Che fine ha fatto Curiosity?

Era un po’ che non si sente parlare del rover Curiosity. Perché?
Niente di serio. Si era semplicemente addormentato un po’.
Il rover Curiosity è tornato operativo dopo un lungo mese di pausa forzata, imposto dalla posizione del Sole che bloccava le comunicazioni radio con la Terra.
Ecco spiegato il lungo silenzio.

Come sappiamo (forse non tutti) il rover è atterrato su Marte il 6 Agosto 2012.
Si trova all’interno di un gigantesco cratere, Gale, un tempo inondato di acqua. La sua missione è la ricerca di segni della passata attività chimica di questo pianeta, per capire la sua storia geologica e se ci siano mai state condizioni ospitali per la chimica biotica e la vita.

Sappiamo che ci sono stati momenti di euforia subito soffocati da altrettanti momenti di delusione.
Subito dopo il falso allarme curiosity ci ha riprovato perforando la sua prima roccia marziana nel febbraio scorso.

marte terreno3

Il buco è largo 1,6 centimetri e profondo 6,4 centimetri.
Successivamente il commando da terra ha mosso il braccio robotico per eseguire una nuova serie di esami inserendo anche alcune porzioni degli strumenti all’interno del buco.
La polvere di roccia generata è stata trasferita all’interno dove viene analizzata dal dispositivo CHIMERA (Collection and Handling for In-Situ Martian Rock Analysis), un vero laboratorio chimico in miniatura.

In questa regione, i sedimenti sono coperti di piccole palline e rappresentano un ambiente molto abitabile. I sedimenti trovati qui si trovavano sott’acqua e si sono formati come cementificazione del terreno. La roccia è stata poi frammentata e riempita di materiali solfati quando la roccia ha ripreso a fluire attraverso la rete di fratture. Le venature che vedete sono causate da questo. I dati di diversi strumenti su Curiosity, come lo Spettrometro a raggi-X e particelle Alpha, o il laboratorio chimico integrato insieme al set di strumenti per l’analisi mineralogoca, hanno permesso di capire che il PH dell’acqua qui era neutrale, la quantità di composti chimici a disposizione era molto vasta e la salinità bassa.
Questo luogo sarebbe stato molto più abitabile per le prime forme di vita.

Il 2 Maggio il rover ha mandato un segnale nelle lunghezze d’onde radio X, che è stato ricevuto dalla Terra come un segno che si può tornare alla trasmissione dei dati.
Adesso che la Terra e Marte sono di nuovo nelle giuste posizioni, la prima cosa che il team vuole fare è quella di aggiornare il software del rover. Dopo di che, gli scienziati riprenderanno ad analizzare la zona chiamata Yellowknife Bay, in cui Curiosity si torva per la ricerca di ingredienti chimici utili alla vita.

L’obbiettivo finale della missione primaria da due anni del rover è arrivare alla grande montagna al centro del cratere, chiamata Mount Sharp, circondata da vasti depositi sedimentari. Ma il team deve ancora decidere quando esattamente inizierà a dirigersi verso la montagna.

Ulteriori analisi sono pianificate per dare la caccia al carbonio proveniente da altri composti, forse organici. Il primo campione di carbonio è stato trovato in depositi a base di anidride carbonica, che può essere usato come fonte di energia per microbi che si nutrono di minerali rocciosi.
Riuscire però a trovare tracce di composti organici sarà molto difficile. Se anche esistono, potrebbero essere in quantità così piccole da non essere rilevabili. Inoltre, potrebbero essere stati molto alterati nel tempo o frammentati dalla radiazione cosmica e solare.

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13 risposte a Che fine ha fatto Curiosity?

  1. Rebecca ha detto:

    Ciao Silvano, stavo leggendo e mi vieniva il film Missone sulla marte in mente, ora mi domando quando siamo veramente in grado di fare vivibile questo pianeta quanto tempo ci vuole per distruggerlo come lo stiamo faccendo con la terra.. in qualche maniera sono felice che il marte non ha nulla di importante per trasferirsi li.. io credo per prima cosa si dovrebbe prima investire soldi per sistemare il nostro pianeta.. poi se si avanza possiamo anche esplorare altri mondi.. so che non sei d’accordo con questo.. ma io penso cosi.. ti abbraccio Pif

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    • MARGHIAN ha detto:

      Zitto zitto, il rover continua a lavorare. “sedimenti che si trovavano sott’acqua”, pietre levigate dall’acqua, ed altre conferme della presenza in passato di acqua liquida in superficie (nel sottosuolo, sono quasi convinto, ce ne’ ancora e forse in grande quantita’; Marte puo’ avere assorbito in gran parte l’acqua dell’antico mare, di antichi laghi e di antichi fiumi). Ciao Bruce % Blef.

      Marghian

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      • bruce ha detto:

        Buona sera ragazze e ragazzi 😆
        Scusate il ritardo, ero su sky a guardare le partite di calcio. Che ci volete fare, lo so, è un brutto vizio, questa del calcio è una malattia contagiosa che colpisce soprattuto i maschietti. Non tutti. Qualcuno, lo so per certo, preferisce comporre musichette per poi farcele ascoltare su internet 😆

        Ok veniamo a noi.
        Cara Pif la tecnologia spaziale ha generato molti degli strumenti di cui oggi non possimo farne a meno. Proprio grazie agli investimenti in questo settore le applicazioni ingegneristiche spaziali ci hanno fatto fare un salto di qualità inimmaginabile elevando il nostro tenore di vita e di benessere impesabile fino a pochi anni fa. Infatti la scienza spaziale entra nel circolo produttivo e commerciale a beneficio di tutti, in modo silenzioso. Talmente silenzioso e inosservato che nessuno se ne rende conto ma che usiamo ogni giorno.
        Posso assicurati che quei soldi sono forse gli unici spese bene, anzi quasi certamente gli unici soldi spesi bene, perchè basta vedere i notiziari della tv per scoprire dove vanno a finire gli investimenti in altri settori,
        Mi riferisco alla sanità, cultura, opere pubbliche, alle ricostruzioni delle aree terremotate, alle opere umanitarie, per il terzo mondo, ecc ecc. ecc.
        Prova a indovinare dove finiscono?
        La scienza al contrario, malgrado i pochi e maledetti (da molti) soldi, eppure da ogni giorno un piccolo ma significativo contributo al progresso della umanità.
        Bruce

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      • Rebecca ha detto:

        😉

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        • bruce ha detto:

          Ciao cara
          E’ un detto comune che l’uomo è esploratore e cacciatore per natura . Non è una banalità.
          Se le teorie sono esatte (e non potrebbero essere altrimenti dal riscontro dei fossili) il primo uomo è nato in Africa ( non nel paradiso terrestre 😆 ) e poi si è spostato praticamente ovunque occupando ogni angolo della Terra.
          Poi le grandi conquiste e nuove esplorazioni. Non c’è scampo. Siamo destinati a seguire questa strada. Siamo andati sulla Luna e ci ritorneremo. Andremo anche su Marte, questo è certo, il programma è già nel cassetto.
          Forse per necessità. Forse per un’altra sfida. Forse sarà un primo passo verso lo spazio, oltre il nostro sistema solare.
          Tutto questo mi affascina. Affascina il desiderio di conoscere l’ignoto, di scoprire, di dare sfogo alla nostra intelligenza. Per andare “oltre”. Forse alla ricerca di qualcosa di grande.
          Questa la chiamo sete di conoscenza. Se non fosse stato così forse staremmo ancora … sugli alberi a dare compagnia ai nostri progenitori.
          Cioa carissima. In attesa di una tua prossima deliziosa ricetta.

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          • MARGHIAN ha detto:

            Anche secondo me e’ cosi’, Rebecca. la ricerca, per quanto dispendiosa, e proprio quella che sembrerebbe “inutile” al momento, e’ invece importantissima. Se in un futuro, quando saremo 30 miliardi, vorremo estendere la razza umana anche a Marte, la Luna, e forse le lune di Giove, si deve cominciare..continuare da adesso. Altrimenti, quando sara’ necessario..fra mille anni, non potremo farli.

            Pensa poi che le tecnologia missilistiche e spaziali, da quando esistono, hanno creato quel progresso tecnico che ha si’ i suoi lati negativi (l’inquinamento, il benessere che non e’ per tutti) ma che ha prodotto e produce macchine, dispositivi, materiali (per auto, indumenti e edifici) utili e di cui “quasi” tutti usufruiamo o usufruiremo. Proprio per quanto riguarda la “fame nel mondo”, forse sara’ proprio il transgenici, nel futuro magari lontano, a far si’ che ci sia anche piu’ cibo. Anche io, come te, amo la natura, e mi piacerebbe se si potesse vivere come in un bel giardino e mangiando solo qualche mela, bere una tisana..ma l’uomo, come e’ oggi, e’ in un processo irreversibile. Come ho detto proprio ieri ad un mio amico, ambientalista, che dice “questi macchinari tolgono il lavoro, era meglio prima” : ” se noi rinunciassimo all’automazione, e tornassimo alla zappa, diventeremmo terzo mondo”.ed e’ vero, purtroppo, ma e’ cosi’. E “tutti a zappare la terra” non sarebbe nemmeno “un lavoro”. Io l’ho provato, se non fosse per il mio papa’…la “giornata” ti comprava solo le sigarette ed una bevuta fra amici, non ti manteneva una famiglia. Considera che dietro ai macchinari, ed anche ai pezzi di una navicella spaziale lavorano fabbriche e fabbriche in tutto il mondo, uffici….praticamente tanta gente che “non va piu’ a zappare” te la trovi a fare l’inegnante, il contabile in una azienta…anche se la disoccupazione c’e ancora e ci sara’, pero’ “tornare al 1900” non e’ la soluzione, purtroppo. Scusami per questo lungo discorso, ciao Rebecca Pif.

            Ciao Bruce. Tutto vero, ma questo post e’ semplicemente un “amarcord” della mia esperienza da “organista” “della domenica”-caso di scriverlo-, ed anche un po’ di “folk”. La religiosita’, almeno per quanto riguarda me,non c’entra..non vado a sentire una messa da…10 anni ?. Almeno, e nei posts sono fermo da parecchio….

            Vorrei trovare il tempo di scriverci qualche altra cosa (e con musica “adatta” e meno triste ..)vedremo, certo che stasera no, sono iprestanco. Qualche commento, magari (come ho fatto adesso) ciao Bruce & Blef (non fargli ascoltare “is còggius”… :lol:)

            Marghian

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          • Rebecca ha detto:

            Buongiorno caro fratello Silvano…ecco per te due ricette abbastanza buone.. http://unmondoperduto.wordpress.com/2013/05/09/szegediner-gulasch-vegetariano/
            http://unmondoperduto.wordpress.com/2013/05/10/torta-alla-frutta/
            se posso dirti una cosa il gulasch e buonissimo.. nemmeno io avevo mai pensato che ha un sapore cosi buono.. nonostante che non lo ho fatto alla carne.. e anche facile da fare..

            Sai anche io credo quando l’uomo ha aggiunto un certo livello di coscienza, allora e anche più responsabile nelle sue azioni… per ora non siamo capace nemmeno cosciente mente qui sulla terra.. ma io mi auguro che arriva prima o poi la nostra illuminazione.. ti abbraccio Pif

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          • Rebecca ha detto:

            😆

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  2. MARGHIAN ha detto:

    “quando sara’ necessario..fra mille anni, non potremo farli”…..”farlo”….

    Sia chiaro Rebecca, a me non sta simpatico il caos, le citta’, i motori, il traffico, “le scie degli aerei che inquinano” (come diceva la canzone “larca di noe'” di un certo Sergio Endrigo: “striscie bianche nel cielo azzurro, per incantare e far sognare i bambini..che fatica essere uomini..partira’, la nave partira’, dove arrivera’.questo non si sa’, sara’ come l’arca di noe’, il cane il gatto, io e te”), il mare che si sporca. pero’..il mondo va’ in questa direzione, e mandare qualche robot su Marte…potra’ tornarci utile in futuro. Smettere sarebbe sbagliato. Per la fame nel mondo, e per i poveri, basterebbe che chi ha (i miliardari) desse solo qualcosa di quello che ha, se il mondo ricco fosse meno egoista… senza bisogno di fermare gli esperimenti e le ricerche, anzi. Ciao Rebecca Pif 🙂

    Marghian

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    • Rebecca ha detto:

      Magari quando l’essere umano sia cosciente delle sue azioni.. per ora mi basta questo pianeta… la terra e cosi bella, e a me mi piange il cuore pensando che un giorno questo paradiso non sarà più… forse potrei dire anche ma chi sene frega cosa porta il futuro… io non ci sono più… ma non penso cosi …vorrei che anche fra ci sa quanti anni la gente si ricorda ancora quanto era bello questo pianeta (piante fiori ecc)

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  3. damianusm ha detto:

    L’ha ribloggato su Damiano Martorelli's bloge ha commentato:
    Un contributo di Bruce sul rover Curiosity che se ne va a spasso su Marte… “to boldly go where no man has gone before” (Gene Roddenberry)

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