Il ponte più lungo dell’universo

È un filamento di gas a 80 milioni di gradi.
Collega con un’unica campata due ammassi di galassie distanti fra loro dieci milioni di anni luce, vale a dire circa 100 miliardi di miliardi di chilometri. Lo ha osservato il telescopio spaziale Planck dell’ESA.

Fantastico.
La missione principale di Planck è catturare la luce più antica del cosmo, la radiazione cosmica di fondo, o CMB. Nel suo lungo tragitto attraverso il cosmo, però, questa debole luce incontra diversi tipi di strutture, fra le quali galassie e ammassi di galassie, ovvero conglomerati di centinaia o migliaia di galassie legati insieme dalla forza di gravità.

L’universo primordiale evidentemente doveva essere così,  pervaso da filamenti di materia gassosa, dando forma a una sorta di gigantesca rete.
È dai nodi di quella rete, cioè le regioni nelle quali la materia si addensava maggiormente, che si sarebbero poi formati gli ammassi di galassie.

(tratto dalla newsletter Inaf, per saperne di più cliccate qui)


 

Annunci

Informazioni su bruce

Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
Questa voce è stata pubblicata in Astronomia, Universo. Contrassegna il permalink.

8 risposte a Il ponte più lungo dell’universo

  1. gabriarte ha detto:

    scusa ti faccio una domanda come ti potrebbe fare il tuo cane è una specie di big bang che potrebbe dare origine ad altri pianeti?

    Mi piace

  2. bruce ha detto:

    Una cosa così non si era mai vista prima (credo), sembrerebbe più uno strascico di una collisione tra galassie entrambe ancora in fase evolutiva.
    Bleff non si è sbilancito, ha detto solo che gli ricorda un “osso”.

    Mi piace

  3. Rebecca Antolini Pif ha detto:

    Infatti somiglia un osso… grande osservatore il caro Bleff… insomma quante cose sono li fuori nel universo e noi siamo solo cosciente di un pizzico … abbi una serena giornata caro Silvano ti abbraccio Pif… e un ossetto per Bleff

    Mi piace

  4. MARGHIAN ha detto:

    vero, somiglia ad un osso… ciao Rebecca!!!

    Ciao Bruce. Non so se Blef ci fara’ un salto… forse pensa che la costellazione dei “cani da caccia” gli potrebbe dare del fil o da torcere…

    *Scherzi a parte….”Collega con un’unica campata due ammassi di galassie distanti fra loro dieci milioni….” mi fa domandare: nelle distanze che separano una galassia od un ammasso di galassie dallle altre, possono esserci…stelle? Stelle fuori..da una galassia, intendo. Per esempio, a meta’ strada fra noi e la galassia di Andromeda…possono esserci “poche stelle”?
    “Sistemi solari” anche al di fuori di una galassia” insomma. Ciao
    Ho letto questa notizia su “Tiscali scienza”, “un ponte fra due ammassi di galassie”.. Ciao.

    Marghian

    Mi piace

    • bruce ha detto:

      Me lo sono chiesto anch’io e ci ho scritto qualcosa.
      https://silvanodonofrio.wordpress.com/2011/06/16/i-superammassi-spiegati-al-mio-cane/

      Ti riporto un pezzettino. di più non so, ma mi viene da dire che oltre le solite particella vaganti sicuramente ci sono stelle o mini galassie formateso tra questi “filamenti” intergalattici..
      I vuoti sono realmente grandi spazi vuoti tra i filamenti di galassie, ammassi, superammassi, muri. Sono tra le strutture più grandi dell’Universo, che contengono nessuna o pochissime galassie. I vuoti hanno tipicamente un diametro da 30 a 500 milioni di anni luce. I vuoti particolarmente grandi, definiti dall’assenza di superammassi ricchi, sono a volte chiamati supervuoti.
      Attualmente si contano 27 supervuoti, con distanze fino a due miliardi di anni luce.
      Ciao e buona giornata

      Mi piace

  5. MARGHIAN ha detto:

    Ciao Bruce. Inceredibile davvero. Io mi ero gia’ fatto “una idea dell’universo” e so che le galassie, gli ammassi di galassie, i super ammassi sono separati da enormi vuoti. Il “muro” ecco questa cosa mancava alla mia “infarinatura cosmica”.

    Si ritiene che questi enormi vuoti siano creati dalla energia oscura- o anche materia oscura?- la quale energia oscura “obbligherebbe” le galassie a disporsi secondo strutture “precise”. Forse sono proprio questi enormi vuoti ad espandersi-facendo di conseguenza espandere l’universo nel suo complesso-. Come sai l’energia oscura agirebbe su “larga scala”, infatti se la nostra galassia “via lattea” (per chi non lo sa: “galassia” significa proprio “lattea”, infatti di una pecora che secerne troppo latte questa soffre di “galattorrea” o, al contrario, di “agalassìa”, “non latte”) e la galassia di Andromeda si stanno avvicinando, gli ammassi ed i super ammassi si distanziano-perche’ su larga scala l’energia oscura, vale a dire una gravita’ repulsiva, avrebbe la meglio-….discorso complesso, mi rendo conto.

    E’ dunque possibile, in questo marasma di milioni di ammassi di galassie, che ci siano stelle “fuori dai ranghi”, che non fanno parte di un ammasso..un po’ come un pianeta non fa sempre parte di un sistema solare. Ciao.

    Marghian

    Mi piace

Il tuo commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...