Wikipedia chiude? Echisenefrega

La notizia la sappiamo, l’abbiamo letta di persona collegandoci al sito. Quello che sappiamo anche è che immediatamente dopo una schiera di banali  italioti nei loro blog con il codazzo a seguito  si sono sentiti preoccupati.

Preoccupati di cosa? Che chiude Wikipedia? E chisenefrega. Morto un Papa se ne fa un altro.
Ma tranquilli, non lo farà mai. Per soldi, per quei volgari e fottuti soldi ricavati con  pubblicazioni senza regole. Perché così facendo perderebbero contatti, visibilità e questo significa perdere una montagna di donazioni.

Ma allora cosa c’è dietro?
Il principio base è la deresponsabilizzazione assoluta.

Wikipedia scambia per «censura» l’intento di impedire una dittatura dell’anonimato, il contrario della libertà di stampa e di espressione.

Chiunque, per esempio, può modificare il profilo di un qualsiasi  personaggio (magari il tuo) senza firmarsi, e per qualsiasi motivo sputtanarlo in rete. Mentre il mal capitato (anche te) può modificarla solo a condizione di mettersi, rispetto a Wikipedia, sullo stesso piano della fonte anonima che su quella persona vuole saperne più di chi ha modificato il suo profilo.

Non so se sono stato chiaro. In sintesi è dare la possibilità di sparlare di te o del vostro peggior nemico, politico, di interessi, per qualsiasi motivo. E come se non bastasse Wikipedia ha il vantaggio di avere il privilegio di mettere in  prima fila su Google il tuo profilo scritto e modificato da altri e non da te.

Chiaro, italiota blogghista?
E se vi ritenete offesi o diffamati provate a protestare. Nessuno vi ascolta, mentre il tuo profilo resta lì. Certo, poi, dopo che avete rotto i marroni, vi diranno che se le informazioni sono lesive si impegneranno a modificarle verificandole da fonti terze. Quali fonti terze non è dato sapere,  ma anche se così fosse qualsiasi altro ‘burlone’ può rifarlo e siamo punto e a capo.

D’altra parte internet funziona così: puoi scrivere tutto su tutto, non devi verificare nulla, non devi rispondere di nulla, non devi firmarti, altrimenti è censura.

Wikipedia e gli italioti blogghisti devono capire che la privacy è una cosa seria ed è tutelata per legge, proprio quella legge che Wikipedia vuole ignorare per il diritto di una pubblicazione deresponsabilizzata.

(ispirato ad un artico del Giornale)

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Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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4 risposte a Wikipedia chiude? Echisenefrega

  1. semprevento ha detto:

    Io credo che wiky fa appello al buon senso…dobbiamo crederci…
    altrimenti…ma che cavolo ci resta?????
    a me wiky è utile per capire quele piccole cose che altrimenti dovrei cercare in rete infognandomi in mille clik….
    Che poi chiunque possa scriverci anche diffamando, estrapolando la privacy….ma di chi???
    …la privacy…senti, questa parola mi sembra che abbia preso forma da poco tempo a questa parte, pensa un pò!!!
    i giornali non ne tengono conto…la magistratura non ne tiene conto…nessuno ne tiene conto fino a che la violazione non riguarda certe persone.
    a me onestamente della vita privata altrui non me ne può fregare di meno….sia chiaro!!!
    ma davvero si pensa che un politico possa essere un angelo????
    ma smettiamola!!! le intercettazioni telefoniche….quelle non andrebbero rese pubbliche…perchè si lede la libertà…solo nel caso in cui si imbastisce un processo e prettamente nel suo corso dovrebbero essere rese pubbliche…poi c’è anche il processo a porte chiuse…eh!
    Si sta creando una grande confusione…e non se ne esce fuori…Come abbiamo sempre detto il progresso non si può fermare..e nemmeno la libertà di espressione….si trnerebbe indietro nel tempo…alla santa inquisizione per capirsi…ma forse in un certo senso ci siamo già.
    basta che tu vada dai carabinieri e denunci una persona per sfruttamento o strozzinaggio..et voilà
    il gioco è fatto.
    te lo dico per esperienza….a mia insaputa sono state intercettate tutte le telefonate per diversi mesi…riempite pagine di cazzate, conversazioni con amiche amici mamma suocera e lavoro.perquisizione in casa alle 8 del mattino, 5 agenti della finanza, una sola telefonata all’avvocato vietato uscire..io ero in lavanderia…hanno bloccato pure me. frugato in ogni dove, persino nei casetti della bambina….è stato un trauma bello e buono.
    Un processo finito con la sentenza innocente e via via discorrendo.tutto questo
    solo perchè il mio ex marito era un agente finanziario, lavorava in proprio e prestava soldi con la collaborazione di banche e società….
    Ha trovato il furbetto che non voleva pagare il prestito…
    Sarà anche uno stronzo come padre ma come lavoratore è sempre stato onesto.
    Nessuno si è chiesto se la privacy era stata violata..nessuno ha accertato chi fosse il denunciante
    ….hanno solo badato al denunciato.
    Suvvia, chi può fa e chi non può paga la propria integrità morale col dubbio.
    bella roba!!!
    Non mi sono fatta mancare nulla, la vita mi ha riservato ben poche gioie…
    ecco perchè difficilmente entro in argomenti più grandi di me…ma che ho vissuto sulla mia pelle così sensibile agli agenti esterni….odio gli agenti esterni…
    chi muove i fili non sono io…e nemmeno wiky. Sono i furbi.

    ciao bell’omo,
    uno di questi giorni fotografo il bar tiffany…è proprio bellino sai!
    …preferisco di gran lunga i bar dei salotti intellettuali, c’è troppa aria viziata e malsana ..benchè io fumi come una ciminiera.

    ventoevento

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  2. bruce ha detto:

    buon senso? Hai ragione.
    Una volta c’era una regola tra i giornalisti: quella del buon senso per l’appunto, una regola non scritta a cui tutti si attenevano, che imponeva di attenersi ai fatti, di verificare la fonte delle notizie, di non “scrivere cazzate” o peggio ancora falsità, di firmare i propri articoli assumendosene le responsabilità penalmente.
    Mi sembra che questo buon senso sia diventato un vocabolo praticametne sconosciuto a chi fa informazione oggi. Compreso Wikipedia con l’aggravante che non puoi fargli causa perchè manca di un soggetto perseguibile. Internet è proprio questo: puoi dire di tutto, anche falsità nascondendoti. Al massimo ti chiudono il sito, ma il danno è stato fatto. Mentre nella vita normale se mi diffami mezzo stampa io ti posso denunciare chiedendo i danni.

    C’è una legge che impedisce la pubblicazione dei propri dati senza l’autorizzazione dell’interessato (cosa che su Wiki o su qualsiasi blog può fare tranquillamente chiunque). Le aziende pubbliche e private sono tenute a tenere riservati i dati dei propri dipendenti. E’ severametne vietato chiedere e diffondere le tendenze sessuali, di rendere pubblico le proprie malattie, se sei un drogato, le tendenze politiche e religiose. Nei locali esposti al pubblico, nelle banche, praticamente in tutti gli uffici pubbliici è dovuta una distanza di sicurezza per motivi della privacy e poi permettiamo ad un mezzo di divulgazione mondiale come Wiki di pubblicare tutto quello che vuole su chiunque e magari anche inventate o pubblicare frammenti “illegali” di incercettazioni telefoniche fatte circolare ad arte per danneggiare qualcuno?

    Naturalmente Wiki è preso come esempio visto la protesta (che non manterrà a lungo) che sta portando avanti ma la cosa è estesa agli organi di informazione su internet e ai tutti i blog dove si può tranquillamente e “impunemente” dire a chiunque di essere un finocchio, o un puttaniere, o un tossicodipendennte, un disonesto, o peggio un delinquente per mezze frasi male interpretate da una intercettazione telefonica. Forse a qualcuno non da fastidio, io mi incazzerei come una belva. Questo è quello che penso sull’argomento privacy e pubblicazione delle intercettazioni telefoniche.

    Bell’argomento da “bar tiffany”, ma non troppo da bar. Perchè è quello che si sta discutendo in parlamento per mettere ordine e ristabilire quel “buon senso” di cui parlavi. Aspetto di vedere la tua foto.

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  3. semprevento ha detto:

    wiky già rifunziona!!!
    son salva!!!
    ….il progresso non si fermerà!
    la legge sulla privacy si farà…a modo loro…
    non a modo mio.

    vento

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  4. bruce ha detto:

    Come … previsto, anzi prima del previsto. Pagliacci.

    Ed ora scrivono: “Grazie a chi ha supportato la nostra iniziativa, tesa esclusivamente alla salvaguardia di un sapere libero e neutrale.”

    ma dimenticano di scrivere : ” … e a difesa della PRIVACY altrui”

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