Il sistema solare dopo l’alba

Protoplanetary_disk

In due righe.
Una nebulosa collassa. Dopo un periodo di incubazione si forma una stella e poi tutta una corte di otto pianeti, cinque pianeti nani, e miliardi di corpi minori.
Fine della storia.

Detta così è tutto chiaro.
Ma ancora oggi non sappiamo molte cose. Anzi sappiamo poco. O meglio ancora, oggi non sappiamo dare una spiegazione a situazioni che appaiono in contrasto con i modelli matematici.
E’ di questo e di alcune stranezze che voglio parlare, (spero brevemente).
Vediamo.

Non so da dove cominciare. Allora comincio dalla nebulosa.
La sua dimensione doveva essere di circa 100 UA (cento volte la distanza Sole-Terra).
Come la nebulosa è crollata a causa della sua gravità, si girò velocemente appiattendosi in un disco. La maggior parte del materiale è stato tirato verso il centro per formare il sole.
Il Sole assorbe così il 99% della materia, lasciando ben poca cosa ai suoi pianeti interni, alla fascia principale degli asteroidi, ai pianeti esterni e a due misteriosi corpi pieni di asteroidi e comete.

Ed ecco le mie stranezze.
solar system vertical oscillation1) Uno dei problemi è posto dal momento angolare.

Con la concentrazione della grande maggioranza della massa del disco al suo centro, anche il momento angolare avrebbe dovuto concentrarsi allo stesso modo, invece la velocità di rotazione del Sole è inferiore a quanto previsto dal modello teorico e i pianeti, pur rappresentando meno dell’1% della massa del sistema solare, contribuiscono a oltre il 90% del momento angolare totale.
Una possibile spiegazione è che la rotazione del nucleo centrale della nebulosa sia stata rallentata dall’attrito con gas e polveri. O forse dai corpi ghiacciati della cintura di Kuiper e della nube di Oort.

E già! la cintura di Kuiper e la nube di Oort. Anche loro sono un bel mistero.

nube_di_oort32) La nube di Oort, infatti, cos’è in realtà? Fa parte del sistema solare? Come si è formata?

La nube di Oort è una nuvola. Una nuvola di corpi a forma di conchiglia che avvolge l’intero sistema solare che si estende in teoria da 5.000 a 200.000 volte la distanza della Terra al Sole, ed è sede di composti principalmente di ghiaccio come l’ammoniaca, metano ed acqua.
La stranezza consiste nella sua forma quasi sferica, la distanza enorme dal Sole e la quantità smisurata di corpi.
Come mai?

Si ritiene che la nube di Oort faccia parte del sistema solare eppure non ha la caratteristica forma schiacciata. Probabilmente si appiattisce man mano che si avvicina al Sole, e può fondersi con il margine esterno della Fascia di Kuiper. Potrebbe inoltre essere allungata per effetto delle forze mareali esercitate dal nucleo della Via Lattea.

Allora la domanda è dove risiedevano questi corpi all’atto della formazione del sistema solare?
Buona parte sono corpi residui della formazione del sistema solare che non sono riusciti ad aggregarsi.  Altri arrivano dalla cintura di Kuiper. Almeno così si pensa.
La gravità degli altri pianeti-soprattutto giganti gassosi, in particolar modo Giove, li avrebbero attratti all’interno del sistema solare per poi “fiondarli” verso l’esterno, dove rimangono.
Si pensa che circa 2000 miliardi di corpi si addensino in questo guscio sferico.
Mentre la gravità ha attirato e messo insieme pezzi di polvere e ghiaccio a formare i corpi celesti più grandi del sistema solare, i corpi della Nube di Oort non sono stati così fortunati.

E’ da questa regione che arrivano le comete di lungo periodo, con orbite di migliaia di anni, che vengono scaraventate all’interno del sistema solare, forse a causa di fenomeni cosmici di varia natura che perturbano l’equilibrio gravitazionale della nube.

Quindi, tutto chiaro su questa nube?
Macchè. Solo ipotesi. Questa nube infatti non è mai stata osservata perché troppo lontana e buia (le comete sono ricoperte di polvere) perfino per i telescopi odierni. Quindi nesuna certezza. Per ora.

fascia-di-kuiper13) La cintura di Kuiper, serbatoio di asteroidi, pianeti mancati o cosa?

Tra le 35 e 70 UA (1 UA = 150 milioni di km circa), quindi ai margini del sistema solare, oltre l’orbita di Nettuno, c’è una regione che è popolata da una serie di composti ghiacciati misti a rocce delle dimensioni che vanno dal metro a qualche centinaia di metri, fino a oggetti delle dimensioni comparabili a Plutone. Forse 1 milione di corpi.
A differenza della nube di Oort, la cintura di Kuiper ha forma di un anello e questo la renderebbe l’ultima struttura del sistema solare.

E’ da questa frittella di particelle ghiacciate vicino l’orbita di Plutone che arrivano le comete di breve periodo con periodo dell’ordine di poche centinaia di anni.

Con i suoi oltre 800 oggetti, alcuni dei quali quasi grandi come dei pianeti, è una delle regioni del nostro sistema che più desta la curiosità degli studiosi.

Non si conosce l’origine di questa fascia. Probabilmente i residui della nascita dei pianeti, o residui scagliati in questa remota regione del sistema solare in seguito alle interazioni con i pianeti giganti.
Secondo il modello fisico di Nizza (che spiega la formazione del nostro sistema planetario) alcuni corpi sono stati mandati oltre l’orbita di Nettuno, altri, invece, gravitano ancora attorno a Giove e Nettuno e sono i cosiddetti asteroidi troiani.

E per finire è emerso che gli asteroidi con orbite quasi circolari che si trovano approssimativamente sulla stesso piano delle orbite dei principali pianeti non vanno d’accordo col Nice Model, mentre quelli che hanno orbite irregolari lo seguono, che pone incertezze sulla loro origine
Insomma chiaro/scuro di certezze.

sistema_solare4) L’orbita stravagante di Plutone

Plutone non è considerato un pianeta, bensì un pianeta minore (pianetino o pianeta nano) a causa della sua scarsa massa.

Ne parliamo perché la sua strana orbita (con i suoi 5 satelliti) è talmente ellittica che da una parte interseca l’orbita di Nettuno (ultimo pianeta) e dall’altra interseca la fascia di Kuiper (la fascia bianca più esterna) e per il suo asse di rotazione che è inclinato di 57,5°.

Addirittura, Plutone sembra essere parte della fascia di Kuiper dove si trovano altri pianati minori più grandi.
Si pensa che un tempo Plutone (assieme a Tritone, satellite naturale di Nettuno)) ruotasse attorno a Nettuno e per qualche motivo (gravitazionale da pianeti più grandi) ne fu espulso.

PlutoneorbitaUna parola va spesa su Plutone e il suo satellite Caronte che formano un sistema binario, ovvero un sistema che ruota attorno ad un centro di massa comune.
Si ritiene che la sua origine risalga a un impatto catastrofico fra Plutone e un asteroide; parte dei frammenti del planetoide originario si sarebbero poi riaggregati in orbita attorno a esso.

Ed ora, nel nostro viaggio di avvicinamento al Sole, vediamo alcune stranezze dei pianeti gassosi e terrestri.

nettuno5) Il misterioso pianeta blu, Nettuno,

Nettuno è l’ottavo e ultimo pianeta più lontano dal Sole e l’ultimo dei pianeti gassosi giganti  Ha una temperatura 50 K (−223 °C) ed una massa 17 volte quella della Tera. La temperatura al centro del pianeta è di circa 7 000 °C, comparabile con la temperatura superficiale del Sole e simile a quella del nucleo di molti altri pianeti conosciuti.

Su Nettuno, si possono trovare getti di venti che possono raggiungere facilmente le 1500 miglia (circa 2500 km/h), più forti di ogni altro pianeta nel Sistema Solare.
Rimane un mistero come venga prodotta l’energia per generare venti planetari cosi veloci, nonostante il pianeta sia così lontano dal sole, (a volte più lontano dal Sole di Plutone) e pur avendo calore interno relativamente debole.

Si ritiene che Nettuno abbia avuto un impatto profondo sulla regione subito oltre la sua orbita, da 30 UA fino a 55 UA dal Sole, conosciuta come fascia di Kuiper destabilizzando ed entrando in risonanza con alcune sue regioni.

urano-terra6) Le stranezze di Urano

Con la sua bellissima atmosfera bluastra, Urano appare a prima vista come un pianeta tranquillo, ma le ultime osservazioni hanno evidenziato un sistema di tempeste globali complesso, da cui si deduce che il clima su Urano è davvero molto bizzarro. Come Nettuno le nubi dell’atmosfera vengono trasportate da venti che soffiano in direzione dei paralleli con una velocità variabile con la latitudine: a latitudini medie possono raggiungere velocità di 900 km/h nella direzione di rotazione del pianeta.
Per non essendo l’ultimo pianeta del sistema solare Urano ha la temperatura più bassa: 49 K (−224 °C).

Gigante gassoso?
La composizione chimica di Urano è simile a quella di Nettuno ed entrambi hanno una composizione differente rispetto a quella dei giganti gassosi più grandi, Giove e Saturno.
Classificato tra i pianeti giganti gassosi per la presenza di idrogeno ed elio, l’atmosfera presenza elementi ghiacciati di acqua, metano, ammoniaca, tanto che gli astronomi talvolta preferiscono riferirsi a Nettuno e Urano trattandoli come una classe separata.

L’inclinazione strana di Urano
Mentre tutti i pianeti hanno un asse quasi perpendicolare al piano dell’orbita, Urano è inclinato così tanto che orbita attorno al sole su un lato, con l’asse del suo spin quasi indicando la stella. Molti astronomi ritengono che questo orientamento insolito potrebbe essere dovuto ad una collisione con un pianeta delle dimensioni della Terra subito dopo la sua formazione.

Le bizzarre aurore.
aurora uranoSolo recentemente sono state osservate strane aurore puntiformi nella magnetosfera di Urano che non hanno riscontro su nessun altro pianeta del Sistema Solare.
Le aurore sono prodotte nell’atmosfera di un pianeta, quando particelle cariche provenienti dal Sole (vento solare) vengono accelerate lungo le linee di forza del campo magnetico planetario finendo nella regione dei poli magnetici, dove interagiscono con particelle dell’atmosfera, che, eccitate, emettono le luci colorate caratteristiche delle aurore.
Ma il campo magnetico di Urano è poco conosciuto. Sul perché di quella forma si possono fare solo ipotesi.

Per non deludere le aspettative sulle sue stranezze, Urano ha un moto retrogato, ovvero ruota nel verso opposto degli altri pianeti (eccetto Venere).

saturno027) Saturno, solo il pianeta degli anelli?

Sappiamo molto di lui, quindi riporto solo qualche curiosità.

Un anello, troppo debole per essere visto dalla Terra e scoperto solo nel 2009, misura almeno 200 volte il diametro del pianeta. Un miliardo di Terre potrebbe andare bene all’interno dell’anello.

L’esagono di Saturno
exagon.630x360Saturno può essere più famoso per i suoi anelli spettacolari, tuttavia, niente come l’esagono gigante che circonda il polo nord di Saturno è mai stato visto su qualsiasi altro pianeta. Con ciascuno dei suoi lati circa 7500 miglia (12,5 mila chilometri) in tutto, è abbastanza grande da contenere quasi quattro Terre.

Le immagini termiche mostrano che raggiunge circa 60 miglia (100 chilometri) verso il basso nell’atmosfera del pianeta. Gli scienziati hanno sbandierato diverse altre idee riguardanti l’origine dell’esagono. Una idea è che l’esagono nasce da una complessa interazione tra onde sinuose attraverso l’atmosfera e il movimento dei gas.

grande-macchia-rossa-giove8) Giove, il re dei pianeti, dove tutto è grande.

Il maggiore pianeta del sistema solare (2468 volte la somma di quelle di tutti gli altri pianeti messi insieme), non è un corpo solido, è costituito principalmente da idrogeno ed elio, stella mancata (ha una composizione simile a quella del sole), è classificato gigante gassoso insieme a Saturno, Urano, Nettuno, possiede anelli ed una corte di satelliti, un gruppo di asteroidi chiamati troiani, ecc. ecc. ecc.

Aspetto.
L’aspetto più caratteristico della superficie di Giove, osservabile dalla Terra anche con un modesto telescopio, è l’alternarsi di bande chiare (le cosiddette zone) e scure (le fasce), disposte parallelamente all’equatore. Le zone sono grigiastre, mentre le fasce sono variamente colorate, con un prevalere di toni rossicci e bruni. Perché?

Le zone e le fasce sono originate dai moti convettivi dei gas atmosferici. Le zone chiare corrispondono a materiale, proveniente dal basso, che si raffredda negli strati più alti dell’atmosfera, condensandosi in nuvole. Le fasce scure corrispondono invece a correnti discendenti.

Nelle fasce, e ancor più ai confini fra queste e le zone, si individuano numerose strutture di tipo vorticoso, simili alle aree cicloniche e anticicloniche dell’atmosfera terrestre.

La grande macchia rossa di Giove
La caratteristica più straordinaria sulla superficie di Giove è senza dubbio la Grande Macchia Rossa, una tempesta gigante vista da più di 300 anni. Al suo diametro più largo (larga ∼14.000 km e lunga ∼30.000 km.), la Grande Macchia Rossa può contenere quasi tre volte la Terra.

Si tratta di un immenso vortice, in cui i gas ruotano in senso antiorario. Ogni tanto, il vortice svanisce del tutto.
Non è ancora noto cosa determini la colorazione rossa della macchia.

satelliti tutti9) Satelliti con atmosfera

Di tutti i satelliti naturali del sistema solare solo sette possiedono un’atmosfera apprezzabile.

Europa di Giove (uno degli oggetti più lisci nel sistema solare),
Io di Giove (la sua superficie presenta montagne più alte dell’Everest)
Ganimede di Giove (l’unico satellite del sistema solare per cui è nota l’esistenza di un campo magnetico proprio)
Callisto di Giove (è il satellite naturale che presenta il maggior numero di crateri da impatto)
Titano di Saturno (composto principalmente di ghiaccio d’acqua e materiale roccioso, è il più massiccio del sistema solare)
Encelado di Saturno (geologicamente attivo, sono stati osservati pennacchi ricchi d’acqua)
Tritone di Nettuno (è particolare fra tutti i principali satelliti del sistema solare a causa della sua orbita retrograda attorno al pianeta).

fascia di asteroidi210) La fascia del pianeta mancato.

Tra Marte e Giove, ad una distanza di circa 2,77 UA, il sistema solare ospita un disco di detriti che contiene vasti frammenti di roccia immersi in un mezzo costituito da piccoli grani di polvere dalle dimensioni comprese tra 1 e 100 nano metri.
Fra questi frammenti, quattro asteroidi hanno circa metà della massa totale della fascia.
Come mai?

Si pensa che la crescita di questi asteroidi sia stata abortita dalla presenza ingombrante della massa di Giove. I continui scontri poi hanno polverizzato i restanti corpi.

Planet Mars, Earth visible in background (Digital Composite)11) Marte il pianeta rosso

Tra tutti i pianeti del sistema solare Marte è quello con il clima più simile a quello terrestre per via dell’inclinazione del suo asse di rotazione.
Dei suoi due satelliti forse asteroidi catturati, Phobos e Deimos, il primo sembra essere destinato nei prossimi 50 milioni di anni a cadere su Marte disintegrandosi.

Rosso perchè?
Per le grandi quantità di ossido di ferro che lo ricoprono.

tempeste su marteLe tempeste su Marte.
Le tempeste di polvere di Marte sono le più grandi del sistema solare. Sono in grado di ammantare tutto il pianeta rosso per mesi. Una teoria sul motivo per cui le tempeste di polvere possono diventare così grande su Marte inizia con particelle di polvere sospese nell’aria che assorbono la luce del sole riscaldano l’atmosfera marziana nelle loro vicinanze. Sacche di aria calda scorrono verso regioni più fredde, generando venti. I venti sollevano altra polvere da terra, che a sua volta riscalda l’atmosfera generando più vento e solleva ncora più polvere.

Gli alti e bassi di Marte
montagne su marteIl pianeta rosso ospita sia la montagna più alta e la più profonda, la più lunga valle nel sistema solare. Olympus Mons è di circa 27 chilometri di altezza, circa tre volte alte come l’Everest, mentre la Valles Marineris può andare in profondità da 8 a 10 chilometri in alcuni punti e si estende per circa 4.000 km, praticamente vicino alla larghezza dell’Australia.

La vita sulla Terra arriva da Marte?
Sono molti a pensarlo. Lo dimostrerebbero anche frammenti di roccia marziana caduti sulla Terra che avrebbero favorito la vita sulla Terra a quell’epoca inadatta da sola a sviluppare molecole organiche come RNA, DNA e le proteine.
Sebbene oggi Marte sia inospitale, era invece abitabile miliardi di anni fa e i ritrovamenti di Curiosity hanno aggiunto conferme a questa ipotesi.

notturnoterra0512) Il pianeta della vita, la Terra

I modelli teorici sull’evoluzione del Sole suggeriscono che nel periodo compreso fra 3,8 e 2,5 miliardi di anni fa il Sole avesse soltanto il 75% della luminosità attuale. Una stella così debole non sarebbe stata in grado di mantenere l’acqua allo stato liquido sulla superficie terrestre, rendendo dunque impossibile lo sviluppo della vita. Tuttavia, le prove geologiche dimostrano che la Terra ha mantenuto una temperatura media relativamente costante lungo tutta la sua esistenza, anzi che la giovane Terra fosse persino più calda di quella attuale.

In nessun altro luogo nel sistema solare si può trovare atmosfere cariche di ossigeno libero, che alla fine si è rivelata fondamentale per una delle altre caratteristiche uniche della Terra: noi.

Venere213) La stella del mattino, Venere

Così chiamata perchè l’oggetto più luminoso nel cielo notturno (dopo la Luna).

Atmosfera acida.
Venere, per niente amorevole e ospitale, a causa del suo spesso strato di nubi di acido solforico, anidride carbonica, diossido di zolfo, l’effetto serra generato rende la temperatura della superficie del pianeta a valori di oltre 460 °C (abbastanza per fondere il piombo), più caldo di Mercurio che è più vicino al Sole.

mercurio14) Gli sbalzi di umore selvaggi di Mercurio

E’ il pianeta più vicino al Sole.
La superficie di Mercurio può raggiungere una temperatura cocente di 450 gradi C. Tuttavia, poiché questo mondo non ha abbastanza atmosfera per intrappolare il calore, la temperatura notturna può crollare fino a -170 ° C.
L’oscillazione della temperatura  è la più grande del sistema solare.

sole215) Il Sole.

Sappiamo quasi tutto sul Sole, e poi basta andare su internet per trovare tutte le notizie che volete.
Voglio aggiungere solo una cosa che forse non sapete.

L’universo si è formato 13,798 miliardi di anni fa, ma il Sole si è formato solo 4,6 miliardi di anni fa.
Come mai? Eppure c’era abbastanza materia per dare inizio al collasso.

Diciamo che la nebulosa pro-generatrice del sistema solare ha dormito un po’ e forse avrebbe dormito per chissà quanti altri milioni di anni.
Fin quando, secondo le più recenti scoperte, la sua formazione sarebbe stata indotta dall’esplosione, circa 5 miliardi di anni fa, da una o più supernova/e nelle vicinanze di un’estesa nube molecolare del Braccio di Orione che avrebbe innescato il rapido collasso della nube.

Le inclusioni in epoche successive ricche di argento, oro, e platino, prima , terre rare , calcio e alluminio, residuate dalla formazione stellare, formarono poi un disco protoplanetario attorno alla stella nascente, dando il via alla sua accensione.

Il sole si spegnerà fra 5 miliardi di anni (salvo fenomeni imprevisti).

FINE

Informazioni su bruce

Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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10 risposte a Il sistema solare dopo l’alba

  1. Rebecca Antolini ha detto:

    Buona sera caro Silvano, il nostro sistema solare e cosi piccolo nella immensità del universo, e chi sa quanti sistemi solari ci sono nella nostra galassia.. e chi sa quante galassie sono nel intero universo.. se poi si spenge un sole non nota nessuno.. e un po’ come muore una persona ( se non fa parte della nostra vita) ci frega poco niente.. Se arriva un cometa nelle nostre vicinanze rimaniamo in attesa sul fatto se potrei farci preoccupare.. se invece non e nulla da preoccuparci non ci interessa.. siamo strani, speriamo che altri essere simile a noi nel universo sono più evoluto o meglio più cosciente.. un abbraccio Pif e tante carezze a Bleff

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  2. MARGHIAN ha detto:

    “Molti astronomi ritengono che questo orientamento insolito potrebbe essere dovuto ad una collisione con un pianeta delle dimensioni della Terra subito dopo la sua formazione”. Anche io la penso cosi’. Stesso discorso io faccio per Venere (rotazione lenta e retrograda) che io ritengo essere un pianeta “incidentato” e che qualche miliardo di anni fa potesse essere anche ospitale, con una atmosfera meno densa e temperature piu’ basse. Poi..l’impatto-questi impatti erano molto piu’ frequenti quando il sistema solare era giovane-. Ciao.

    Marghian

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    • bruce ha detto:

      Gli impatti sono stati una fase determinante della formazione del nostro sistema solare.
      Se solo si pensa che l’aggregazione della materia a formare un pianeta necessariamente ha richiesto lo spostamento di altri piccole aggregazioni (asteroidi) verso quei protopianeti più grandi. questa migrazione ha prodotto scontri e aggregazioni.
      Inoltre Giove, come trovi qui sopra nel mio articolo consigliato “Late heavy bombardmente”, ha scaraventato ogni sorta di asteroide dalla fascia di kuiper verso l’interno che hanno colpito i pianeti in formazione. E’ successo anche alla Terra.
      Stessa sorte per Venere anche se il Sole faceva da pattumiera degli asteroidi per la sua gravità. Quindi fortunato che non sia stata spostata di quel tanto dalla sua orbita da finire proprio in bocca al Sole.

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      • MARGHIAN ha detto:

        Fortunata e’ stata soprattutto la Terra, in quel turbinio violento e caotico di pietre e polveri in rotazione. Ciao.

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        • bruce ha detto:

          E’ notizia di questi giorni a conferma che gli impatti in un sistema solare in formazione è cosa normale.

          “In una nuova ricerca pubblicata da poco sulla rivista scientifica Science, un gruppo di astronomi guidato dalla studentessa Huan Meng, dell’Università dell’Arizona, hanno annunciato la scoperta di resti di una gigantesca collisione planetaria fuori dal nostro sistema solare. Il team ha fatto le osservazioni usando le ottiche infrarosse dello Spitzer Space Telescope, della NASA, insieme a diversi altri telescopi terrestri. La collisione è avvenuta tra due pianeti che orbita una stella simile al nostro Sole, chiamata NGC-2547 ID8, a circa 1.140 anni luce dalla Terra. La stella è molto giovane ed il suo sistema di pianeti è ancora nella fase di formazione. La collisione, che potrebbe risalire a meno di due anni fa, ha lasciato un’enorme anello di polvere e detriti intorno alla stella.”
          ciao

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  3. gabriarte ha detto:

    troppo stanca per leggere tutto domani ci riprovo ti lascio solo i miei saluti con un sorriso solare ciaoooooooo

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  4. gabriarte ha detto:

    letto tutto molto attentamente perchè nei tuoi post non posso permettermi di perdere una virgola se voglio capire bene Ho letto che molti ritengono che in marte ci fosse vita e curiosity ha mandato foto che lo dimostrano ho letto che alcune foto potrebbero essere scambiate per frammenti ossei ma sono pietre modellate dai venti sarebbe curioso però sapere con certezza quale forme di vità possono essersi formate ciao grazie

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    • bruce ha detto:

      Ho visto la foto ed ho letto anche l’immediato comunicato della Nasa a smentire già le voci che circolavano sul ritrovamento di ossa dai parte dei soliti complottisti.
      Gli scienziati sono convinti che su marte c’era vita intesa quantomeno a livello cellulare, manca solo la prova ma tanti indizi. Il fatto che finora non si sono trovate tracce deriva dal fatto che le analisi sono state effettuale su campioni del terreno superficiale e si sa che le radiazioni del sole le hanno distrutte. Infatti ora si pensa di scavare più in profondità ed avere fortuna.
      Un caro saluto

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  5. MARGHIAN ha detto:

    . “…hanno annunciato la scoperta di resti di una gigantesca collisione planetaria fuori dal nostro sistema solare..” e’ una notizia interessante, che deve entusiasmare ma non stupire. “Stuprisi” di questo e’ come considerare il nostro sistema solare come qualcosa di unico. E’ vero che nel nostro sistema solare “ci siamo noi”, ma..altri sistemi solari ci potrebbero essre..”altri”. Ciao.

    Marghian

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