Siamo tutti spiati

«Chi di voi ha un iPhone? Chi ha un blackberry? Chi usa Gmail? Beh, siete tutti fregati».
Non usa mezze parole Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, per descrivere la situazione nella quale secondo lui si trova più o meno tutto il mondo: siamo tutti facilmente spiabili. Anzi forse siamo già tutti spiati.

Come?
Molte società private in giro per il mondo sono in grado di offrire a chi paga tecnologie capaci di monitorare email, sms e telefonate «di un’intera popolazione».
«Società di sorveglianza come l’americana SS8, l’italiana Hacking Team, o la francese Vupen producono virus Trojans in grado di assumere il controllo di computer e cellulari – incluso iPhone, Blackberry e Android – registrando ogni uso, movimento e persino immagini e suoni della stanza in cui si trovano», spiega Assange.
In pratica, taglia corto il boss di WikiLeaks, ogni cellulare diventa «una microspia che in più è anche in grado di telefonare».

Qualcuno ci aveva avvertiti, ci hanno riso sopra, lo hanno preso per visionario.

(fonte: Corriere della Sera)

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Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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