Libero arbitrio spiegato al mio cane.

Domino Effect People Fall in Row

Una tartarughina appena nata va diritta in mare.
Lo chiamiamo istinto. Altri animali già poche ore dopo essere venute al mondo sanno procurarsi il cibo e difendersi. Le formiche, le api nascono già sapendo cosa devono fare. Perché?
Noi lo abbiamo chiamato istinto primordiale. E’ come se fin dalla nascita gli animali sono programmati per svolgere precise funzioni.
Al momento della venuta al mondo gli umani, al contrario, non hanno alcun istinto, non sanno cosa fare, neanche quello di ciucciare al seno della madre che gli viene indotto. E’ come dire che a differenza degli animali l’uomo nasce senza istinto, ma porta con sé una “capacità” innata più spiccata degli animali: l’apprendimento.

Anche gli animali apprendono – mi obietta il mio cane – anche gli animali apprendono dal comportamento dei propri genitori.
E’ vero – rispondo – ma l’uomo ben presto è portato ad elaborare le informazioni ricevute, anche in maniera complessa per risolvere problemi e situazioni complicate. Capacità che in voi animali resta come congelato.

Questa facoltà di decidere oltre l’istinto gli uomini la chiamano “arbitrio”, ovvero la facoltà di decidere consapevolmente le proprie decisioni, la capacità di scelta nell’operare e nel giudicare.

Ma voi umani – mi controbatte il mio cane – siete proprio convinti di agire “consapevolmente”? Siete proprio sicuri di essere consapevoli nel giudicare?
Questa è una bella domanda, amico mio – rispondo – E’ la domanda a cui neuro-scienziati, filosofi e religiosi si affannano a dare una risposta da decenni con un esteso dibattito dove ognuno rivendica le proprie posizioni.

La domanda infatti è se esiste un arbitrio “libero”, o se le nostre scelte sono determinate da fattori fisici, genetici e ambientali. In pratica è ragionevole per noi umani domandarci quanto è libero il nostro libero arbitrio.

L’arbitrio, da non confondere con la ragione o la intelligenza, infatti coincide con la scelta, che può essere “obbligata” da ragioni di necessità, da mancanza di alternativa.
Ci sono poi delle scelte che noi umani chiamiamo di cuore, i sentimenti per esempio non necessitano di un libero arbitrio.

Allora – mi domanda il mio amico a quattro zampe – perché lo chiamate libero?

Perché ci piace immaginarlo.
Noi umani lo facciamo centinaia di volte in un giorno forse anche migliaia senza accorgercene. Ci alziamo la mattina e ci infiliamo automaticamente nel bagno, scegliamo l’abito da indossare anziché un altro, al bar scegliamo un cornetto anziché un altro, poi automaticamente prendiamo la strada per il lavoro. Prendiamo decisioni per noi stessi, per la famiglia, per gli altri.

In tutti questi casi, concepiamo noi stessi come agenti liberi, che controllano “consapevolmente” il proprio corpo per raggiungere uno scopo.
Questo a volte può indurci a pensare di aver fatto le scelte giuste quando in realtà non l’abbiamo fatta fra le tante altre alternative di scelta, o di aver fatto una scelta diversa da quella che abbiamo fatto in realtà. Questo vuol dire che non sempre abbiamo la consapevolezza di aver fatto la scelta giusta, ovvero che il libero arbitrio non è del tutto libero, ma semplicemente di aver preso decisioni con nessuna certezza di aver preso quella giusta.

Nell’ambito dell’estetica, poi, ci si potrebbe chiedere se l’artista crea liberamente o è in qualche modo condizionato dalla sua stessa arte.
Altri quesiti riguardanti il libero arbitrio riguardano le istanze sociali e/o bioetiche: sono libero di scegliere in che modo morire? Sono libero di amare chi voglio, sono libero di fare una rapina o sono in qualche modo condizionato dalla società e/o dalla biologia?

Per essere responsabili fino in fondo delle libertà di scelta dobbiamo conoscere non solo quali sono le diverse alternative implicate nella scelta, ma dobbiamo anche essere consapevoli del concetto stesso di responsabilità e degli effetti che le nostre azioni potrebbero avere sugli altri individui.

Il libero arbitrio, quindi, ha a che fare con le nostre capacità conoscitive.

Il determinismo infatti afferma che il nostro libero arbitrio è totalmente condizionato da istanze fisiche, psicologiche o biologiche.

Definizione.
Azzardiamo una definizione.

L’espressione “libero arbitrio” viene genericamente usata per indicare la libertà dell’uomo, i cui atti non sono determinati da forze superiori (di tipo soprannaturale o naturale), ma derivano da sue autonome scelte.

Anche noi animali – mi suggerisce il mio cane – in maniera meno complessa prendiamo decisioni in autonomia, non per questo ci poniamo il problema se è un nostro preciso libero arbitrio. Allora perché voi umani ne parlate tanto?
Il motivo è più complesso di quanto puoi pensare e che voi animali non potrete mai capire – rispondo.

Per capire faccio un esempio.
Le automobili ed i computer hanno il libero arbitrio? Certamente no.
Esse sono costruite dagli uomini e rispondo in tutto per tutto ai nostri comandi. Possiamo ripararle e modificarle. Nel caso dei computer possiamo migliorare le istruzioni per prendere decisioni sempre più complesse. Possiamo anche condizionarle nella scelta.
Ora la macchina dal suo punto di vista ritiene di operare secondo il “suo” libero arbitrio. Ma sappiamo che non è così.
Noi umani non siamo altro che una macchina neuronica e come un computer rispondiamo a precisi programmi immagazzinati in noi stessi che ci fanno ritenere di agire liberamente.

Libero arbitrio e religione.
La vera domanda relativa al nostro libero arbitrio è un’altra: siamo realmente in grado di discernere ciò che è bene da ciò che è male.
Questa affermazione infatti potrebbe sganciare il libero arbitrio dalle istanze etiche da decisioni che arrecano danno a persone e a cose.

Il monoteismo ebraico induce necessariamente a porre in Dio il principio del bene come del male fisico: non c’è cosa che lui non sappia e che lui non voglia. E’ impossibile che sopravvenga una calamità, qualsiasi azione nel passato, nel presente, nel futuro che non sia stata “voluta e prodotta” da Dio. Ovvero ogni avvenimento, ogni nostra azione è predestinata.

Queste affermazione sono in netto contrasto con il concetto di libero arbitrio.
Spiego meglio.
Nato sul terreno delle discussioni teologiche cristiane, in relazione alla conciliabilità tra onnipotenza e onniscienza divina e libertà umana, il libero arbitrio è in stretta connessione con i problemi della predestinazione e dell’origine del male.
In altre parole il libero arbitrio è la necessità religiosa di non attribuire a entità superiori la predeterminazione della vita umana, delle sue scelte, del male, delle ingiustizie nel mondo. La necessità di sottrarre Dio da qualsiasi responsabilità diretta per attribuirla esclusivamente alla volontà umana.

Infatti il dibattito si basa sulla volontarietà o meno di questa entità a creare “macchine” che possono generare “liberamente” il bene ma anche il male. Tutto ciò è in netto contrasto con la onnipotenza di Dio.
Allora ecco  la necessità di introdurre il peccato originale. La punizione e l’abbandono della razza umana a sé stesso, al suo destino, ad un libero arbitrio “svincolato” dalla sua volontà.
S. Agostino a questo proposito distingue il libero arbitrio dalla libertà perfetta, che l’uomo quindi avrebbe perduto in seguito al peccato originale, identificandolo come quel “posse non peccari” per cui esso diviene essenzialmente inclinazione al bene, pur potendo volgersi al male.

Tutto ciò comunque non giustificherebbe il comportamento di un Dio onnipotente (ovvero che può fare tutto) nel non interviene a “modificare” la sua macchina. Gli uomini lo fanno con le loro macchine. Non sarebbe poi così difficile per un essere onnisciente (dal sapere illimitato).
Questo getta ombre sulla reale volontà di Dio facendolo apparire una divinità sadica, vendicativa in contrasto con la sua bontà. Ed ecco che la religione corre ancora una volta ai ripari con l’entrata in scena di un’altra divinità “negativa” che indurrebbe gli uomini al male. Così facendo Dio sarebbe estraneo a qualsiasi comportamento amorale dell’uomo, “scaricando, ancora una volta, ogni responsabilità ai cosiddetti angeli ribelli (con a capo il diavolo) che manipolano il “libero arbitrio” degli umani.

Quindi il motivo è chiaro: “il libero arbitrio” serve a salvaguardare la onnipotenza e onniscienza divina da ogni iniziativa malvagia umana che lo renderebbe in qualche modo corresponsabile, complice.

Ora, posso pensare che qualcuno colpito nelle sue credenze possa decidere di abbandonare la lettura.
Non c’è ragione di preoccuparsi. Questi timori nascono da un fraintendimento sul significato di libero arbitrio.

Libero arbitrio e scienza.
Tutto nell’universo, compresi noi e il nostro cervello, è costituito da particelle elementari. Quello che fanno queste particelle è descritto dalle leggi fondamentali della fisica. Tutto il resto, in linea di principio, deriva da questo.
Tutte le leggi fondamentali conosciute della natura sono o deterministiche o casuali. Per quanto ne sappiamo attualmente, l’universo si evolve grazie a una miscela di entrambe.

La fisica classica, afferma che se abbiamo la descrizione di uno stato del mondo in un tempo arbitrario, (ad esempio nel tempo presente) allora tutti gli stati futuri e passati sono univocamente fissati dalle leggi di natura. In pratica posso essere libero anche in un mondo deterministico, in quanto posso fare ciò che voglio sebbene la catena causale degli eventi sia determinata da prima della mia nascita.

Con l’avvento della meccanica quantistica la struttura del tempo non è più lineare ma ad albero e comprende tutta una serie di futuri possibili compatibili con un unico passato.
In che senso posso essere libero in tale contesto? Apparentemente in ogni momento della mia vita potrei fare qualcosa di alternativo rispetto a ciò che faccio. La casualità non rende più spiegabili e giustificabili le mie azioni, perché tutte le mie decisioni presenti diventano tanto più indipendenti dal mio passato (e dunque da me) quanto più sono solo probabili o casuali.

Spiego meglio.
Se le tue decisioni future sono determinate dal tuo passato, non hai il libero arbitrio.
Se le tue decisioni future sono casuali, significa che nulla le può influenzare, e quindi non hai il libero arbitrio.
Se le tue decisioni sono una qualsiasi combinazione dei due casi, non hai il libero arbitrio.

Libero arbitrio, natura e cultura.
La scienza ci dice che la mente umana è frutto della evoluzione di milioni e milioni di anni del cervello degli animali, specie a cui la razza umana appartiene. E’ la facoltà a risolvere le problematiche necessarie a nutrirsi, a difendersi e a convivere in un contesto di una comunità di un gruppo che man mano accresceva e poneva situazioni sempre più complesse da risolvere.

Negli ultimi decenni i rapidi progressi compiuti nel campo delle scienze cognitive, della neuroradiologia e delle neuroscienze in genere (le discipline che studiano il sistema nervoso dal punto di vista morfologico e funzionale) hanno ulteriormente arricchito il dibattito mostrando che le reti stesse su cui “viaggiano” gli impulsi nervosi sono determinate sia dal nostro corredo genetico sia dall’ambiente in cui si sviluppano. Sappiamo inoltre che a ogni regolazione dei livelli di certi neurotrasmettitori, enzimi e ormoni può corrispondere un diverso comportamento umano: è un fenomeno facilmente osservabile.

Libero arbitrio e neurofisiologia.
Nel caso dei peggiori criminali (per esempio gli assassini psicopatici) non è corretto dire che sia colpa loro. Non hanno scelto né i loro geni né i loro genitori, e non hanno creato loro il loro cervello, eppure è il loro cervello la causa delle loro intenzioni e azioni, non un “etereo” libero arbitrio.
I corrotti e disonesti sanno benissimo che compiono azioni contro la legge. Sbagliano ma lo fanno per scelta. Per libera scelta.

Conclusione
E’ meglio credere o non credere nel libero arbitrio?
Il libero arbitrio è una facoltà “sviluppata” dalla nostra mentre nel corso di milioni di anni a seguito della evoluzione, e guidata dal bagaglio genetico, ambientale.

Si è ragionevolmente convinti che il libero arbitrio, inteso in senso tradizionale, sia un concetto infondato, tuttavia alcuni filosofi sostengono che sia meglio vivere con “l’illusione” che esista qualcosa di simile, piuttosto che favorire la diffusione del determinismo. La fiducia nel libero arbitrio potrebbe spronarci a tirare fuori il meglio da noi stessi.
Insomma il libero arbitro salverebbe Dio dalle sue responsabilità e il genere umano nella convinzione di essere liberi nelle scelte.

Il mio cane che è stato pazientemente ad ascoltare, se ne va mestamente verso la sua ciotola. Roba di umani, si imbrogliano da soli.


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Informazioni su bruce

Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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7 risposte a Libero arbitrio spiegato al mio cane.

  1. maria cavallaro ha detto:

    Interessante disanima, su un tema che ci coinvolge in prima persona. Il libero arbitrio a mio dire è la libera scelta dell’uomo di rispettare o non rispettare le regole sociali o religiose. A questo punto non mi sembra più tanto libero questo arbitrio che agisce in base a delle regole. Se io fossi veramente libera sceglierei di agire correttamente senza bisogno di regole, perché le concezione di bene sarebbe dentro di me e i miei comportamenti sarebbero giusti senza lo spauracchio della pena. A questo punto non esisterebbe più il concetto di male e la necessità per gli uomini di darsi delle regole. Invece noi siamo animali dotati di logica e il più delle volte usiamo l’istinto che caratterizza la nostra parte belluina, da qui la necessità di osservare certi canoni. Sempre interessanti i tuoi post, che leggo molto volentieri fino in fondo, nonostante la loro lunghezza che spesso scoraggia il lettore ad iniziarne la lettura. il tuo è un cane molto fortunato. Ciao!

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    • bruce ha detto:

      Grazie Maria. Molto interessanti anche queste tue righe che hanno messo l’accento su altri motivi che limitano l’arbitrio. lo spauracchio della pena e le regole, che in certo senso sono parte di una vita sociale, ma che confermano la idea che l’arbitrio si muove su precisi binari.
      Spesso divido i miei articoli in più parti per il motivo da te citato. In questo caso non sono riuscito a fermarmi. 🙂
      Ciao.

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  2. gabriarte ha detto:

    bellissimo il tuo post io aggiungerei perù il tempo che penso abbia una notevole influenza su tutto questo meccanismo, esso decide parecchie nostre scelte come noi le chiamiamo ,che poi nostre non sono, Io, a favore del tuo cane .dico che gli animali hanno molto meno tempo di noi , la loro vita è molto più breve la nostra nonostante si sia allungata non ha dato i frutti sperati l’egoismo umano ha prevalso sull’intelligenza. penso che ci sia qualcosa che distingua un uomo dall’altro e che dia una sensazione di libertà è l’amore generale verso tutto e tutti per cui l’uomo combatte contro avvenimenti avversi e che non tutti possiedono ciao Bruce una carezza al mio amico blef

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    • bruce ha detto:

      Ciao gabri, non scrivo molto perchè impegnatissimo a fare il nonno-sitter e il dog-sitter, due cose che non vanno d’accordo, ma ci riesco.
      Era da un po’ di tempo che volevo scriverci qualcosa sopra. Sempre rimandato perchè lo consideravo un fuori tema. Poi una discussione con alcune persone (religiose) mi hanno quasi obbligato a farlo, anche se so che quelle persone non leggeranno mai, ma almeno mi sono espresso senza dovermi sentir dire che sono uno con gli occhi bendati.
      Carezza fatta.

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  3. MARGHIAN ha detto:

    Ciao Bruce. Sono “passato qui” dopo diverso tempo, sicuro che avrei trovato “qualcosa”, e infatti…Ho letto in fretta, adesso mi copio tutto su Word , rileggo e poi magari commento ancora.
    Per ora ci metto solo che “il libero arbitrio e’ una questione di percentuale”. Ed e’ altissima, in tutti, la percentuale di condizionamento, percentuale che cambia- ma non di tantissimo- fra gli individui. Blef sa “d’istinto” che e’ cosi’ 🙂
    Comunque, io non ho mai sopportato la frase, che vien detta a mo’ di proverbio, “dipende tutto da noi”. La frase andrebbe anche bene, tolto pero’ quel “tutto” che non ci sta a fare niente. “In parte”, “in gran parte”, e si torna alla “famosa” percentuale. C’e poi un altro famoso “leit motiv, sul libero arbitrio: “siamo artefici del nostro destino”. Non crediamo in un dio onnipotente e crediamo nella nostra onnipotenza 🙂 Ciao.

    Marghian

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    • bruce ha detto:

      “Ciao Bruce. Sono “passato qui” dopo diverso tempo ….”
      E già, me ne sono accorto, ho visto che sei impegnato con una buona e nutrita compagnia. Mi spiace non partecipare ma non saprei quale contributo positivo potrei dare se non un semplice “bel post, ciao come va, buona giornata ecc. ecc.”

      “Siamo in mano a Dio, Dio vede e provvede, se Dio vuole.”
      “Siamo nelle mani sicure di Dio, mani amorose che ci guidano sulla strada della nostra vita (Papa Francesco, novembre 2013)”
      Queste sono alcune espressioni più usate dai semplici religiosi e niente meno del Papa per dire che Dio controlla e governa il nostro destino. Ma subito dopo per evitare che Dio sia anche la causa della creazione del male, ecco che viene coniata questa bella frase del libero arbitrio che tende a tirare fuori dai guai Dio da ogni responsabilità dimenticando che siamo una macchina da lui creata e … programmata.
      Ma ci fa comodo pensare che siamo artefici del nostro destino, non sopportiamo di essere manovrati.
      Ciao.

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      • MARGHIAN ha detto:

        Ciao. E’ vero, non e’ il massimo (“bel post”, ” ciao come va”,” buona giornata”, “pensiero della sera”, ” buona notte”), me ne rendo conto benissimo. Ma “questo” posso fare- ossia non solo scriver “buona notte” ma post “leggeri”- , non ho tempo di niente. Sto in internet tre qarti d’ora massimo, e nemmeno tutte le sere. Ma appena posso cerco di leggere qualcosa di interessante.
        “Non crediamo in un dio onnipotente e crediamo nella nostra onnipotenza” e’ riferito a coloro che non credendo in un dio onnipotente, dicendo “dipende tutto da noi” di fatto e’ come se credessero ad un uomo onnipotente, ma non eì cosi’, ci sono cose che non possiamo fare. Meno che mai io credo poi in un dio che ci guida come marionette. E credo in quel che vedo. Ciao.

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