Hubble e Alma, sfida all’ultima galassia

Quella che vedete è l’ultima immagine di Hubble.galassiapolverosa

E’ la galassia NGC 2768 nella costellazione dell’Orsa Maggiore. La galassia si presenta come un disco brillante e ovale, circondato da un’ampia nuvola sfumata.

La galassia ha una struttura polverosa che circonda il centro della galassia ed è perpendicolare al suo piano e si estende oltre i confini della galassia.

Al centro ci sono due piccoli getti di plasma a forma di S, che attraversano tutta la galassia, nascondendosi dietro un groviglio di getti e di filamenti.

I getti  sono il segno visibile che questa galassia è particolarmente attiva. NGC 2768 è una delle cosiddette galassie di Seyfert, oggetti con al centro un buco nero supermassivo, che accelera e assorbe il gas nello spazio circostante : questo crea un disco di accrescimento, che espelle il materiale sotto forma di getti di plasma.


galassie promordiali02Le immagini sovrastanti invece appartengono al nuovo telescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array).
ALMA è così potente che, in sole poche ore, ha catturato tante osservazioni di queste galassie quante ne erano state ottenute da telescopi simili in tutto il mondo nell’arco di più di un decennio.

La particolarità di Alma sta nel fatto che non usa una sola antenna, ma molte antenne sparpagliate su grandi distanze. I segnali di tutte le antenne vengono combinati e l’effetto è quello di un unico telescopio gigante grande come l’intera schiera di antenne.
Le immagini si riferiscono alle più feconde formazione stellare nell’Universo primordiale (in rosso).

La fase più feconda di nascita di stelle nell’Universo primordiale ha avuto luogo in galassie lontane che contenevano molta polvere cosmica. Queste galassie sono fondamentali per comprendere la formazione delle galassie e la loro evoluzione nel corso della storia dell’Universo, ma la polvere le oscura e rende difficile la loro identificazione con i telescopi ottici. Per trovarle, gli astronomi devono usare telescopi che osservano la luce a lunghezze d’onda maggiori, intorno al millimetro, come ALMA.


(fonte:newsletter Media Inaf)

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Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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12 risposte a Hubble e Alma, sfida all’ultima galassia

  1. Elisabetta Lelli ha detto:

    Dimmi che hai un osservatorio, ché vengo a trovarti, mi fiondo nell’osservatorio e chi s’è visto s’è visto 🙂
    Ah, io abito a Spinetoli (AP) 🙂

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    • bruce ha detto:

      Ciao Elisabetta, benvenuta. Guarda che ti avevo già notato e visitato (silenziosamente) il tuo blog.
      Spinetoli? Ma va! Qui a due passi. Anche se non ho un bel ricordo, un mese fa mia figlia ha distrutto la nostra auto proprio alla uscita della superstrada. Ma tranquilla non si è fatta nemmeno un graffio.

      No, non ho un osservatorio, ho … solo un binocolo 😆
      Un carissimo saluto.

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      • Elisabetta Lelli ha detto:

        Mi spiace per la macchina, l’importante è la salute di tua figlia, non delle lamiere.
        E comunque, l’uscita è giù, a Pagliare. Qui, in collina è già tanto che transiti l’autobus (due volte al giorno) 😀

        Binocolo? Io non ho nemmeno quello!

        Poi, credo tu conosca un caro amico di San Benedetto. Non credo di poter scrivere il suo nome pubblicamente, ma, considerando i tuoi interessi, credo che tu conosca G. C. 😀
        Sarebbe bellissimo se così fosse!

        Un bacio, caro vicino! E una grattatONA allo stupendISSIMO Bruce (è il suo nome, sì?).

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  2. MARGHIAN ha detto:

    : Commentero’, ma prima di tutto… i gatti.

    Blef se ne intende, in barba all’eterna rivalita’ tra cane e gatto.

    Gia’, sono gatti miei (ma ad accudirli ci pensa la mamma, e a lei penso io- a darle da mangiare, e parte del cibo che ingerisce diventa latte, e parte del latte dventa.. i gattini che crescono, 🙂 scientificamente parlando). Gatti miei, ma non… da pelare 😆

    Ciao Bruce, a presto per Alma.

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    • bruce ha detto:

      … e fra poco arriva qualcos’altro di … impegnativo 😆 e per pochi come dice Ross.
      Una saluto da parte di Bleff ai tuoi … teneri gattini 😆
      Ciao
      Bruce

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      • MARGHIAN ha detto:

        Ciao Bruce. Come si dice “e non per tutti”… io “rimprovero” sempre le colleghe che leggono tanto ma solo narrativa; una e’ professoressa di lettere, e di Virgilio, Omero ,Pirandello e Manzoni sa tutto, latino e greco non ne parliamo; pero’ forse non sa bene cos’e una galassia, sicuramente non sa cos’e una “galassie di seyfert” , conosce delle cose sulla struttura dell’atomo perche’ al liceo classico si fa come sai anche della fisica (ma per sapere cose’ un protone basta la terza media, guarda me. 🙂 ), ma poi, lei si ferma li’, per sua stessa ammissione(“le lascio a te, queste cose….”). A dopo 🙂

        Marghian

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        • ross ha detto:

          Le galassie di Seyfert sono una classe di nuclei galattici attivi che presentano righe spettrali da gas ad alta ionizzazione,[1] scoperti dall’astrofisico Carl Keenan Seyfert nel 1943.[2]
          Sono subito andata a leggere su wikipedia, e chi le conosceva?
          Mò pretendi troppo Margh! però hai ragione su una cosa: bisognerebbe leggere di tutto un pò 😀

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          • MARGHIAN ha detto:

            Ciao Ross. No, non pretendo troppo, ho solo evidenziato che molti lettori e lettrici leggono e leggono, ma quasi esclusivamente narrativa. Un libro di divulgazione scientifica, di quelli “poket” gia’ ti spiega cos’e una galassia di Seyfert, e non e’ piu’ difficile che ricordare la storia o la trama di un romanzo con tanto di nomi dei personaggi. Il “nocciolo” sta nel fatto che la lettura scientifica e’ trascurata rispetto alle altre letture, tutto qui. Ho voluto far notare solo questo, senza “pretendere” 😆
            Ciao Ross.

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  3. MARGHIAN ha detto:

    ^ Alma ha fatto e sta facendo un ottimo lavoro. Gia’ molti anni fa si parlava di “interferometria” e cose del genere. osservare captando ed elaborando frequenze radio piu’ lunghe permette, appunto, di vedere cose non visibili con lo spettro ottico. Ed il metodo migliorera’ ancora.

    Pero’ anche Hubble ha reso e rende ancora un servigio notevole, caspita!

    Galileo ne sarebbe fiero, lui che esattamente quattro secoli fa scopri’ le macchie solari e da esse come punti di riferimento, la rotazione del Sole, con il suo telescopio di soli 30 ingrandimenti. Ciao.

    Marghian

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    • MARGHIAN ha detto:

      Galileo non poteva certo osservare direttamente il Sole; si si racconta che egli avesse ingegnosamente proiettato l’immagine del Sole ingrandita dal cannocchiale, puntandolo su uno schermo bianco, osservando cosi’ le macchie solari..

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  4. MARGHIAN ha detto:

    “puntandolo su uno schermo bianco”…meglio dire, facendo in modo che l’immagine venisse proiettata su uno schermo bianco..

    Ciao.

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