Le costanti della fisica e il principio antropico: prima parte

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Argomento poco dibattuto per lo scarso interesse che suscita nella informazione scientifica, ma che merita la giusta attenzione per alcuni risvolti intriganti di grande attrazione.
Quali? Ora lo spiego.

Lo sforzo di tutti gli scienziati è quello di descrivere l’universo formulando ipotesi e teorie sotto forma di leggi universali e formule, con l’obiettivo di raggiungere una conoscenza della realtà nel modo il più oggettivo possibile.

Succede che molto spesso gli stessi scienziati, in questo sforzo, si trovino di fronte a valori che risultano costanti.
Più esattamente si scopre l’esistenza di certe proporzioni e certi rapporti che risultano costanti e che vengono inseriti nelle leggi considerandole delle costanti fisiche fondamentali, il cui valore viene accettato come tale.

Come definizione empirica possiamo definire le costanti fisiche come i mattoni della fisica che ci permettono di conoscere l’universo dovunque si sia e in qualunque momento dell’Universo.

Ma perché quelle costanti hanno proprio quel valore? E’ proprio vero che le costanti fondamentali della fisica sono veramente costanti, anche su scale spazio-temporali cosmologiche? – si intromette il mio cane che sembrava che dormisse, ma sempre attento ed acuto nelle osservazioni.

E’ difficile rispondere alle tue domande in maniera semplice. – rispondo con un certo imbarazzo – Diciamo che questi rapporti, nati facente parte di formulazioni, in pratica vengono confermate nelle sperimentazioni pratiche e successivamente considerati valori che rimango fissi e accettati da tutti i fisici.

Tuttavia la questione è controversa anche tra gli stessi scienziati. Solo alcune di queste costanti rimarrebbero tali.
Infatti si ipotizza che la costante di gravitazione universale stia diminuendo via via che l’universo invecchia.
Questo è in aperto contrasto con il principio di equivalenza che Albert Einstein pose alla base della teoria della relatività generale, secondo cui le leggi della natura, e quindi anche le costanti fondamentali, sono indipendenti dal sistema di riferimento. Chi ha ragione?

Comunque, tralasciando queste considerazioni, che lasciamo volentieri agli scienziati, quello che voglio dirti ora ti sbalordirà.

Se le costanti fisiche avessero valori diversi, solo leggermente diversi, l’universo sarebbe molto diverso da come lo osserviamo. L’Universo così come lo conosciamo non esisterebbe.

Sorpreso?

Uhm! – annuisce incredulo il mio cane.

Non ci credi? Ti faccio un esempio.
Un piccolo cambiamento di poche percentuali nel valore che regola la forza elettromagnetica negli atomi (la cosiddetta costante di struttura fine) farebbe cambiare i rapporti tra le forze repulsive e attrattive tra le particelle elementari con conseguenze sulla “costituzione della materia” e l’attività delle stelle. Il Sole non esisterebbe. Nemmeno noi.
Sbalorditivo vero?

Alcuni scienziati giocano su questo concetto e negli ultimi anni si è sviluppata una idea interessante: “la teoria del multiverso a fette o strati”, ovvero la esistenza di infiniti universi paralleli.
Una teoria che afferma l’esistenza di infiniti universi ognuno dei quali ha diversi valori delle costanti universali.
È facile immaginare che tra infiniti universi sicuramente ce n’è uno come quello in cui viviamo.
Ma di questo ne riparleremo in altra occasione.

Ora voglio ritornare alle costanti della fisica riportando (secondo me, ma ognuno può scegliersi le sue) quelle che ritengo le costanti fondamentali della fisica tra le decine e decine che conosciamo.


  • G
    : è la costante di attrazione gravitazionale. Determina la forza, proporzionale alle masse, con cui si attraggono gli oggetti, siano essi stelle, pianeti,
    satelliti artificiali o anche galassie o ammassi di galassie. È molto piccola, forse per questo è la più insicura: ci sono fisici che provano a pensare come sarebbe l’ Universo se G cambiasse nel tempo.
    legge della gravitazione universalecostante gravitazionale universale

  • e : è la carica dell’elettrone, l’ unità di carica elettrica (e = 1.60219*10-19 coulomb). Integerrima, nel vero senso della parola, non si spezza e non se ne trovano sottomultipli; quelli che si comportano come se ne avessero solo una frazione ( i quark hanno carica 1/3 o 2/3) non sono mai liberi dalle particelle subnucleari, dove sono legati ad altri quark in modo da costituire complessivamente una unità di carica elettrica o un suo multiplo intero.

  • h : la costante di Plank (h = 6,62606876 × 10−34 Js). Detta anche “quanto di azione di Plank”,  perché ha le dimensioni di un’ azione (energia x tempo). La costante di Planck è responsabile della quantizzazione delle grandezze dinamiche che caratterizzano a livello microscopico, le particelle elementari che compongono materia e luce: elettroni, protoni, neutroni e fotoni. E’ una quantità piccola, ma interviene nell’Universo a definire tutto, dalle dimensioni degli atomi alla forza delle reazioni nucleari nelle stelle e dovunque la luce, o in generale la radiazione elettromagnetica,  interagisca con la materia. Il modo migliore per capire cos’è la costante di Plank è attraverso questa formula: E =nhv, (con  E=energia trasportata da una onda elettromagnetica, v = frequenza della onda, n=1,2,3 … ed  h= cost di planck). E’, quindi, una costante che permette di mettere in relazione biunivoca l’energia di un onda elettromagnetica con la sua frequenza. In pratica è un fattore di proporzionalità.

  • µ0 : la permeabilità magnetica nel vuoto. (µ0 = 4π10-7 = 1.2566*10-6 m*kg/coulomb2) E’ la grandezza che esprime il comportamento del vuoto in presenza di un campo magnetico.

  • ε0 : la costante dielettrica nel vuoto0  =8.8544*10-12  coulomb2/N*m2). E’ un valore che descrive il comportamento del vuoto in presenza di un campo elettrico.


  • c
    : la velocità della luce nel vuoto. (c= 299.792.458 m/s). La più bistrattata nelle storie di fantascienza, si prende ampiamente la rivincita in tutto il resto dell’ Universo, dove è una costante. insuperabile.Velocità della luce

α  : la costante di struttura fine, è un parametro che mette in relazione le principali costanti fisiche dell’elettromagnetismo (la carica dell’elettrone, la costante dielettrica nel vuoto, la costante di Plank, la velocità della luce). Essa esprime la costante di accoppiamento che caratterizza l’intensità dell’interazione elettromagnetica. La costante di struttura fine ha una grande importanza nella teoria filosofico-scientifica del “principio antropico“; difatti questo parametro adimensionale ha una influenza fondamentale sull’universo. Se il suo valore fosse diverso anche di poco (circa il 10-20%) dal valore noto, l’universo sarebbe diverso da come lo vediamo, e le leggi fisiche non sarebbero come le conosciamo. Per esempio i rapporti tra le forze attrattive e repulsive tra le particelle elementari sarebbero diversi, con conseguenze sulla costituzione della materia e l’attività delle stelle. In un universo con α differente noi stessi non potremmo esistere. La costante di struttura fine sta sempre più acquistando visibilità in cosmologia, in quanto ha un ruolo importante nella teoria delle stringhe e del multiverso.costante di struttura finecostante di struttura fine valore


Caro padrone, nell’esporre questa ultima costante hai parlato del “principio antropico”. E’ anch’essa una legge fisica? – (giusta osservazione del mio cane sempre perspicace, ma è meglio che non glielo dico altrimenti si monta il testone).

Di questo te ne parlerò nel prossimo post, e vedrai che ti interesserà per le sue implicazioni filosofiche-religiose.

Ora andiamo a fare un passeggiata. Basta per oggi, ne abbiamo avuto abbastanza, abbiamo messo troppa carne al fuoco.

mafalda25


Informazioni su bruce

Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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18 risposte a Le costanti della fisica e il principio antropico: prima parte

  1. gabriarte ha detto:

    ho letto qualche giorno fa su repubblica se non ho capito male che l’universo si stà espandendo ora leggo che ci sarebbero infiniti universi la sicurezza matematica di sapere se c’è una fine non l’abbiamo rimaniamo sempre nel dubbio e meno male!!! ciao

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    • bruce ha detto:

      😆😆
      Ciao gabri, mi piace questa tua filosofia.
      Il bello ed anche l’ironico di tutto questo affannarsi per capire quale sarà la sorte dell’universo e se esistono realmente infiniti universi, in realtà non lo sapremo (forse) mai con certezza. Quindi la cosa non ci disturba nè ci può preoccupare, sono considerazione puramente legate alla attività celebrale dei nostri astrofisici😆 E per noi soltanto un modo di acquisire cultura come nella vignetta di “Mafalda”.
      Buona domenica

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  2. MARGHIAN ha detto:

    “Principio antropico”. Credo che con l’l’esempio che hai fatto a Blef si capisca abbastanza bene:: “Un piccolo cambiamento di poche percentuali nel valore che regola la forza elettromagnetica negli atomi (la cosiddetta costante di struttura fine) farebbe cambiare i rapporti tra le forze repulsive e attrattive tra le particelle elementari con conseguenze sulla “costituzione della materia” e l’attività delle stelle. Il Sole non esisterebbe…”. .Ma questo universo e’ cosi’ com’ è, la materia e’ cosi’ costituita, le stelle si formano- in questo preciso modo-, il Sole esiste. Con queste costanti ed il loro “preciso valore” l’universo e’ adatto a che ci sia l’uomo. Sembra fatto apposta per l’uomo. Ma stiamo attenti, aggiungo io arbitrariamente :questo “principio antropico”, se ho ben capito la cosa, non.sognifica che esiste solo l’uomo su questo pianeta. Ma che, al contrario-essendo le leggi fisiche e cosmologiche ovunque le stesse-, possono esistere altri esseri come l’uomo, fatte le debite differenze “evolutive”, ovviamente. Ciao Bruce, interessante questo post..per esperti🙂

    Marghian

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    • bruce ha detto:

      “Sembra fatto apposta per l’uomo”
      Punto molto delicato.
      E già, tutto ruota proprio attorno a questa affermazione.
      Sto scrivendo su questo, motivo per cui cercherò di essere più scientifico possibile.
      Buona notte (ops volevo dire dolce notte😆 )

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      • MARGHIAN ha detto:

        Una buona notte, se non e’ dolce non e’ buona..credo😆
        Lo so, che stai scrivendo su questo, “Di questo te ne parlerò nel prossimo post, e vedrai che ti interesserà per le sue implicazioni filosofiche-religiose”. Punto molto delicato, infatti io ho scritto ““Sembra fatto apposta per l’uomo”, ed ho specificato -per coloro che si appoggiano a questo per dire “ecco, tutto e’ fatto per noi..”- che cio’ non significa che siamo soli, ne’ tanto meno significa-aggiungo qui che “tutto sia stato creato per l’uomo”. Molti potrebbero confondere il “principio antropico” con l’antropocentrismo, anzi usarlo allo scopo di promuoverlo. Okay, aspetto la seconda parte, ciao.

        Marghian

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  3. Num3ri ha detto:

    L’ha ribloggato su Num3ri v 2.0 e ha commentato:
    Avevo pensato da un po’ di scrivere qualcosa sul principrio antropico, visto che avevo accennato alla sua esistenza in un mio vecchio post.
    Il problema di spiegare degnamente un argom,ento di così vasta portata necessita di molto, molto, molto tempo… che non sempre ho a disposizione! ( e, bada bene, non sono uno di quelli che “in primis” pensa a guardare e commentare le foto delle amiche o degli amici su facebook o altre simili sterili attività).
    La “fortuna” ha voluto che Silvano D’Onosfrio scrivesse questo simpaticissimo e completo articolo che “ribloggo” fra i miei, ringraziandolo per avermi risparmiato qualche notte insonne da passare a scrivere sul netbook🙂
    Ovviamente, quella riportata qui è solo uno degli aspetti piu’ eclatanti di questo principio che possiamo ritrovare anche in biologia, in chimica, ed in altri aspetti dello scibile.
    Un esempio fra tutti e’ quello di vedere finalizzato l’intero universo alla sussistenza degli esseri umani. “Accidente o Sostanza” si chiederebbero i filosofi scolastici medioevali. La mentalità del tempo avrebbe imposto come risposta “Sostanza” ( ovvero l’universo esiste in quanto ambiente dell’uomo ) mentre invece oggi si e’ piu’ propensi a rispondere “Accidente” ( l’uomo è presente in questo universo, perche’ è riuscito ad evolvere adattandosi ad esso ).

    Di una visione di questo genere ho parlato in “sistemi di numerazione diversi dal 10” mi era stato fatto notare che il 10 si presenta un po’ ovunque in natura…. ma come ho scritto li’, non ne sarei cosi’ sicuro.

    Altre cose viste in modo “finalistico” cercano la propria giustificazione nel “principio antropico”. Faccio un paio di esempio volutamente provocatorio: “la società si basa sulla famiglia”, “l’uomo e’ il centro dell’universo”.
    Queste affermazioni hanno un senso per l’uomo…. ma cosa sarebbe accaduto se la specie dominante sul pianeta fosse stata un meta-organismo tipo uno sciame di api oppure un nido di formiche o tutti altri esseri in cui la sopravvivenza e l’individualità del singolo conta ben poco rispetto alla sopravvivenza del gruppo ?😉

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    • bruce ha detto:

      Intanto ti rigrazio per la visita, gradita direi. Per aver ribloggato questo post sul tuo sito e per avermi fatto conoscere il tuo interessante blog che avrò modo di “spulciare” con calma.😆
      E’ vero quello che dici, scrivere sul principio antropico è complicato e soprattutto, vista l’ampiezza delle deduzioni che offre, si corre il rischio di ficcarsi dentro un vespaio, a ragionamenti che ti portano lontano dal trattare scientificamente questo principio.
      In questa prima parte mi sono riservato di toccare l’argomento focalizzandomi solo su alcune costanti fisiche, perchè su queste c’è poco da discutere. Come accordare una chitarra, la canzone viene dopo😆 E la canzone è proprio il principio antropico.
      Hai ancora ragione sul tempo che ci vuole per scrivere su questo argomento. Ho letto molto, ma più leggo più l’argomento si “ingarbuglia”. Ognuno la racconta a modo suo con il rischio di finirci impantanato. Avrò scritto e cancellato centinaria di paragrafi su Word. Allora ho deciso di fare alla mia maniera, con il mio stile che ha sempre funzionato: a domanda rispondo. La domanda me la fa il mio cane ed io rispondo (così almeno ho un filo conduttore da seguire) in modo sintetico …… altrimenti la gente scappa via dopo aver letto quattro righe e va a leggersi le ricette da un’altra parte o a guardare le foto che impegnano di meno e non ti fanno venire il mal di testa😆

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      • Num3ri ha detto:

        E’ esattamente il motivo per cui cerco di parlare di numeri senza usare formalismi: altrimenti, vista la capacità di concentrazione media delle persone dopo le prime tre righe prende e va a postare foto di gatti ( poveri animali ) in pose improbabili su facebook.
        Un conto e’ saper scrivere una pagina – formalmente corretta – che ben pochi “iniziati” capiscono, un altro e’ fare in modo che la maggior parte di chi “ascolta” si “porti aa casa qualcosa”, quando ha finito di ascoltare.

        Come diceva un mio amico, “ci sono troppi professori e troppi comunicatori, ma ben pochi che insegnano qualcosa” 🙂

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  4. MARGHIAN ha detto:

    ” ma cosa sarebbe accaduto se la specie dominante sul pianeta fosse stata un meta-organismo tipo uno sciame di api oppure un nido di formiche o tutti altri esseri in cui la sopravvivenza e l’individualità del singolo conta ben poco rispetto alla sopravvivenza del gruppo?”. Bella, potente questa considerazione. Mi vien da pensare che..anche per il genere umano valga il concetto di “metaorganismo”, analogamente a quello costituito dalle api, pur con le debite differenze. “Con certi artefizi tipicamente umani”, oltre a quelli-naturali- che ci accomuna alle altre specie animali, gli uomini competono, a vantaggio non del singolo ma della specie. E’ vero, noi esseri umanifacciamo selte e compiamo azioni che sono a danno della specie, questo si’. Ma il meccanismo originario-pur se, ripeto, oggi “adulterato” dagli artifici umani- e’ sempre lo stesso, “competere”, a vantaggio del gruppo e non dell’individuo. “Diversi dagli insetti solo per il sistema nervoso ed i sofismi..” come ci definisce un tale non ricordo chi. .Ciao.

    Marghian

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    • bruce ha detto:

      Ciao marghian, il secondo post sul principio antropico è finito. Giusto le ultime correzioni e poi domani o dopo domani lo pubblico. C’è voluto un po’ per distrigarsi tra i tanti paroloni, riflessioni e attribuzioni di complicati significati da perderci la testa, ma alla fine spero di averlo messo giù in modo lineare, piacevole da leggere e comprensibile. Ho detto anche la mia, anche se conta poco, ma era quasi doveroso perchè poi gira e rigira ci fanno sempre entrare di mezzo la religione.
      Bello il tuo ragionamento, è da approfondire.
      Ma tornando sul concetto uomo, al centro del nostro discorso e dell’universo, più volte ho sostenuto che l’uomo con la “U” maiuscola non ha colpe delle sue azioni perchè se seguiamo il ragionamento antropico (forte) che una “intelligenza superiore” ci ha creati, allora gli dobbiamo imputare che la sua opera “intelligente” non è proprio un capolavoro. Forse anche l’uomo con il suo “carattere” è uno dei tanti generi umani possibili. Forse migliori ma anche peggiori..
      Un caro saluto

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      • MARGHIAN ha detto:

        Ciao bruce. Ho visto-adesso- che il tuo seconod post sul principio antropico c’e gia’. Bene, me lo leggo. “Forse anche l’uomo con il suo “carattere” è uno dei tanti generi umani possibili”. Applicando la mia fantasia…logica, se l’universo e’ adatto all’uomo, se -.le leggi dell’universo sono le stesse ovunque.ovunque puo’ essre comparso l’uomo – o l’umanoide, dato che noi ci riteniamo “per dogma” di essere-se non gli unici..- “i migliori”. Ciao.

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  5. gianni ha detto:

    giusto qualche giorno fa, su nuove efficaci misure del rapporto di massa protone/neutrone, ho fatto notare a colleghi del posto che per quanto sia certamente vero che le cosiddette costanti fisiche sono tali, e’ pero’ anche vero che tali ‘costanti, che di fatto costruiscono solo una condizione, un vinoolo fisico, potrebbero esserlo al limite. Mi spiego, premetto che per capire tale spiegazione e’ necessario un attimino andare un poco oltre cio’ che e’ del terracqueo, quindi della macchina che corre, dell’onda che viaggia etc, supponiamo di fare una simulazione. In tale simulazione e’ dato un principio diciamo ‘base’ che governa il risultato finale. Gli oggetti di ‘base’ dell’universo simulato si ‘accordano’ a tale principio base e costruiscono strutture fisiche tipo masse, onde etc che in concreto realizzano un universo piu’ o meno stabile a seconda non delle costanti, che quelle sono a posteriori, ma di vincoli logici definiti dal principio base. La cosidetta ‘costante universale’ consegue al raggiungimento di quella condizione di esistenza, definita dal fantomatico principio base, secondo la quale quel rapporto di massa uud/udd non puo’ che essere quello altrimenti la fusione non puo’ avvenire secondo modalita’ opportune. Mi spiego meglio, (forse), spazio di Minkovsky, quello fisico contiene la costante universale c, velocita’ della luce,tale spazio non e’ uno spazio matematico ma fisico, serve pulirlo di cio’ che e’ della fisica per, .. trasformazione delle coordinate, metti atomiche, al posto della costante c appare la pura e numerica costante iperfine. Ora quello spazio e’ puramente matematico, numerico, quindi utile, variamo quel valore di costante che ne esce?, qualche calcoletto esteso oltre le semplici geodetiche e vedi che ne viene!

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    • bruce ha detto:

      Salve Giovanni, bel commento.
      Anche se all’inizio ho fatto fatica a capire dove volevi arrivare: i vincoli logici.
      Cosa dire? Sono d’accordo che le costanti universali sono solo a posteriori. Non poteva che essere così.
      Tutta la fisica si basa sullo studio delle “condizioni di base” che regolano l’universo, la matematica li traduce in formule matematiche, le esperienze le confermano.

      Lo spazio tempo di Minkovsky non fa parte delle costanti universali, è una argomentazione matematica per una visione tridimensionale dell’universo. Parlando di spazio tempo forse è più appropriato parlare della costante di Planck responsabile della quantizzazione delle grandezze dinamiche che caratterizzano a livello microscopico, le particelle elementari che compongono la materia e la luce: elettroni, protoni, neutroni e fotoni, e dei limiti fisici dello spazio tempo.
      Ma quali e quanti costanti possono realmente considerarsi costanti?
      La mia mente si sposta subito all’infinitamente piccolo, alle forze fondamentali della natura che tengono assieme le particelle elementari (oggetti di base) che sono i costituenti fondamentali dell’universo e indirettamente della comprensione se veramente piccoli spostamenti in termini percentuali delle costanti possono cambiare l’universo.
      Se tutto cambia allora le costanti universali non sono costanti.
      Su questo argomento e sul rapporto delle masse protoni/neutroni, ma più in generale sulla costanza delle costanti ho scritto un post che mi piacerebbe un tuo commento.
      https://silvanodonofrio.wordpress.com/2015/09/02/in-cerca-di-vita-nel-multiverso-2-parte-seconda-la-vita-senza-la-forza-debole/

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  6. gianni ha detto:

    .. e a proposito dell’affascinante costante iperfine, il fascino di tale costante sta nel fatto che quel numero cosi ridicolo e asettico puo’ essere scomposto dal fisico, secondo la logica costruita dall’osservazione di quanto offerto dall’universo, in numeri che si identificano come costanti che governano fenomeni che stanno alla base dell’esistenza dell’universo osservabile. Da annotare che tali numeri, ora definibili ‘costanti universali’ potrebbero in teoria essere resi variabili, del tempo per esempio, alla bisogna si da confermare i loro rapporti ma costruendo cosi ‘universi ridicoli’ non soddisfacenti al principio base. In pratica per chi non l’ha capito voglio dire solo questo: sul valore numerico 1, per esempio, quanti universi posso ‘scrivere’?, c’e’ quindi un difetto di base, quello del voler definire l’Universo con dei numeri, certamente e’ un ‘linguaggio’ quello numerico utile e necessario per avere dall’Universo lo smart phone ma e’ necessario superare il linguaggio numerico per.. non dare i numeri!

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    • bruce ha detto:

      La costante iperfine.
      Sono d’accordo che qualche costante universale possa variare nel tempo, come la costante di gravitazione universale.
      Più difficile per la costante di struttura fine che regola la forza elettromagnetica negli atomi e farebbe cambiare i rapporti tra le forze repulsive e attrattive tra le particelle elementari con conseguenze sulla “costituzione della materia” e l’attività delle stelle. Infatti essa dipende da valori costanti ben precisi come la carica elettrica dell’elettrone, la costante di Planck, e la velocità della luce.
      Con quali altri valori diversi di numero l’universo funzionerebbe? Per esempio per ‘c=1’ o ‘e=1’ quali altri valori numerici potrebbero assumere perchè l’universo funzioni ancora? Per ora nessuno. Sembra che l’universo risponda solo alle chiamate a numeri univoci.
      Un caro saluto.

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      • gianni ha detto:

        la ringrazio di aver preso in considerazione il mio commento di fatto un poco ermetico ma comprensibile. Ho letto il suo articolo direi molto interessante e fluente, pulito. Quanto lei dice nell’articolo mi consente di riaccordarmi su alcune cose gia’ affermate nel mio passato commento, ora potendo perfezionare. Intanto diciamo pure che e’ dato per certo che l’essere umano sviluppa linguaggi che gli consentono di interagire con la realta’ che lo formula senza pero’ poterne modificare i contenuti base, e quindi tutto cio’ che consegue da tale ‘linguaggio’ e’ fine a se stesso. In pratica all’Universo che l’essere umano dica che ci sia la costante di Planck che governa interazioni ed emissioni, o che ci sia la iperfine che gestisce accoppiamenti etc, non credo interessi granche’, non del valore di tali costanti ma che sia retto da valori numerici. Mi rendo conto che non e’ semplice uscire da quanto e’ imposto alla mente da rigidi costrutti umani che debbono far prevalere cio’ che e’ della sua logica e non altro altrimenti.. per cui per esempio e’ difficile far capire a chi non e’ abituato mentalmente a certe cose, che un pianeta non si muove ma occupa i punti di una geodetica del 4D, per esempio, poi certo per l’essere umano che cammina si muove ovvio. In pratica non e’ facile capire perche’ l’essere umano ha dieci dita e non dodici, pur potendo esistere ‘verbalmente’ ‘umani’ che ne hanno venti, come tanti altri Universi ‘retti’ da costanti diverse.Nel commento gia’ fatto affermavo di un ‘eccellente’ che seduto al suo ‘tavolino’ difronte al suo ‘picci’ ti lancia la simulazione di formazione di un qualcosa costruendola su un principio base. Ovviamente tale simulazione non e’ quella fatta dall’umano che simula sul gia’ fatto, quindi.., ma da altro umano di altra formulazione che non impone costanti ma altro per cui consegue un qualcosa di auto consistente, relativamente al 4D, che si ‘aggiusta’ affiche’ consegua qualcosa, poi osservabile, dall’umano, (se non c’e’ l’umano che lo osserva sicuramente non eisterebbe!) nella forma nota. Sulla base di cio’ e’ possibile ipotizzare che le cosidette costanti fisiche, siano implicitamente definite in un qualche principio base ancora non noto, principio che obbliga a che sia quanto osservabile. Secondo noi umani l’Universo e’ a tutti gli effetti una tombola di numeri sulla quale peraltro si possono imbastire assurdi discorsi di universi parallelli e multipli, retti da forze deboli, forti e mediocri, etc etc, tutti discorsi che di fatto confermano una forte illogicita’ o difetto del linguaggio usato per descrivere una struttura sicuramente molto piu’ complessa di quanto si creda oggi. Sono uno scientifico e mi serve la costante di Planck per valutare assorbimenti, distanze atomiche, etc, quindi non posso che accettare quelle costanti, considerandole tali peraltro altrimenti.., che, ripeto, mi consentono di costruire un pc, plasmare la materia come voglio, ma secondo me c’e’ nella scienza odierna un qualche difetto che sta infognando sempre piu’ l’essere umano in congetture e ricerche di valore nullo. Da annotare che dal tempo di Dirac ad oggi, tolto il risultato tecnologico, praticamente nulla di altro. Riguardo la costante iperfine, mi affascina sin da ragazzo perche’ e’ un numero, un numero puro, che nella sua inutilita’ raccoglie molte informazioni utili per avere l’iphone, ma e’ comunque un numeretto. Riguardo il Minkovsky lo preso ad esempio perche’ e’ un oggetto matematico dal quale proviene un Lorentz, una certa relativita’ e molt’altro, e nella sua ridicola semplicita’, ponendolo come solo oggetto matematico e facendo dipendere quella ‘costante ‘ o dalla quarta variabile per es, o da operatori non algebrici, ne escono fuori ‘discorsi’ (non verbali), interessanti. Quindi esistono Universi paralleli o sovrapposti? verbalmente si ma anche il linguaggio matematico usato oggi dal fisico e’ diventato quasi un linguaggio ‘verbale’, quindi illogico e incompleto, .. si, certo, tutto puo’ essere, come il neutrino sbarazzino che decide per suo arbitrio di andare oltre ‘ci’!. Fortunatamente quella ‘simulazione’ e’ perfetta e solo quell’Universo da’, (che io sappia at today), a conti fatti, (oops) e quello rimane! Best regards

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