Ison: la cometa del passato

Lo so, è arrivato l’autunno. C’è una strana aria in giro. Niente di meglio che starsene un po’ tranquilli e tenersi informati quando fuori è brutto tempo come oggi.
Di scienza. Cos’altro? Di cos’altro che non ti angosci?

E’ stata annunciata solo pochi giorni fa: il 24 settembre.
Si chiama “Ison”. Agli addetti ai lavori è nota come C/2012 S1 ed è la nuova cometa scoperta da un team di astrofili.

Ison sarà probabilmente visibile, tra poco più di un anno, il 28 novembre 2013. Giorno più giorno meno.
Il corpo della cometa è stato avvistato quando si trovava a circa 1 miliardo di chilometri dalla Terra e a 939 milioni di km dal Sole, nel cuore della costellazione del Cancro.
E passerà ad una distanza piuttosto ravvicinata dal Sole, a soli 1,1 milioni di chilometri, una nullità per le distanza cosmiche se si considera ad esempio che lo spazio che intercorre tra noi e il Sole è di 150 milioni di chilometri.

Niente di particolare, direbbe il mio cane che dorme tranquillamente.
Ed invece no. C’è qualcosa di particolare a quanto riferisce l’articolo di nextme.

Intanto, fra 14 mesi, quando Ison si troverà al perielio, ossia al punto più vicino al sole, quel giorno la cometa potrebbe evolversi in un oggetto abbagliante, probabilmente talmente luminosa da essere visibile per un breve periodo anche in pieno giorno.

Uno degli aspetti più interessanti di questa nuova cometa è che forse non è nuova.
La sua orbita ha una somiglianza impressionante a quella della cometa che regalò uno spettacolo indimenticabile nel 1680, la cosiddetta “Grande Cometa del 1680.”
Secondo i racconti a noi pervenuti, essa fu intravista alla luce del giorno e in seguito, durante il suo allontanamento dal sole, apparve anche una lunga coda brillante visibile nel cielo occidentale al crepuscolo dopo il tramonto.
Il fatto che le orbite siano così simili sembra suggerire che Ison e la Grande Cometa del 1680 siano in realtà lo stesso oggetto.
A volte ritornano…

(fonte: nextme, che ringrazio)

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Informazioni su bruce

Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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5 risposte a Ison: la cometa del passato

  1. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    Ciao Silvano, allora cosi abbiamo anche noi la possibilità a vederlo questo cometa… allora c’è poi anche la possibilità che anche la gente del prossimo futuro potrebbe rivedere questo cometa? Ora mi domando, se l’universo è infinito come mai e tornato Ison? Credo il tuo caro Bleff sa sicuramente una risposta 😀 … serena serata a voi due, vi abbraccio Pif

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    • bruce ha detto:

      Cara Pif ho chiesto a Bleff che le sa tutte. E mi ha istruito.
      Me l’ha fatta un po’ lunga, ma alla fine ho capito.

      Come sai – mi dice – il sistema solare è formato da pianeti che orbitano attorno al Sole.
      Ok, fin qua lo sapevo.
      Essi sono praticamente tenuti stabilmente sulle loro orbite dall’equilibrio della forza di attrazione del Sole e della loro velocità (centrifuga, o di fuga) di rotazione attorno al Sole.
      Ok sapevo anche questo.

      In realtà – mi dice ancora – il sistema solare non ha solo i pianeti. C’è una fascia di asteroidi, ovvero di una gran quantità di grossi e piccoli sassi che orbitano in una orbita tra Marte e Giove. Ma questo non ci interessa.

      Poi c’è un’altra regione oltre l’orbita di Nettuno, chiamata fascia di Kuiper, ed un’altra ancora più distante chiamata nube di Oort che sono piene zeppe di asteroidi e corpi ghiacciati.

      Cosa c’entra tutto questo?
      Questi corpi sono stabili. Insomma se ne stanno lì buoni tutti quanti in equilibrio.
      Succede però che per qualche ragione o forza ancora non conosciuta questi lasciano le loro posizioni e si buttano a pesce nel sistema solare attratti dalla forza di gravità del Sole come se volessero finirci dentro.
      Attraversando il sistema solare qualcuna passa dalle nostre parti. La coda di questi corpi ghiacciati si riscalda per via del vento solare e forma la classica coda che vediamo. E proseguono nella loro corsa.

      Ora qualcuna con poca velocità viene attratta dalla forza di gravità del Sole e ci va a finire dentro, altre più veloci lo oltrepassano vincendo la sua forza di attrazione e si perdono nello spazio.

      Altre invece una volta oltrepassato il Sole vanno oltre fin quando cominciano a rallentare gradualmente come se fossero legate al sole da un elastico (la forza di gravità del sole). Quindi l’elastico si contrae e attira di nuovo la cometa verso il Sole che lo oltrepassa di nuovo girandogli attorno come una boa.
      Per effetto fionda viene rispedito nello spazio per essere di nuovo richiamato da questo elastico (forza di gravità) e così di seguio per finirci ad orbitare attorno come un pendolo. Avanti e indietro. Un po’ come un pianeta ma con una orbita ellittica anzichè circolare.
      L’orbita ovvero la frequeza di ricomparsa della cometa dipende, quindi, da molti fattori: la sua grandezza, velocità, distanza dal Sole.
      Ho dato un biscottino a Bleff per la sua spiegazione, se lo merita.
      Ciao Piff

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  2. gabriarte ha detto:

    la coda ci interessa vedere la coda non quella di Bleff ma la quella della cometa e passerà tra un anno? ma potrebbero succedere tante cose in un anno!!! ciao buona notte

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