San Bernardo

Come ogni mattina prestissimo, da quando è iniziata la stagione del gran caldo, incontro un anziano seduto sulla solita panchina.
Appoggiato con tutte e due le mani al suo bastone, mi saluta calorosamente ogni volta che gli passo davanti con il mio cane. E tutte le volte mi racconta:

“Ho 91 anni, ho avuto un san bernardo. Ad un anno era già di 81 chili, gli ero molto affezionato”
“Ho 91 anni, ho a casa un san bernardo, ad un anno pesava già 81 chili”
“Ho 91 anni, mio figlio che è medico a Torino (non vi racconto la sua storia) ha un san bernardo, ad un anno pesava già 81 chili”
“Ho 91 anni, ho un san bernardo che ad un anno pesava già 81 chili, quando viene mio figlio da Torino che è un medico (e qui ancora la sua storia) lo do a lui che c’ha un gran giardino”

Stamattina ho fatto un giro diverso dal solito con il mio cane. L’ho visto da lontano che parlava ad una signora con cane. Chissà quale di tutte le storie le stava raccontando. Forse un’altra ancora.


Mi è sempre piaciuto il san Bernardo, soprattutto per le sue storie di salvataggi sulle nevi. Allora vediamo brevemente chi è questo san bernardo.
Contrariamente a quanto qualcuno possa credere non ha origini italiane, ma possiamo orgogliosamente annoverarlo tra i più prestigiosi cani italiani: pastore maremmano-abruzzese, bracco italiano, segugio italiano, mastino napoletano, maltese, bolognese, pastore bergamasco, cane corso, spinone italiano,  volpino italiano.

Il san Bernardo è una razza molto antica. E’ stata fondata nel 980 da St Bernard de Menthon in un  rifugio per i viaggiatori attraverso il pericoloso passo alpino tra la Svizzera e l’Italia. Discende dal mastiff tibetano e quindi deve avere origine con i mastiff portati dai Romani intorno all’anno 1000. Poi i monaci probabilmente incrociarono l’antico mastiff con il “gran danese” e il Gran Pyrenei”. L’uso e la popolarità del San Bernardo come cane da soccorso alpino sono iniziate intorno alla metà del 17° secolo. Più di 2000 persone sono state salvate da questo eccezionale cane. Dopo aver trovato un disperso o un ferito lo leccano e gli stanno vicino per dargli calore finché non arrivano gli uomini del soccorso alpino avvisati da un altro San Bernardo. Questi cani hanno un fiuto molto sviluppato che gli permette di trovare una persona anche sotto diversi metri di neve.  Sono noti inoltre per il loro così detto “sesto senso” nel prevedere le valanghe forse perché riescono a sentire delle frequenze molto basse, che l’orecchio umano non è in grado di percepire.
Il San Bernardo è un cane molto grande, forte, muscoloso, con una testa “potente”. Può stare bene anche in appartamento, se adeguatamente addestrato. Sono praticamente inattivi all’interno.

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Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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5 risposte a San Bernardo

  1. semprevento ha detto:

    ..ma non dimenticare il grande Terranova!!!!
    UHM!

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  2. bruce ha detto:

    … wikipedia dice che ha origini canadese come il labrador, esattamente dell’isola di terranova dalla quale ha preso il nome. Tiè!

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  3. semprevento ha detto:

    ahahahhahaha….bravo bell’omo….
    eh c’è sempre un’ isola di mezzo!!!!

    e dopo il mio riposino…c’ho i ptedi che sembrano dei cotechini….
    mi son messa a girare.e da Tamara de Lempika sono stata catapultata qui….

    …..affascinante…..ecco…quello che intendo…ma che non so realizzare….
    i colori…le foto…maremma bonina….bellissimo!!!
    …o che ne so perchè son finita a fare la lavandaia a tempo indeterminato…
    e tuttofare che un serve a nulla…..nel senso artistico intendo….
    UFFFFFFFFFF….. 🙂

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  4. bruce ha detto:

    Ho visitato il sito di Daniela Corsini e mi sono letto tutta la sua esposizione sul “filtrismo”.
    Beh! la prima cosa che ho pensato è che quella sei tu.
    Senza alcun motivo di ruffianamento o retorica quella tecnica tu la fai “spontaneamente” già da tempo. Usi una macchina fotografica forse anche più professionale della Corsini, scegli con la stessa cura i soggetti, dalla oggettistica (quella della zuccheriera, se ricordo bene, è fantastica e poi la lampada, i fichi d’india, i pesciolini ….) alla natura, ai fiori, hai lo stesso “scatto”.
    Cosa ti manca?
    Partendo dal presupposto che lo “scatto” lo sai fare, cosa ti manca per essere alla pari della Corsini? Tre cose:
    La prima, un buon programma di base
    La seconda: un museo archeologico dove esporre
    La terza e più importanza: c..o, ovvero fortuna, spintarella, conoscenze, denaro.
    Ciao bella

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  5. semprevento ha detto:

    ahahahhaahhaha—–oddio….
    è il museo che mi blocca!!!!
    via….basta sognare….si ritorna nei ranghi….
    la cena…rigorosamente fredda e leggera…
    insalata e pomodori del contadino…non sono bellissimi ma il gusto
    è indelebile…irresistibile…e siccome non devo baciare nessuno
    stasera ci metto pure la cipolla….bonaaaaaaaaaa!!!!
    …..avrei idea di fare la panzanella….ma il pane dopo le 17 ingrassa!!!

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