Bye bye Voyager 1

La storica sonda Voyager 1, lanciata dalla Nasa nel 1977, si trova ai margini del Sistema Solare a un passo dal grande salto nello spazio interstellare.
La sonda è nota per portare con se un disco registrato d’oro che contiene immagini e suoni della Terra, assieme a qualche istruzione su come suonarlo, nel caso qualcuno lo trovasse.

Al mio cane che non gli sfugge niente mi domanda il motivo del mio interesse.
Allora gli spiego.
Sappiamo che il vento solare è costituito da un flusso continuo di particelle provenienti dal Sole, in prevalenza protoni ed elettroni, che, sfuggite alla gravitazione del sole, sono in grado di raggiungere le regioni più estreme del Sistema solare. Nonostante sia così rarefatto, esso è comunque in grado di far piegare la coda delle comete in direzione opposta a quella del sole.
Fin qua ci sei? Bene.

Ora il vento solare non si espande all’infinito, diciamo che arriva fino all’orbita di Plutone, il pianeta più esterno del Sistema solare, e forse poco oltre, formando una specie di bolla chiamata eliosfera oltre la quale il vento solare non è più sufficiente a spingere indietro il mezzo interstellare.

E cos’è questo mezzo interstellare – mi interrompe.
Giusto – rispondo, anche se so che sta fingendo di non sapere – altrimenti non capisci quello che segue.
Il mezzo interstellare è il materiale rarefatto costituito da gas e polvere che si trova tra le stelle all’interno di una galassia.
Il limite estremo della eliosfera che la separa dal mezzo interstellare viene chiamato eliopausa ed è il confine dove la densità del vento solare era maggiore di quella della materia interstellare.

Detta così sembrerebbe che il vento solare si troverebbe davanti quasi un muro oltre il quale non riesce ad andare – mi risponde Bleff.
Ebbene sembrerebbe che le cose non stanno così. La notizia sta proprio nel fatto che i nuovi dati inviati dalla Voyager 1 presentano un quadro completamente nuovo della zona di confine.
Non ci sarebbe, insomma, un salto improvviso tra il Sistema Solare e il suo esterno, ma l’ingresso nello spazio interstellare sarebbe graduale e progressivo.
Esattamente il contrario di quando si credeva , ossia che esistesse un confine netto e brusco tra il flusso caldo del vento solare e il freddo mezzo interstellare.

Ora caro amico ti lascio che aiuto mia moglie a preparare le melanzane al forno.


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Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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