Coloni spaziali – parte seconda: la propulsione

Non c’è niente da fare. Per gli altri 20 miliardi di persone il destino è segnato.
Non c’è possibilità di evacuare il mondo intero, perché non si possono costruire abbastanza astronavi.

Come avviene in una nave che affonda con poche scialuppe di salvataggio e viene data la priorità alle donne e ai bambini, così viene compilata una lista delle categorie da salvare. Per motivi di sicurezza viene tenuta segreta assieme al numero delle persone che saranno evacuate.

Il governo centrale mondiale decide per un piano di educazione per evitare disordini e scene di panico.
In tutte le scuole del mondo, in ogni paese ed angolo del mondo le persone vengono sensibilizzate su quanto sta accadendo. La gente deve capire che per il bene della umanità, della conservazione della nostra specie c’è un prezzo da pagare, un prezzo elevato ma necessario. Ognuno deve prendere coscienza che bisogna pensare al futuro dei loro discendenti, alla nostra razza piuttosto che agli egoismi individuali.

L’insegnamento produce i suoi effetti. Dopo i primi tempi di preoccupazione generale la vita scorre regolarmente perché, alla fin fine, la fine non è ancora vicina, pensa la gente. Mancano in quel momento 3 miliardi di anni alla esplosione del Sole. Tanti ancora.

Nel corso degli ultimi 2,5 miliardi di anni d.c. il mondo ha subito eventi catastrofici. Una guerra nucleare nell’anno 2.520 d.c. Una seconda guerra nucleare dopo altri cinquemila anni ancora più devastante ha distrutto il mondo intero. Solo pochi si sono salvati.
Una letale epidemia sconosciuta forse di origine extraterrestre importata dopo una missione spaziale telecomandata che ha riportato campioni di un esopianeta al di fuori del sitema solare ha dimezzato la popolazione mondiale nell’anno 115.967 d.c.
Questi eventi hanno segnato profondamente le coscienze. Da allora una legge mondiale vieta la ricerca e l’uso del nucleare. Vengono abbandonate tutte le missioni spaziali e le ricerche sull’atomo.

La nuova civiltà sorta sulle ceneri e sulle esperienze delle precedenti civiltà, all’alba dell’annuncio della imminente esplosione del Sole, è evoluta. E prospera.
Non ci sono più guerre, le popolazioni vivono in pace nel pieno rispetto della natura e degli altri.
Ma la scienza è in ritardo. Gli ingegneri e gli scienziati si trovano ad affrontare il grande problema della propulsione dell’astronave dopo l’incarico di progettarla.

Essi sanno che la spinta delle propulsioni a reazione chimica non è sufficiente a grandi astronavi di vincere la velocità di fuga dalla gravità terrestre e per trasportare grandi pesi.
L’energia atomica è stata bandita dopo le due guerre nucleari e l’energia solare utilizzata su larga scala in ogni campo, domestico, industriale, di trasporto e locomozione terrestre e aereo risulta inadeguata ed inutile a sollevare le astronavi.

Gli studi sull’antigravità, sulla fisica spaziale, sui motori a curvatura, al plasma magnetico, sull’iperspazio, sono stati abbandonati anch’essi da millenni da quando tutti i finanziamenti sono stati destinati all’uso civile per volontà unanime delle popolazioni.
Gli scienziati si rammaricano per essere stati costretti ad abbandonare questi studi che ha fatto sprofondare la fisica nell’oscurantismo scientifico. Se ne rammarica, ora, anche la popolazione gettando le responsabilità alla poca lungimiranza delle generazioni precedenti che hanno fermato il corso della ricerca scientifica e del suo controllo.

Di diverso avviso sono alcune comunità religiose che al contrario considerano la imminente fine della Terra come il giorno del giudizio divino al quale bisogna solo rassegnarsi.

Viene abrogata la vecchia legge e dato l’ordine di iniziare le ricerche in ogni campo scientifico. Ma soprattutto di fare presto.
Gli scienziati decidono di puntare sull’antimateria, l’unica energia capace di azionare grandi astronavi.
Alcune stime indicano che sono necessari 1000 anni per fare un microgrammo di antimateria. Saranno necessari un milione di anni per produrre un grammo di antimateria che sarebbe sufficiente a generare una energia per alimentare una astronave di piccole-medie dimensioni.

L’antimateria necessaria per la propulsione interstellare ce ne vuole molta di più.
Gli ingegneri calcolano che per una ricognizione su un pianeta e per la missione di atterraggio, l’astronave dovrà avere abbastanza carburante per decelerare fino alla destinazione. Una astronave con un carico utile di 100 tonnellate progettato per una crociera al 40 per cento della velocità della luce richiede l’equivalente di 80 superpetroliere piene di carburante antimateria. Se la velocità di crociera fosse limitata al 25 per cento della velocità della luce, i requisiti di combustibile sarebbero notevolmente inferiori.

Gli scienziati sanno anche che l’uso della antimateria è estremamente pericoloso, il solo contatto con la materia ordinaria la farebbe annichilire provocando una gigantesca esplosione.
Bisogna quindi progettare e costruire dei recipienti magnetici adatti sia per l’immagazzinamento che per il suo utilizzo.

Il presidente mondiale viene aggiornato anche sui costi. L’antimateria è il prodotto più caro che possa esistere sulla Terra: un grammo di antimateria costa circa 30 miliardi di dollari (è stato mantenuto il sistema monetario del ventunesimo secolo). E bisogna ancora costruire i generatori di antimateria.

C’è preoccupazione, mancano (solo) due miliardi di anni. Ce la faranno?

… il seguito alla prossima puntata (la cosa diventa complessa).
Leggi: “parte prima: i preparativi”
Leggi: parte terza: i progetti


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Informazioni su bruce

Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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20 risposte a Coloni spaziali – parte seconda: la propulsione

  1. gabriarte ha detto:

    che c’è di più bello che volare con la fantasia!!! ti confido un segreto io nella realtà ho il terrore di volare rinuncio volentieri ad un viaggio se devo prendere l’aereo.ciao aspetto il seguito buona domenica

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    • bruce ha detto:

      Per lavoro ho viaggiato moltissimo. Viaggiare in aereo per un periodo è stato come prendere un autobus e con maggiore tranquillità.
      Credo che ci si abitui, come nello spazio. O no!
      Ciao

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  2. phoo34 ha detto:

    Intrigante racconto, per molti aspetti forse è quello che potrebbe succedere realmente, un escabotage per la fuga di massa sarebbe “interspazio” gli effetti in quella “zona” dello spazio normale non avrebbero effetti.

    Alessio

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    • bruce ha detto:

      Ciao Alessio,
      grazie per la visita (ti seguo silenziosamente) e per il suggerimento.
      Ce ne sarebbero di cose da dire. La mia preoccupazione maggiore è: “essere sintetico per non annoiare”.
      Pochi concetti, come se li spiegassi al mio cane (è un pitbull se non lo sai).
      Poi, se li capisce lui ….
      Un saluto
      Bruce & Bleff

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  3. strangethelost ha detto:

    Effettivamente 2 miliardi di anni sono un pò pochini :mrgreen:
    Ce la faranno i nostri eroi a…………
    il resto tocca a te 😉
    Un caro abbraccio 🙂
    liù

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    • bruce ha detto:

      Lo scoprirai.
      Sto cercando una conclusione da brivido, che per ora non trovo (mi sono accorto che non sono un romanziere. Faccio fatica).
      Ti leggo con piacere, ma non sperare in lunghi commenti, sono un po’ introverso (colpa dell’età)
      Ciao e un caro saluto

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  4. ross ha detto:

    Bello,mi piace! ma è tutta farina del tuo sacco? se sì ti dico: scrivine altri, magari sull’incontro con gl alieni..ihihihihi
    Buona Domenica
    ciao Ross 😀

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    • bruce ha detto:

      Ma certo cara Ross! Cosa credi? 😆
      Come puoi vedere lo stile è tipico dell’ ingegnere (sono laureato in elettrotecnica con specializzazione in elettromeccanica), concetti chiari con poche parole :mrgreen:
      L’incontro con gli alieni? perchè no! Magari sarà un seguito di questo racconto, dove gli alieni saremo noi alla ricerca di un pianeta abitabile per restarci.
      Buona domenica Ross

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      • ross ha detto:

        Bello,mi piace,anche a me piace scrivere,ho tantissime idee ma poi,quando è il momento di metterle giù,mi blocco.ho inserito in questo mio blog solo un raccontino,ino,ino: Jason , l’hai letto? Ciao Ross 😀

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        • bruce ha detto:

          No, non l’ho letto, dammi il link che non lo trovo.
          Se ti piace scrivere, continua. Io lo faccio soprattutto la sera anche sul tardi prima di cedere al sonno. Butto una bozza su word di microsoft e poi lo correggo la mattina, di sera col sonno si fanno molti errori e poi rileggendo ti vengono altre idee.
          Ciao e leggi anche l’altro.
          Come sta il vecchitto? 😆 è un po’ che non si fa vedere. Quello secondo me lavora tanto per soldi.

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          • ross ha detto:

            Il raccontino è qui sul mio blog,insieme alle mie avventure tragicomiche avute con Ospedali,ASL,Inps… Il vecchietto non l’ho “sentito” hai ragione, se passano un paio di giorni senza che si faccia vivo, o è malato o stressato dal superlavoro..ora vado a mandargli un messaggino. Invece volevo chiederti ma come mai Ivana non si fà più sentire? le ho scritto sia qui che su Facebook ma non risponde, strano non trovi? Notte

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          • bruce ha detto:

            Ivana?
            C’è un perché. E te la do io la risposta anche se mi rincresce, visto che Ivana, forse per delicatezza nei miei riguardi, non vuole darti.
            Ivana è stata un amica storica, dai tempi di my space. Una cara amica. Anzi carissima. Ci raccontavamo anche in privato sulle nostre famiglie. Grande chiacchierate sul mio blog che scherzosamente abbiamo chiamato “bar tiffany”.

            Poi arrivano nuovi amici più vicini al suo modo di presentarsi sul suo blog. I cosiddetti artisti. Alcuni simpatici, alcuni meno. Alcuni “per benino” (come vengono definiti) con la puzza sotto il naso o con tante arie che è la stessa cosa.

            Fatto sta, che da alcuni suoi interventi ti accorgi che ci sono amici più amici dei vecchi amici. E qui niente di strano fin quando, per alcuni banali commenti, la padrona di casa ti fa sentire a disagio verso gli altri. Allora capisci che sei considerato fuori luogo. Mi sono detto che ci faccio, indesiderato, tra tanti artisti col naso all’insù. Gli dico che quel posto non mi appartiene più. E anche lei ha fatto di conseguenza la sua scelta.
            Tutto qui.

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          • ross ha detto:

            Inquietante, certo le amicizie su internet sono “volatili” però in casi come questo si rimane male ugualmente. Anch’io ho avuto con lei della corrispondenza privata, le ho scritto anche su facebook,ma non ho più avuto risposta, e comunque non solo con lei..che dire?oggi poi che sono triste per un lutto in famiglia,mi viene ad pensare che alla fine,come diceva Mogol, restiamo sempre soli. speriamo che gli alieni abbiano più..sensibilità….ciao

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          • bruce ha detto:

            Hai letto l’ultima puntata?

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  5. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    Sembra un futuro che io non tanto preferisco, ma ho la fortuna che in quei tempi non ci sarà più… oggi sembra un pò fantascenza, ma nel prossimo futuro potrei veramente diventare una brutta realtà… ora leggo quello ti oggi 😉

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  6. MARGHIAN ha detto:

    Ciao Bruce. Magari comprero’ un altro pc, ma di certo non subito. “Colpa..” no, ho constatato solo che internet mi da problemi solo con WP, tutto qui. Di informatica so poco…
    Pure io ho scritto tante cose su WP, ma negli ultimi tempi sto coso si blocca. Vedremo… 🙂 Ciao.
    Marghian

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    • MARGHIAN ha detto:

      Il vecchiottto sta bene, e lavora solo perche’ lo deve fare, come sappiamo da ultime disposizioni governative in merito di eta’ pensionabile, e come da disposizioni interne alla’mministrazione per cui devo-non voglio- fare orari pomeridiani in piu’…ma lasciamo perdere, pur se “la lingua batte dove il dente…eccetera.
      Per Liu’. Due, tre miliardi di annni sono.moltini , non pochini, perche’ pensa, se la specie umana esistera’ ancora fra tre, quattrocento milioni di annni, avra’ gia’ fatto tanto.
      ————————
      Io sono dell’idea che, fra soli mille anni l’uomo avra’ colonizzato Marte, Titano, Ganimede, e pesino plutone (basi permanenti, strutture pressurizzzate e -o sotterranee, e quant’altro. le tante difficolta’ che vediamo oggi potranno essere superate nel tempo. Credo che con astronavi anche di 30, 40 persone di equipaggio, inviate negli anni futuri, si raggiungera’ lo scopo. Credo non sia importante trasferire su quelle colonie milioni di persone. Accadra’ forse che le comunita’ insediatesi in quei pianeti “crescera”, le basi diventerano, nel giro di alcuni secoli, enormi citta’. Come diceva mio padre, “io credo che in futturo (da buon sardo, “futturo” nascera’ un bambino sulla Luna”. Tutto questo non avverra’ in fretta come in “total recall” dove su Marte si formo’ un’atmosfera in tre o quattro minuti. Duemila anni, per il sistema solare, sarammo forse suffcienti ache l’umanita’ popolera’ quasi tutto il sistema solare.
      La terraformazione di Marte avverra’ forse quando li’ ci saranno le citta’ “pressurizzate”, quella che io ho chiamato “terraforamzione localizzata”. generazioni di uomini e donne lavoreranno a questa cosa, con calma, ed in qualche millennio..ecco, Marte sara’ terraformato.
      le astronavi “arca”-come quella di 2001 odissea nello spazio saranno assemblate sicuraemente nello spazio, non decolleranno dalla Terra. Emetteranno un tale getto propulsivo che, se partissero dalla Terra, creerebbero una specie di esplosione nucleare a danno della stessa astronave . Partiranno dallo spazio, magari da spazioporti posti nei punti di Lagrange.
      Chiaraemnte l’avventura descritta da me non salva l’uomo dall’esplosione del Sole. Per qeusto come spieghi tu, Bruce, ci vorra’ l’abbandono del sistema solare, cosa ben piu’ difficile. Se fra 300 anni si arrivera’ su Plutone in un mese, millenni saranno necessari per A. centauri, e ci vanno tempi lunghi. Talmente lunghi, io credo, che sarebbe un falso problema per l’uomo, che..se vivra’ ancora alcuni miioni di anni, avra’ gia’ vissuto tanto.
      Credo che in 5 miliardi di anni l’uomo si sara’ trasformato in qualcosa di molto diverso, come i delfini che in molto meno tempo, sono il frutto della trasformazione di un qualche animale terrestre prima molto diverso.
      Certo, non e’ detto..l’uomo ha una marcia in piu’: la sua intelligenza (gia’ deviare la rotta di un asteroide e’ “allungare la vita della nostra specie”-e di riflesso quella dellle altre specie).
      Tornando per un attimo alla “piu’ vicina” colonizzazione del sistema solare, esiste un’altra possibilita’: modificare geneticamente delle piante di modo che queste crescano su Marte, co pochissima aria, sostentamento per i futuri coloni marziani. Ciao.

      Marghian

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      • bruce ha detto:

        Grazie marghian come sempre.
        Ho pensato a grandi astronavi perchè penso, come hai letto, che il lunghissimo viaggio farà molte vittime per ragioni che ancora non conosciamo. Se una astronave con 40/50 coloni venisse distrutta da un asteroide, sarebbe la fine. Così invece, un astronave completamente organizzata potrebbe intercettare e distrugere anche grandi asteroidi e in casi estremi lanciare astronavi di salvataggio con altri coloni dentro.

        Oramai la teraformazione di Marte sembra un obiettivo raggiungibile per non dire obbligatorio.
        L’astronave deve avere necessariamente quella forma dal momento che, attualmente, non conosciamo altri sistemi per “creare” una gravità artificiale.
        Sono d’accordo che forse a quell’epoca saremo forse completamente diversi, magari modificati geneticamente, l’importante è che continuiamo a tenerci stretto il nostro apparato riproduttivo. :mrgreen:
        Ciao, un caro saluto.

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