Dove finiscono i soldi delle vostre donazioni? – Parte seconda: la ricerca scientifica pagata due volte

Ho letto con interesse un articolo di Marco Cattaneo su “Le Scienze” di Aprile sulla ricerca medica italiana.
Si parla di finanziamenti per gli studi sugli OGM.
Vediamo.

ricerca scientifica

Come introduzione, Cattaneo, fa una fotografia della nostra ricerca scientifica.
A tale proposito ci sono incoraggianti risultati di prestigio riguardanti lo studio sulle cellule staminali per guarire le lesioni gravi della cornea, sulla terapia genetica con cellule staminali, e sull’immunoterapia del cancro.
Insomma possiamo dire che non siamo messi male e fa piacere che abbiamo un ruolo di primo piano a livello mondiale nella ricerca medica, soprattutto se pensiamo che sono avvenuti in un paese dove i finanziamenti per la ricerca medica sfiorano il ridicolo.
Potremmo anche dire di essere soddisfatti delle nostre donazioni.

Ma veniamo a noi e qui troviamo qualcosa di sconcertante.
Nell’ambito del progetto Pharma-Planta, enti pubblici di ricerca hanno stretto una collaborazione internazionale che puntava all’uso di piante come “bioreattori” per la produzione di molecole di interesse farmacologico.

Cosa significa?
Le piante sono spesso in grado di produrre proteine farmacologicamente o immunologicamente attive più fedeli all’originale e a costi meno elevati rispetto ai sistemi classici.

Bene allora. Avanti tutta, direte.
Ma c’è un problema.
Il problema è che queste piante sono OGM.
Gli OGM sono soggetti a regole che disciplinano la materia in campo agro alimentare, che in Europa e ancor più in Italia sono particolarmente restrittive.

Cosa succede?
Succede che lo Stato finanzia progetti per migliorare le conoscenze mediche per arrivare a produrre farmaci e vaccini, però blocca in embrione la ricerca che ha sovvenzionato costringendo i ricercatori a brevettare e vendere le loro ricerche all’estero.
Se poi pensiamo che queste ricerche una volta che saranno finalizzate in farmaci e vaccini che saranno poi acquistati e venduti in Italia, si capisce in che situazione demenziale siamo messi.
Le cose starebbero in questi termini: spendiamo i nostri soldi per una ricerca di cui non godremo i frutti. Anzi i risultati delle nostre ricerche favoriscono imprese estere che ci rivendono il prodotto finito a caro prezzo, pagandolo due volte.

Oltre la beffa il danno.

Vabbè, direbbe qualcuno, questo è un caso particolare, ma dove vanno a finire i soldi che noi diamo per la ricerca medica?
Di preciso non lo sa nessuno. Vanno alla ricerca. Punto.

Allora facciamo delle considerazioni: nel campo della ricerca ci sono da finanziare i ricercatori, acquistare materiali e strumenti di ricerca, ammodernare le apparecchiature, il materiale informativo. Ci sono poi i convegni.
Difficile fare una ripartizione delle spese in questa materia a noi sconosciuta.
Allora come possiamo quantificare il buon esito degli sforzi della generosità delle persone?

Non ho trovato risposte alle mie domande. Mi viene da dire che il buon esito dei nostri soldi dipendono dalla eccellenza degli istituti e dai risultati.
Ma quali risultati?
Alcuni si traducono in farmaci, vaccini ed altri in tecniche di intervento chirurgico. Il più dei casi al mantenimento della stessa associazione.
Le cose andrebbero così: le case farmaceutiche sfruttano le ricerche finanziate con i nostri soldi e poi ci venderanno i loro prodotti. Praticamente acquistiamo parte di ciò che abbiamo già finanziato facendo arricchire le case farmaceutiche alle nostre spalle.
Fregati due volte. E fregati ancora per la seconda volta.

A questo punto il dubbio rimane. Siamo disposti a continuare a finanziare la ricerca pur sapendo che faranno ricche le case farmaceutiche, gli ospedali e professori?

Se questo serve comunque a salvare vite umane la risposta è certamente positiva malgrado tutto. Ma almeno fateci risparmiare sui farmaci e sulle parcelle. Chiediamo troppo?
Non è nemmeno presuntuoso sapere come sono stati spesi i nostri soldi.


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Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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19 risposte a Dove finiscono i soldi delle vostre donazioni? – Parte seconda: la ricerca scientifica pagata due volte

  1. Rebecca Antolini ha detto:

    Oh Silvano, se le cose stanno così, non si può più fidarsi di nessuna ente.. i donazioni per le ricerce ecc non vanno mai li dove servano ma lo intascano altri… ma me lo sono già immaginato una cosa di quel genere.. basta solo vedere la Glaxo di Verona ora si chiama Glaxo Smith & Kline hanno licenziato nei ultimi anni tanti che lavoravano li nella ricerca con la scusa che non ci sono soldi… mah ci sa cosa sia la verità..??????

    Scusa un’altra domanda la ricerca sulle cellule staminali, lo so che non centra con tuo post, ma vorrei sapere da dove vengono presi questi cellule?? Da persone vivi come noi o da embrioni tirati su solo per la ricerca?

    Adesso ti saluto… un abbraccio … e tante carezze a Bleff😉

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    • Num3ri ha detto:

      E non vogliamo nominare la Eli-Lilly che ora produce solo insulina ed emo derivati, mentre la Novartis praticamente fa solo vaccini e le altre ditte hanno smesso di fare questi prodotti ?
      Se si guarda nei giornali e’ un continuo, ma se ne parli in giro nessuno sa NULLA. In compenso se parli di “reality” o di “talent” ti sanno dire anche quanti capelli hanno in testa i singoli partecipanti. Non credo pero’ che sappiano quanti neuroni possiedono.

      E mi fermo qui altrimenti poi passo per quello cattivo🙂

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    • bruce ha detto:

      Ciao Rebecca, intanto bisogna dire cosa sono le cellule staminali. Senza usare vocaboli tecnici diciamo che sono cellule che ancora non si sono specializzate, ovvero non hanno ancora “deciso” il loro destino.
      E’ per questo che sono situate nell’embrione, prima ancora di essere “destinate” a diventare tessuto celebrale, epidemico, ossa, muscoli, cuore ecc. ecc.
      Da qui si capisce la potenzialità che hanno queste cellule, uniche nel nostro organismo.

      Ma non c’è una legislazione internazionale sulla loro ricerca e le nazioni vanno in ordine sparso. In alcuni paesi la sperimentazione è legale (Inghilterra), proibita in altre (Germania). In Italia (per motivi etici) è impossibile prelevare cellule staminali embrionali, ma lo Stato finanzia la ricerca su altri tipi di cellule staminali dette “adulte” (quelle che si trovano nel midollo osseo, per esempio) che hanno solo poche possibilità di differenziazione ed anche sulle cordonali.
      Questo è un problema perché mette in condizioni di svantaggio e arretratezza la ricerca italiana.

      E’ recente la scoperta di cellule staminali pluripotenti. Non so di preciso cosa siano, so che hanno la capacità di differenziarsi in qualunque cellula prodotte dall’embrione, mediante una particolare tecnica attraverso la riprogrammazione della cellula adulta e la introduzione di specifici geni. Di più non so.

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      • Rebecca Antolini ha detto:

        grazie per questo spiegazione… se questa ricerca serve per aiutare le persone .. lo trovo anche giustificato usare embrioni…. ( anche se io sono contro esperimenti su embrioni) ma a volte si deve guardare oltre…

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  2. bruce ha detto:

    L’argomento dell’uso degli embrioni è molto delicato. Perché va a toccare una sfera etica estremamente personalizzata e culturale.
    Ma la contraddizione è evidente. Lo Stato permette gli aborti e l’uso della pillola del giorno dopo distruggendo gli embrioni e poi vieta la ricerca su di essi.
    Come al solito questo è un atteggiamento tutto italiano: dare un colpo al cerchio ed uno alla botte. Accontentare la donna cattolica (che magari poi abortisce) e le esigenze scientifiche.
    Allora se il fine è quello di specializzare le cellule staminali per curare malattie mortali o invalidanti, perché non partiamo direttamene dalle cellule embrionali anziché arrivare allo stesso risultato con incerti esiti dalle cellule adulte? O peggio ancora da quest’ultima tecnica delle staminali pluripotenti che sa tanto di “manipolazione”.
    Boh!

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    • Rebecca Antolini ha detto:

      La domanda è… quando inizia la vita??? Un embrione in se non poi vivere deve diventare un fetus per avere la possibilità di sopravivere se nasce prima dei 9 mesi.. L’aborto per me e omicidio (nel senso morale) chi sono io per decidere cosa poi vivere o muorire???… allora penso gli embrioni per le cellule staminali venono coltivati extra-utero.. e non diventano feti… perciò se questi possano essere un’autuo per la nostra salute sono d’accordo .. E vero la pillola dopo interomper la vita del embrio ( in quel caso sono pero solo cellule di una nuova vita) e strano ma a volte fanno leggi che si contratiscono… dobbiamo aprire un pò la mente per accettare le cose importanti.. inutile fare moralisti e poi abortire fino al 3 mese della gravidanza, dove si vede bene la formazione del corpo e si vede il battido del cuore…

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      • bruce ha detto:

        Grande motivo di scontro ideologico.
        Sono perfettamente d’accordo con te. Unica eccezione (credo) quando sono conclarati gravi difetti genetici che riducono una persona ad essere simile ad un vegetaele o con nessuna possibilità di sopravvivenza.
        Le donne abortiste dicono che solo loro possono decidere. Nel frattempo facciamo leggi a metà e in contraddizione. C’est la vie.

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        • Rebecca Antolini ha detto:

          L’aborto nel senso per il fatto che l’essere che nasce con gravi problemi dovrebbe essere abortito, lo fa anche la natura cosi… solo l’essere umano egoistico fa nascere un essere che deve poi fare una vita quasi impossibile.. sarebbe da discuttere e io mi faccio nemmici.. ma con questo posso vvere😉

          ti ricordi il piccolo ghiro che ho trovato si chiamava Cortina lei e stata abbandonata dalla sua mamma…e io ad ogni costo vollevo salvarla.. aveva ancora gli occhi chiusi.. lo avevo 5 giorni con me ha aperto gli occhi si rampicava.. e morta nonostante… il nostro veterinario mia ha detto … la natura anzi gli animali lasciano solo i sani e forti vivere.. Cortina non e cresciutta, ma mi ha fatto capire tante cose che prima non vollevo accettare.. vedi le foto di Cortina https://rebeccaantolini2.wordpress.com/2014/10/12/ricordi-a-cortina-il-nostro-baby-ghiro/

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  3. bruce ha detto:

    Un saluto ad una persona cara❤

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  4. MARGHIAN ha detto:

    Ciao Bruce. Scrivici qualcosa, magari in commento, sulla nostra fuga di cervelli. Credo sia alquanto attinente.

    “Ma almeno fateci risparmiare sui farmaci e sulle parcelle. Chiediamo troppo?”. Temo di s’, purtroppo, trattandosi di soldi.

    Marghian

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    • bruce ha detto:

      Intanto ti riporto una notiziola.
      Venerdì della scorsa settimana è stato assegnato il premio letterario sulla informazione scientifica Galileo 2015 a Carlo Rovelli per il suo libro ““La realtà non è come ci appare”.
      Carlo Rovelli è un fisico teorico (scrive sulla rivista dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare a cui sono abbonato) ed è responsabile della ricerca della gravità quantica, indovina dove? All’Università di Aix-Marseille. Proprio così, un cervello italiano che fa grande la ricerca francese.
      E cosa dire di Gabriele Veneziano? Altro fisico teorico di indiscussa fama “internazionale” essendo uno dei padri della teoria delle stringhe e pluri decorato di onoroficenze. Vuoi sapere dove lavora? Anche lui in Francia, presso l’istituto di ricerca “Collège de France”.
      Mi viene da piangere.
      Dolce notte🙂

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      • MARGHIAN ha detto:

        Lacrime condivise…Pazzesco, pero’. Cogliamo il lato “positivo” pero’ (le virgolette su “positivo” ti fanno capire che sto scherzando…) : lo scambio di “mano d’opera”, come per le altre categorie di lavoro. Ma una cosa, adesso non sto scherzando: gli scienziati francesi, vengono a far ricerca in Italia? No? Allora quel lato positivo neppure c’e. Dolce.sabato pomeriggio🙂

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