La porta dell’inferno

portainferno0002Non è quella che pensavi.
E allora cos’è?

Ho letto una notiziola su Focus di ottobre 2013 (sono abbonato così ricevo la copia in anticipo), il cui titolo mi ha incuriosito.
Di cosa si tratta?

Vicino la cittadina di Darvaza nel Turkmenistan, ai confini con l’Uzbekistan, insomma sopra, a Nord dell’Iran e Afganistan c’è una voragine che sputa fuoco. Ma niente fiamme che escono dagli inferi quindi.

Una buca lunga circa 70 metri e profonda 50 dalla quale escono fiamme e fuoco.
Di cosa si tratta?
Nel 1971 una compagnia di ricerche petrolifere stava trivellando il terreno alla ricerca di idrocarburi.
Proprio lì sotto c’era una gigantesca cavità forse prodotta dalla erosione dell’acqua nel corso dei millenni.
Succede che tutto crollò sotto i loro piedi all’improvviso inghiottendo i macchinari con tutto il cantiere.

All’intero della cavità c’era del gas naturale che ha preso fuoco.
Dove sta la notizia curiosa?
Voi penserete che esaurito il gas lì sotto tutto sarebbe finito nel giro di qualche giorno.

Ebbene, niente di tutto questo. Quella buca sputa fuoco da 40 anni.
Dalle rocce esce altro gas che sostituisce quello bruciato e da allora non si spegne, nè nessuno sa quanto gas è stato bruciato e tanto meno quanto ne resta, nè nessuno sa per quanto tempo ancora la porta dell’inferno contiuerà a bruciare.


Informazioni su bruce

Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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3 risposte a La porta dell’inferno

  1. MARGHIAN ha detto:

    Ciao Bruce. Interessante, ma e’ interessante sul piano antropologico culturale che davvero si credeva che queste voragini, o le caldere ed i laghi vulcanici, erano per la gente dei veri ingressi che portavano agli inferi. Uno per tutti, “l’Averno” citato nell’Odissea e nell’Iliade, un lago vulcanico che si trova, come saprai, in territorio del Comune di Pozzuoli.

    Ora che anche i credenti sanno che sottoterra c’e la lava, dove sta l’inferno? Non certo “sottoterra”, anche se di sicuro c’e un caldo terribile😆

    Ciao.

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    • bruce ha detto:

      Sei troppo forte caro marghian.
      La stranezza di questa cosa è che generalmente caverne sature di gas naturale scoppierebbero come una bombola di gas, invece si comporta come un fornello da cucina alimentato costantemente da un serbatoio attraverso una fessura nella roccia che funziona da ugello.

      Il mio cane che non ne sa nulla del paradiso e dell’inferno mi ha detto che se ne potrebbe approfittare per fare dei giganteschi barbecue con gigantesti hotcats😆
      Dolce notte

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  2. MARGHIAN ha detto:

    Pero’ sei forte anche tu, “hotcats” (fortuna che Nives e l’altro gatto sono al sicuro), ed a proposito di come Blef immagina il paradiso-dei cani-, noi in Sardegna abbiamo una espressione per “negare il paradiso”. “A su cèu ai gattus parò’!” (“nel cielo dei gatti pero'”, come dire “macche’ paradiso!”-o meglio ancora…per dire che uno in paradiso non ci va’ proprio).

    *”Come un fornello da cucina”. Vero, e guai se non ci fossero questi sfiati (anche i vulcani, eruttando in continuazione, impediscono esplosioni devastanti- e talvolta capita, a lungo andare si forma un tappo in un vulcano addormentato, questo si sveglia e e poi si verifica la tremenda esplosione.

    *A proposito del paragone con un fornello da cucina, chissa’ ceh gli uomini primitivi non usassero di queste bocche- quelle piccole, si intende- per cuocerci qualcosa. “Battute” a parte, l’uso dell’energia geotermicha e’ antichissima: si pensi alle acque termali. Da noi, pur se la Sardegna e’ detta “non essere vulcanica” per antonomasia, ci sono le acque termali (se guardi su google “le terme di fordongianus” vedi di che si tratta), ed ho visto donne lavare i panni con l’acqua calda naturale di questa zona, dove i Romani costruirono un villaggio con un complesso termale, il “forum Traiani”-foro di Traiano- da cui il nome dell’attuale paese “fordongianus”. Non escludo affatto che i preistorici usassero quest’acqua termale anche per cucinare. Ciao.

    Marghian

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