Il decimo pianeta non c’è

La notizia, storica, che mette la parola fine su questo capitolo, è stata diffusa il 7 marzo dalla Nasa (RELEASE 14-067) ed è stata riportata oggi 10/3 su MediaInaf.

Brutta notizia per molti.
Vi ricordate quello che ho scritto  (qui) proprio su questo argomento?
No? Allora faccio un po’ di ripasso.

tyche-04

Tutto nasce da un articolo pubblicato sulla rivista Icarus nel novembre del 2010 da John Matese e Daniel Whitmire (sempre loro, gli stessi della ipotesi Nemesis), due astrofili dell’Università della Louisiana in cerca di una spiegazione (e forse di notorietà) al cambiamento di rotta delle comete che entrano nel Sistema Solare.
Fin qui nulla di nuovo, direte voi. Giusto.
La teoria infatti è sempre la stessa e nota da tempo.

Withmire e Matese hanno basato la loro ipotesi sul fatto che molte comete a lungo periodo (che quindi dovrebbero provenire dalla nube di Oort) mostrano orbite anomale. Probabilmente qualcosa deve disturbare la loro traiettoria. L’ipotesi consiste che questo “qualcosa” sia situato in quella fascia.
Anche questo non ci dice nulla di nuovo. Ma lo riporto ugualmente.

La novità è che questo qualcosa non è più la nana bruna Nemesis compagna del Sole, ma un pianeta dalle dimensioni esagerate: Tyche .
La sua massa dovrebbe essere pari a circa quattro volte quella di Giove, tanto da innescare reazioni di fusione al suo interno che garantirebbero una temperatura planetaria di -73° C, clima tropicale considerando che ci troviamo ai confini del Sistema Solare.

Whitemire e Matese ipotizzano che l’orbita di Tyche disti circa 15 mila UA dal Sole, un pò meno di un quarto di anno luce. Questo fa sì che l’ipotetico pianeta si trovi ancora all’interno della ‘Nube di Oort’, il cui confine è stimato in oltre 50 mila UA.
Il periodo orbitale di Tyche sarebbe di 1,8 milioni di anni, con la possibilità che l’orbita abbia un orientamento diverso rispetto al piano orbitale dei nostri pianeti.

Ma la novità assoluta starebbe nel fatto che secondo gli scienziati, la prova empirica dell’esistenza del gigante gassoso è già stata raccolta dal telescopio spaziale WISE della Nasa ed è solo in attesa di essere analizzata.
I due scienziati non vedono l’ora che WISE dia un risultato definitivo.

WISE ha terminato di osservare “a tappeto” il cielo nell’infrarosso, catturando più di 2.7 milioni di immagini: dalle remote galassie agli asteroidi vicini alla Terra. Tutto ciò che era visibile nell’infrarosso (corpi freddi soprattutto) è stato immortalato.
Completata una scansione della fascia asteroidale e due dell’Universo profondo, in due bande infrarosse, WISE è stato “ibernato” ed è iniziata l’analisi accurata dei suoi dati. Dopo di che, l’ipotesi di Withmire e Matese sarà, secondo loro, confermata o confutata definitivamente.

Il fatto nuovo (e sorprendente) è che in un primo momento l’annuncio doveva avvenire entro marzo del 2012, ma la mole di dati ha richiesto un anno di lavoro supplementare.

Ebbene la notizia è arrivata. Due anni dopo. Ma è arrivata. Il risultato?
Il leggendario decimo pianeta del Sistema solare non c’è.

Ad annunciarlo è l’Agenzia Spaziale Statunitense con un comunicato sull’ultima, estesa analisi dei dati provenienti proprio dalla missione WISE (Wide-Field Infrared Survey Explorer) che tra il 2010 e il 2011 ha scansionato completamente per due volte l’intero cielo nell’infrarosso, individuando 750 milioni di oggetti celesti, tra asteroidi, stelle e galassie.

Da questa analisi è emerso che nel raggio di 10.000 unità astronomiche non esistono pianeti della massa di Saturno.

Inutile anche cercarne di più grandi, della stazza di Giove: non ne troveremmo nemmeno uno entro 26.000 unità astronomiche.
Misure queste che si spingono ben oltre i confini del nostro Sistema solare: per confronto Plutone dista circa 40 unità astronomiche dalla nostra Stella (e una unità astronomica è la distanza che separa la Terra dal Sole, ovvero circa 150 milioni di chilometri).

Duro colpo ai catastrofisti che di tanto in tanto ne preannunciano la sua apparizione per portare immani sconquassi anche sulla Terra.

Possiamo quindi essere sicuri di non avere ‘oscuri compagni’.

(fonte: newsletter MediaInaf)

Informazioni su bruce

Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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22 risposte a Il decimo pianeta non c’è

  1. gabriarte ha detto:

    e allora cosa è che disturba la traiettoria di queste comete che i due astrofisici hanno osservato?

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    • bruce ha detto:

      Bella domanda cara, non lo sa nessuno.
      Una cosa è certa: non ci sono grossi pianeti come Giove o Saturno e tantomeno nane brune compagne del nostro Sole a perturbare la fascia di Oort in un raggio ben oltre questa fascia.
      Questo starebbe a significare che non necessariamente ci deve stare un grosso pianeta che scaraventa le comete nel sistema solare. A meno che un non ancora identificato corpo si trovi al di là del cielo osservato. E questo è strano, per dire poco probabile, dal momento che vengono scoperti ogni giorno pianeti in altri sistemi solari ben più lontani.

      Inoltre un grosso pianeta che attraversa quella nube dovrebbe produrre la perturbazione di uno “sciame” di meteore e non “alcune” meteore.
      A questo punto si apre una nuova fase di discussione e la palla ripassa agli astrofisici.
      Buona giornata

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    • Umby ha detto:

      Una ipotesi suggestiva l’hanno avanzata Lisa Randall e Matthew Reece di Harvard su ArXiv:
      L. Randall, and M. Reece, “Dark Matter as a Trigger for Periodic Comet Impacts”, arXiv, 2014. http://arxiv.org/abs/1403.0576

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      • bruce ha detto:

        Gent.mo Umberto (concedimi di darti del tu dal momento che ti seguo silenziosamente da lungo tempo sul tuo blog, da Sabrina, ed ora anche su FB), ti ringrazio per il tuo gradito e sorprendente intervento.

        Se ho ben capito i due studiosi hanno elaborato una loro ipotesi basandosi sulla ripetitività, non casuale, della caduta di questi oggetti sulla Terra rilevati dalle impronte dei crateri lasciati.
        Se non c’è un grosso pianeta a disturbare la fascia di Oort gli effetti potrebbero essere forse dovuti alle forze di marea di un disco di materia oscura che attraversa regolarmente a grandi intervalli il piano mediano galattico.
        Questo disco avrebbe una densità di circa 10 masse solari. Giusto?
        Beh! niente male.
        Saluti

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        • Umby ha detto:

          Grazie, certo che puoi darmi del “tu”, ci mancherebbe altro.🙂
          I due scienziati ipotizzano l’esistenza di un disco di materia oscura che ha come centro il centro della galassia e una estensione di circa 3 kpc (circa 9780 a.l. che io ho arrotondato a 10000) e una densità media di superficie di circa 10 masse solari per parsec quadrato (più o meno uguale a quella del disco di stelle).
          Questo significa che la massa risultante è enorme, potremmo considerarla paragonabile a quella rilevabile.
          Siccome l’orbita del Sole non è perfettamente complanare a l piano galattico, va da sé che periodicamente deve attraversarlo, e questo altera l’equilibrio gravitazionale nella Nube di Oort.
          Reece considera che la probabilità di impatto di un oggetto di grandi dimensioni ogni 35 milioni di anni aumenti di un fattore 3 e per lui questo è significativo, per altri scienziati questo fattore è semplicemente troppo poco per una qualsiasi valenza statistica.
          Quindi che dire? aspettiamo che Gaia abbia fatto una mappa gravitazionale della galassia e potremo sapere se questo disco esiste.
          Salve

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  2. Rebecca Antolini ha detto:

    A questo ora qui tutto questo qua… ma dimmi in povere parole, Saturn, Giove e Uranus non sono pianeti????😐

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    • bruce ha detto:

      Sono super pianeti, cosi dicono gli scienziati, anche se non ci abbiamo mai messo i piede sopra😆

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      • Rebecca Antolini ha detto:

        allora io sono molto affezzionato ad Giove… ma lui dovrebbe essere da un materiale diverso dalla terra liguida se non sbaglio e li sopra ci sono tempeste ecc… ma allora il nostro sistema solare ha solo

        la venere, il mercurio, la tera, marte, nettuno e plutone come pianeti giusto????

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  3. bruce ha detto:

    Quasi giusto.
    In ordine: Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno.
    Se li conti in realtà sono otto. Ma come? – penserai – non erano nove, che sarebbero diventati dieci con questo misterioso pianeta?

    Hai ragione, cara. I pianeti sono in realtà otto, il nono, Plutone, è stato declassato a pianeta nano.
    Ma è improprio dire che erano anche nove, perchè poi sono stati successivamente scoperti in giro nel nostro sistema solare altri pianetini che non vengono conteggiati come veri e propri pianeti: ossia Cerere che è nella fascia degli asteroidi, Haumea grande quasi Plutone, Eris che orbita oltre Nettuno ed è grande 1/3 di Plutone, Makemake con dimensioni 3/4 di Plutone.
    Quindi 8 pianeti e 5 pianeti nani (conteggiando anche Cerere).

    Ciao, buona la tua torta, le fragole sono il mio frutto preferito.

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  5. ciao Bruce, bel articolo, sono passato per salutarti, visto che è da tempo che non ci sentiamo.

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    • bruce ha detto:

      Ciao Ernesto, anche se non ci sentiamo spesso ricevo regolarmente i tuoi aggiornamenti che puntualmente leggo. Complimenti veramente, sei un grande.
      Buona giornata.

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  6. MARGHIAN ha detto:

    Ciao Bruce.Qualcosa comunque sembra disturbare “qualche cometa” della nube di Oort. Se si trattasse di un grosso pianeta-giustamente- dovrebbero venir “smosse ” moltissime comete. Ma allora..e se la “perturbazione” fosse proporzionale ad un misteriosso corpo celeste didimensioni minori rispetto al teorizzato “pianeta x”? Mettiamo un pianeta delle dimensioni di Mercurio o di Marte.O piu’ corpi celesti di dimensioni ancora minori. Sappiamo dei KBO (oggetti della cintura di Kuiper). Non potrebbero, analogamente, esisetere degli “Oort Cloud Objects”? Pianeti nani come Plutone che, nella “nube di Oort”, creerebbero un po’ di sconquasso. Ipotesi difficile da verificare, ovviamente. Ciao.

    Marghian

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  7. bruce ha detto:

    Ciao caro marghian
    difficile fare delle supposizioni, anche un pianeta nano non sarebbe sfuggito al Wise explorer.
    Provo a farne una io. Se è vero che all’origine della formazione dei sistema solare i grossi pianeti gassosi hanno ripetutamente cambiato orbita, è probabile che nella stessa misura che gli asteroidi venivano scagliati all’interno del sistema solare e forse uno di questo ha colliso con Marte e un altro con la Terra, nella stessa maniera un pianeta nano sia stato scagliato fuori dal sistema solare e nell’attraversare la fascia di Oort abbia “perturbato” alcune comente dormienti.
    Beh! ora è meglio andare a dormire lasciando spazio ai sogni piuttosto che alla fantasia.

    http://wp.me/a16AGB-2P5😉

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  8. MARGHIAN ha detto:

    Ciao. “…unn pianeta nano sia stato scagliato fuori dal sistema solare e nell’attraversare la fascia di Oort abbia “perturbato” alcune comente dormienti”. Buona, come ipotesi. MI ricorda un’altra (ma che “whise explorer” ha gia’ smentito..), fatta da scienziati. “IL sistema solare ha peso un pianeta gigante”. Simulazioni al computer dell’evoluzione del sistema solare avrebbero suggerito ad alcuni ricercatori che..ci doveva essere un pianeta gigante in piu’- non ricordo dove, secondo questi ricercatori, il pianeta avrebbe dovuto trovarsi in origine. Mah. Ciao.

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  9. MARGHIAN ha detto:

    Conosco la teoria di Lisa Randall e di Reece. La galassia sarebbe “a doppio disco”, uno costituito da materia ordinaria e l’altro da “dark matter”. La Randall va ancora oltre, immaginando una certa “complessita’” nella materia oscura, una “complessita’” sia microscopica che macroscopica-addirittura stelle e pianeti!- analoga a quella della materia ordinaria. Per la Randall esisterebbe forse addirittura l’equivalente della luce, che ella stessa ha chiamato “luce oscura”. Ma tutto questo ci porterebbe ben oltre la questione delle perturbazioni gravitazionali a carico della nube di Oort. Molto …oltre. Ciao.

    Marghian

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    • bruce ha detto:

      Ciao marghian, sempre ben informato.
      Questa cosa della materia oscura che avvolge le galassie è oramai cosa nota da almeno un decennio, o giù di lì, proprio per tenere conto della dinamica delle galassie, e in particolare della velocità delle loro porzioni più periferiche.

      Non conoscevo invece la sua disposizione che ha illustrato Umberto, ovvero che questo disco pur essendo complanare con il piano galattico, non lo è invece con il piano solare, la cui intersezione con l’obita della fascia di Oort causerebbe queste interferenze gravitazionali. Questa la causa anche delle estinzioni di massa “cicliche” a cui si è riferita più volte la Lisa Randall.

      Non sapevo invece di questa ipotesi di aggregazione della materia oscura a formare possibili sistemi solari oscuri. Allora mi viene da pensare che un pianeta oscuro fatto di materia oscura graviterebbe proprio dalle parti della nube di Oort.
      Boh!
      Non ci resta che aspettare e tenersi informati.

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      • MARGHIAN ha detto:

        Capito tutto, ed io non sapevo che la Lisa Randall si fosse “cimentata” anche con la questione delle estinzioni di massa cicliche-quelle attribuite erroneamente alla stella Nemesis-, e che forse giustamente devono essere attribuite a ragioni comunque di carattere cosmico-.

        Io ho sempre immaginato il “piano solare” se non proprio “complanare”, quasi; e per un motivo di carattere statistico: la galassia ruota, e questa rotazione ha fatto “apiattire” la maggior parte della materia, costringendola a muoversi in una “girandola”; e cosi’, a livello locale, ruotanoquasi tutte nello stesso senso-e quasi sullo stesso piano-, anche le nubi protoplanetarie prima ed i sisetemi solari poi. “…allora mi viene da pensare che un pianeta oscuro fatto di materia oscura graviterebbe proprio dalle parti della nube di Oort”. “Nibiru”, “Nemesi”, eccetera..in versione “dark matter” allora. La fantasia di qualcuno va addirittura oltre. Uno scienziato russo, credo non piu’ in vita, un certo prof. Rodionov ebbe a dire “che la materia oscura, o lineare (lui la chiama-va “lineare”, non ho capito perche’), costutuisce una realta’ a se’, ed anche-leggi, leggi…- i dischi volanti e chi li guida sono fatti di questa materia oscura. Forse anche la nostra anima è fatta di questa sostanza, e’ forte la materia lineare..”. Esagerato, pero’ potrebbe risultare vero quanto ipotezza Lisa Randall: atomi, molecole, composti chimici, strutture macroscopiche..fatte di materia oscura (cosa vuol dire, poi, “oscura”? Lo e’ per noi…). Chissa’. Ciao.

        Marghian

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