Morti di fama – Demenza digitale

Per caso, in libreria, mi è capitata tra le mani una copia della rivista “Il Libraio” di dicembre 2013.
In copertina la foto di Malala, la ragazza che ha rischiato la vita contro l’intolleranza ed è la più giovane candidata di sempre al Nobel per la pace.

All’interno la recensione dei libri del momento scelti per il regalo di Natale.
Tra questi due mi hanno incuriosito. Trattano il nostro rapporto con internet.

Morti di fama.
Morti di fama_Sovrac_@01E’ un viaggio nel lato oscuro del nostro rapporto con internet.
Persone che rincorrono affannosamente il “mi piace”.
Ho tanti contatti, quindi sono interessante.
Cosa siamo disposti a fare per qualche minuto di fama. Un correre continuo dietro ogni “I like”, nell’ossessione di essere “il più social possibile”.

Questo è internet, un tendone da circo sotto il quale folle oceaniche si creano un’identità e fanno di loro stesse un prodotto da promuovere.
Dove miliardi di utenti documentano, condividono, amplificano e pubblicizzano ogni istante della loro vita e delle loro attività. Dove si alleano con altri simili e alimentano la loro “micronotorietà” attraverso i blog, Facebook, Twitter e decine di piattaforme e applicazioni, dove ognuno è alla ricerca “dell’approvazione d’impulso” tipica dei social network per un momento di fama.

L’autore documenta con stile arguto e provocatorio come siano stati stravolti il concetto di identità e il nostro modo di confrontarci con gli altri: da penso dunque sono a ho tanti «mi piace» quindi esisto.
Molto triste.

Demenza digitale.
demenza_digitaleSenza computer, smartphone e Internet oggi ci sentiamo perduti.
Questo vuol dire che l’uso massiccio delle tecnologie di consumo sta mandando il nostro cervello all’ammasso. E intanto la lobby delle società di software promuove e pubblicizza gli esiti straordinari delle ultime ricerche in base alle quali, grazie all’uso della tecnologia, i nostri figli saranno destinati a un radioso futuro ricco di successi.

L’autore analizza in questo libro documentatissimo e appassionato, è lecito lanciare un allarme generale: i media digitali in realtà rischiano di indebolire corpo e mente nostri e dei nostri figli.
Se ci limitiamo a chattare, twittare, postare, navigare su Google… finiamo per parcheggiare il nostro cervello, ormai incapace di riflettere e concentrarsi.

Per non parlare dei social che regalano “surrogati tossici di amicizie vere”, indebolendo la capacità di socializzare nella realtà e favorendo l’insorgere di forme depressive.


Informazioni su bruce

Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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8 risposte a Morti di fama – Demenza digitale

  1. Rebecca Antolini ha detto:

    Sperò di no che questa frase “Senza computer, smartphone e Internet oggi ci sentiamo perduti” sia vero… vuol dire ho la demenza sociale… prima del computer cell ecc viene sempre la vita reale i amici reali i miei parenti… il contatto con il mondo.. e in mezzo di questi spazi.. c’è anche il tempo per il computer…😉

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  2. bruce ha detto:

    Per fortuna che …… Bleff c’è.😆
    E già con lui è come avere cento amici. Passeggiamo gran parte del giorno ed anche della notte (😆 ).
    Studiamo anche assieme e discutiamo di argomenti difficili, alle volte animatamente (lui con quel vocione). Apprezza le discussioni senza lasciarsi mai andare a qualche parola fuori posto.

    Internet?
    Sono parzialmente d’accordo con gli autori dei due libri. Non bisogna farsi condizionare, rischiamo davvero di rammollire il cervello.
    Basta darci il giusto peso senza essere presi dalla necessità e frenesia di doverci mettere davanti il computer e scrivere per forza qualcosa per piacere o per ottenere qualche effimero minuto di fama.
    Nei momenti di svago (lasciati liberi da Bleff) gioco a scacchi con il computer, che mi batte quasi regolarmente. Ma io sono testardo e mantengo sempre un livello alto di difficoltà. Forse un giorno insegnerò Bleff almeno posso rifarmi su qualcuno😆
    Un sorriso e buona giornata.

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  3. Elisabetta Lelli ha detto:

    Bel post, Sil caro. Personalmente avverto sempre più il bisogno di stringere mani, invece di trascorrere così tanto tempo sul web. Però, a pensarci bene, se non avessi trascorso del tempo sul web, non avrei conosciuto alcune persone davvero care (tu sei fra queste).
    E soprattutto non avrei potuto mettere un ENORME “I like (a lot!)” su Bleff🙂

    Buona giornata a te, saluti e respiri marini a nostra signora delle palme e coccole a B❤

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    • bruce ha detto:

      Vero.
      Succede che al di là di conoscenze di circostanza si posson stringere amicizie vere.
      Bleff oggi è scatenato. a quest’ora siamo già usciti due volte.
      Un affettuoso abbraccio.

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  4. gabriarte ha detto:

    Sono stata un poco assente nel tuo blog ma in generale io sono assente. il mio vecchio computer mi permette solo di disegnare e di leggere altri blog un po alla volta inoltre, il mio tempo a disposizione è sempre contato qualche breve saluto e via ,Sono del parere che in tutte le cose bisogna usare un giusto equilibrio anche se oggi tutto tende a portarti all’eccesso . Internet è secondo me è favoloso se usato con giusta moderazione e poi è bello ascoltare il parere di tanta gente non ti pare? Ti lascio i miei auguri di Buone feste a te e famiglia naturalmente una carezza all’amico Bleff. Ciao

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    • bruce ha detto:

      Carissima, che piacere rileggerti.
      Ero preoccupato. Non per la tua assenza, ci può stare, bensì dalla mia preoccupazione di aver detto qualcosa che ti abbia disturbato. Di conseguenza mi sono anch’io rispettosamente allontanato.
      Alle volte sono troppo diretto, lo so, ma sempre sincero e per niente adulatore, cosa che al contrario va molto di moda sui blog.
      Capisco anche che non possa piacere, ma io e bleff siamo un po’ simili, sono fatto così, prendere o lasciare, non è forse vero che padroni e cani si assomigliano?😆 Mi fa piacere che non mi hai “abbandonato” lungo una autostrada 😆
      Un caro saluto.

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      • gabriarte ha detto:

        assolutamente no io apprezzo chi ha il coraggio di dire ciò che pensa direttamente all’interessato se hai detto qualcosa non me ne sono accorta forse ero distratta? Mi sono persa qualcosa di importante? penso di no ho le spalle larghe e forti e sono abituata alle critiche costruttive mi hanno irrobustita e ho smesso da tempo di soffrire nell’ascoltarle io non abbandono animali ma esseri umani si, se mi fanno arrabbiare ciao

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