Tre volte astrofisica nella top ten di Science

Come da tradizione, la rivista Science pubblica la sua classifica annuale delle dieci scoperte più importanti del 2011.
Ben tre riguardano l’Universo.

Polvere d’asteroide
Ha conquistato il secondo posto la sonda giapponese Hayabusa. I campioni di polvere che è riuscita a portare sulla Terra, raccolti sull’asteroide Itokawa, hanno permesso agli scienziati di trovare la risposta a un enigma sul quale s’interrogavano da decenni: da dove provengono le condriti, le meteoriti più comuni?

La stella che non esiste
Quinto posto per la cosmologia. La scoperta di una piccola stella che a rigor di logica non dovrebbe esserci: la concentrazione in essa presente d’elementi più pesanti dell’elio è talmente bassa, un decimillesimo di quella del Sole, da farla sembrare appena uscita dal Big Bang. Con i suoi 13 miliardi di anni abbondanti d’età, è probabilmente la stella più vecchia che si conosca.

Mondi alieni
Infine, all’ottavo posto della top ten, né una scoperta singola né una doppia, bensì un risultato che è frutto d’un’ampia serie d’osservazioni di pianeti extrasolari, condotte anzitutto dalla sonda NASA Kepler. Osservazioni dalle quali emerge sempre più chiaramente quanto questi mondi lontani, di cui ormai ne conosciamo un migliaio, siano alieni in tutti i sensi, strani e imprevedibili. Fra i più sorprendenti, Science cita il sistema planetario con sei pianeti, il gigante gassoso in contromano e i mondi solitari rimasti orfani della stella madre. E tutto lascia supporre che siamo solo agli inizi.

Primo posto
A farla da padrona sono le scienze biomediche, cinque risultati su dieci, uno dei quali – sui progressi nella prevenzione dell’AIDS – nel gradino più altro del podio.

Ha espresso soddisfazione anche il mio cane Bleff che attraverso questo modesto blog ha contribuito a rendere più familiare a molti l’universo con i suoi misteri.

(fonte: Inaf)

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Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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