Il canile dell’orrore

Dopo il sequestro di Green Hill, l’azienda di Montichiari (Brescia) che alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione, ora nel congelatore della azienda gli uomini della Forestale hanno trovato quasi cento beagle e altri 400 cuccioli non avevano il microchip.

Quando hanno aperto la cella frigorifera veterinari e agenti sono sbiancati in volto. Impilati, fianco a fianco, c’erano decine di animali. Tutti morti.

I veterinari hanno fatto il conteggio dei cadaveri, hanno tolto i corpi dai frigoriferi e hanno cominciato a contare: poco meno di cento il totale. Tutti i corpi di beagle sono stati sequestrati e sono già stati disposti accertamenti ed esami per cercare di capire come siano morti i cani e perché le carcasse fossero ancora conservati.

Il sospetto è che non tutti i beagle siano usati esclusivamente per la sperimentazione scientifica e farmacologica, ma che alcuni servano per testare prodotti cosmetici. Accusa che Green Hill bolla come “priva di ogni fondamento”.

Inoltre ben quattrocento cuccioli (su un totale di oltre 2.300) non avevano il microchip di riconoscimento, obbligatorio per legge e che deve essere applicato fin dalla nascita.

Ovviamente la agghiacciante scoperta aggrava la posizione dell’azienda e dei tre indagati (l’amministratore unico, la francese Ghislaine Rondot che vive a Lione, il direttore dell’allevamento e il veterinario responsabile).

Anche se io e Bleff una mezza idea ce l’avremmo …

(fonte: tgcom, Il Corriere della Sera)

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Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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2 risposte a Il canile dell’orrore

  1. gabriarte ha detto:

    A volte penso che la parola uomo non sia adatta a certe persone mentre animale sia più appropriata Mi domando… come sia possibile che accadono certe barbarie in un paese civile. Criminali indisturbati ad esercitare, senza controlli. Eppure gli animalisti avevano in passato gìà denunciato questo laboratorio ma, a continuato a esercitare. Penso anch’io, quello che pensi tu..Per far soldi questi “animali” sono capaci di fare anche di più Ciao buona serata

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  2. bruce ha detto:

    Sappiamo della importanza degli animali nella ricerca medica. Ho letto che li utilizzò Pasteur per i suoi studi. L’insulina fu isolata per la prima volta nei cani e poi estratta fino a poco tempo fa dai maiali. Gli antibiotici furono sperimentati su alcuni animali. L’attuale ricerca sulle cellule staminali si avvale di cavie animali. Per non parlare della sperimentazione dei nuovi farmaci che ovviamente non possono essere fatti sugli umani.

    Ma non è questo il punto della situazione. Qui stiamo parlando di brutalità.
    Non viene messo in discussione l’importanza della ricerca, ma le modalità attraverso la quale si fa accesso ad un sottobosco di imprenditori spregiudicati che non esitano a sfuggire a qualsiasi regola e controllo.

    Regole? Controllo? Ecco altra questione.
    Ho ancora letto che il Parlamento europeo ha approvato una direttiva sulla “Protezione degli animali utilizzati a fini scientifici” senza votazione, poiché si trattava di una cosiddetta seconda lettura. Una direttiva tutta a vantaggio per gli industriali e non degli animali. Ciò non può che suscitare sentimenti di vergogna.

    Ho letto anche che ben 170 parlamentari hanno appoggiato la richiesta dei Verdi di modifica del testo in commissione, ciò che avrebbe permesso un approfondimento dei vari articoli e uno spazio ulteriore per migliorarli in aula in fase dibattimentale.

    Sapete come è finita? Purtroppo anche su questo la maggioranza ha votato in nome di un compromesso che ha ritenuto soddisfacente. Praticamente i titolari della iniziativa non sono riusciti a far approvare gli emendamenti che presentavano alcuni progressi.
    Questa è l’Europa, questa è l’Italia.
    Buona notte da un Bleff incazzatissimo (e del sottoscritto)

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