Contrordine, i neutrini più veloci della luce. (Sicuri?)

C’era una volta la teoria della relatività ristretta, elaborata da Einstein nel 1905, secondo la quale la velocità è una costante, tanto da essere parte della celeberrima equazione E=mc², dove E è l’energia, m la massa e c, appunto, la velocità della luce.
La relatività di Einstein, ci spiega l’astrofisica Margherita Hack, “prevede che se un corpo viaggiasse ad una velocità superiore a quella della luce dovrebbe avere una massa infinitamente grande. Per questo la velocità della luce è stata finora considerata un punto di riferimento insuperabile”.

E’ notizia di oggi che un gruppo di ricercatori del CERN e dell’INFN avrebbe rilevato dei neutrini che viaggiavano a velocità superiori a quella della luce, e immediatamente dopo, alla velocità della luce, non c‘è quotidiano, sito web specializzato che da già per morta la teoria elaborata da Einstein e forse domani anche Novella 2000 e Topolino, e poi in tutta fretta cambieremo tutti i libri di scuola.

Anche il mio cane ha addrizzato le orecchie, ma non mi pare tanto convinto dalla sua espressione.

Come stanno le cose – mi domanda.

Beh, intanto diciamo che come succede in ogni buon ufficio che si rispetti dei pubblici ministeri anche in questo caso c’è stata una fuga di notizie prima che venissero fatte le dovute verifiche. Per questo motivo oggi alle 16 i ricercatori presenteranno i propri risultati in una conferenza al CERN.
Comunque, da quello che si legge nei siti specialistici i neutrini sparati dal CERN di Ginevra hanno attraversato i 730 chilometri di roccia per raggiungere il laboratorio sotterraneo del Gran Sasso, in Italia, impiegando 60 nanosecondi di anticipo rispetto al tempo che ci vuole per coprire la tratta alla velocità della luce. I neutrini sarebbero quindi più veloci della luce: cosa che attualmente si ritiene impossibile.
Il mondo scientifico è ovviamente in fibrillazione e gli stessi ricercatori non sanno spiegarsi questo fatto.

Interessante – osserva il mio cane – ma siamo proprio sicuri dei calcoli fatti e della precisione degli strumenti?

Già! Proprio i calcoli. Il problema è che 60 nanosecondi alla velocità della luce sono circa 18 metri, secondo i conticini fatti da Wolfram Alpha. Si parla di una distanza di 730,534 chilometri e 61 centimetri, misurata con una precisione di 20 centimetri, e di una sincronizzazione delle basi di tempi pari a 2,3 +/- 0.9 nanosecondi.

Quindi – mi dice il mio cane – Basta che la distanza effettiva fra la fonte dei neutrini a Ginevra e il rivelatore al Gran Sasso sia più corta di soli 18 metri (su 730 chilometri) rispetto a quella calcolata, o magari gli orologi del CERN e del Gran Sasso non sono sincronizzati più che perfettamente che l’anticipo rivoluzionario va a farsi benedire.

Sei troppo scaltro, amico mio. E’ vero quello che dici. E chissà se si è tenuto conto dello spostamento dovuto al terremoto dell’Aquila.

Bene, ora portami fuori – mi chiede il mio cane – Se i neutrini viaggiano a una velocità maggiore di quella della luce, lo hanno fatto anche ieri e la settimana scorsa e un millennio fa. Nessuna ragione di preoccupazione per impedirci di andare a fare un giro.


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Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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5 risposte a Contrordine, i neutrini più veloci della luce. (Sicuri?)

  1. semprevento ha detto:

    l’ho sentito al tg….ma non ho ben capito…ce l’hanno con Albert???
    spetta che prima leggo l’articolo…(hahhahah come se alla fine capissi qualcosa!!!)

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  2. semprevento ha detto:

    mah!
    l’orologi saranno stati sincronizzati di sicuro….sennò son davvero dei bischeri!!!
    ..per quanto riguarda i calcoli..la matematica è una scienza precisa..ma la fa l’uomo…quindi può sbagliare…
    poi ha ragione Bleff…o che cambia in questo momento???? al massimo …. pipì sulle scale…!!!!
    Un dico altro….ma secondo me…vanno a tentativi!!!
    ma a che serve dopo tanto tempo dimostrare che Albert un c’aveva indovinato….
    se lo tenessero per se!!
    ..scherzo eh….a qualcosa servirà….
    ciao ciospo

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  3. bruce ha detto:

    se non fosse per l’autorevolezza della fonte avrei pensato che sono le solite uscite sensazionali di qualche istituto di ricerca a corto di soldi alla ricerca di finanziamenti. Oppure di qualche scienziato in cerca di notorietà.
    Dal mio modesto e inutile giudizio non mi sembra quella la strada giusta per dimostrare se la velocità della luce è superabile. Bleff mi dice che sarebbe più semplice organizziare una gara di velocità tra un fotone e un neutrino e vedere chi arriva prima.
    Ciao bella

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  4. bruce ha detto:

    Dalla newsletter di Keplero riporto integralmente il seguito di questa puntata:

    “E quindi?
    E quindi l’articolo con i risultati di Opera è apparso su arXiv, il seminario c’è stato, e ognuno ha avuto modo di farsi un’idea. Non definitiva, ci mancherebbe: l’esperimento è complesso e, come dicevo ieri, l’unica vera conferma (o smentita) può venire da altri esperimenti analoghi. Quello che si può dire per il momento è che le misure sono state presentate con tutto il rigore del caso, e se c’è qualche errore sperimentale deve essere uno di quelli subdoli, che si nascondono molto bene.

    Che succede adesso? Quello che succede sempre nella scienza. Comincerà un processo estenuante, che potrà andare avanti per molto tempo. I fisici sperimentali cercheranno di escludere tutte le cause che potrebbero aver prodotto un risultato del genere, e i fisici teorici cercheranno di inventare modelli che possano interpretarlo. Calma, quindi. Nessuno si è convinto dal giorno alla notte che i neutrini vadano più veloci della luce. Nemmeno gli autori dello studio, che concludono così (la traduzione è mia):

    Nonostante la grande significatività delle misure riportate qui e la stabilità dell’analisi, l’impatto potenzialmente enorme dei risultati motiva la prosecuzione dei nostri studi in modo da poter investigare possibili effetti sistematici sconosciuti che potrebbero spiegare l’osservazione anomala. Deliberatamente, non tentiamo nessuna interpretazione teorica o fenomenologica dei risultati.
    Mi è tornato in mente un altro articolo, quello di Penzias e Wilson del 1965, in cui si annunciava la scoperta della radiazione cosmica di fondo. Anche lì c’era una lista di effetti strumentali che erano stati esclusi uno dopo l’altro. E anche lì gli autori si limitavano a riportare le misure, senza azzardare una possibile interpretazione teorica. In quel caso finì con un Nobel; in questo caso si vedrà. Ma non vi aspettate una soluzione veloce.

    Vi dico la verità: io faccio il tifo perché la cosa sia vera. Sarebbe uno di quegli shock cognitivi che rimettono in moto tutto. Non nel senso ingenuo che “Einstein aveva torto”, no: quella è una cosa che piace tanto ai crackpot e ai titolisti. Non è quello il punto. Il punto è che bisognerà farsi venire delle idee: e le idee sono il carburante di questo mestiere. E qui (contrariamente a certe interpretazioni semplicistiche che si sono lette in giro, del tipo “ma sì, sostituiamo la velocità della luce con quella dei neutrini, e via”) di cose da spiegare ce ne sarebbero così tante che si potrebbe andare avanti per anni. È solo un tipo di neutrino a viaggiare (eventualmente) più velocemente della luce, o tutti quanti? E che massa ha? Bisogna introdurre termini correttivi alle equazioni della relatività o c’è in ballo qualche effetto completamente nuovo (qualcuno parla di scorciatoie nelle dimensioni extra)? Come mai i neutrini che arrivano dalle supernovae non hanno mai manifestato un comportamento del genere? C’è una dipendenza dall’energia? Che succede ai rapporti di causa/effetto? Siamo appena all’inizio.

    L’altra cosa che mi auguro è che questa faccenda, che sta provocando così tanto interesse anche fuori dalla comunità scientifica, serva a far capire un po’ meglio come funziona la scienza. È una roba che ti esalta ma che allo stesso tempo richiede pazienza e disciplina, e uno scetticismo spietato, soprattutto verso le ipotesi che ci piacciono di più: “immaginazione con la camicia di forza” come diceva Feynman. Non cambia tutto in una notte, ma quando cambia, cambia tutto davvero. ”

    Un gran bel grazie a questo articolo, anche se io tifo per il contrario. Il motivo? Boh! forse perchè mi è simpatico Albert.

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  5. ross ha detto:

    Certo che prima di dare “dell’incompetente” ad Einstein bisognerebbe avere la certezza assoluta che lo sia stato. come giustamente dici : siamo appena all’inizio. Mamma mia cosa darei per avere la macchina del tempo e vedere a che punto saremo nei prossimi cento anni, ovviamente farei anche un bel viaggetto al tempo dei faraoni per verificare se hanno veramente fatto costruire loro, le piramide.
    Felice settimana
    ciao
    Ross 😀

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