Quante civiltà aliene? – parte seconda: i numeri

alien-civilizationCaro mio fedele amico – mi rivolgo al mio cane – ho ascoltato con pazienza e attenzione la tua esposizione sulle civiltà aliene. Ora riponi altrettanta attenzione e pazienza.

Faccio una premessa.
La ricerca di intelligenze extraterrestri basata su argomenti scientifici è cominciata verso la fine degli anni ’50.
Si conoscevano ormai abbastanza bene i meccanismi di formazione ed evoluzione delle stelle, per poter affermare che la formazione di un sistema planetario doveva essere un fenomeno comune. Inoltre, la tecnica radioastronomica era già abbastanza sviluppata per poter captare eventuali segnali radio emessi da altre civiltà distanti qualche decina di anni luce.

Ammesso quindi che le eventuali civiltà extraterrestri abbiano più o meno le nostre conoscenze o conoscenze più avanzate, cercheranno di mandarci segni della loro esistenza usando le radioonde. Inoltre, poiché fra le radioonde una delle più studiate è la riga di 21 centimetri dell’idrogeno, potrebbero scegliere proprio questa lunghezza d’onda per avere una maggiore probabilità che un osservatore terrestre si accorga di segnali modulati.
Eppure nulla.

Quale spiegazione? Queste civiltà non esistono, non sono ancora sviluppate? O semplicemente perché non siamo in grado di sentirli?

Attualmente l’esistenza della vita è garantita soltanto dall’immensità dell’Universo, per motivi strettamente probabilistici.

Allora ritorniamo alla equazione di Drake.
Nessuno dei fattori dell’equazione può essere determinato con precisione dalla scienza moderna. Mentre ci spostiamo da sinistra a destra nell’equazione, la stima di ogni fattore diventa più controversa.
I termini successivi sono altamente speculativi, ognuno di noi può attribuire a ciascuno fattore un valore in base alle “credenze personali” che su fatti scientifici.

Ma andiamo per ordine.
Come primo ragionamento riporto una sintesi di un saggio della Margherita Hack.
Trascrivo per comodità la formula di Drake per calcolare il numero (N) di civiltà nella nostra galassia:

N = R fp ni fv fi fc D (il significato dei termini li trovi nella puntata precedente)
In questa equazione l’unico termine abbastanza sicuro è R.
R è il tasso medio di formazione delle stelle durante tutta la vita della Via Lattea, e che si ottiene dividendo il numero di stelle galattiche (circa 300 miliardi) per l’età della Galassia (circa 15 miliardi di anni). R=20.

Inoltre si possono escludere tutte le stelle doppie o multiple, i cui eventuali pianeti avrebbero orbite fortemente perturbate dalla presenza della o delle compagne ed inoltre anche le stelle di grande massa ed alta luminosità, che hanno una vita troppo breve per permettere lo sviluppo di forme di vita avanzate.
Potremo stimare che un terzo delle stelle galattiche siano singole e di massa solare o più piccola.

Per il resto bisogna fare delle ipotesi del tutto gratuite.
Per esempio Drake suppone che, come nel nostro sistema solare, ci sia attorno a una stella un solo pianeta adatto alla vita; e che là dove ci sono condizioni adatte allo sviluppo della vita questa evolva sempre naturalmente verso forme di vita intelligente.
Ciò equivale a porre fv = fi = 1.

Ma non è detto che tutte le forme di vita intelligente diventino tecnologicamente avanzate e soprattutto interessate allo sviluppo di comunicazioni interstellari.
Drake assume fc = 0,01, cioè solo una su 100 civiltà è interessata o ha sviluppato tecnologia atta a comunicare con altri sistemi planetari.

Infine, l’altra incognita è D.
Quanto può durare una civiltà tecnologicamente avanzata? La nostra ha poco più di cento anni, e le tecniche per captare segnali extrasolari hanno meno di quarant’anni. Potrà durare secoli o millenni, o anche molto meno.
Dipende dalla nostra capacità di rispettare l’ambiente e di non avviarci verso catastrofi nucleari o verso la distruzione dell’ambiente per eccesso di tecnologia.
L’aumento dell’effetto serra e la rarefazione dello strato di ozono sono segnali premonitori inquietanti. Drake assume D = 10.000 anni.
Facendo i conti risulta N = 20 × 0,3 × 1 × 1 × 1 ×0,01 × 10.000 = 600.
Cioè nella Galassia esisterebbero 600 civiltà in grado di comunicare con noi.

Ovviamente si tratta di cifre arbitrarie, ma costituiscono un esercizio interessante.
Solo un esercizio per l’appunto.
Infatti basta ammettere che uno dei fattori fv=fi=0 che N=0 per dire che non esitono civiltà aliene nella nostra Galassia, perchè tutto questo arzigogolare di ragionamenti  va a farsi  benedire in quanto tutto si riduce  ad una mera moltiplicazione tra termini.

Date le ipotesi fatte, è un conto estremamente incerto, ma comunque Drake, e con lui i più appassionati fautori del progetto SETI (Search for Extra Terrestrial Intelligence), A.G.W. Cameron, Carl Sagan, Cyril Ponnamperuma, hanno perseverato in questa ricerca, che qualcuno per quanto ottimista ha paragonato alla ricerca di una bottiglia con un messaggio nell’oceano.
Che forse nessuno mai raccoglierà.

Sorpreso vero?

Ok, ora facciamo un altro ragionamento fatto da Piero Angela (1980), in collaborazione con alcuni professori di astrofisica della Università di Roma, basato “ancora una volta”  su considerazioni probabiliste. Di persona “ottimista”, “moderata”, “pessimista”.

Se sei stanco – mi rivolgo al mio cane che mi sembra un po’ distratto – riposati un attimino, perché le prossime conclusioni ti possono sorprendere.

extrasolar-planet

Iniziamo dunque col primo dato. Quante stelle esistono nella nostra Galassia?
Circa 300 miliardi, si ritiene. Per un calcolo pessimistico diciamo solo 100 miliardi. Scriviamo quindi le nostre prime due cifre.

NUMERO DELLE STELLE NELLA NOSTRA GALASSIA
Ottimista: 300 miliardi
Pessimista: 100 miliardi

Quante di queste stelle possono avere un sistema solare simile al nostro?
Scartiamo le stelle doppie, quelle troppo grandi, quelle troppo piccole ecc.
Teniamo anche conto del fatto che la vita media di una stella deve essere abbastanza lunga per dare il tempo alla vita di evolversi su un pianeta. Si arriva alle seguenti valutazioni.

NUMERO DEI SISTEMI SOLARI SIMILI AL NOSTRO
Ottimista: 1,7% di 300 miliardi = 5 miliardi
Pessimista: 0,1% di 100 miliardi = 100 milioni

Ma se esistono sistemi solari simili al nostro, quante probabilità vi sono che esista un pianeta nella posizione giusta, cioè non troppo caldo e non troppo freddo? Alcuni studiosi, come Michel Hart, ritengono che non sia estremamente raro che un pianeta possa trovarsi alla distanza giusta, e che forse noi siamo gli unici. Tuttavia la maggior parte degli esperti e piuttosto incline a credere che un pianeta in orbita giusta non dovrebbe costituire un’eccezione. La stima ottimistica è del 20%, la pessimistica può scendere al 10%.

NUMERO DEI SISTEMI SOLARI SIMILI AL NOSTRO CHE POTREBBERO AVERE UN PIANETA IN POSIZIONE GIUSTA
Ottimista: 20% di 5 miliardi = 1 miliardo
Pessimista: 10% di 100 milioni = 10 milioni

Come si vede, in due passaggi, il pessimista si trova già a una valutazione cento volte inferiore, rispetto all’ottimista (cioè 10 milioni rispetto a 1 miliardo).

A questo punto nasce una domanda importante: ammesso che esista un pianeta adatto, quale è la probabilità che la vita sia poi veramente cominciata?
Questo è il punto più controverso.

Tutti sono d’accordo che si possono formare ovunque molto facilmente delle molecole organiche, le quali sono già in pratica i mattoni della vita: quanto però alla probabilità che si uniscano insieme per creare delle grandi molecole capaci di replicarsi, e poi dare origine a delle forme di vita di tipo batterico, questo dipende da valutazioni veramente soggettive, perché oggi non disponiamo di parametri validi.

Alcuni ritengono che ciò sia assai poco probabile, altri invece ritengono che se il tempo a disposizione per un evoluzione biochimica è sufficiente, ci sono buone probabilità che questo processo si verifichi. Altri ritengono addirittura che si tratti di un fenomeno quasi spontaneo, così come avviene per la formazione di amminoacidi. Asimov è fra questi, e nel suo libro dà questo evento al 100%, considerandolo praticamente una conseguenza spontanea, quando il pianeta è adatto alla vita.

A questo punto ci sembra ragionevole sdoppiare le ipotesi pessimistiche.
Un moderato (cioè che accoglie le precedenti valutazioni pessimistiche, ma in questo caso si dimostra assai più possibilista) potrebbe valutare queste evento al 50%.
L’ipotesi estrema potrebbe, in teoria, scendere a zero: ma in realtà nessuno di coloro che studiano questi problemi esclude che ciò sia avvenuto..
Una probabilità su 10 mila (lo 0,01%) sembra poter rappresentare una valutazione abbastanza pessimistica. Si hanno quindi a questo punto tre cifre.

NUMERO DEI PIANETI ADATTI ALLA VITA SU CUI PUO’ ESSERSI SVILUPPATA UNA FORMA DI VITA DI TIPO BATTERICO
Ottimista: 100% di 1 miliardo = 1 miliardo
Moderato: 50% di 10 milioni = 5 milioni
Pessimista: 0,01% di 10 milioni = 1.000

Il passo successivo è l’evoluzione della vita.
Qui c’è abbastanza accordo sul fatto che la vita, una volta partita, possa in qualche modo evolversi. Per gli ottimisti l’apparizione di esseri pluricellulari è solo questione di tempo: 70% di probabilità. Il moderato potrebbe dire: 20 probabilità su cento. Il pessimista potrebbe scendere a 5 probabilità su cento.

NUMERO DEI PIANETI SUI QUALI DA FORME DI VITA DI TIPO BATTERICO AVREBBERO POTUTO SVILUPPARSI FORME DI VITA DI TIPO PLURICELLULARE
Ottimista: 70% di 1 miliardo = 700 milioni
Moderato: 20% di 5 milioni = 1 milione
Pessimista: 5% di 1000 = 50

Vediamo ora il gradino successivo: lo sviluppo dell’intelligenza.
Per l’ottimista il passaggio dall’essere pluricellulare a forme intelligenti è quasi certo (90%). Il moderato potrebbe valutare questa probabilità al 25%; il pessimista al 2%.

NUMERO DEI PIANETI SUI QUALI PARTENDO DA FORME DI VITA DI TIPO PLUCELLULARE AVREBBERO POTUTO SVILUPPARSI FORME INTELLIGENTI
Ottimista: 90% di 700 milioni = 600 milioni
Moderato: 25% di 1 milione = 250.000
Pessimista: 2% di 50 = 1

Una volta che si arriva agli esseri intelligenti, gli ottimisti ritengono che il passaggio a forme di vita sociale, con sviluppo di forme di tecnologia, sia ovvio (100%). Anche il moderato si sbilancia e accetta l’idea che partendo da forme di vita intelligenti (dato un tempo sufficiente) si possa giungere a una società tecnologica (100%).
Il pessimista, invece, ritiene che ciò possa avvenire solo molto raramente (5%).

NUMERO DEI PIANETI SUI QUALI, PARTENDO DA FORME INTELLIGENTI, AVREBBE POTUTO SVILUPPARSI UNA CIVILTA’ TECNOLOGICA
Ottimista: 100% di 600 milioni = 600 milioni
Moderato: 100% di 250.000 = 250.000
Pessimista: 5% di 1 = 0,05

Ma subentra a questo punto un altro notevole passaggio restrittivo.
Se vogliamo comunicare con un’altra civiltà extra terrestre, infatti, noi non siamo ovviamente interessati alle eventuali civiltà già scomparse o a quelle non ancora nate: noi siamo interessati solo a quelle contemporanee, cioè che esistono in questo momento.
Per fare questo calcolo occorrerebbe sapere quanto dura una civiltà tecnologica. Perché se dura un tempo molto lungo, allora ci sono più probabilità che le nostre esistenze si incrocino; se la durata è molto breve, allora le probabilità diminuiscono notevolmente.

Mediamente sulla Terra un mammifero, come specie, dura cinque o dieci milioni di anni; l’uomo con la sua civiltà tecnologica, durerà di più o di meno?

Asimov dice di meno: solo un milione di anni. Se si applica un criterio analogo per gli altri pianeti, facendo un po’ di conti si ha solo una probabilità su mille (cioè lo 0,1%) che un’altra civiltà tecnologica sia nostra contemporanea. Questa è l’ipotesi ottimistica.

Il pessimista moderato potrebbe dire che la durata di una civiltà tecnologica è molto inferiore al milione di anni: solo 20.000 anni. Tuttavia, poiché un sistema solare del nostro tipo (e quindi un pianeta come la Terra) è solo a metà strada della sua esistenza (e quindi ha ancora qualche miliardo di anni di vita), potrebbero riemergere in seguito, sullo stesso pianeta, varie volte, altre civiltà.
Diciamo 10 altre volte, per complessivi 200.000 anni. Quindi lo 0,02%. Il pessimista, invece, potrebbe dire che una civiltà tecnologica dura solo duemila anni, poi si autodistrugge e non riappare mai più. Ecco quindi le nostre ultime cifre.

NUMERO DEI PIANETI DELLA GALASSIA SUI QUALI ESISTE OGGI UNA CIVILTA’ TECNOLOGICA
Ottimista: 0,1% di 600 milioni = 600.000
Moderato: 0,02% di 250.000 = 50
Pessimista: 0,0002% di 0,05 = 0,0000001

La cifra ottimista è molto elevata: secondo Asimov esisterebbero oggi nella nostra Galassia 600.000 civiltà extraterrestri.
Ci sembrano decisamente troppe, anche se non abbiamo prove per dimostrare il contrario.

Il pessimista moderato arriva alla cifra conclusiva di 50. Cioè noi saremmo una delle poche civiltà tecnologiche oggi esistenti nella Galassia.
Tra queste due cifre, 50 e 600.000, esiste dunque un ventaglio di probabilità, in cui si possono situare coloro che ritengono possibile o probabile l’esistenza di altre civiltà nella nostra Galassia.
Quanto al pessimista egli è sceso molto al di sotto dello zero, e secondo i suoi calcoli noi non dovremmo praticamente esistere se non per puro caso.

C’è infatti solo una probabilità su dieci milioni (appunto lo 0,0000001) che esista oggi una civiltà tecnologica nella nostra Galassia.
Siamo stati eccezionalmente fortunati ad apparire. E’ come se avessimo azzeccato cinque volte di seguito un en plein alla roulette.

Non so quale di queste varie opzioni è più vicina al vostro modo di vedere.
Si tratta, naturalmente, di un esercizio teorico e ognuno può scegliere delle strade intermedie o zigzaganti o diverse. E rifare i conti per le sue ipotesi. Se però sostanzialmente le vostre conclusioni rimangono nell’arco di queste valutazioni, c’è un fatto molto sorprendente che succede.
Infatti, queste cifre si riferiscono soltanto alla nostra Galassia.

E nell’Universo esiste un numero immenso di galassie: si calcola ve ne siano almeno “dieci miliardi” osservabili.
A questo punto le cifre cambiano completamente, perché bisogna moltiplicare il tutto per almeno dieci miliardi, e allora si sale a cifre sbalorditive.
Il pessimista, in tal caso, salirebbe da 0,0000001 a 1.000. Vale a dire che, in base alle sue restrittive percentuali di valutazione, vi sarebbero oggi nell’Universo almeno 1.000 civiltà extraterrestri.
Il moderato salirebbe a 500 miliardi… E l’ottimista a 6 milioni di miliardi di civiltà extraterrestri contemporanee alla nostra! Ecco quindi i dati conclusivi per l’Universo:

NUMERO DI CIVILTA’ TECNOLOGICHE OGGI NELL’UNIVERSO
Ottimista: 6 milioni di miliardi
Moderato: 500 miliardi
Pessimista: 1.000

CONCLUSIONE
Sono cifre che ci appaiono strabilianti ed eccessive.

D’altra parte si deve pur ammettere che per escludere l’esistenza di altre civiltà nell’Universo bisognerebbe ricorre a percentuali ancora più basse di quelle adottate nell’ipotesi pessimistica.
Cioè bisognerebbe essere più pessimisti del pessimista.

In altre parole, questo esercizio probabilistico ci mostra che il numero di stelle è talmente elevato che, pur mantenendosi bassi, si ottengono in definitiva cifre sorprendenti, anche se non riusciamo a valutare quali sono queste probabilità, perché ognuno può rendersi conto che le variabili sono troppe, e nessuna cifra attendibile può uscirne fuori.

Questi calcoli, insomma, pur non potendo dimostrare alcunché, sembrano indicare che valga la pena di tentare una ricerca seria, e di passare dalla teoria alla pratica: cioè di arrivare alla fase sperimentale.
Infatti nella scienza c’è una regola d’oro che è alla base di tutto il processo delle conoscenze: qualsiasi ipotesi o teoria è la benvenuta, però non hanno alcun valore scientifico fino a quando non vi sono delle verifiche sperimentali.

Il metodo sperimentale è il solo valido. Altrimenti uno può dire una cosa, un altro il contrario, un terzo un’altra cosa ancora, senza poter provare nulla.

Le teorie sono certamente utilissime, perché sono stimolanti e servono per impostare una ricerca. Ma senza verifiche sperimentali restano quello che sono: cioè solo delle ipotesi.

Capito mi hai, mio caro sapientone di cane?

Ho capito – mi risponde Bleff che è rimasto anche lui questa volta in religioso silenzio – ma, dopo tutta questa pappardella di spiegazione, non abbiamo ancora capito perchè gli alieni non si sentono.

Secondo alcuni ufologi gli alieni sarebbero già venuti di soppiatto, quatti-quatti, zitti-zitti, dalle nostre parti, anzi sono tra noi e non si fanno sentire per non interfere,  per favorire il nostro sviluppo e la salvaguardia del nostro pianeta.
Altri perchè non siamo ancora pronti per riceverli.
Per altri perché causerebbero una perdita di valori e sicurezze nel genere umano che metterebbero in crisi la società (o quanto meno le istituzioni politiche, religiose e militari).

Ma allora come si fa a verificare “”scientificamente” se esistono delle civiltà extra terrestri? – mi domanda il mio cane

C’è, per ora, un solo metodo sperimentale possibile: quello di mettersi in ascolto dello spazio con dei radiotelescopi, e cercare di captare dei segnali radio.


Nel prossimo post parleremo delle condizioni necessarie per favorire la vita nei sistemi extra solari.

(fonte: Margherita Hack, Piero Angela; Prof. Alfonso Cavaliere, Prof. Daniele Fargion, astrofisici della Università di Roma)

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Informazioni su bruce

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11 risposte a Quante civiltà aliene? – parte seconda: i numeri

  1. MARGHIAN ha detto:

    Ciao Bruce. Qualche attimo fa ho fatto “rispondi al tread”, ed ho commentato sul post precedente, dove vedi scritto “aspetto il prossimo post”. Ho guardato meglio..ed eccolo qui!
    Hai esposto la questione in modo analitico, e ne condivido tutto.(segue).

    Ciao.

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  2. mariella54 ha detto:

    Ciao Bruce ,dato che non abbiamo prove certe dell’esistenza di questi alieni ,la voglio buttare un pò sul ridere ,ogni tanto io e mio marito quando sentiamo delle notizie alla tv di avvistamenti ufo ci diciamo queste frasi .Mio marito :Ma che cavolo continuano a gironzolarci intorno ,che si facciano vedere e che la facciano finita .Oppure :Ne abbiamo già di gente da mantenere che stiano a casa loro per l’amor del cielo ,Io:Per carità ,siamo già in troppi ,ci mancano solo loro ,dove li mettiamo?Se poi sono dei casinisti ,no,no,che se ne stiano da dove sono venuti ne abbiamo già di gente fuori di testa ;e via di questo passo cosi’ ci facciamo 2 risate.Maa! non so che dire ,tutti questi avvistamenti ,possibile che in tanti anni, uno non si sia mai mostrato?E’ tutto un vedo non vedo ,ci sono non ci sono ,comincio a credere che sia tutto un inganno della nostra mente .Però tutto può essere possibile .Ciao buona domenica

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    • bruce ha detto:

      Ciao mariella, intanto un caro saluto.
      L’esistenza di civiltà aliene e presenze ufo sono due argomenti opposti.
      La scienza cerca di dare risposte … “scientificamente”. Per gli ufologi l’obiettivo è solo quello di confermare la loro presenza attraverso dubbie testimonianze prendendole come prove.
      Tuo marito è un saggio. Hanno attraversato gli immensi spazi dell’universo per fare cosa? Giocare a nascondino. Bah! Eppoi non sono capaci di nascondersi nemmeno bene, infatti spesso si fanno vedere e non si capisce il motivo. Succede poi che ogni tanto vengono anche a schiantarsi (così dicono alcuni) per terra come degli imbranati.

      Allora perché alcuni credono agli ufo?
      Da sempre l’uomo ha la necessità di credere. Nel divino ed ora negli ufo. Soprattutto quando c’è di mezzo il mistero.
      Buona giornata anche a te e a tuo marito.

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      • MARGHIAN ha detto:

        Ciao Bruce. Saluto Marie’, ciao:)

        Marie’, tuo marito ha ragionato esattamente come un astronomo che, in tv, ha detto “ma che senso ha, fare un viaggio di milioni di anni-luce per giocare a nascondino con noi…”
        Pero’, anni fa un “uomo della strada”, un paccioccone romano e buontempone, al tg disse, intervistato su degli “ufo a Roma e nel resto del Lazio”, visti una sera, negli anni ’70: “ma se questi esseri, estraderestri, ce stanno davvero…perche’ nun se vanno vede’ n’a buona volta, sono anni che noi semo li’ a guarda’, col naso all’insu’ …”. Ciao Marie’ 🙂

        Bruce,In riferimento al post precedente, uno dei falsi allarmi (il piu’ famoso) in ambito “SETI” e’ stato il cosiddetto segnale “wow!”. Un tecnico esclamo’ “wow!”-evviva- e da allora, anche in ambito scientifico si dice.. “speriamo in altri “segnali wow!” (segue).

        Marghian

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        • bruce ha detto:

          Caro marghian, fa un caldo infernale. Non è il caso di riposare che sarebbe ancora peggio. Beato te che stai al fresco al lavoro :lol:.
          Così approfitto per riportare una notizia letta proprio stamattina.

          Una psicologa , Carla Lombardi, viene portata al pronto soccorso di Bussolengo e poi ricoverata a Peschiera per un malore, sospetta ischemia celebrale.
          Mentre i medici la visitavano lei riferisce di essere stata trascinata in uno spazio luminoso. Improvvisamente è finita in una stanza bianca dove c’erano degli uomini altissimi, sui due metri e mezzo. Uno, quello che poi ha continuato a vedere aveva un viso felino, occhi molto grandi, bocca sottile, capelli bianchi lunghi. Diceva di arrivare dal pianeta Lira. Gli altri due erano diversi, siriani dicevano.
          Le dicevano di non agitarsi, che erano venuti in pace. Non muovevano la bocca, sentiva la voce a livello telepatico. Le hanno spiegato che questo incontro era stato organizzato da tempo, che non doveva temere nulla e avrebbero chiesto la sua collaborazione in futuro.

          Ci sono stati altri “rapimenti telepatici”. L’alieno avrebbe uno sguardo che incute un rispetto reverenziale. Quando le appare è una bellissima emozione, sente amore, uno stato di benessere. Le ha chiesto se era disposta a collaborare a un progetto che coinvolge altri terrestri, se poteva divulgare questa realtà.
          Entro l’estate Elatron le avrebbe annunciato che ci sarà un altro bell’avvistamento.

          Ovviamente gli ufologi ci sguazzeranno in queste vicende.

          Comunque è straordianaria la tecnologia di questi alieni. Rapiscono le persone solo mentalmente, mentre il corpo è in ospedale e parlano attraverso la telepatia (come il mio cane).
          E poi, perchè chiedere la collaborazione di una sconosciuta psicologa quando potrebbero rivolgersi direttamente a Letta, tanto per fare un nome.
          Strani questi abitanti del pianeta Lira.
          Ciao

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          • MARGHIAN ha detto:

            Beato.. al fresco, al lavoro.. sara’… 😆 pero’, il blog aspetta, per i posts (per gli hobbies c’e sempre tempo, anzi non ce n’e’).
            “sono esseri spirituali…pero’ sono vegetariani!” (obiezione che Alessndro Cecchi Paone fece ad una sedicente contattista di lingua slava, non so se russa, cecoslovacca…boh).
            Lei dice di essere in contatto con esseri alieni che sono vegetariani, e per “spiegare come fanno a venire da lei”, dice che sono..esseri spirituali. Da qui la giusta osservazione di Cecchi Paone (gli spiriti non mangiano)

            Questi contattisti dovrebbero aggiornarsi, e parlare di “pianeta euro” 🙂
            Questo racconto e’ un mix tra ufologia e “pre-morte”, un bel minestrone.

            Due sono le correnti di pensiero in ufologia (non c’entra esistono-non esistono, ^conoscere queste crrenti di pensiero in materia e’ pur essa cultura, o quanto meno curiosita’, su come un argomento viene trattato…): c’e chi vede gli alieni come esseri fisici, come lo siamo noi (senza componenti mistiche o paranormali) e chi descrive gli alieno come fossero “angeli”, od anche demoni. La prima “corrente di pensiero” vien detta “ufologia dadi e bulloni”. Una ufologia piu’ “concreta”-se ci si crede-. Il famoso ” caso Roswell” appartiene a questo tipo di ufologia. “Pianeta Lira” invece, e’ qella corrente che ci presenta gli alieni come fossero “esseri astratti”, che ci danno dei “messaggi mistici” eccetera.

            Te ne racconto una io, a fine anni ’80, dei credenti tra il cattolico e l’alieno, su riunirono su un altura per essere portati, a detta del loro “santone”, sul pianeta..Maria!
            Chi piu’ ne ha…. Ciao Bruce.

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          • bruce ha detto:

            Hai visto che lavorare ha i suoi vantaggi. 😆

            Vegetariani?
            Beh! una cosa è certa, almeno siamo sicuri che non ci mangiano 😆

            Spiriti?
            Anche questa è bella. Alieni spiriti che costruiscono, guidano e manovrano astronavi in giro per lo spazio con la sola forza del pensiero. Troppo avanti questi alini su di noi. Una super razza. Mi sembra più la storia di un cartone animato.
            Eppoi chissà come si riproducono! Con la forza del pensiero naturalmente. E chi li partorisce? Spiriti femmine o sono asessuali come gli angeli? O si riproducono per scissione molecolare “spirituale”? Una bella domanda che gli ufologi ci dovrebbero spiegare o coloro che vengono rapiti.

            Serena notte marghian ed ora esco col cane, così prendo un po’ di fresco.

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  3. MARGHIAN ha detto:

    Lavorare ha tanti vantaggi, lo so 🙂
    “Spiriti? Anche questa è bella”. Infatti, per quanto strano esiste anche questa teoria (strampalata quanto si vuole, ma esiste, e si chiama “teoria parafisica”), e cioe’ che il fenomeno ufo provenga dal “mondo sovrannaturale”, o meglio da una dimensione “intermedia” fra quella materiale e quella -puramente- spirituale. “Parafisico” significa “tipo fisico, ma non proprio”, come ben sai.

    “Bisogna uscire dal solito “se marte e’ abitato, se nelle pleiadi si sono evolute delle razze aliene, invece dobbiamo ragionare sul concetto di “altra realta’”, magari simile alla nostra ma non percepibile da noi, una cosa tipo l’al di la’, ma non proprio….”, sono le parole testuali di un esponente di questa teoria, che la espose in televisione. “lieni spiriti che costruiscono, guidano e manovrano astronavi in giro per lo spazio con la sola forza del pensiero”. Per questi quà, per gli esponenti di questa teoria (che prescinde dai “numeri di Drake” eccetera, non riguardando infatti “questa realta’”), gli esseri di questa “altra realta’” costruiscono astronavi, perche’ hanno..una loro “fisicita’”, forse anche una sfera sessale 🙂 ma che risulta “astratta per noi”. Loro parlano di “modificare la frequenza vibratoria dei loro veicoli e dei loro stessi corpi rendendosi cosi’ “tangibili” e “visibili”… questa pseudocienza ti parla di “diversi spettri di tangibilita’”, “realta’ a diverse frequenze vibratorie, un po’ come….”cambiare canale e vedere un altro programma”, e cosi’-alo stesso modo- questi esseri “ultraterrestri”-non extra..terrestri, tengono a precisare-, “cambiando vibrazione” salterebbero dal loro mondo parafisico al nostro mondo fisico (che vibra a frequenza piu’ bassa (?!) ).

    Ecco perche’ un ufo-secondo questa teoria- e’ capace di “sparire” raggiunta una certa quota o velocita’.

    Pero’ ci sono “contattisti” che non sanno ragionare su queste cose (anche su mere speculazioni si puo’ parlare di ragionamento, *”filosificamente parlando”, il ragionamento scientifico e’ altra cosa) e la buttano cosi’, dicono semplicemente che “sono esseri spirituali…che mangiano verdura” 🙂 .
    E non e’ finita, per molti esponenti di chiesa la spiegazione e’ ancora piu’ “semplice”: il..demonio (dicendoci “siamo alieni” ci inganna..il diavolo e’ mentitore…). Ciao, serena domenica, salutami Blef.

    Marghian

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  4. MARGHIAN ha detto:

    “e la buttano cosi’,”, e cioe’ facendo un gran pastrocchio mischiando spiritualita’, teorie scientifiche mal capite- le stringhe per esempio- universi paralleli, viaggi nel tempo (vengono da venere na …della venere di un miliardo di anni fa’…) ed altro ancora.

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  5. Bianca W. Bonner ha detto:

    Gran parte delle stelle della nostra galassia sono troppo lontane da noi e tale distanza non ci permette di vedere direttamente se hanno pianeti nella loro orbita. Ma alcune stelle, chiamate Pulsar, emanano impulsi di onde radio ad intervalli regolari. Se si osserva una lieve variazione del tasso di emissione radio in una di loro, questo viene interpretato come l’indicazione che il flusso di onde radio è stato disturbato da un pianeta che orbita intorno ad essa. I pianeti che girano intorno alle pulsar quasi sicuramente non sono in grado di ospitare vita, poiché tale tipo di stella emette una energia e una radiazione che avrebbe ucciso qualsiasi essere vivente. Ma, il fatto che molte pulsar osservate hanno rivelato di avere pianeti in orbita suggerisce, ragionevolmente, che almeno una parte delle duecento miliardi di stelle nella nostra galassia, può, statisticamente, avere pianeti entro la sua orbita. Sul nostro pianeta le condizioni necessarie per la vita esistono da circa quattro miliardi di anni dopo il Big Bang. La complessa molecola a doppia elica del DNA nel sistema solare si è formata circa tre miliardi e mezzo di anni fa, ovvero circa nove miliardi di anni dopo il Big Bang, a partire dal gas contaminato dai resti della esplosione di precedenti stelle supernove.

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