Si può uccidere per giusta causa o giustificato motivo?

Non è una provocazione. E’ una riflessione.
Come sapete in questi mesi non si fa altro che parlare del famoso articolo 18.
L’articolo 18 compreso in quasi tutti i contratti di lavoro collettivi di piccole,  medie e grandi aziende prevede il licenziamento come estremo provvedimento disciplinare per dipendenti di qualsiasi ordine e grado per giusta causa e giustificato motivo. Ovvero per furti, per sottrazione di documenti riservati aziendali, per aggressioni di un altro dipendente, per gravi offese (giusta causa), o per eccesso di assenteismo (giustificato motivo) ecc. ecc..  Ebbene in questi casi l’azienda può licenziare in tronco come si dice.
Ma cosa succede?  Succede che nella stragrande maggioranza dei casi il giudice reintegra il dipendente.
E’ giusto? Fate voi.

Sta di fatto che attualmente si stanno ponendo alcuni paletti dando meno discrezionalità ai giudici, almeno in alcuni casi. Qualcuno interpreta tutto ciò come una libertà di licenziamento.
E’ giusto? Anche qui fate voi.

Ma non è su questo che voglio ragionare.
Sicuramente siete informati dai media che non passa giorno dove avvengono rapimenti e ci scappa il morto, maltrattamenti col morto.
E’ di ieri la notizia di due fatti eclatanti.  Il primo: dei due fratelli gioiellieri che hanno ucciso un balordo nel tentativo di rapina ai loro danni.
E di quell’anziano settantenne gravemente malato nel letto attaccato alla bombola di ossigeno che esasperato dalle violenze del genero sulla figlia ha avuto la forza di prenderlo a cartellate ed ucciderlo.

In entrambi i casi verranno accusati di omicidio volontario e rinchiusi in carcere in attesa della “giustizia”.
Quale giustizia? Giudicate voi.

Allora la domanda sorge spontanea: si può rubare in azienda, malmenare qualcuno e il giudice annulla il licenziamento per giusta causa come niente fosse successo e ridanno lo stipendio non percepito con tutti gli arretrati.
Nei secondi casi non si può uccidere per giusta causa e giustificato motivo. Si finisce  in carcere e forse lì ci restano per chissà quanti anni, mentre nel caso di Schettino (tanto per fare un esempio) dove ci sono state decine di morti si finisce ai domiciliari.
E’ giustizia? Anche qui giudicate voi.

 Ho chiesto un parere al mio cane.
Mi ha risposto che loro animali seguono altre leggi, le leggi della natura, mentre voi umani, per quanto i due casi sono diversi perchè c’è di mezzo un morto, voi umani vi affidate a leggi che lasciano troppo spazio ad ogni interpretazione e soprattutto all’umore, alle discrezionalità, alle idee dei giudici e a volte alla loro incapacità. Anche in questi casi, mi dice, ci vorebbero leggi forse più edeguate ad una società che sta cambiando in peggio, ahimè per voi umani. Fissando i criteri di giusta causa e giustificato motivo per i quali si può essere prosciolti dall’accusa di omicidio volontario.
Avrà ragione lui?


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Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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Una risposta a Si può uccidere per giusta causa o giustificato motivo?

  1. Diemme ha detto:

    Ho il sospetto che tu abbia ragione (ma è solo un sospetto).

    Mi piace

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