Il bosone di Higgs c’è, o non c’è.

Esattamente due anni fa Bleff (è il mio cane) mi domandava cos’era il bosone di Higgs (epoca in cui nessuno sapeva cosa fosse e neanche gliene fegava niente) e perché la scienza era così affannata a trovarlo.

Alleluia! Finalmente!
Finalmente ci siamo tolti questo pensiero che ci affliggeva ogni giorno, ogni istante della nostra vita, che condizionava le nostre attività quotidiane.
Finalmente lo hanno rintracciato, questo inafferrabile bosone di Higgs.
Finalmente ora possiamo dormire sonni tranquilli.

E così il 4 luglio 2012 sarà ricordato come il giorno in cui tutto il mondo è stato liberato dal grande enigma: esiste o non este il bosone di Higgs?

Finalmente il mondo ha guardato per la prima volta in faccia il bosone di Higgs (e le lacrime di Peter Higgs, presente all’annuncio nell’auditorium del CERN).

Sulla onda dell’eccitazione generale ognuno ha voluto dire la sua, esperti e non. I notiziari televisivi, i giornali, l’intera rete web. Forse anche i settimanali “Chi” e “Novella 2000”  pubblicheranno un inserto speciale dell’evento con lo svelare dell’altro mistero della paternità di Balotelli che tiene col fiato sospeso l’intera comunità non scientifica.

Ma siamo, poi, proprio sicuri che tutti abbiano capito cos’è questo bosone e la sua importanza? Non credo. Io sono sicuro che il 99% non lo sa. Di questi, poi, a una buona parte non gli interessa un fico secco mentre un’altra buona parte ha abbandonato le letture alle prime righe perché non capiva un tubo.

E allora?
Beh! Intanto andiamoci piano. Aspettiamo.
Il comunicato stampa del CERN è molto cauto, di fatto non si afferma esplicitamente che il bosone trovato sia proprio il bosone di Higgs.
Nei prossimi giorni gli addetti ai lavori si addentreranno negli aspetti tecnici della questione per chiarire se il nuovo bosone è proprio il bosone di Higgs e non qualche altra particella ancora più strana (cosa che forse sarebbe ancora più interessante).

“Gli esperimenti di Tevatron raggiungono gli obiettivi che ci eravamo prefissati con questo campione di dati” ha affermato Rob Roser del Fermilab, lo speaker ufficiale dell’esperimento CDF presso il Fermi National Accelator Laboratory del DOE.
“I nostri dati puntano fortemente verso l’esistenza del bosone di Higgs, ma ci serviranno i risultati degli esperimenti al Large Hadron Collider in Europa per confermare la scoperta”.

“Durante la sua vita, il Tevatron deve aver prodotto migliaia di particelle di Higgs, se effettivamente esiste, e sta a noi trovarli nei dati che abbiamo raccolto” ha affermato Luciano Ristori, ricercatore dell’esperimento CDF e fisico al Fermilab e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).
“Abbiamo sviluppato simulaziooni sofisticate e programmi di analisi per identificare dei modelli/campioni simili a quello di Higgs.
Non solo, è più facile cercare il volto di un amico in uno stadio sportivo pieno di 100 000 persone, che cercare un evento simile a quello di Higgs fra mille miliardi di collisioni”.

Ora se sapete tutto su “questo coso” detto volgarmente bosone, la vostra lettura finisce qui, altrimenti io una spiegazione l’ho data al mio cane e la trovate in questo mio articolo.

E se lo ha capito lui ………


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Informazioni su bruce

Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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Una risposta a Il bosone di Higgs c’è, o non c’è.

  1. gold price ha detto:

    Nella meccanica quantistica lo spin di una particella può assumere soltanto valori discreti e le particelle dotate di spin interi (0, 1, 2 e cosi via) sono nettamente distinte da quelle con spin seminteri (1/2, 3/2 e così via). Le particelle con spin interi sono dette bosoni, quindi la particella di Higgs con spin nullo è un bosone, proprio come i bosoni di gauge con spin 1 finora osservati, quale il fotone che media le interazioni fondamentali. le particelle con spin seminteri sono dette fermioni e comprendono tutti i quark e i leptoni.

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