Mandela, l’omaggio del rock alla lotta all’apartheid

Nelson Mandela muore il 5 dicembre 2013 a 95 anni.
Muore l’uomo simbolo della libertà. Della lotta contro l’Apartheid.

Ma non è propriamente di lui, della sua vita che voglio parlare. Lo stanno facendo tutti in questo momento e c’è chi è in grado di farlo molto meglio di me.

Di lui voglio ricordare il contributo che la musica ha dato alla sua causa.

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Dagli artisti africani alle grandi rockstar: Mandela anche nel mondo della musica ha lasciato un forte segno, ispirando battaglie che proprio attraverso le canzoni hanno avuto la loro espressione.

La prima occasione è stata la celebrazione di un altro leader nero: Steven Biko. Era il 1980 quando Peter Gabriel scrisse Biko, dedicata all’uomo che aveva fondato il Black Consciousness Movement, un movimento che puntava a sfidare l’apartheid. Non con le armi, ma con un cambio di mentalità.

In quegli anni Mandela era rinchiuso nella sua cella sull’isola di Robben Island e la canzone di Peter Gabriel divenne idealmente il primi grido di libertà. Un grido che si è lentamente allargato con Free Nelson Mandela, degli Special AKA, ma soprattutto con un album destinato a diventare nel 1985 uno dei simboli del Sudafrica: Sun City.

Arrivarono così gli amci della Apartheid, ovvero Bono (U2), Springsteen, Bob Dylan, Lou Reed, Peter Gabriel, Jackson Browne, Jimmy Cliff, i Run DMC, con il mitico festival «Artist United Against Apartheid», organizzato da Steve Van Zandt a Sun City, la Las Vegas sudafricana, nel cuore del potere bianco dove si unirono per denunciare la prigionia di Madiba e le politiche del governo.

Dall’esperienza di Sun City nascerà poi l’arrabbiata Silver and Gold degli allora super militanti U2, mentre i Simple Minds risponderanno con la chiarissima Mandela Day.

E poi Gimme Hope Jo’Anna del caraibico Eddy Grant.
Poi ancora una canzone per nulla pensata al riguardo I Want to Break Free dei Queen che diventò invece l’inno dell’Anc, il partito di Mandela.

E poi, gli omaggi di Stevie Wonder e Youssou N’Dour che rispettivamente dedicano I Just Called To Say I Love You e l’album Nelson Mandela alla lotta del grande Madiba.

Resta indimenticabile, l’11 giugno 1988, il Mandela Day, un evento musicale degno di questo nome: l’occasione che riunisce i più grandi nomi della musica è il 70.mo compleanno di Nelson Mandela.
Ma allo stadio di Wembley, che ospita il grande concerto, la causa che va in scena è molto più importante, si invoca la scarcerazione di Mandela.
Il messaggio è forte e a suonarlo furono: Jerry Dammers degli Specials e Jim Kerr dei Simple Minds che sul palco presentarono un’altra canzone simbolo composta per l’occasione, Mandela Day. E poi Carlos Santana, Tracy Chapman Dire Straits, Eric Clapton, Stevie Wonder, UB40 con Chrissie Hinde, Little Steven, Sting, George Michael, Eurythmics, Al Green, Joe Cocker, Midge Ure, Phil Collins.

Finalmente, l’11 febbraio 1990, dopo 27 anni di prigionia, arriva la scarcerazione per Nelson Mandela. Due mesi dopo è allo stadio di Wembley, per presenziare a un nuovo concerto in suo onore, trasmesso in 60 paesi. L’evento si intitola Nelson Mandela: An International Tribute for a Free South Africa.
Tanti artisti presenti, ma il vero protagonista è proprio lui e attraverso la musica chiede che le sanzioni siano ancora applicate finchè l’Apartheid non sia ufficialmente abolito.

Finita l’Apartheid, Nelson verrà celebrato anche da presidente del nuovo Sudafrica multirazziale e Madiba, stavolta da uomo libero, chiama gli amici artisti, ancora gli U2, il nostro Zucchero, i Queen, grato, perché sa che un pochino di libertà la deve anche a loro.

(fonte: bloglive.it)

Frank Zappa
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Colgo l’occasione per ricordare un altro grande del rock in ricorrenza del ventesimo anno della sua morte: Frank Zappa, che forse nessuno di voi conosce.
Frank Zappa moriva il 4 dicembre 1993 a Los Angeles, forse l’artista più poliforme della storia del rock.

Non dedicò canzoni a nessuno. Ma mi piace ricordare un artista che con il suo capolavoro “Absolutely Free” non è soltanto una leggera collezione di aneddoti, quanto uno spaccato intimo su un uomo che praticò per davvero il concetto di libertà.


Informazioni su bruce

Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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6 risposte a Mandela, l’omaggio del rock alla lotta all’apartheid

  1. Rebecca Antolini ha detto:

    Ciao Silvano, quando ho sentito della mancanza di Nelson, mi sono detto lui finalmente ha trovato la sua vera liberta.. credo 30 anni vivere in prigione senza fare nessun crimine, fa capire in che mondo viviamo.. se c’è veramente un’altra vita doppo questa (migliore) allora lui sicuramete sarà ora li…

    caro auguro a te e lalla tua famiglia una serena domenica di 2° Avvento con amicizia Rebecca e tante carezze a Bleff

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  2. Elisabetta Lelli ha detto:

    Bellissimo ricordo di un grande uomo.
    Grazie, Sil.

    E.

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  3. MARGHIAN ha detto:

    Ciao Bruce. Anche io ho omaggiato Mandela con la musica. Stevie Wonder in “keep our love alive”, canzone che canto’ nel “Mandela Day” del 2009.

    Hai fatto bene a ricordare Frank Zappa. Ciao.

    Marghian

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  4. giselzitrone ha detto:

    Wünsche eine gute glückliche Woche liebe Grüße von mir Gislinde

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