ExoMars 2016 – Parte quarta: La discesa su Marte

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Il 14 marzo 2016 ExoMars veniva lanciato verso Marte dalla base di Baikonur in Kazakhistan a bordo del vettore Proton.
Il 29 luglio ha effettuato con successo la principale delle manovre orbitali previste per inserirsi con la dovuta precisione nella seconda parte della sua traiettoria.

Il 16 ottobre avverrà la separazione del modulo Schiaparelli. Sarà una manovra cruciale che ci dirà se tutto è stato progettato bene”. Dopo la separazione tra la sonda e il lander, le altre due prove ”fondamentali”: tre giorni dopo sono previste per il 19 ottobre la discesa e l’atterraggio di Schiaparelli sul pianeta rosso.

Come atterrerà.
– Dopo una crociera di circa nove mesi, a ottobre 2016 Il razzo vettore immetterà il veicolo su una traiettoria cosiddetta di Tipo-2, che prevede l’arrivo su Marte.
– Appena giunte nell’orbita corretta, le due sonde si divideranno: la sonda madre sgancerà la “conchiglia” che racchiude la sonda figlia. Schiaparelli inizierà allora una caduta libera di 3 giorni e raggiungerà frenando costantemente il limite dell’atmosfera marziana, il cosiddetto punto di interfaccia d’ingresso, posto a circa 120 km dalla superficie del pianeta.
– Da quel momento inizia la veloce sequenza di discesa sul pianeta che dura in tutto poco più di 6 minuti: in circa quattro minuti il modulo d’ingresso riduce la sua velocità per attrito atmosferico da 21.000 km/h a circa 2.000 km/h. Contemporaneamente alla separazione di Sciaparelli, TGO inizierà la sua sequenza di inserimento nell’orbita marziana con una manovra aerbraking, cioè una lunga serie di passaggi negli strati più alti dell’atmosfera marziana che consentiranno di frenare progressivamente la velocità fino a conseguire la collocazione nell’orbita definitiva
– A un’altezza di circa 10 km si apre l’enorme paracadute (12 metri di diametro) che resta in funzione per due minuti portando la velocità di discesa a 70 m/s (250 km/h). Il paracadute è stato costruito, come tutto il modulo di discesa, in Italia.
– Il guscio inferiore si stacca e si accendono i radar altimetrici.
– Il paracadute si sgancia a circa 1.000 metri dalla superficie e a quel punto entra in funzione il sistema di controllo basato su un radar altimetrico, un pacco giroscopico e nove motori di frenata.
– I motori portano il veicolo all’«ammartaggio», circa trenta secondi dopo lo sgancio del paracadute.
A 2 metri di altezza i motori si spegneranno e la sonda – pesante 600 kg circa – viene lasciata “cadere” a una velocità massima di 3,7 m/s (circa 13 km/h). L’impatto con il suolo è attutito da una specie di paraurti (tecnicamente è una struttura ad assorbimento d’urto in fibra di carbonio appositamente sviluppata) che avvolge la parte inferiore della sonda.
– Terminata questa fase importantissima, perché sarà un’esperienza indispensabile per la missione più importante, quella di ExoMars 2018, Schiaparelli raccoglierà dati e informazioni sul clima marziano per un massimo di 8 giorni.
– Schiaparelli atterrerà in una zona di Marte chiamata Meridiani Planum dove sono già atterrati i rover della Nasa Opportunity e Spirit.
– Schiaparelli è una piccola stazione meteorologica. Durante la fase di discesa analizzerà la composizione dell’atmosfera e scatterà varie foto. Una volta al suolo, analizzerà i venti marziani, la temperatura al suolo, il campo elettrico dell’atmosfera e altri vari parametri.

In sintesi gli obiettivi della missione 2016:
– Acquisire la più grande quantità possibile di dati nella fase di rientro nell’atmosfera marziana
– Atterrare con una capsula dimostrativa di circa 600 kg
– Operare un carico scientifico sulla superficie per un breve periodo
– Osservare l’atmosfera e la superficie marziana per due anni
– Fornire il supporto di telecomunicazione necessario al Rover della missione 2018

(Focus)

Informazioni su bruce

Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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11 risposte a ExoMars 2016 – Parte quarta: La discesa su Marte

  1. MARGHIAN ha detto:

    Ciao Bruce. Tg Leonardo- fonte-, le galassie nell’univverso sarebbero duemila miliardi e non cento, o duecento miliardi che pure e’ un numero enorme. Ci pensiamo? E come e’ possibile che gli alieni non esistano con cosi’ grandi numeri? Non parlo di Ufo- nononsante il mio faccino di avatar🙂 , perche’ sono troppe le distanze ed altr difficoltà che in un commento sono difficili da elencare, ma solo dell’esistenza di civiltà aliene, tipo la nostra. C’e da meditare, altro che per bere birra- ..” e sai cosa bevi, meditate gente meditate” o come era…..-.

    ” A un’altezza di circa 10 km si apre l’enorme paracadute ..”. Come mai i paracadute e non (piu’) i razzi come il LEM? Qualche sonda- ricordami- e’ atterrata su Marte cosi’, tipo Lem?
    Ennesimo “ammartaggio” (tra l’altro il 16 ottobre e’ domani – “Il 16 ottobre avverrà la separazione del modulo Schiaparelli”- dopo “avveneraggio” “allunaggio” e pesino “attitanaggio”. E’ vero, si usa dire cosi’, anche “accometaggio”! Io chiaramente ho ho scherzato, ma “terra” significa anche “terreno” e non solo “pianeta Terra” e qindi mi piace di piu’ “atterraggio”, in ogni caso. Ciao.

    Marghian

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    • bruce ha detto:

      Ciao marghian.
      Il paracadute serve per rallentare la velocità, visto che c’è comunque una debole atmosfera. I motori di frenaggio si accendono a circa 1000 metri di altezza fino a circa 2 metri dal suolo. A questo punto la sonda viene lasciata cadere attutita da una specie di paraurti. Il motivo, credo, è per la inesatta determinazione dei sensori della precisa distanza dal suolo per un atterraggio morbido. Questo potrebbe verificare, come nel passato, una serie di rimbalzi della sonda. Proprio per migliorare la tecnica di “ammartaggio” verrà lasciato sul posto un sensore per le prossime missioni.

      Ammartaggio, allunaggio, accomataggio ecc ecc. E’ vero bisogna abituarsi a questo linguaggio che ci appare strano. Tu dici bene che la Terra è sinonimo di “terreno”. Allora per i pianeti gassosi è più opportuna parlare di “aggasaggio”🙂

      Per quanto riguarda il numero di galassie sto leggendo su “Le Scienze” del meso scorso un bellissimo argomento a questo proposito: la deriva delle galassie. Ci scrivo qualcosa, perchè è veramente interessante.
      Buona domenica.

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  2. MARGHIAN ha detto:

    ” I motori di frenaggio si accendono a circa 1000 metri di altezza fino a circa 2 metri dal suolo”. Lo vedo infatti, dall’illustrazione. Un sistema misto, e’ l’unico- fino a che non si migliora.
    Bella la battuta di “aggasaggio”🙂 Semplicemente non ne ho tenuto conto perche’ li’ non si puo’ atterrare, se mai ci si “immerge”. Mi sembra che e’ stato fatto, una sonda si e’ immersa nell’atmosfera gioviana ed ha inviato dati alla sonda madre…
    Mi era piaciuta sulla rivista “Focus” una lettera di un lettore: “….”allunaggio”: ma se si continua dove si va a finire? Che atterrando su Venere su Marte o su Giove si dira’ “avveneraggio, ammaratggio, aggiovaggio?”. Ciao.

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    • mariella54 ha detto:

      Ciao Bruce Purtroppo per Schiaparelli è andata male mi dispiace avremmo potuto saperne di piu’ su Marte
      Sara’per la prossima .

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      • bruce ha detto:

        la cosa mi ha tanto amareggiato che ancora non riesco a scriverci sopra due righe. E gli Usa si prendono gioco di noi, quando nessuno di noi ha gioito per le loro missioni fallite.
        Vabbè sarà per la prossima e che abbiano capito il motivo dell’insuccesso.

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  3. MARGHIAN ha detto:

    Anche l’America e la Russia hanno avuto fallimenti- la Russia, poi, quando una missione falliva, dicono, non faceva piu’ parte della storia-. Questa e’ una amgra consolazione oviamente. Ma ci rifaremo. Il rover, m’e parso di capire, arrivera’ comunque su Marte nei tempi stabiliti. Ciao.

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  4. Rebecca Antolini ha detto:

    Spero che voi state tutto bene, e il terremoto non vi ha fatto danni😉

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  5. MARGHIAN ha detto:

    Ciao Bruce. Per questa circostanza copio le parole di Rebecca- con qualche modifica🙂 -. Scherzi a parte, ho saputo di questo altro terremoto e anche io ^Spero che voi stiate tutti bene, e il terremoto non abbia fatto danni. Ciao.

    Marghian

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    • bruce ha detto:

      Rispondo a tutti.
      Le scosse sono state decisamente forti con epicentro a pochi chilometri da San Benedetto. La fortuna per i paesetti limitrofi al terremoto è stata, se così si può dire, che la prima scossa ha impaurito tutti facendili scendere in strada tanto che quando è arrivata la seconda scossa più forte in casa non c’era più nessuno.
      Noi che abitiamo ai piani alti non ce la siamo sentiti di scappare per le scale o per gli ascensori che in questi casi sono pericolosi. Ci siamo rifugiati sotto le travi portanti mentre le pareti oscillavano, le porte e le ante degli armadi si aprivano e si chiudevano, i piatti e bicchieri che ballavano, è fuoriuscita anche l’acqua dell’acquario. Poi tutti fuori. La notte ci siamo messi a letto vestiti attorno alle 2. Questa mattina altre scosse, più leggere.

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      • MARGHIAN ha detto:

        “La fortuna per i paesetti limitrofi al terremoto è stata, se così si può dire, che la prima scossa ha impaurito tutti facendili scendere in strada..”. Sono quei casi fortuiti a cui si deve la vita. Ciao.

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  6. MARGHIAN ha detto:

    A quanto pare la terra non vuole proprio lasciarvi in pace. Ciao.

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