Li hanno liberati

Li hanno liberati e hanno cantato vittoria. Tutti liberi i 23 vandali. Così hanno deciso le sezioni del Tribunale di Roma.

I manifestanti, quelli che hanno devastato le strade di Roma sono stati liberati. Eppure non erano manifestanti, ma feccia politica. Badate: non teppisti, non scalmanati, ma gruppi preparati e militarmente organizzati, militanti dell’estrema sinistra organizzati, dei centri sociali che di sociale non hanno nulla, che sono arrivati avendo programmato gli scontri, gli assalti, le distruzioni, di cui sono state vittime i veri cittadini, i veri lavoratori, i veri studenti.
Hanno puntano ai blindati e li hanno isolati dagli occupanti per poi darli alle fiamme. Hanno lanciato contro le forze dell’ordine oggetti contundenti, li hanno caricati e infierito sui caduti. Sono feccia nel senso letterale del termine.
Hanno distrutto vetrine, devastato negozi, incendiato automobili e ogni cosa che incontravano.

Questa feccia è il prodotto di una cultura politica di sinistra che semina odio già più volte sconfitta, ma mai cancellata. Figli di quella sinistra che è confusa e sconfitta che ha soffiato su un fuoco che non domina e al quale si brucia. Perché, sia chiaro, sono loro per prima la feccia. Adesso s’apprestano a commettere gli stessi errori di sempre: alcuni sosterranno che la rabbia s’è forse tradotta in una violenza eccessiva, ma è pur sempre fondata e trae origine dall’esistenza stessa di una destra capitanata da Berlusconi, altri già argomentano che i più violenti, quelli che hanno fatto da innesco della bomba esplosa in piazza, sono degli infiltrati, dei provocatori.
Quelli della sinistra politica, che hanno il diritto, ma anche il dovere di candidarsi a governare l’Italia, devono imparare ad avere il coraggio delle parole chiare: questa feccia è nemica dei cittadini onesti, dei lavoratori, dei giovani per bene, che sono la grandissima maggioranza.


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Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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