La questione Ilva

Impressionante vero?
Voi cosa avreste fatto? Immagino che avreste posto fine a questo scempio.

Bene, così ha fatto il gip di Taranto Patrizia Todisco che ha firmato il provvedimento di sequestro senza facoltà d’uso dell’intera area a caldo dello stabilimento siderurgico Ilva.

Il motivo?
I responsabili dell’Ilva sono accusati, a vario titolo, di disastro ambientale colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose.
In pratica l’Ilva mentre di giorno rispettava le prescrizioni imposte, di notte le violava.

L’ordinanza non lascia dubbi.
«La gestione del siderurgico di Taranto è sempre stata caratterizzata da una totale noncuranza dei gravissimi danni che il suo ciclo di lavorazione e produzione provoca all’ambiente e alla salute delle persone.
L’imponente dispersione di sostanze nocive nell’ambiente urbanizzato e non ha cagionato e continua a cagionare non solo un grave pericolo per la salute (pubblica), ma addirittura un gravissimo danno per le stesse, danno che si è concretizzato in eventi di malattia e di morte.»

Ora voi penserete che finalmente i vertici dell’Ilva si daranno una mossa a mettere in sicurezza l’ambente e a tutelare la salute degli operari.
Neanche per idea. Ascoltate.

«Voglio dire che non mancherà l’impegno, come non è mai mancato in questi anni, per tutelare in tutte le sedi opportune l’occupazione e il futuro dell’Ilva, che è patrimonio dell’intero Paese.
Voglio esprimere la grande amarezza, mia e di tutto lo stabilimento, per le persone che oggi si sono viste notificare gli arresti domiciliari in particolare per i 6 dirigenti dell’Ilva di Taranto, tecnici stimati a livello mondiale e che rappresentano l’eccellenza lavorativa del Sud Italia. Siamo vicini a loro e alle loro famiglie»

Queste sono le parole del presidente Bruno Ferrante che a quanto pare non gliene frega un cazzo della salute degli operai e della popolazione e dell’ambiente.

E gli operai?
Scioperano. Scioperano contro il provvedimento di chiusura dello stabilimento nonostante che tutti sapevano ma nessuno ha fatto qualcosa per paura, per paura di perdere il posto di lavoro.
Eppure la analisi parlavano chiaro: avevano rilevato ingenti tracce di piombo nelle loro urine. I livelli di diossina nell’ambiente sono preoccupanti dal momento che entrano nel ciclo alimentare sia con la carne che coi derivati del latte.

E’ evidente che gli operai sono preoccupati, intimoriti e anche ricattati. Stando così le cose non si può rimanere indifferenti al futuro di queste famiglie, ma a questo punto è doveroso che interventa il governo per costringere i massimi responsabili dell’Ilva a rispettare le norme di sicurezza della salute dei cittadini e il rispetto dell’ambiente.

Ma i segnali non sono incoraggianti.


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Informazioni su bruce

Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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7 risposte a La questione Ilva

  1. gabriarte ha detto:

    no non sono incoraggianti perchè gli operai devono scegliere se morire di fame o intossicati senza venire nemeno risarciti io metterei a disposizione per le vacanze di questi dirigenti e i loro padroni le case vicino alle acciaierie e gli farei passare dei lunghi weekend in modo che respirino bene l’aria che producono per risparmiare e guadagnare sempre di più, Ciao buona serata

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  2. bruce ha detto:

    E così stamattina negli stabilimenti dell’Ilva è ripreso il lavoro.
    E’ stato raggiunto un accordo . Così si dice.
    Volete sapere l’accordo raggiunto? Nessuno.
    Solo la convinzione del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini che l’Ilva possa allinearsi agli standard Ue in 4 anni e continuare a produrre acciaio.

    E così tutti felici e contenti.
    Contenti i dirigenti dell’Ilva che continueranno a ricattare i lavoratori e a fare esattamente tutto quello che hanno sempre fatto: inquinare.
    Contenti i lavoratori, che non perdono il proprio posto di lavoro ma rischiano di aggiungersi ai 386 morti in 13 anni attribuibili all’inquinamento. Contenti loro …
    Ciao e buona giornata

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  3. bruce ha detto:

    Ciao marghian faccio qui una osservazione sul lavoro perchè è più in linea con l’argomento.
    Il lavoro? Di questi tempi è bene tenerselo stretto e più a lungo.
    Ho conosciuto molte ma molte persone che vedono la pensione come una aspirazione, il meritato riposo ad una vita di lavoro. Ho conosciuto persone che non vogliono andare in pensione. Conosco persone che lavorano a 87 anni (Giorgio Napolitano) e non pensano di smettere, conosco persone che continuano con entusiasmo ad esercitare le loro attività anche oltre l’età pensionabile.

    Ti assicuro che se avessi avuto la possibilità avrei lavorato fino a quando me le avrebbero concesso le forze fisiche e le facoltà mentali.
    Avrei preferito di gran lunga farmi le mie 4 settimane di ferie come da contratto piuttosto che farmi un anno di ferie.
    Perché alla lunga anche il riposo e il dolce far niente stanca, come stancano alla lunga anche gli hobby. Perché alla lunga diventa frustrante condurre una vita di privazioni. Avrei preferito prendermi lo stipendio pieno piuttosto che una misera pensione.
    Per questo esorto a lavorare. Perché oggigiorno sono pochi i cosiddetti lavori usuranti e non è concepibile che si stia quasi il 30% della propria vita ad aspettare la …propria fine.

    Bell’argomento vero? Sai cosa faccio? Me ne vado al mare così non ci penso. 😆
    Ciao marghian e buona giornata.

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  4. MARGHIAN ha detto:

    Ciao Bruce. Ho letto il tuo commento. “Eorto a lavorare”, e non e’ sbagliato, come non e’ sbagliato che “uno” voglia mantenersi attivo. Tecnicamente, se cosi’ posso esprimermi, e’ giusto anche che si considerino anche la vita media, la necessita’ di scelte politiche che portino, come e’ avvenuto, ad un innalzamento dell’eta’ pensionabile. Ma…. Credo che la cosa sia da considerare anche sotto l’aspetto personale o meglio “specifico”. “avrei continuato a lavorare…”. “Napoletano”. Ecco, dipende anche da che lavoro, se ti gratifica o meno. A me piace lavorare, ma ragiono anche in termini di “pesi e misure”….perche’ a lui viene concesso che se ne vada a 60 e 35 ed a me no? (lui e me sono da leggere come “a tizio a sempronio” e mi pare che il governo stia cavalcando troppo la cosiddetta “speranza di vita”, non e’ che poi si viva cosi’ a lungo. Tecnicamente posso sbagliarmi, ma io sono contro l’innalzamento OBBLIGATORIO a 66 anni-e non si fermera’ qui!-.
    Riguardo al fatto che un lavoro sia usurante o meno…ecco, per uno che lavora in fabbrica…trent’anni, ma almeno lascia che “io”, dopo i 60 anni, possa andare in pensione, magari con una penalizzazione in soldi (non ho famiglia..). A parte che ogni lavoro..e’ un lavoro, “leggero” o pesante che sia. Non mi metto il problema de “alla lunga stanca” perche’ ragionando sul piano personale, io mi conosco, sono attivo…ed e’ bello esserlo su cio’ che tu vuoi fare.
    Il mio lavoro e’ “fa questo, fa quest’altro, questo pomeriggio devi rimanere….”. Non so se “napoletano” dovendo fare il magazziniere (perche’ in definitiva questo e’ il mio lavoro) vorrebbe farlo fino a 80 anni. Bruce, io ti ho scritto tutto questo “a braccio” come la penso, anche perche’ essere “pro-innalzamento eta’ pensionabile” e’ in qualche modo dar ragione a questo governo che, di sicuro, non fa scelte popolari. A me..non piace…Mah. :)Ciao Bruce.
    Marghian

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    • bruce ha detto:

      Ciao marghian, hai un modo di dire le cose che mi piace.
      Io ho avuto la fortuna di fare un lavoro che mi piace anche se sempre con i piedi sui carboni ardenti. E’ per questo che lo avrei fatto fino all’ultimo giorno …
      Mi rendo anche conto che molti lavorano mal volentieri per un lavoro non gratificante e non vedono l’ora di liberarsene. Ma il dopo spesso non è gratificante come sperato, alle volte penso che il non far niente acceleri il decadimento. A meno che non si abbiano accumulato tanti soldini da spassarsela allegramente.
      Sono d’accordo con te sulla disparità di pensionamento, ma sono anche fortemente convinto di avere la possiblità di lavorare fin quando ne ho le capacità e non essere liquidato come uno da pensione che equivale a dire che sei un buono a nulla. Cosa allora dire del nostro capo di stato e di tutto quel vecchiume al senato? Che alla fine avranno tanti soldi di pensione che non potranno mai godesreli.
      Ma basta così, mi sono visto le olimpiadi in tv, ha vinto l’Italia del volley femminile contro il giappone ed ora sono pronto … per uscire col cane.
      ciao marghian

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  5. MARGHIAN ha detto:

    Ciao Bruce. Ti ringrazio per il complimento che mi fai. Un po’ ero “tentato” di scriverti “ma tu fai-o facevi- l’ingegner”, ma—ho pensato che comunque non e’ cosa facile portare avanti il proprio lavoro. Tornando a me, vedi…io non idealizzo la vita da pensionato. Solo penso che, avendo alle spalele una vita lavorativa che parte dall’eta’ di 18 anni, da manovale, e lavoro in campagna (che ahime’ non figura, sai come e’…) sei anni operaio marmista, altri anni da muratore, e poi ..il posto statale, che comunque nel mio caso non e’ “pacchia”, pur se non pesantissimo. “operatore alla vigilanza ed accoglienza nell’ambito dei Beni Culturali” che, in un archivio, significa anche“spostar faldoni”, fornirli all’utente e rimetterli negli scaffali. Nei “tempi morti” si fa la sorveglianza tout court ma c’e sempre da sistemare delle cose negli scaffali. Per esempio, una collega ricercatrice sta passando in rassegna tutti i volumi del due “cessati catasti”, che io ed un altro le dobbiamo portare nella sua stanza a carrelli pieni e ricollocare. Ne avremo per un mese ancora, ed altro da fare ancora….. Semplicemente, almeno per come la vedo io, uno…da 18 anni a 60..”ha dato”.

    Se poi chi..vuole continuare a lavorare-se ti piace il lavoro, se ne hai bisogno “ho un figlio da sistemare”, “tanto non mi stanca” e non e’ il mio caso….chi vuole, ecco che puo’ scegliere. C’e’ come sai chi invece e’ costretto, da una cavolo di legge varata in funzione di come un “monti o una “fornero” si sono svegliati la mattina, a lavorare per tanti anni in piu’ (magari c’e chi non e’ proprio al massimo della salute….un mio collega e’ invalido al 90 per cento..ecco, deve restare al lavoro, ha anche una miopia gravissima per esempio, e non e’ “forte come me” a spostar faldoni e gli costa una fatica estrema, sono io che gli prendo i registri delle scaffalature che stanno piu’ in alto, lui soffre di vertigini…). Ecco, a tutto questo io dico no…e sarei ben disopsto a:) correre il rischio di annoiarmi un po’-ma non credo- per quella cosa che ha un nome semplice semplice: liberta’. Ed una anzianita’ serena. Anche per quanto riguarda me, basta cosi’, a proposito..sono stanchissimo. :)Ciao Bruce.
    Marghian

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  6. MARGHIAN ha detto:

    “solo che..”avendo alle spalele..” :)e’ troppo forte, dai… :)Ciao, e beato Blef a cui l’osso nonmanca mai…a molti di noi, lo stipendio o la pensione-come soldi-..si purtroppo.

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