido mondo.

E’ il ciclo globale degli idrocarburi sul corpo celeste. Ma è solo una visione parziale.
Una frazione significativa dei laghi sulla superficie di Titano potrebbe essere collegata a bacini liquidi presenti sotto la sua crosta.

Come è possibile – mi domanda il mio pit, sempre attento anche quando sembra di dormire.

Le piogge di metano – spiego – una volta raggiunte la superficie di Titano, penetrano negli strati porosi della crosta e vanno a rifornire le riserve sotterranee.
I risultati, ottenuti grazie a simulazioni con modelli teorici, indicano che, nel loro percorso verso l’interno della luna, gli idrocarburi verrebbero trasformati, accumulandosi poi in estesi bacini sotterranei fatti di propano ed etano.

Dunque – mi suggerisce il mio cane –  sotto la superficie di Titano potrebbero essere presenti grandi bacini di propano e etano, e per un processo naturale il metano inizialmente accumulato nel sottosuolo viene ‘raffinato’.

Forte il mio cane.
Esatto – aggiungo – Responsabili della lenta ma inesorabile trasformazione degli idrocarburi sarebbero dei particolari composti chimici presenti nei ghiacci di Titano, i cosiddetti clatrati, che producono un frazionamento degli idrocarburi poiché intrappolano e spezzano le molecole in una miscela di fasi solida e liquida.

Bene, ora un paio di curiosità.

L’isola che non c’è.
Su_Titano,_l’isola_che_non_c’è_«_MEDIA_INAF_-_2014-09-07_23.18.04Nel 2004 la sonda Cassini nel studiare Saturno e le sue lune, durante uno degli ultimi cinque passaggi sul Mare Ligeia, il secondo dei bacini di metano ed etano, gli scienziati hanno notato una fonte luminosa che appariva a intermittenza e cambiava forma sulla superficie del mare: è quella che da tutti è stata chiamata “l’isola che non c’è”.
Analizzando questi dati, oltre a scoprire questa brillante struttura di alcune centinaia di chilometri quadrati, gli esperti hanno approfondito la loro conoscenza sui cicli climatici di Titano.

Non è una vera e propria isola ancorata alla crosta che sia affiorata a causa di una diminuzione del livello del mare o, al contrario, perché si sia innalzata a seguito di fenomeni tettonici.
Si tratta di un fenomeno legato al liquido che compone il Mare Ligeia, come la presenza di onde, bolle o forse anche materiale galleggiante che possiede una differente composizione rispetto al metano e all’etano di cui è fatto quel bacino. Per questo motivo ho sempre chiamato l’anomalia “l’isola che non c’è`”, anche se agli altri questo nomignolo non sembra piaccia molto”.

Nonostante non sia ancora chiara l’origine di quest’isola, le osservazioni e i dati in possesso degli scienziati confermano che la superficie di Titano subisce cambiamenti stagionali che influenzano il ciclo idrologico degli idrocarburi. Il metano liquido potrebbe scorrere ed evaporare come risposta all’esposizione alla luce solare, più o meno come accade sulla Terra per il ciclo dell’acqua. E simili potrebbero essere anche le correnti: i laghi e i mari di metano liquido sono state osservati a lungo e l’atmosfera sembra trasportare metano ed etano quasi come l’atmosfera terrestre trasporta il vapore acqueo.

Pattinando_sul_ghiaccio_di_Titano_«_MEDIA_INAF_-_2014-09-07_23.21.22Si tratta di un’isola di metano ghiacciato: mentre sulla Terra il ghiaccio galleggia e forma gli iceberg, su Titano il ghiaccio affonda perché il metano è più denso. Il motivo della sparizione/apparizione dell’isola potrebbe essere collegato quindi ai cambiamenti di temperatura sulla luna di Saturno.
Altre ipotesi potrebbero confermare la presenza di onde, bolle o altro tipo di materiale galleggiante con una composizione diversa rispetto al metano e all’etano.

Forme di vita.
Come sempre gli esperti non abbandonano mai la speranza di trovare forme macrobiotiche al di fuori della Terra, e questo vale anche per Titano.
Se c’è sufficiente energia proveniente dal Sole, allora è possibile che questo abbia generato l’evoluzione di alcune forme di vita che sfruttano la fonte di energia.
Sicuramente si tratterebbe di forme di vita molto diverse da quelle che esistono oggi sulla Terra, a causa delle bassissime temperature. Nonostante ciò, Titano è ancora uno dei posti più favorevoli allo sviluppo della vita nel Sistema solare.

Non capisco questo vostro interesse – mi gela il mio amico a quattro zampe – per un posto dove forse l’uomo non metterà mai piede e per questa vostra ossessione di trovare forme di vita al di fuori della Terra.

Uhm!

(fonte: MediaInaf)

Informazioni su bruce

Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
Questa voce è stata pubblicata in Attualità. Contrassegna il permalink.

13 risposte a Una raffineria sotto Titano

  1. MARGHIAN ha detto:

    Non solo Titano e’ una raffineria naturale, e per questo molto interessante, ma puo’ contenere tantissima acqua iquida sotto la sua crosta.
    ““Alcuni scienziati ipotizzano che sotto la crosta ghiacciata di Titano si possano trovare oceani composti da acqua allo stato liquido mischiata con ammoniaca, in grado di favorire lo sviluppo di composti organici” (Wikipedia)
    http://daily.wired.it/news/scienza/2012/06/29/titano-sotto-ghiaccio-oceano-acqua-23545.html
    “Non capisco questo vostro interesse – mi gela il mio amico a quattro zampe – per un posto dove forse l’uomo non metterà mai piede..” dice Blef. Io credo invece, che entro cinque o seicento anni ci arriveremo. Ciao.

    Marghian

    Mi piace

    • bruce ha detto:

      Ho chiesto spiegazioni al mio cane cosa volesse dire. Mi ha risposto che forse l’uomo non metterà mai piede su quel pianeta nel vero senso della parola, nel senso come è avvenuto sulla Luna, perchè il terreno è come una palude da sprofondarci dentro.
      Non so, ho risposto, non si sa mai.

      Vero per l’acqua, quindi Titano forse sarà una vera stazione di servizio, pieno di metano e d’acqua, manca solo un autogrill con tanto di Mc Donald.😆

      Mi piace

      • MARGHIAN ha detto:

        “manca solo un autogrill con tanto di Mc Donald.”. ce lo metteremo noi, quanto ci andremo. Cosi’ inquineremo anche Titano. Ciao.

        Mi piace

        • bruce ha detto:

          A dire il vero lo spazio attorno la Terra è già abbastanza inquinato da resti di satelliti spenti e da tanta altra spazzatura resti delle tante missioni nello spazio.
          Però le stazioni orbitanti attorno alla Luna o Marte e ad altri pianeti/satelliti del sistema solare saranno inevitabili in futuro, come stazioni di ristoro, avamposti, di basi logistiche per le astronavi.
          E saranno inevitabili, anzi essenziali quando saranno esaurite le fonti di energia sulla Tarra e saremo costretti a sfruttare le risorse di altri pianeti facendo avanti e indietro. Poi quando decidereremo di esplorare/colonizzare altri pianenti per la nostra futura sopravvivenza. Non credi?
          Ciao

          Mi piace

          • MARGHIAN ha detto:

            Vero. E se e’ pur vero che da qui alla necessità di abbandonare la Terra il tempo e’ ancora lungo, e’ anche vero che bisogna iniziare da adesso a “prepararci” per il grande balzo. Ciao.

            Mi piace

  2. bruce ha detto:

    Ancora qualche notizia su Titano.
    La geologia di Titano, la più grande delle lune di Saturno e la seconda più grande del Sistema Solare, è ancora un mistero per tantissimi aspetti.

    Tra i tanti misteri ancora da chiarire, c’è la presenza di un bacino di oltre 100 km in diametro, la cui origine sfugge ad una spiegazione chiara.
    Il bacino potrebbe essere, secondo molti geologi, una caldera vulcanica prodotta dal collasso di un crio-vulcano. Si tratta di un tipo esotico di vulcano che invece di lava incandescente sputa ghiaccio. A questo si collegherebbe l’ipotesi di un oceano di acqua liquida sotto la crosta di ghiaccio d’acqua della luna.
    In alternativa, il bacino potrebbe essere quello che resta di un cratere d’impatto, parzialmente riempito in seguito da materiale sedimentario. Infine, potrebbe trattarsi di una parte della crosta collassata per processi legati alla presenza di gas di metano sotto la sottile crosta superficiale.
    A prescindere, sembra però chiaro che la zona ospitava laghi di idrocarburi liquidi, come in altre parti di Titano.

    Mi piace

    • MARGHIAN ha detto:

      Tutto molto interessante. ” Si tratta di un tipo esotico di vulcano che invece di lava incandescente sputa ghiaccio”. Si’, conosco il criovulcanismo o “vulcanismo freddo” dal greco “crios”, “freddo”.

      Mi piace

  3. Rebecca Antolini ha detto:

    Simpatico come sempre… ciao Crissimo Bleff e Silvano, chi sa forse fra chi sa quanti anni si va anche fino a Titano..e con astronavi ipergrandi si trasportare poi propano e metano.. forse l’uomo usa già altri caboranti.. noi non ci siamo più. ma sarebbe veramente bello a sapere come il mondo sarà nel futuro..

    noi eraviamo alla fiera di Parma fiera del camper… sono rimasta dellusa .. questo anno tutti disegnatori avevano pocca fantasia…

    serena serata ti abbraccio Pif

    Mi piace

    • bruce ha detto:

      Carissima, il camper è stato da sempre un mio amore mai corrisposto a causa del lavoro. Passione che mi ha trasmesso un ex collega di lavoro che ad ogni estate girava un diverso paese europeo.
      Mia moglie è decisamente contraria, ma io e mio figlio abbiamo una promessa, affittare un camper e arrivare fino in Olanda. Poi si vedrà.

      Mi piace

      • Rebecca Antolini ha detto:

        Nostro Camper ha 3 anni prima di questo abbiamo avuto uno usato come prova se ci piace per un anno.. ovviamente quando si va alla fiera si vai li per vedere ancora qualcosa di meglio … ma questo anno il mobigliare e tessuti sono tutti nella tonalita bianco in pelle o ecopelle insoma tropo sterile e poi tutti ste luci in led cosi freddi .. non c’è armonia … nonostante sono migliorati in altri aspetti come porta che dividano il riparto letto fra cucina.. ma poi dico sono anche più cari del anno precidente… ho visto un camper strafigo😀 da Morelo costa un’occhi di dio😛 partendo da 120.000 fino a 280.000 sono come case proprie anche con posto auto… forse fra 12 anni prendiamo uno di questi.. vendamo tutto e andiamo vivere nel camper e nel mondo… un sogno nel cassetto… sono nata per questa aventura😀

        Mi piace

  4. gabriarte ha detto:

    chissà quale trasformazione fisica oltre che mentale avrà l’uomo se riuscirà a vivere fuori dalla terra rimarrà ancora un uomo ? ciao Silvano Buona serata

    Mi piace

Il tuo commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...