Omeopatia? No grazie

Per caso mi sono imbattuto nella lettura di un articolo sulla omeopatia. Mi hanno impressionato le cifre del giro di affari dei prodotti omeopatici e del sempre crescente numero di persone che scelgono le pratiche omeopatiche. Incuriosito ho fatto una ricerca e sono rimasto ancor più impressionato di quanti imbroglioni ci sono in giro e quanti altrettanti creduloni, per non dire altro, ci sono in giro.

Soltanto nel 2009 nel vecchio continente il mercato dell’omeopatia ha sfiorato i 1,09 miliardi di euro ed un numero di utilizzatori che è di circa 125 milioni.
Oggi gli italiani che scelgono le pratiche omeopatiche sono il 18,5% circa della popolazione, circa 9 milioni di persone.
Il mercato italiano è dominato da due colossi: la lombarda Guna spa che ha circa 800 prodotti a catalogo ed è la distributrice in esclusiva di molte case europee. Oggi conta 200 dipendenti ed un giro d’affari che è di circa 50 milioni di euro e un tasso di crescita annuo che è dell’8% circa.
Ancora più rilevante è il business della seconda azienda, la francese Biron oggi trasformata nella controllata Biron Italia. Il colosso francese nell’ultimo anno ha raggiunto una crescita maggiore rispetto all’industria tradizionale: nel 2009 il fatturato è cresciuto del ben 12,7% toccando i 526 milioni di euro.

Come è possibile?
L’omeopatia è una medicina alternativa  che cura le malattie con la somministrazione di ceppi omeopatici opportunamente diluiti e dinamizzati.

Cosa si intende per ceppi omeopatitici e quali sono?
Alla base vi è il “principio di similitudine del farmaco” (similia similibus curantur). Si tratta di un concetto privo di fondamento scientifico, secondo il quale il rimedio appropriato per una determinata malattia sarebbe dato da quella sostanza che, in una persona sana, induce sintomi simili a quelli osservati nella persona malata. Tale sostanza, detta anche “principio omeopatico”, una volta individuata viene somministrata al malato in una quantità fortemente diluita; la misura della diluizione è definita dagli omeopati “potenza”.
Secondo questo concetto le aziende omeopatiche sostengono fin anche che i tumori possono essere curati con ceppi omeopatici (ovvero cellule tumorali opportunamente trattate).

Moltissimi fanno ricorso alla omeopatia perchè credono alla pubblicità di aziende che presentano i loro prodotti come prodotti  naturali. Allora per sfatere questo mito ecco elencati alcuni “ceppi omeopatici”.

  • Tinture madri vegetali
  • Macerati glicerici vegetali
  • Macerati di Organi di animale
  • Macerati di Animali interi o dei loro veleni
  • Soluzioni di agenti chimici e/o minerali
  • Nosodi
    • Macerati di agenti patogeni
    • Macerati di Organi umani malati

Qualcuno è ancora convinto che si tratti di prodotti naturali?
La validità dell’omeopatia non è mai stata dimostrata mediante esperimenti o ricerche. Gli studi condotti in base ai principi della scienza medica ne hanno viceversa dimostrato l’inefficacia. Il ricorso a prodotti omeopatici è potenzialmente pericoloso per la salute nella misura in cui può spingere i malati ad abbandonare o ritardare terapie mediche di comprovata efficacia.

Detto questo andiamo avanti.
Fondatore dell’omeopatia è Samuel Hahnemann, medico tedesco del XVIII secolo, che basa la sua teoria sul metodo di diluizione e dinamizzazione dei ceppi omeopatici di partenza, enunciando la legge che tanto più un rimedio è diluito e dinamizzato, tanto più è efficace.

Ma è proprio così?
Proprio recentemente, in questo mese di febbraio, in un convegno tenuto a Lugano il dottor Salvo Di Grazia (medico che indaga sulle presunte terapie alternative) ha fatto una dimostrazione pratica dei principi dell’omeopatia per far vedere che cosa c’è nei prodotti omeopatici (o meglio, cosa non c’è) e chiarire che assumere un prodotto omeopatico significa usare diluizioni talmente estreme da non contenere neanche un atomo del principio attivo originale.

Ha disposto una lunga serie di bicchieri: nel primo ha versato del liquore. Poi ha preso una goccia del liquore e l’ha messa nel secondo bicchiere, che conteneva circa cento gocce d’acqua. Poi ha prelevato una goccia dal secondo e l’ha messa nel terzo, anch’esso contenente cento altre gocce d’acqua. E così via, per tutti e trenta i bicchieri disposti su tre file . Questo è il principio della diluizione centesimale sul quale si basa l’omeopatia. Ma la chimica ci insegna che dopo l’undicesima diluizione di questo tipo non c’è più neanche una molecola della sostanza iniziale: si sta diluendo acqua con altra acqua. I prodotti omeopatici più “potenti”, come il sonnifero, sono alla trentesima diluizione. In altre parole, viene sciolta acqua diluita con altra acqua. (fonte: il Disinformatico)

Allora sorge spontanea la domanda: come è possibile fidarci dell’omeopatia?
Il livello di menzogna alla quale arrivano alcuni sostenitori delle terapie “alternative” è stupefacente. Non si può più invocare la buona fede mal riposta o il semplice errore di metodo quando si arriva a falsificare le radiografie che dovrebbero dimostrare che le loro medicine “non ufficiali” funzionano. E tutto questo viene fatto sulla pelle di chi soffre.

Chi si rivolge alla medicina omeopatica dovrebbe per lo meno sapere che i suoi principi chimicamente non hanno nessun fondamento e dovrebbe chiedersi se la teoria ha un minimo di logica nel terzo millennio o non sembrano piuttosto le idee di uno stregone indietro di centinaia di anni.
La confusione che regna intorno alla omeopatia è dimostrata anche dal fatto che attualmente le industrie omeopatiche cercano di sfruttare l’omeopatia, spacciando per omeopatici anche prodotti che sono l’esatto opposto e hanno in comune solo il concetto di diluizione.

Il Science and Technology Select Committee ha concluso lo scorso anno i lavori relativi ad una indagine sull’omeopatia (è disponibile pubblicamente online ). Il verdetto finale, per usare le parole del Guardian, è devastante: la commissione ha giudicato l’omeopatia totalmente inutile, non etica e ha chiesto che non venga più finanziata e riconosciuta dall’NHS (il servizio sanitario inglese).
Chiede anche che l’agenzia regolatoria del farmaco (MHRA) non permetta che sulle etichette dei prodotti omeopatici vengano riportate affermazioni di carattere medico, e poiché non si tratta di farmaci, non rilasci più autorizzazioni all’immissione in commercio.

Chi ha un minimo di mentalità scientifica non può aderire a queste cure da stregoneria.


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Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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8 risposte a Omeopatia? No grazie

  1. semprevento ha detto:

    Certo che siamo un popolo strano!!!!
    si crede ai santoni, agli asini che volano…e alle gocce d’acqua risolutive!!!
    Mah….che ti devo dì?
    Una volta per un problema cutaneo, su consiglio di una mia cara amica sono stata da un omeopata…mi ha prescritto delle pomate e pasticchine da sciogliere sotto la lingua…non avrei dovuto fumare ..dovevo stare a diverse regole…ecc ecc…a parte il prezzo per questi pseudo farmaci che direi costano un pò troppo…il risultato è stato un piccolo beneficio temporaneo…poi il problema non si è risolto…
    Son dovuta ricorrere ad una mia amica psichiatra!!!! maremma bonina …con una cura, Ahimè, a base di antidepressivi, in soli due gg stava sparendo tutto!!!
    Era una questione stretta_mente legata allo stress….
    come vedi ci son cascata anch’io…ma il mio problema era piuttosto superficiale anche se molto fastidioso sia esteticamente che fisicamente…se avessi avuto altre patologie certo è che non mi sarei rivolta a questi dottorini del piffero…
    c’è chi ci si rivolge per tumori, diabete, e quant’altro…. dio mio o come si fa????
    Il rischio in cui si corre è troppo grande…la medicina si basa su dati scientifici, su una ricerca assidua…l’omeopatia si usa per piccole cose…a volte i rimedi di Madre Natura possono essere immensi….ma non scherziamo con patologie gravi…
    Riempirsi di medicinali è sbagliato, occorre fare una buona educazione al farmaco…saperlo usare…conoscerne tutti gli effetti…
    L’abuso è sempre improprio…il cattivo uso idem…
    però mi fa stizza anche chi è contrario a quelle piccole terapie per il dolore…come il mal di testa…o una sciatalgia…Perchè sottoporre i centri nervosi a tanto stress quando con una pastiglia puoi stare meglio?…non si tratta di prenderne in quantità industriali , ma solo all’occorrenza.
    Io soffro di mal di testa….se non avessi con me una bustina di aulin o altro mi sentirei persa…perchè so che al nascere, quel dolore non si ferma più…devo combatterlo…e l’unico rimedio è u antidolorifico. se posso me ne vado a letto…ma il risultato spesso è che mi sveglio e sto peggio.
    ma vallo a far capire ai naturisti…( naturalisti)..nudisti…paranoici….e chissà che altro…insomma, ci siamo capiti, nè!
    ma…dio bonino o dove giri te ???…..uhm…non ti fai mancà nulla!!!!
    sei troppo ganzo te!!!
    Ciao bell’omo!!!!!
    PS: mia figlia da un’ omeopata un ce l’ho mai portata…mica fessa sono…solo un pochino…ma poco poco èh!! …………………………………..vale la regola ” fai come dico io ma non fare quello che faccio io!!!
    vento

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    • silvanodonofrio ha detto:

      Ho letto anche questo. Quando è troppo è troppo:
      Christian Boiron, figlio del fondatore e del gruppo francese, svela le prospettive ulteriori per l’azienda di famiglia. Nel 2009 l’azienda ha investito ben 41 milioni di euro in ricerca, una parte dei quali destinati a quelle malattie per cui la farmacologia classica non ha ancora trovato efficaci cure e rimedi. “Il nostro mercato – spiega Biron – d’elezione è costituito dalle malattie lievi. Ma il grosso è rappresentato dalle malattie più gravi, come il cancro e l’AIDS. E i nuovi farmaci-blockbuster nasceranno per queste patologie, sulle quali possiamo giocare un ruolo anche noi”.
      Cancro?, AIDS? Ma pensa te, a sentire questo signore questo significa che tra breve butteremo nel cesso la chimica, le medicine, la medicina classica, medici e ricercatori compresi.
      “… possiamo giocare un ruolo anche noi”. Questo è quello che ci preoccupa. E la ignoranza della gente.
      Non a caso, infatti, il prodotto omeopatico della casa che ha registrato maggior consenso è stato l’Oscillococcinum, un preparato per la cura degli stati influenzali, di cui in Italia sono state vendute nel 2009 un milione di confezioni nonostante fosse sconsigliato nelle linee guida ministeriali per l’influenza.

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      • semprevento ha detto:

        caro caro caro Bruce…siam diventati solo cavie, numeri, un tutto che fa crescere nelle tasche dei soliti furbi tanti quattrini!!!
        Non abbiamo un nome ne un indentità… siamo solo quantità e più ce n’è meglio è!
        chi se ne frega se si muore…loro tanto vanno nelle cliniche di lusso!!!
        Mi fanno girar le scatole ‘ste cose!!!
        Comunque la gente è davvero dura …a volte mi par di capire che l’ignoranza non c’entra nulla…siamo diventati dementi!!!
        ma che popolo siamo ??? suvvia …ci son troppe cose che son davvero da cambiare…ma qui non si comincia da nulla!!
        Sconsigliato???? io avrei proibito la vendita!!! macchè sconsiglio e sconsiglio!!! un bel kaput ci vuole!
        Giocare un ruolo? e quale? quello di assassini mai condannati?
        mi sfiora un pensiero ..ma è cattivo…la mia coscienza e l’educazione che mi ha dato mia madre mi impone di scacciarlo.
        Comunque si vocifera che “Chi la fa l’aspetti!” un so se m’hai capito!
        Bacio bell’omo…
        vento

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  2. Amberle Fairywood ha detto:

    Ho letto con incredulità questo post. Io ho sempre lavorato in aziende farmaceutiche alcune che producono farmaci detti salvavita e posso dire che anche la medicina tradizionale ha i suoi scheletri nell’armadio,ogni anno moltissimi farmaci vengono ritirati dal commercio perchè si scoprono dannosi!
    Personalmente ho provato alcuni rimedi omeopatici e mi sono trovata bene. Certo non hanno lo stesso funzionamento di quelli tradizionali: i tempi sono più lunghi e inoltre vanno assunti non a caso ma dentro una terapia a tutto tondo incentrata sul paziente.
    Quindi non me la sento di accusare nessuna azienda senza delle basi sicure se non una sola dimostrazione, inoltre consideriamo gli immensi guadagni delle famosissime multinazionali farmaceutiche che quelle omeopatiche in confronto sono bruscolini!

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  3. Claudio ha detto:

    Il vero problema è che i mondi della fisica e della medicina non si parlano.
    La fisica dell’acqua è estremamente interessante e aiuta a spiegare il perchè i preparati omeopatci possono essere efficaci. Per favore non citatemi il caso Benveniste, perchè i suoi risultati, ottenuti in anni di esperimenti, sono stati demoliti con metodi molto sbrigativi e approssimativi. Sono comunque contrario a considerare l’omeopatia una soluzione a tutti i mali. Questa medicina è consigliabile solo in patologie croniche, soffuse, che si ripresentano ciclicamente e che non traggono beneficio dalle terapie convenzionali (quanto cortisone viene dato non sapendo che altro fare!).

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  4. domy ha detto:

    bah…fattostà che io ho usato l’omeopatia sin da quando avevo circa 5 anni contro bronchite,tosse,febbre e altri disturbi…non ho più preso un antibiotico e ormai posso dire di stare decisamente bene…e credo di dovere tutto solo all’omeopatia

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