Coloni spaziali – parte terza: i progetti

Il sole si sta spegnendo più rapidamente del previsto. E la produzione di antimateria va a rilento per la difficoltà a reperire sufficienti risorse per la sua  produzione.

C’è preoccupazione tra gli scienziati che non si possa arrivare in tempo.
Viene dato l’ordine di studiare un piano alternativo.

L’evacuazione del pianeta Terra avverrà a tappe, dicono gli scienziati. Dapprima si colonizzerà la Luna, quindi Marte, il quale verrà  reso abitabile  realizzando un vecchio progetto: la terraformazione.

IL PROGETTO
La Luna accoglierà  le migliaia di navicelle provenienti dalla Terra che trasporteranno i futuri coloni da ogni parte del globo per addestrarli sulla conduzione della astronave e simulando le condizioni che troveranno nello spazio.
Sarà la base per i coloni da trasportare sul pianeta Marte.

La gigantesca astronave per il viaggio senza ritorno nella immensità dello spazio  verrà costruita su Marte.
La scelta è stata determinata dal fatto che sarebbe  molto costoso inviare migliaia e migliaia di razzi vettori nell’atmosfera terrestre per portare materiali e uomini per costruire l’astronave.
Su Marte la ridotta distanza e l’assenza di gravità renderà più facile la costruzione dell’astronave con gli stessi minerali ricavati sul posto. Materiali che verranno poi portati ad una “catapulta” funzionante ad impulso elettromagnetico, lunga qualche chilometro, che provvederà a “lanciare” il materiale nella orbita marziana, dove verrà raccolto in prossimità del punto prestabilito.
Inoltre su Marte si eviterebbero eventuali attacchi di sabotaggio.
E non per ultimo la metterà al riparo da un ritardo della progettazione al momento della esplosione del Sole che distruggerebbe ogni cosa sulla Terra compresa l’astronave.

La nuova legge che ripristina la ricerca sull’atomo permette agli ingegneri di costruire astronavi a propulsione nucleare di più facile progettazione e con minori rischi dei motori ad antimateria.

LA LUNA
Inizia così il trasporto dei primi coloni sulla Luna con tutto il necessario per costruire una base fissa.
Vengono installati impianti ad energia solare, fondamentale per la vita della Colonia, oltre che fornire energia illimitata per tutti i bisogni, permetterà di riciclare i materiali usati e le scorie biologiche, in modo da ricostruire le scorte di materie prime, di colture vegetali, onde fornire calorie e proteine in forme non diverse da quelle a cui gli uomini sono abituati sulla terra.

I minerali lunari, inoltre, sono discretamente ricchi di titanio, alluminio e altri materiali ed inoltre il metodo di estrazione di questi metalli dagli ossidi in cui sono contenuti, permetterà di avere anche notevoli quantitativi di ossigeno, che, unito a piccole quantità di idrogeno liquido portato dalla Terra,  consentirà di formare la preziosa acqua che  serve.

Lo stesso suolo lunare, arricchito di nitrati e altri elementi, fornirà il terreno coltivabile; si riuscirà così a creare un terreno ottimale sotto tutti i punti di vista, quale ben difficilmente è quello terrestre.

L’ambiente sulla Luna, così trasformato, è confortevole in cupole, serre e alloggi nel sottosuolo al riparo delle radiazioni che simulano la vita sulla Terra.

MARTE
La costruzione delle basi lunari è andata avanti spedita, così come su Marte che è stata resa abitabile con la terraformazione.
In poco più di 100.000 anni Marte è diventato il quartiere generale del progetto spaziale. Da qui vengono estratti i minerali per la costruzione della astronave. E’ la residenza degli ingegneri, fisici, operai e personale di supporto.

LE OPERAZIONI
Da luoghi segreti vengono inviate sulla Luna migliaia di persone selezionate nelle migliori università del mondo in numero uguale tra maschi e femmine. Le persone vengono addestrate a specifici ruoli necessari alla conduzione, alla manutenzione, al mantenimento della vita sulla astronave durante il suo viaggio. Nel corso del tempo una generazione succederà all’altra trasmettendo le loro conoscenze  e così di seguito.

Dalla piazzola di sosta a Lagrange Point 2 (LP2), (uno dei punti di equilibrio dove i campi gravitazionali di Terra e Luna si cancellano l’un l’altro garantendo un punto di approdo stabile nello spazio profondo) partono le sonde per portare gli ingegneri, i tecnici e tutto il personale necessario nella costruzione della astronave su Marte, così come la pericolosissima antimateria. Nuovo personale viene continuamente addestrato allo scopo sostituisce nel corso dei millenni le precedenti  generazione.

SULLA TERRA
Sulla Terra le popolazioni vivono con la rassegnata consapevolezza del pericolo. Sembra quasi che l’abbiano dimenticato.

Biologi e botanici studiano e modificano il dna del corpo umano e delle piante per renderli più resistenti ed adattabili alla vita nello spazio.
Gli zoologi, non potendo trasportare animali sulla astronave, raccolgono i codici genetici di ogni specie per poterli reimpiantare sul pianeta extra solare scelto.
Gli studiosi sono all’opera per la conservazione di ogni conoscenza scientifica. Si fanno copie su cristalli al quarzo di ogni sorta di libro esistente sulla terra da tramandare alle generazioni future sulla astronave durante il grande viaggio. Non viene trascurata ogni conoscenza delle professioni.
Gli psicologi lavorano sul nuovo modo di comportamento da adoperare vivendo nello spazio.
Esperti studiano nuove leggi sociali.
Gli scienziati continuano a ritmo incessate a produrre antimateria.

L’ASTRONAVE
C’è stata molta indecisione nella progettazione della astronave che rispondesse alle esigenze di una permanenza nello spazio per migliaia di anni luce e forse di più.

Sono stati proposti molti modelli. Ma nessuno che rispondesse al principio fondamentale di riprodurre la gravità terrestre, l’ambiente naturale sulla quale la vita sulla terra è nata. Un ambiente dove si possa poggiare i piedi per terra per camminare e non galleggiare. Dove tutte le manovre fossero facili da svolgere, dove la vita quotidiana fosse esattamente più simile a quella sulla Terra. Dove si possa respirare liberamente e vivere senza le tute.

Il problema è apparentemente insormontabile dal momento che ci vorrebbe una forza equivalente a quella esercitata dalla massa terrestre che agisca sotto i piedi degli astronauti. Impossibile da realizzare.

Alla fine è stato approvato il progetto di un ingegnere, Onavlis  Oirfonod. Una rielaborazione della vecchia e semplice idea già studiata nel lontanissimo anno preistorico 1974 d.c. dall’ingegnere G. K. O’Neill della scuola che veniva chiamata università di Princeton.

La forza di attrazione della terra verrà sostituita con una forza centrifuga di uguale intensità.
L’astronave assomiglierà ad una serie di gigantesche ruote di bicicletta affiancate o di automobile se preferite.
Il progetto prevede una stazione a “moduli” orbitante di dieci chilometri di lunghezza per cinquecento metri di raggio, ruotante su se stessa.

La vita si svolge sulla sua periferia. All’interno della camera d’aria della bicicletta per intenderci (cilindri).
Ogni cilindro sarà chiuso alle due estremità (naturalmente) e suddiviso in diverse sezioni, di cui alcune adibite a “cielo”. Saranno disposte in maniera alternata, in modo che ogni spicchio di terra vedrà sopra di sé lo spazio, le stelle; ogni spicchio vuoto sarà inoltre fornito di una finestra esterna movibile.

Ogni sezione verrà illuminata e riscaldata in modo che, regolandola opportunamente, sarà possibile regolare la durata del giorno e riprodurre artificialmente l’andamento stagionale come sulla Terra.

La rotazione per imprimere fa forza centrifuga verrà esercitata dal motore al mozzo centrale collegato tramite raggi (esattamente come una bicicletta). Qui sarà applicato anche il motore ad antimateria che darà la propulsione all’astronave.

A causa del vuoto nello spazio gli astronauti non avvertiranno tale forza che li spingerà verso l’esterno. Non si avvertirà nè l’alto nè il basso.

Ogni cilindro ruoterà su stesso.  Si è deciso per la gravità 1 nel cilindro abitato, mentre si potrà usare una gravità ridotta 0,1 nella serie di piccoli cilindri situati ad un’estremità del cilindro principale, che verranno utilizzati per il lavoro (si sfrutteranno in pieno le caratteristiche della gravità ridotta per spostare pesi etc).

IL SOLE
Mentre ovunque fervono i preparativi, il sole lentamete continua a spegnersi.
Il litio è un elemento abbondantemente presente nelle stelle all’origine del big bang. E’ una sostanza che scompare rapidamente e determina la giovinezza delle stelle.
Il Sole sta perdendo litio dalle analisi spettroscopiche degli scienziati che lo tengono costantemente sotto osservazione e sempre più frequentemente emette grandi esplosioni di gas che mandano fuori uso le strumentazioni per le comunicazioni satellitari con la Luna e Marte.

Il Sole sta entrando nella fase di gigante rossa.
Il tempo sta finendo.
…il seguito alla prossima puntata (è la fine?)

Leggi:
parte prima
parte seconda
parte quarta

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Informazioni su bruce

Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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17 risposte a Coloni spaziali – parte terza: i progetti

  1. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    Buongiorno Silvano, mi sono persa la seconda parte, ora porto fuori Tatanka e poi mi leggo tutto e lascio un mio commento… a doppo Pif

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  2. bruce ha detto:

    Ciao Pif, mente tu facevi il tuo commento io stavo scrivendo l’ultima parte.
    Stavo scrivendo sul sentimento religioso su questa catastrofe, dei vari approcci delle religioni. Ho scritto e riscritto tante volte che non so se farlo per non disturbare le proprie convinzioni. Forse te mi puoi aiutare, anche se ho deciso di scrivere solo due, ma proprio due righe sull’argomento.
    Buona passeggiata, io l’ho già fatta e poi un’altra alle ore 11,30.

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  3. gabriarte ha detto:

    non riesco proprio ad immaginare il sole che si spegne ma non finirebbe l’ intero sistema compreso tutti i suoi pianeti Marte ,luna terra venere ecc? dopo tutta questa fatica a costruire una astronave siamo sicuri che non si disintegrerà? penso proprio che non mi piacerebbe vivere senza il mio pianeta terra seguirò la tua storia ciao

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    • bruce ha detto:

      ciao gabri, per quanto sia difficile accettarlo, è proprio così. Non solo si spegnerà il Sole, ma si spegneranno tutti gli astri. E’ come spegnere le luci di un locale dopo un party.
      Cosa succederà all’astronave. Ci sto pensando ……

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  4. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    Mamma mia, vivere in condizioni come questi … non sarrei mai il mio sogno, e poi cosa sarà dei nostri animali? lo so e solo utopia, ma la mia paura che un giorno tutto questo si realizza.. complimenti per questo post… ti abbraccio Pif una carezza anche a Bleff

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    • bruce ha detto:

      Io credo che l’uomo (e la donna ovviamente) ha un grande spirito di adattamento. Basti pensare alle condizioni di vita di alcune nazioni in Africa, le favelas, le palafitte sui fiumi cinesi, ecc. ecc. L’astronave per loro sarebbe una reggia.

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      • Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

        Per me sarebbe una prigione…

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        • bruce ha detto:

          Cara Pif, mi spettavo un piccolo commento sul quesito che ti avevo lanciato. So che è difficile. E’ quasi pronta anche la quarta parte.
          Qualche giorno fa ho avuto una lunga chiacchierata con due signori (vecchietti, anche troppo) testimoni di Geova. Non hanno saputo dare un spigazione a nessuna delle mie domande che ho approfittato di fare con l’intenzione proprio di metterle in questo racconto.
          Ciao

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          • Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

            Ups mi sono perso qualcosa??? Mi scusi sai era troppo confusione nel mese scorso la morte di Luigi, mi mandi ancora questo link… e sperò che abbi pazienza con me… scusa 😦

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  5. strangethelost ha detto:

    Ho letto tutto con il fiato in gola,mi sembrava di leggere un thriller !
    Bella l’idea del nome dello scienziato tuo omonimo al contrario :mrgreen:
    Hai una fantastica immaginazione !
    Un caro saluto.
    liù
    Ps:Aspetto di vedere come finirà 🙂

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    • bruce ha detto:

      E brava!
      Ero quasi sicuro che nessuno ci avrebbe fatto caso. Non era facile. Questo significa che sei una attenta lettrice, che hai una bella mente allenata. Ma vedrai, non mancheranno altre sorprese.
      Immaginazione? ho letto tanti di quegli Urania (una collana di fantascienza) che quasi mi riesce spontaneo. A questo va aggiunto, poi, che bisogna avere un pizzico di informazione su queste cose.
      Ho riascoltato da te la canzone di Neil Sedaka, e chi se la ricordava più! Brava ancora.
      Ciao

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  6. MARGHIAN ha detto:

    bellissima la descrizione dettagliata del “progetto” di costruzione dell’astronave, i cilindri che ruotando generano una gravita’ centrifuga. Nel mio commento di poco fa ho descritto brevemente una colonizzazione del sistema solare, e vedo che qui, in questa fase della storia, c’e tutto (dalla colonizzazione di Luan e Marte alla modificazione genetica delle piante e dell’uomo).
    L’idea della “catapulta” a spinta magnetica non mi e’ nuova, lessi infatti “dalla luna verra’ lanciato del materiale che, in punti prestabiliti nello spazio, verra’ lavorato e li’ si costruiranno delle strutture…..”. Io ho scritto di astronavi che partiranno dai “punti lagrangiani”, da “spazioporti”costruiti li’, in quei punti di equilibrio. Anche dei materiali prelevati da asteroidi potranno essere utilizzati , pur se la cosa sarebbe meno facile che sulla Luna o su Marte… Ciao Bruce.
    Marghian

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    • bruce ha detto:

      L’idea dei punti lagranciani me la sono riservata per dopo. E già, perchè sto già pensando al seguito. Un viaggio tra i pericoli dell’universo, alla scoperta di pianeti pericolosi, alla ricerca del “pianeta promesso”.
      Come hai letto ho scartato molte teorie estreme, mi sono “accontentato” di quelle che attualmente sono le più attendibili o classiche.
      Bruce

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  7. MARGHIAN ha detto:

    Luan ..non c’e nessuna Luana, magari come personaggio di un racconto, l’ufficiale in seconda Luana… :)volevo scrivere Luna!!!!! )Ciao.

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