Nemesis : la stella oscura

Ci sono alcune fantasiose storie sul nostro sistema solare che ritornano come le comete, altre che spuntano come le stelle cadenti d’agosto.
Una di queste è Nemesis. L’altra è Tyche.
Oggi parliamo di Nemesis. Senza voler dimostrare nulla (spero), semplicemente per vederci un po’ chiaro.
Cosa è Nemesis?

Lo so – mi risponde prontamente il mio cane (Il mio cane è più di un semplice cane che gioca solo a rincorrere ottusamente palline da tennis, a fare futili conversazioni con chiwawa e cagnolini vari o a leggere ricette di crocchette sul Web del labrador di turno. Nè prende per buono tutto quello che gli si dice. Non per niente si interessa anche di astronomia e astrofisica, quella che conta.)

nemesis2Nemesis – continua – da quello che dicono alcuni astronomi dovrebbe essere una Nana Bruna che si muove su un’orbita ellittica, con una distanza dal Sole che varia da 1 a 3 anni luce, ed un periodo di 26 milioni di anni.

Ma che bravo! -. rispondo – Questo sarebbe lo scenario prospettato dai sostenitori dell’ipotesi Nemesis.
Ma è proprio cosi?

Perché? – si meraviglia Bleff – Hai qualche dubbio?

L’ipotesi che la nostra stella possa avere una compagna che le ruota attorno è nata per spiegare una certa regolarità (non del tutto dimostrata) nelle estinzioni di massa di specie animali e vegetali avvenute nel corso delle ere geologiche, probabilmente causate dalla caduta di grosse meteoriti o comete.

Questa ipotetica “compagna mortale” del Sole è stata suggerita nel 1985 da Daniel P. Whitmire e John J. Matese dell’University of Southern Lousiana.

Se ti stai preoccupando – mi rivolgo ancora al mio cane – per un imminente passaggio di questo astro che con il suo arrivo ci riduce tutti in polpette estinguendo l’intera razza umana, stai tranquillo.
Il prossimo passaggio ravvicinato di Nemesis, con il suo strascico di catastrofi, avverrà in un futuro lontanissimo, nientemeno che tra 15 milioni d’anni.
Così dicono.

Allora perché se ne parla?
Non lo so.

Io credo di saperlo – interviene il mio sapientone di cane .
Si continua ancora a parlare di anomalie e perturbazioni orbitali . Gli astronomi disquisirono di un certo pianeta X fino all’inizio del XX Secolo, quando si iniziò una campagna sistematica di ricerche volta alla sua scoperta.
La ricerca portò alla scoperta di Plutone (1930) e altri pianetini, Sedna, Eris, Quaoar, Makemake, Haumea, Orcus e altri ancora che quasi mensilmente vengono ritrovati nelle profondità del cielo. Si tratta di oggetti che fanno parte della Fascia di Kuiper.
Quindi, tramontata l’ipotesi che le perturbazioni potessero avvenire da questi pianetini, troppo piccoli per esercitare grandi forze gravitazionali, allora si è pensato che oltre a questi pianetini in quella zona deve esserci necessariamente qualcosa di grosso. Forse proprio questa stella nana: Nemesis.

Questa tua  versione è scientificamente di grande interesse – rispondo –  stando ai fatti,  queste scoperte non chiariscono le problematiche orbitali rinvenute già nell’800. Infatti  i pianetini in questione, sebbene siano molto affascinanti e possano anche dare spunti per teorie di grande interesse, non hanno assolutamente la massa sufficiente a perturbare pianeti migliaia di volte più grandi di loro come Urano e Nettuno.
Questo ha portato alla convinzione di alcuni che ci deve essere necessariamente un pianeta gigante ma più probabilmente una Nana Bruna.
Ma è solo una convinzione a giustificazione di posizioni assunte.

Ammessa la esistenza di questo astro, è proprio lui la causa delle esinzioni di massa? – mi domanda il mio cane.

nemesis3Per spiegartelo devo parlarti cos’è in realtà una nana bruna.
Le nane brune sono oggetti solo da poco teorizzati e osservati dalle caratteristiche stupefacenti. Sono stelle a metà: stelle assai più piccole del Sole, terribilmente più piccole, al punto che le reazioni nucleari, se avvengono, sono debolissime e caratterizzate da temperature superficiali paragonabili a quelle del piombo fuso: per far un confronto, simili a quelle registrate sul pianeta Venere.
Nel contempo, si tratta di oggetti di poco più grandi e massicci del nostro Giove, al punto che potrebbero comportarsi in tutto e per tutto come pianeti giganti, sia pure molto più attivi e vivaci. Le nane brune non sono poi una categoria univoca ma vantano tutta una serie di caratteristiche minori, con stelle che mostrano un colore superficiale che va dal rosso scuro al marrone (il che ne spiega il nome) e quindi, nel buio del cosmo, la loro osservazione potrebbe essere difficilissima.
In conclusione sarebbe la loro scarsa visibilità e la sua massa che ipotizzano la sua presenza.

Supponiamo, allora, che il nostro Sole abbia una stella compagna, un debole astro orbitante ben oltre i confini del sistema planetario. Nemesis.

In teoria ciò non dovrebbe sorprendere, se si pensa che più della metà delle stelle appartenenti alla nostra galassia fanno parte di sistemi binari, dove due stelle legate gravitazionalmente ruotano attorno ad un baricentro comune.
La stessa Proxima Centauri, la stella a noi più vicina, fa parte di un sistema stellare multiplo. Inoltre, vi sono sistemi binari in cui le due stelle sono separate da oltre 10.000 U.A

La stella Nemesis potrebbe essere una nana rossa o bruna (non l’ho capito bene), ossia un piccolo astro debolmente luminoso che orbita intorno al Sole con un periodo di 26 milioni d’anni.
L’orbita ellittica di Nemesis la condurrebbe ad una distanza dal Sole che può variare da mezzo anno luce nel punto più vicino (perielio), a 2,8 anni luce nel punto più lontano (afelio). Ricordiamo che Proxima Centauri, la stella più vicina , si trova a 4,25 anni luce dal Sole.

Ogni 26 milioni d’anni Nemesis entrando nel sistema solare attraverserebbe la nube d’Oort , l’immensa nube sferica composta da milioni di miliardi di nuclei cometari che circonda il sistema solare, dando luogo a perturbazioni nelle orbite delle comete, provocando periodiche ed intense “piogge cometarie” nel sistema solare interno (Mercurio, Venere, Terra e Marte).
In pratica durante tale passaggio Nemesis perturba l’ordine del Sistema Solare che diventa a dir poco caotico. Miliardi di proto-comete e asteroidi di tutte le dimensioni della nube di Oort vengono disturbate nella loro orbita e vengono gravitazionalmente scagliate all’interno del sistema solare.

Questa regione di spazio, come sai – continuo a riferire al mio cane – è normalmente priva di comete poiché l’attrazione gravitazionale esercitata dai pianeti giganti, Giove e Saturno, agendo come una sorta di “titanico aspirapolvere”, mantiene questa parte del sistema solare relativamente sgombra da comete ed altri oggetti cosmici. Ricordiamo che il numero di comete che attualmente si avvicinano al Sole è di circa due l’anno.

Ma la perturbazione causata da Nemesis quindi provocherebbe una pioggia cometaria. Una piccola frazione dei miliardi di comete in arrivo potrebbe raggiungere la Terra e colpirla, innescando il tremendo meccanismo di impatti, catastrofi ecologiche ed estinzioni di massa delle specie viventi.

Secondo le stime fatte  le “tempeste cometarie” provocate dal passaggio ravvicinato di Nemesis potrebbero durare da 100.000 a 2 milioni di anni; ci sarebbero forse 10 impatti distribuiti nell’arco di due milioni di anni, con intervalli di 50.000 anni tra uno e l’altro.

In questo scenario – interviene il mio cane – l’ipotesi Nemesis potrebbe riconciliarsi con le affermazioni dei paleontologi che, a proposito dell’estinzione dei dinosauri, parlano di un lento e graduale declino che si trascinerebbe per parecchie centinaia di migliaia d’anni: durante una tipica pioggia cometaria.
Infatti, le specie non scomparirebbero simultaneamente, alcune si estinguerebbero a causa del primo impatto, altre sopravvivrebbero ma sarebbero uccise dalle conseguenze di un impatto successivo e così via.

Senza dubbio è una ipotesi suggestiva – rispondo raffreddando gli entusiasmi del mio fedele amico – ma la cautela è d’obbligo dal momento che non ci sono prove di passaggi di Nemesis nonostante accanite ricerche condotte soprattutto verso la fine degli anni ’80.
La cosa più strana dell’ipotesi di Nemesis è che non c’è alcuna prova dell’esistenza di una stella compagna del Sole, sebbene la Nasa abbia spedito in orbita varie sonde, tra cui la nuovissima Wide, con lo scopo di scandagliare il cielo nella frequenza dei raggi infrarossi per scoprire questa stella.

Il fatto che non sia stata ancora trovata potrebbe essere determinato dal fatto che la stella è molto piccola e poco luminosa da passare inosservata o dalla eccentricità della sua orbita– interviene a ribattermi il mio cane – Potrebbe essere una stella invisibile, una nana bruna la cui massa è talmente piccola (meno di 1/10 di quella solare) da non riuscire ad innescare le reazioni di fusione termonucleare.

Forse. Ma è altrettanto possibile che questa stella sia già stata catalogata, senza che nessuno abbia notato nulla di particolare, vale a dire l’enorme moto apparente di questa stella rispetto allo sfondo delle stelle più distanti (cioè la sua parallasse).
Anche se essa dovesse essere trovata, pochi dubiterebbero che sia la causa primaria delle periodiche estinzioni di massa sulla Terra.

Allora perché tanto parlare di questa stella? – mi chiede con insistenza il mio cane

La mente umana ho bisogno di miti. E di fatalismo.
In realtà la storia di un certo fantomatico pianeta X si era quasi assopita ritornando di moda nel 2003 quando venne scoperta Sidna.
Sidna è un pianetino della fascia di Kuiper del diametro compreso tra 1180 e 1800 chilometri circa, quindi la metà della nostra Luna.
Ha destato la curiosità degli astronomi l’incredibile orbita ellittica, quasi cometaria, che lo porta ad avere una distanza dal Sole compresa tra le 76 e le 925 Unità Astronomiche (che corrispondono a 150 milioni di km, pari alla distanza Terra-Sole). Basta moltiplicare 925 x 150 milioni per raggiungere la cifra record di 139 miliardi di km di distanza, il che lo fa l’oggetto più distante mai percepito: ma anche la sua eccentricità lo porta ai margini della zona centrale della Fascia di Kuiper, non troppo distante dai pianeti maggiori.

Il che implica che Sedna impiega 11487 anni a tornare da noi.
Una cifra non dissimile, guarda caso, da quella prevista da Sitchin nei suoi “studi” che ha meravigliato anche gli astronomi.

Chi è Sitchin? – mi domanda a questo punto Bleff.

Zecharia Sitchin è uno scrittore armeno, scomparso nel 2010. Negli Anni ’70 uscì con alcune rivoluzionarie tesi sulla mitologia sumera, che a suo dire rivelava storie straordinarie di un pianeta che periodicamente, come una cometa, tornerebbe verso il centro del sistema solare causando devastanti terremoti e maremoti sui pianeti che finiscono nel suo influsso gravitazionale.

Secondo Sitchin, (nel suo libro ”il decimo pianeta”), questo ipotetico pianeta, chiamato “Nibiru”, nella mitologia babilonese sarebbe associato al dio Marduk, dal XVIII secolo a.C. divinità principale della terra di Babilonia.
Sitchin affermava che Nibiru avrebbe avuto un impatto catastrofico con un altro ipotetico pianeta, chiamato Tiamat e posto tra Marte e Giove.
L’impatto avrebbe creato il pianeta Terra e la fascia degli asteroidi. Tiamat sarebbe stato dapprima colpito da una delle 7 lune di Nibiru, spezzandosi in due. Una di queste due porzioni sarebbe poi diventata la Terra e sarebbe stata spinta nell’attuale posizione da un altro impatto con una luna di Nibiru.
In seguito l’altra metà, colpita da Nibiru stesso, avrebbe dato vita alla fascia degli asteroidi. I restanti detriti dell’impatto avrebbero dato origine alle comete.

I libri di Sitchin, se avevano alla loro prima pubblicazione un alone di sorprendente novità, col tempo come spesso accade in questo ambiente sono stati ripetuti alla noia a prescindere dalla loro scientificità, divenendo pane per contattisti, cospirazionisti e altri teorici disfattisti. Lo scrittore ha fiutato il business e ha continuato per trent’anni, incurante delle critiche e dei danni che faceva, a propinarci le sue tesi.
Dal canto loro tutti i ricercatori del mistero o presunti tali hanno preso per buone le sue tesi senza valutarne la storicità e anche l’aspetto matematico.
Sarebbe, infatti, impossibile per un pianeta o una nana bruna compiere un tragitto come quello supposto da Sitchin, ovvero comportarsi come una cometa pura, come quella di Halley che torna periodicamente.

Oggi tutti gli astronomi concordano che il Pianeta X non esiste.
Il che spiega perchè se esiste questo misterioso pianeta X non è stato ancora osservato malgrado l’uso di telescopi spaziali specifici, come il Wide lanciato dalla NASA il 14 dicembre 2009 che utilizza sensori all’infrarosso.

Detto questo e chiuso l’argomento Nibiru o pianeta X, torniamo più seriamente a Nemesis.

L’ipotesi di Nemesis non piace molto agli scienziati.
Non convince la sua orbita.

nemesis4

Secondo alcuni astronomi, sarebbe troppo eccentrica per essere mantenuta costante nel tempo. La stella dovrebbe già da tempo aver lasciato il sistema. Infatti, ad ogni successivo passaggio ravvicinato della stella, aumenterebbe sempre di più la distanza Nemesis-Sole in termini di U.A., in questo modo la teoria non potrebbe più rendere conto del ciclo di 26 milioni di anni.
Ovviamente i sostenitori di Nemesis non sono d’accordo. Per loro la stabilità dell’orbita di Nemesis è sufficientemente lunga da giustificare il meccanismo che sta alla base delle periodicità delle estinzioni.
E la discussione continua tuttora senza venirne a capo.

Allora come possiamo concludere il discorso Nemesis – mi domanda il mio assistente e amico cane.

Visto che il satellite IRAS ha svolto l’esame di tutto il cielo nell’infrarosso lontano senza trovare nessuna “Nemesis”, l’esistenza di questa stella appare molto improbabile.
Discorso chiuso.
Contento?


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Informazioni su bruce

Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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9 risposte a Nemesis : la stella oscura

  1. MARGHIAN ha detto:

    Ciao Bruce. Oh, quante cose da leggere! (mi riferisco anche all’altro post prima di questo-sfera di Dyson-). Ho letto questo post. Conosco la “storia” di “Nemesis”, ma non avevo pensato a “IRAS” che, se non l’ha scovata…difficilmente questa stella esiste.
    Alessandro cecchi Paone fece un servizio e ne parlo’ come “cosa assodata”, dicendo ceh ogni 26 milioni di anni si verifica una “estinzione di massa” (come hai spiegato tu). E-adesso- si definisce “scientista”, mah.

    Io lo chiamo “il voltagabbana”, perche’ anni fa faceva trasmissioni di mistero, e parlava di ufo e fantasmi. Margherita Hack scrisse su di8 lui una diffida, per non farlo parlare nelle conferenze (“questo qui parla di ufo, fantasmi…”). “Adesso”, invece, lui fa lo “scettico-scientista” (pero’.”Nemesis” esiste!), ecco perche’ “il voltagabbana”. Ciao Bruce.

    Marghian

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    • bruce ha detto:

      Ciao marghian, c’è molto da dire e lo faccio tutto qui.

      Intanto buona domenica anche a te anche se siamo già nel pomeriggio.
      Il fatto è che c’è stata la notte bianca e sono rientreto alle 5,00. E sono dovuto anche uscire col cane (che mi ha aspettato dietro la porta).
      Tu mi dirai che queste cose non sono cose per i vecchietti. Beh, intanto non sono un vecchietto 😆 e poi l’ho fatto esclusivamente per i Pink Floid.
      Non loro ovviamente, ma per un gruppo che ha suonato per ben 3 ore una cover dei Pink Flioid.
      Bellissimo. Mi dicono che sono i milgiori in giro per questo genere e cosa che non sapevo è che sono della mia città. Loro stessi nella loro presentazione erano contenti di esibirsi nella loro città con un pizzico di rammarico perchè solo ora gli è stato giustamente riconosciuto il loro valore artistico.
      Come si suol dire : nessuno è profeta in patria.

      La sfera di Dyson.
      Questa tesi mi è piaciuta per “l’ardire” scientifico. Un po’ come la Morte Nera del film “Guerre Stellari”.
      Considero il progetto altamente improbabile. Non tanto per la tecnologia che richiederebbe: l’uomo ci ha sempre sorpreso in queste cose. Nemmeno per i tempi di realizzazione, di tempo ce ne è abbastanza. Neanche per l’estrazione dei materiali su altri pianeti, cosa molto semplice anche in un un futuro prossimo.
      Non vedo tutta questa urgenza e necessitò di comunicare con civiltà aliene. Le cose vengono di pari passo con lo svilutto della nostra tecnologia . Se ci sono si faranno sentire loro. E poi qualcuno non dice che ci sono già? Quindi problema risolto.
      Allora?
      Beh! ritengo il progetto improbabile dal lato economico. Tutto questo progetto richiederebbe immense disponibilità economiche che la popolazione mondiale per quanto progredita non sarà in grado di sostenere per un periodo molto lungo, forse di decine di millenni.
      Ritengo più realizzabile, e su questo sono d’accordo con te, sulla colonizzazione di Marte e sul suo sfruttamenteo, progetto più semplice da realizzare e a costi decisamente più alla nostra portata.

      Cecchi Pavone?
      Un conduttore televisivo con pretese di giornalismo scientifico. Dopo certi fatti personali è andato fuori di testa. Ora è contro tutto e contro tutti. E dicendo il contrario di tutto.

      Dio?
      Nessuno è in grado di dimostrare la sua esistenza e della sua creazione di questo universo e (forse) di altri universi. Nessuno è in grado di dimostrare la sua inesitenza, ma non è compito di questi ultimi.
      Basterebbe solo il rispetto per gli esseri umani e la natura e non essere minacciati da pene “infernali” per fare i buoni.

      Natura “post biologica”.
      Tema di grande interesse che mi ha affascinato. Forse scriverò qualcosa. Ora sto completanto l’articolo su Tyche.
      A presto.
      Di nuovo buona giornata.
      Bruce

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      • MARGHIAN ha detto:

        Ciao Bruce. A proposito di “cover dei Pink Floyd”, io ho fatto un post, su una “cover band” (ma non credo siano gli stessi perche’ tu sei marchigiano-“sono della mia citta’”- ), mentre il gruppo che e’ nel mio post e’ di Verona, si chiama “Big-One”. Se non li hai ancora sentiti, vai sul mio “altro blog”, quello in bianco e nero, che ti appare cliccando sul mio “nome”. Dicono che anche questi di Verona sono “i migliori in giro”.

        Sono d’accordo con te nella estrema improbabilita’ di costruire una “sfera di Dyson”, per i motivi da te stesso esposti. Ricordo la “morte nera”, con il suo laser “gravitonico” (in un romanzo che lessi, si parlava di un “graser”-laser a gravita’-.

        Magari qualcuno avra’ realizzato un “anello di Dyson”, una struttura a ciambella attorno alla stella madre (con costi piu’ “modici” 😆 ), od anche solo attorno al pianeta abitato dalla “specie aliena” della situazione. Fantasia per fantasia, mettiamoci anche questo 🙂

        Ma, stando su questioni piu’ probabili, credo che una civilta’ avanzata abbia speso le sue potenzialita’ e risorse nella produzione di energia, compresa quella per i viaggi nello spazio (una astronave lunga qualche chilometro, con qualche migliaio di passeggeri a bordo, e’ possibile..magari a propulsione nucleare, al “plasma”-con un “getto” accelerato da forti campi magnetici- o che so io), piu’ che nell’ingrandire gli habitat..che sono gia’ disponibili, basta costruire strutture su pianeti e lune, come forse faremo noi da qui a qualche millennio, e magari qualche astronave si rechera’ su Alpha Centauri in un viaggio della durata di una quarantina d’anni ( sempre fra qualche millennio magari due, tre millenni, forse si raggiungera’ la velocita’ di un decimo di C).

        “Cecchi Pavone”, ho l’impressione proprio che non si tratti di un errore di battitura 😆

        Su Dio hai ragione, se Dio fosse sondabile, non sarebbe Dio. Ciao, saluti a Blef.

        Marghian

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        • bruce ha detto:

          Ah, ah, Cecchi Pavone. Comunque anche a lui piace fare la ruota, quindi lascio così.

          La band che ha suonato la cover dei Pink Floyd si chiama “don kip fly”.
          Strano vero? In realtà è l’anagramma dei Pink Floyd, scelto da loro per essere completamente devoti alla band britannica.
          Il gruppo è un gruppo fatto tutto in famiglia e in casa: padre (il fondatore e solista della chitarra), il figlio (cantante, quasi due metri che suona il …. basso), poi gli altri tra nipoti e professionisti locali, compresi gli addetti alla console e alle amplificazioni. Stile sobrio ma efficace, niente stravaganze di alcun genere. Per l’accasione il comune ha preparato una scenografia particolare in un ambiente particolare con tanto di sedie per il pubblico. Tutto gratis.
          Mi hanno impressionato per il numero di chitarre al seguito che hanno utilizzato, due tastiere, sax e percussioni varie, e una cantante (sempre locale) per gli acuti.
          Bravi, bravi.

          La struttura ad anello della sfera Dyson non è una alternativa niente male, ma ovviamente con minore possibilità di sfruttare l’energia del sole.
          Perchè alla base del ragionamento sta la “potenza” che le civiltà aliene devono trasmettere per irradiare la energia nello spazio, che deve essere al pari della energia delle stelle per diffondere le onde elettromagnetiche alla velocità della luce e capaci di viaggiare nello spazio per milioni di anni luce per arrivare fino a noi.
          Non funzionano così le luce delle stelle che vediamo di notte?
          Anche la Morte Nera ha una forma sferica ed ha le dimensioni di un satellite. La sua dimensione è proporzionale alla energia necessaria per distruggere interi pianeti ed è pari alla energia di molte stelle messe insieme. Ho scritto un post su questo.
          https://silvanodonofrio.wordpress.com/wp-admin/edit-comments.php

          E’ un po’ che non leggo niente da te. Ancora in ferie o lavoro stressante?
          Ciao

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          • MARGHIAN ha detto:

            Ciao Bruce. No, non lavoro stressante, ma lavoro che, se conti anche il viaggio (parto alle sette e dieci e rientro a casa quasi alle tre, mangio e cerco di riposare un po’, poi c’e da fare roba in casa..) e se conti i rientri pomeridiani (martedi’ e giovedi’ sono dieci ore. La pausa pranzo? Mezz’ora, e sei comunque li’… e cosi’ non trovo tempo di fare dei posts. Spero di farne qualcuno, ma non sara’ tra pochissimo (magari, a settembre, combinero’ qualcosina in piu’…).
            “Con minore possibilità di sfruttare l’energia del sole”, questo lo avevo pensato..

            Si’, so che la “morte nera” ha le dimensioni di una piccola luna (c’e una teoria, cui io non do’ certo credito: “la Luna e’ un satellite artificiale, e sotto le regoliti, anortositi e rocce, ci sarebbe del metallo con il quale la Luna fu costruita).
            Ah, quel link…non mi fa entrare, dice -piu’ o meno-: “l’utente marghemar (Marghian) non puo’ effettuare l’accesso”. Ho letto quanto hai scritto su ““don kip fly”, nome che con qualche “forzatura” vorrebbe dire “non continuare a volare” (don’t keep flying”)

            Ma la musica dei Pink non puo’ smettere di volare (“it keeps on flying”, “contiuna a volare”)..ciao.

            Marghian

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          • bruce ha detto:

            Ciao marghian, riprova ora, è stato un mio errore:
            https://silvanodonofrio.wordpress.com/?s=la+morte+nera

            Mi sembra di capire che ti sei preso qualche mese sabbatico.
            Non mi resta che aspettare. In giro c’è molta noia.
            In compenso colmerò io il vuoto.
            Ciao

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  2. Martha Acosta ha detto:

    Una quindicina di anni fa sulle riviste scientifiche di astronomia apparve una tesi molto interessante. In studi astronometrici e misurazioni delle fluttuazioni orbitali dei pianeti periferici del nostro sistema solare emergeva la possibilità dell’esistenza di una stella compagna del Sole. Un vero e proprio secondo sole, sia pure piccolo e invisibile nonostante la relativa vicinanza perchè formato probabilmente da una stella nana rossa, e quindi difficilmente osservabile con strumenti tradizionali. Nemesis, questo fu il nome dato alla nuova stella, era immersa nella nebulosità che accompagna la Via Lattea, un puntino rosso che solo calcoli accuratissimi avrebbero potuto scoprire. Mi ricordo che gli articoli in questione mi colpirono molto e ispirata da essi decisi di scrivere alcuni romanzi di fantascienza, incentrati sulle vicissitudini di una giovane astronauta inviata a prestare servizio sulla stazione spaziale situata su uno dei pianeti orbitanti attorno a Nemesis.

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    • bruce ha detto:

      Salve.
      WP considera “spam” il suo commento.
      Il suo IP mi dice che lei è di Boston o zone limitrofe.
      Quantunque sia evidente la sua intenzione di sponsorizzare la sua attività di arredamento ho approvato il suo commento unicamente per il suo corretto italiano che mi dice che è di origine italiana. E non posso fare un torto ad una connazionale.
      Ciao

      Mi piace

  3. MARGHIAN ha detto:

    “Qualche mese sabbatico.”..eh, lo so, ma davvero non trovo il tempo…almeno adesso, comunque.. ^ora va bene, ho aperto la pagina del post “la morte nera”. Ciao.

    Marghian

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