Le cause che tengono l’umanità appesa ad un filo – 2) Parte seconda: pandemie – asteroidi – vulcani

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virus pandemia

Pandemia globale

PandemiaFatale, incurabile, estremamente contagiosa e con un periodo di incubazione molto lungo. Sono questi i fattori che fanno tremare il mondo.

La pandemia è l’epidemia di una malattia infettiva che si diffonde attraverso la popolazione umana di una regione, nazione, o anche in tutto il mondo.

165-180. Un’epidemia presumibilmente di vaiolo, portata dalle truppe di ritorno dalle province del Vicino Oriente, uccise cinque milioni di persone.

Fra il 251 e il 266 si ebbe il picco di una seconda pandemia dello stesso virus; pare che a Roma in quel periodo morirono 5.000 persone al giorno.

A partire dal 541, fu la prima pandemia nota di peste bubbonica. Partendo dall’Egitto giunse fino a Costantinopoli; secondo lo storico bizantino Procopio, morirono quasi la metà degli abitanti della città, a un ritmo di 10.000 vittime al giorno. La pandemia si estese nei territori circostanti uccidendo complessivamente un quarto degli abitanti delle regioni del Mar Mediterraneo orientale.

La Peste Nera. Ottocento anni dopo la strage di Costantinopoli, a partire dal 1300, la peste bubbonica fece il suo ritorno dall’Asia in Europa. Raggiunse l’Europa occidentale nel 1348 e fu causata dall’assedio tartaro alla colonia genovese di Caffa (l’odierna Feodosia) nel 1346 e successivamente portata in Sicilia dai mercanti italiani provenienti dalla Crimea e si diffuse in tutta Europa uccidendo venti milioni di persone in sei anni (un terzo della popolazione totale del continente).
(Wikipedia)

Tutte le caratteristiche di una malattia estremamente devastante esiste già in natura: l’ebola, sostanzialmente incurabile o quasi, la rabbia, quasi sempre fatale; i lunghi periodi di incubazione dell’HIV.
Se qualche agente patogeno dovesse emergere in qualche modo da unire queste caratteristiche, il suo bilancio di vittime potrebbe essere estremo.

Oggigiorno il mondo è cambiato notevolmente rispetto al passato. I servizi igienico sanitari sono migliorati, come è migliorata la ricerca medica e farmaceutica. Oltre alle nazioni è migliorata la sovraintendenza delle istituzioni internazionali dedicata alla lotta contro le malattie. Ma i mezzi di trasporto moderni e la densa popolazione umana sempre più condensata in grandi città, consente il diffondere delle infezioni molto  più rapidamente, e le baraccopoli possono essere focolari di incubazione delle malattie letali.

Fattori di rischio
– La capacità dei sistemi sanitari internazionali di far fronte ad una pandemia estrema.
– La velocità della ricerca medica.
– In che modo e velocità lo scambio delle merci e lo spostamento delle persone interesserà la trasmissione della pandemia.
– Se gli esseri umani possono sviluppare nuove soluzioni efficaci anti-pandemia

Prospettiva
Nessuna.

linea03asteroide

Impatto di un grande asteroide

AsteroideNonostante l’erosione, alcune tracce da impatto di asteroidi sono rimaste. Più di 170 grandi crateri sono stati identificati sulla Terra.

E’ già successo e potrebbe succedere ancora.
Circa 3,8/4 milioni di anni fa, la Terra fu vittima di un’intensa pioggia di grandi meteoriti, si potrebbe parlare di un vero e proprio bombardamento in arrivo dallo spazio, un misterioso evento che vide comete e asteroidi abbattersi sulla superficie terrestre.

Collisioni di grandi asteroidi con dimensioni di 5 km e anche di più, avvengono una volta ogni venti milioni di anni ed avrebbero un energia centomila volte maggiore della più grande bomba esplosa.
Fu uno di questi asteroidi a fare fuori i dinosauri, circa 60 milioni di anni fa?
È uno dei grandi casi insoluti della storia della Terra, anche se da molto tempo i sospetti si concentrano proprio su un asteroide caduto in Messico.

Un asteroide cade sulla Terra a una velocità compresa tra 40.000 e 60.000 km/h. Se l’oggetto pesa più di 1.000 tonnellate, l’atmosfera non lo rallenta in modo significativo e le conseguenze potrebbero essere disastrose.
Qualora si dovesse verificare un impatto con un asteroidi di tali dimensioni la principale causa di distruzione non sarà l’impatto iniziale, ma è dato dalle nuvole di polvere proiettate nella atmosfera che avvolgendo l’intero pianeta produrranno un abbassamento delle temperature.
Il danno da tale “winter impatto” potrebbe influenzare il clima, danneggiare la biosfera, influenzare l’approvvigionamento alimentare, e creare instabilità politica. Una nuova estinzione di massa.

C’è un metodo di classificazione del pericolo di un impatto chiamato “Scala Torino”, come riconoscimento alla città che ha ospitato una conferenza internazionale dedicata agli oggetti NEO (near-Earth object).
La Scala Torino usa anche una scala di colori: bianco, verde, giallo, arancione, rosso. Ogni colore ha un significato più descrittivo.

Bianco (rischio nullo)
Scala 0) La probabilità di collisione è zero, o tanto bassa da essere praticamente zero.

Verde (basso rischi)
Scala 1) Le probabilità di collisione sono estremamente basse da non meritare grande attenzione e preoccupazione.

Giallo (richiede attenzione)
Scala 2) Attenzione degli astronomi.
Scala 3) Incontro ravvicinato, meritevole di attenzione da parte degli astronomi.
Scala 4) Calcoli che danno probabilità dell’1% o più di collisione capace di causare devastazione regionale.

Arancione (eventi che preoccupano)
Scala 5) Minaccia seria, ma ancora incerta di devastazione regionale.
Scala 6) Minaccia seria ma ancora incerta di una catastrofe globale
Scala 7) Un incontro molto ravvicinato con un grande oggetto, che se accadesse entro il secolo, propone una minaccia senza precedenti, ma ancora incerta, di catastrofe globale.

Rosso (collisioni certe)
Scala 8) La collisione è sicura, e con la capacità di causare distruzione localizzata se si verifica sul terreno, o uno tsunami se impatta in mare aperto vicino. Tali eventi si presentano in media fra una volta ogni 50 anni ed una volta ogni parecchie migliaia di anni.
Scala 9) La collisione è sicura, e con la capacità di causare devastazione regionale senza precedenti se si verifica sul terreno, o uno tsunami devastante se accade in pieno oceano. Tali eventi si presentano in media fra una volta ogni 10.000 anni ed una volta ogni 100.000 anni.
Scala 10) La collisione è sicura, e con la capacità di causare un disastro e una catastrofe climatica globale che può minacciare il futuro della civiltà quale noi la conosciamo, sia che l’oggetto cada sulla terraferma o sull’oceano. Tali eventi si presentano in media una volta ogni 100.000 anni.

Fattori di rischio
– Se il rilevamento e il monitoraggio di asteroidi e altri oggetti spaziali pericolosi è sufficientemente esaustivo.
– Come è possibile fermare un asteroide
– Se misure come l’evacuazione potrebbe ridurre i danni di un impatto
– Le conseguenze di un impatto sul clima a breve e lungo termine.
– Se la nostra attuale civiltà potrebbe adattarsi ad un mondo post-impatto.

Prospettiva
Evacuazione di massa

linea03eruzione

Eruzione di un super vulcano

Super vulcanoProprio come l’impatto di un asteroide sulla Terra, anche l’eruzione di un gigantesco vulcano potrebbe avere conseguenze a lungo termine per il nostro pianeta, causando un lungo inverno e carestie.

Questo perché l’eruzione genererebbe un’immensa nuvola di fumo in grado di bloccare i raggi solari. “L’effetto di eruzioni storiche si può paragonare a quello della bomba atomica”, spiegano i ricercatori.

Il pericolo da super-vulcani è quindi data dalla quantità di aerosol e polveri proiettate nella alta atmosfera. Questa polvere  assorbirebbe i raggi solari impedendogli di giungere la terra generando un inverno vulcanico globale. Effetti secondari, ma non  meno pericolosi, sono le alte temperature di ricaduta delle polveri e gli effetti di maremoti.

Vediamo qualche caso.
Secondo una teoria (o un mito) la città di Thera a nord di Creta intorno al 1400 a.C., il vulcano che sorgeva al centro dell’isola provocò una delle eruzioni più devastanti della storia. L’eruzione del vulcano di Thera fece sprofondare nel mare parte dell’isola.

L’eruzione del Monte Pinatubo del 1991 nelle Filippine causò un raffreddamento medio globale di superficie di 0,5 ° C in tre anni, mentre l’eruzione di Toba avvenuto circa 73.000 anni fa è considerato da alcuni per avere prodotto un raffreddamento globale per oltre due secoli.

L’esplosione del vulcano Krakatoa (agosto 1883) dell’isola indonesiana di Rakata, fu tra le più dannose e violente esplosioni vulcaniche nell’era moderna. Lo tsunami con onde alte 40 metri provocò la morte più di 36.000 persone.

Il vulcano Mount Pelee della Martinica nel maggio 1902 sbriciolò l’intera montagna liberando in soli tre minuti una gigantesca nuvola nera incandescente (temperatura di circa 1000 gradi).
Tale nube si diresse verso il mare ad altissima velocità, seppellendo interamente la città di Saint Pierre. Furono uccise, praticamente in maniera istantanea, più di 29.000 persone travolte dalla tempesta di fuoco.

Il vulcano Nevado del Ruiz in Colombia eruttò il 14 novembre 1985  dopo 400 anni di inattività. Pur essendo una modesta eruzione, il calore prodotto dalla colata piroclastica uscita dal cratere del vulcano, provocò lo scioglimento dei ghiacciai, dando luogo a 4 enormi colate di fango (lahars), mista a prodotti vulcanici, che seppellì la cittadina di Armero, uccidendo 25.000 dei suoi 29.000 abitanti.

Fattori di rischio
– Coordinamento dei paesi a livello globale contro i rischi e i danni di un super vulcano.
– La prevedibilità di una eruzione.
– La capacità distruttiva di un super vulcano.
– L’efficacia delle mitigazioni globali.
– Quanto sarebbero gravi gli effetti climatici a lungo termine

Prospettiva
Evacuazione di massa

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Informazioni su bruce

Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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15 risposte a Le cause che tengono l’umanità appesa ad un filo – 2) Parte seconda: pandemie – asteroidi – vulcani

  1. gabriarte ha detto:

    Alla fine siamo nelle mani di Dio ricco di informazioni il tuo post ciao

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  2. enricogarrou ha detto:

    Molto bello il tuo articolo. Ti racconto una cosa: l’ebola è un virus classificato di quarto livello di contenimento ( il grado più alto di pericolosità) perchè non si riesce a combatterlo ed è quasi sempre mortale. Però è come se fosse consapevole della sua capacità di far morire la persona infettata e quindi essendo un virus, parassita obbligato delle cellule dell’essere che infetta, sa che se si difondesse potrebbe uccidere un numero elavatissimo di persone, e mettere a rischio la sua stessa esistenza. Per questo quando colpisce l’uomo uccide un numero limitato di persone poi ritorna in uno stadio di infezione silente. Solo questa ultima infezione ha provocato qualche migliaio di vittime, nelle precedenti al massimo due migliaia. Sto facendo filosofia, sulla intelligenza degli agenti infettanti, ma è per dire che un virus influenzale è mille volte più infettivo, e le grandi pandemie del passato sono state debellate: peste, colera in primis. La grande tragedia che distruggerà(tra un centinaio di anni) l’Homo sapiens è il cambiamento climatico, ma questa è unaltra storia. Un abbraccio

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    • bruce ha detto:

      Insomma è una intelligente forma di conservazione della propria specie.
      Ora te ne dico una anch’io.
      L’intelligenza dell’HIV.
      Il virus dell’immunodeficienza umana si comporta come Confiker, un malware informatico apparso sulla rete nel 2008 e tuttora in azione. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista PLoS Computational Biology.
      Il meccanismo di diffusione dell’HIV avviene tramite due strade principali: il flusso sanguigno e il passaggio diretto da una cellula all’altra.
      Analogamente, Conficker si diffonde attraverso internet e le reti locali per infettare più computer possibili. È proprio grazie a questo sistema ibrido di infezione che l’HIV continua ad attaccare il sistema immunitario del corpo finché il paziente non contrae definitivamente l’Aids.
      Insomma non c’è che dire questi virus hanno una loro intelligenza, e più li capiamo, più si mutano. Ma se l’uomo è più intelligente dovrà pur trovare le soluzioni per sconfiggerli.
      Un carissimo saluto.

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      • giovannicagnano ha detto:

        Piú che intelligenza io parlerei di scelta evolutiva vincente, attuata dall’ambiente sull’inconsapevole virus. Che vantaggio avrebbe un virus nell’uccidere tutti i suoi ospiti? Nessuno, poiché in questo modo non avrebbe piú un organismo in cui poter proliferare. Di conseguenza un virus che attacca una determinata specie e che avesse il 100% di mortalitá causerebbe non solo l’estinzione della specie stessa ma anche la propria.

        Complimenti per l’articolo Bruce, come al solito😀
        Carine le icone che hai messo all’inizio di ogni paragrafo!

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        • bruce ha detto:

          Grazie Giovanni.
          Quello che dici è verissimo anche se alcune specie praticamente fatali per l’organo ospitante sembrano applicare altre vie. Infatti l’ebola per evitare la propria estinzione si rifugia in altre specie. Gli scienziati chiamamo con il nome “riserva” questa capacità. Sembra che i soggeti preferiti siano i pipistrelli, ma anche le piante (di cui si cibano gli animali) sembrano essere considerate riserve virali.
          Ciao

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          • giovannicagnano ha detto:

            Si questo é vero, ma all’interno di questi organismi “riserva”, o “vettori” se servono a veicolare il virus, esso non espleta il proprio ciclo di riproduzione (se lo facesse si avrebbe la malattia), quindi sono solo dei contenitori che ospitano il patogeno in condizioni di “mantenimento” fino a quando le condizioni esterne (temperatura, numero di ospiti, conttatto con l’ospite, ecc. ecc.) non permetteranno una nuova infezione. Quello che voglio dire é che se 100 virus vanno in 100 riserve, dopo un anno il loro numero sará sempre 100 (a meno che nel frattempo qualche ospite non sia morto), non si saranno riprodotti.
            I virus… degli esseri affascinanti, semplicissimi eppure complessi, a metá fra la vita e la morte e che hanno il comportamento che meglio descrive quello dell’essere umano, spiegato splendidamente dall’agente Smith in una scena del film Matrix! La conosci? Sei d’accordo anche tu con l’agente?

            Giovanni

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  3. MARGHIAN ha detto:

    Ciao Bruce. Una precisa panoramica dei rischi che corriamo, che vanno sotto il nome di emergenze planetarie. Alcuni non imputabili all’uomo, come ad esempio gli impatti di asteroidi. L’uomo di oggi ha comunque una certa responsabilità, anche su questo: deve impegnarsi per cercare di salvare il pianeta da un impatto che potrebbe distruggere l’umanità, o provocare comunque tremendi danni all’uomo ed all’ambiente.

    “Secondo una teoria (o un mito) la città di Thera a nord di Creta intorno al 1400 a.C”. Tale evento, si dice, avrebbe provocato una grande “crisi” in tutto il mediterraneo e nei popoli del medioriente. Qualcuno parla di “crisi dell’eta’ del bronzo”. Miti, tra i quali quello di Atlantide, che certi “spiegano” proprio con quanto accadde a Thera, oggi detta Santorini. Ciao.

    Marghian

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    • bruce ha detto:

      Su alcune l’uomo può, (anzi deve), provvedere prima che sia troppo tardi. Ma sembra che ce la stiamo prendendo con comodo.
      I vulcani? E’ un po’ la storia degli squali su alcune spiagge: “vietata la balneazione”, eppure c’è chi va a farci il bagno. I vulcani sono pericolosi eppure ci costuiamo sopra le case. Cose da matti.

      Thera? Ho scritto un post molti anni fa su xoomer.it. Oltre l’eruzione ci fu un maremoto che fece piazza pulita tutto attorno. Molti dicono che era la famosa Atlantide.
      Ciao

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  4. MARGHIAN ha detto:

    ” I vulcani sono pericolosi eppure ci costuiamo sopra le case. Cose da matti”. Vero, e forses ha ragione chi ha detto che il terremoto, od il vulcano, non uccidono nessuno. E’ sempre colpa delle scelte indiscriminate dell’uomo.
    Per l’Atlantide, Santorini (o thera) e’ infatti una delle candidate. Sapevi che lo e’ anche la Sardegna? Strano, eppure si’: guardati la teoria di un certo Sergio Frau (nella quale io non credo). Seconod lui, l’isola di cui parlava Platone era proprio la Sardegna. Ciao.

    Marghian

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    • bruce ha detto:

      Avevo letto questo accostamento della Sardegna ad Atlantide, ma, sinceramente, dando poco credito, troppo diverse, nessuna analogia di cultura, topografia, nessun manufatto, nessun riferimento storico alla struttura della sua capitale (Terralba), insomma solo una idea di un … sardo per la sua collocazione nel mare🙂
      Che invece abbia origine extraterrestre?🙂

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      • MARGHIAN ha detto:

        Gia’, se avesero trovato qualcosa su Terralba, allora..ci sarebbe da crederci. Neppure io ci ho mai dato credito, come ti ho scritto nell’altro commento. ” insomma solo una idea di un … sardo per la sua collocazione..” Infatti, proprio cosi’, nel senso che- avrai notato- su questa cosa di Atlantide, il campanilismo e’ frequente. Se per esempio lo studioso di turno e’ americano, tende a collocare Atlantide in America o nei suoi paraggi; se invece e’ africano, ecco Atlantide “era nel sahara”, od in Egitto. Se è greco, allora “Atlantide era nell’Ege”o, e cosi’ di seguito.
        “Che invece abbia origine extraterrestre?”. Tu hai fatto la battuta, ma ci sono alcuni che “identificano” alcuni bronzetti sardi con degli E:T (ti basta vedere un po’ di immagini, su Google, per “capire perche'”. Ciao.

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  5. bruce ha detto:

    Ciao giovanni, in ritardo ma rispondo (sto scrivendo la terza parte).
    Quello che dici è anche il mio pensiero. Aggiungo solo a conferma che i virus, una volta esaurita la loro azione infettiva (non se ne conoscono le ragioni), è come se vadano a rifugiarsi in altri organismi in attesa di una nuova epidemia. Sappiamo infatti che per espletare il proprio ciclo hanno bisogno di esprimere la loro attività biologica solo in presenza di una cellula ospite che permetta la completa espressione del loro genoma e la produzione di nuove particelle virali. La cellula ospite deve poi avere particolari caratteristiche, motivo per cui non infettano i soggetti ospitanti.
    Ci sono semi di alberi che resistono agli incendi e restano in “letargo” per lunghissimi periodi per poi ritornare in vita solo quando le condizioni ambientali lo permettono. Stessa cosa per alcune specie di animali superiori. Sembra una precisa azione preordinata per la conservazione naturale delle specie viventi.
    Un saluto.

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  6. MARGHIAN ha detto:

    “Ho visto. Quella sulla sinistra sembra avere delle antenne…”. Il bello e’ che certi “studiosi”, anche specializzati in archeologia sarda ne sono convinti. Ciao

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