100 – Year Starship


Prima o poi esploreremo l’universo.  Prima o poi colonizzeremo l’universo.

E non è fantascienza. La Nasa sta già studiando una nave spaziale per arrivare su Marte e oltre. 

Cercasi coloni per missione nello spazio.

Potrebbe essere infatti questo l’annuncio della Nasa per una ricerca di persone disposte a colonizzare lo spazio. Ma c’è un piccolo dettaglio: la missione sarà senza ritorno.

 

Andiamo per ordine.

Il direttore del centro ricerche della Nasa di Ames negli Stati Uniti, ha reso noto nel corso di un seminario tenutosi il 16 ottobre scorso a San Francisco, l’esistenza di un progetto, fino ad ora segreto, che vede collaborare insieme la stessa Nasa e la Darpa (la sigla sta per Defense Advanced Research Projects Agency), l’agenzia scientifica del Pentagono. Il progetto si chiama 100-year Starship, ovvero l’astronave dei prossimi cento anni, questo sarebbe l’arco di tempo in cui la nave spaziale dovrebbe diventare realtà.

Se realizzata, sarà la prima astronave destinata ad atterrare su un pianeta dello spazio profondo e una volta lanciata, non ne sapremo più nulla. Perché è destinata fin dall’inizio a non tornare mai indietro. Gli astronauti infatti sono destinati a diventare coloni.

 

Ovviamente per un viaggio estremamente lungo bisognerebbe pensare a un numero sufficiente di astronauti per dare continuità alle generazioni che si succederebbero sulla nave, oltre a fornire loro le possibilità di sopravvivere una volta raggiunto il pianeta prescelto.

Il primo obiettivo concreto prima del passo verso pianeti extrasolari, sarebbero le due lune di Marte.

 

Il progetto “100-year Starship” prevede innovazioni in una miriade di discipline come fisica, matematica, biologia, economia, psicologia, politica, sociologia, scienze culturali, ingegneria per permettere di avvicinare l’obiettivo dei viaggi spaziali di lunga portata, ma da cui trarrà beneficio l’intera umanità.

 

Ovviamente molti sono gli interrogativi che la notizia del progetto ha portato nella comunità scientifica e non solo. Sulla opportunità della missione, sui costi, sui problemi di carattere ingegneristico, sull’impatto emotivo di una missione che non prevede il ritorno degli astronauti.

E soprattutto una volta raggiunta la meta extraterrestre, come riuscire a far sopravvivere l’umanità in un ambiente alieno.

 

(fonte: Il Corriere della Sera)


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Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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5 risposte a 100 – Year Starship

  1. gabry ha detto:

    eheheheh??????? O.o ho letto bene???? =o mi sembra una cretinata, l’uomo dovrebbe fermarsi, rendersi conto che ci sono dei LIMITI….. non possiamo raggiungere, eguagliare, toccare DIO….. NON POSSIAMO. mi sembra ridicolo tutto questo, l’uomo non si pone limiti, affronta il mistero…. diventa cavia. anzichè un annuncio secondo me faranno una selezione, tipo condanna a morte….. dove siamo finiti!

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    • silvanodonofrio ha detto:

      Ciao Gabry, mi sembra di capire che sei una religiosa credente in Dio.
      Anch’io lo sono.
      Al contrario di molti che credono per fede io ci sono arrivato proprio attraverso la Scienza, l’uso della Ragione, dopo avere osservato l’infinitamente piccolo dell’atomo e l’infinitamente grande dell’universo, dopo essermi fatto domande sulla loro esistenza, della loro origine e dopo aver cercato risposte senza averle accettate per fede, perché qualcuno me lo impone.
      Non porsi domande sulla vita, sui misteri dell’universo significa rinunciare alla possibilità di comprendere pienamente la nostra esistenza. E la ricerca scientifica cerca di comprenderla.

      “Le conquiste della scienza non oscurano le leggi divine, ma le rafforzano, contribuendo a risvegliare lo stupore e l’ammirazione per il meraviglioso spettacolo del cosmo, che va dal cuore di un protone ai confini dell’universo.
      Nessuna scoperta scientifica ha messo in dubbio l’esistenza di Dio.
      La scienza è fonte di valori che sono in comunione, non in antitesi con l’insegnamento delle Sacre Scritture, con i valori quindi della Verità Rivelata.
      Né la Scienza né la Logica permettono di concludere che Dio non esiste, né ci permetteranno mai di arrivare fino a Lui

      Sia la ricerca matematica sia quella scientifica hanno invece una proprietà fondamentale in comune. Ogni scoperta apre nuovi orizzonti. Concetti mai prima immaginati, Colonne e Forze di cui nessuno era riuscito a fantasticare l’esistenza, si presentano agli occhi del ricercatore come tappe di un cammino apparentemente senza fine.

      Colui che ha fatto il mondo queste cose le conosce. Solo un Suo pari potrebbe saperne altrettanto.
      Noi siamo miseri mortali: fatti sì, a sua immagine e somiglianza. Privi però della Sua potenza intellettuale. Ecco perché io penso che noi non sapremo mai tutta la Matematica né tutta la Scienza. C’è un aspetto della realtà in cui viviamo che mi affascina in modo particolare: il cammino senza soste, l’ascesa continua, nello studio della Logica Matematica e della Scienza. Ciò è possibile grazie all’intelletto che ci ha voluto dare Colui che ha fatto il mondo.
      E’ un privilegio straordinario essere stati invitati al tavolo della ragione che opera l’Immanente e nel Trascendente. Attorno a quel tavolo noi siamo seduti, desiderosi di apprendere, non di cacciar via Colui che ci ha invitati. Il tavolo della ragione permette però all’uomo di riflettere sul Trascendente e sull’Immanente. Ed ecco dove l’atto di Fede, che è dono di Dio, si coniuga con l’atto di Ragione. Infatti la Ragione è dono di Dio.”
      Queste sono parole di uno scienziato credente: Antonio Zichichi.

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  2. semprevento ha detto:

    …Ho un libro di Zichichi…profondamente religioso…dal tocco talmente gentile…che potrei credere anch’io in Dio….Ogni tanto nasce qualcuno dalla mente geniale…e arriva lontano…riconoscendo la propria limitatezza.
    Al di la del fatto se credere in Dio o meno…il fatto è che non lo so…
    E mentre scrivo questo San suu kyj è finalmente libera….
    Forse dovrei anch’io avere un pò di fede…che poi è sbagliato scrivere “un pò”
    La fede o ce l’hai o non ce l’hai…
    Comunque…tornando al tuo articolo, bel progetto…prima o poi ci saremo arrivati…una star trek….una vita extra…un progetto molto ambizioso vist che non ci sarà ritorno….forse è questo inquieta…un viaggio di non ritorno…
    chi rinuncia alla vita? senza dubbio qualcuno aprirà un dibattito morale…
    ma la scienza non ha freni…deve andare avanti…e la decisione è a tavolino….
    ma non credo che gli astanti siano molto religiosi…mossi da quella fede che discerne da ogni interesse umano…
    Mah…( l’avverbio del “se” è l’avverbio dei coglioni) ma in questo caso “se” io non avessi mia figlia e corrispondessi a prototipo di donna che può affrontare un viaggio senza ritorno…beh…andrei…..finalmente potrei toccare quel cielo…
    ……….tienimi aggiornata…il progetto merita interesse…al di à di ogni ragionevole dubbio.
    bacione.
    vento

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  3. silvanodonofrio ha detto:

    Carissima, involontariamente potresti avere aperto un dibattito su “fede” e “ragione”, uno dei temi confine tra ateismo e religiosità. Ho letto molto a tale proposito, ma ognuno per tirare la ragione dalla sua parte.
    Per me fede e ragione si incontrano proprio nella scienza.
    Se Dio ci ha donato dell’uso della ragione un motivo deve esserci. Altrimenti ci avrebbe lasciato scimmie, e saremmo vissuti senza porgerci domande. Saremmo vissuti come tutti gli animali. Animati solo dall’istinto della conservazione della specie nell’atto della riproduzione e per l’alimentazione. Saremmo stati unicamente parte della immensa catena alimentare.
    Eppure ci ha creati senza peli e ci ha donati dell’uso della ragione. Attraverso di essa siamo stati costretti a trovare il modo di proteggerci dal freddo, abbiamo scoperto il fuoco, la ruota, le navi, l’atomobile, l’aereo, abbiamo esplorato e colonizzato ogni angolo della Terra, esploreremo e colonizzeremo lo spazio. Grazie alla “fede” nel credere nella forza della “ragione” abbiamo spostato sempre più in là le nostre conoscenze. E la stessa fede nella ragione ci fa porre altre domande, altri interrogativi.
    Cosa c’è oltre l’universo. Dio? Niente?
    Andiamo a scoprirlo, andiamo a vederlo. Ecco dove ci spinge la ragione. Forse non lo sapremo mai, ma è umano avere fede nella ragione, perchè qualcuno ce l’ha data.
    Notte, bella.

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  4. semprevento ha detto:

    uhm…non male come risposta…
    fede e ragione sono sempre stati in conflitto…
    io credo che ci sia un’altra parola che lega bene…evoluzione/progresso.
    Questo ha fatto si che l’uomo caminasse eretto.
    E’ Dio che ci ha dato l’intelletto?…forse si, forse no…
    ma ci ha dato anche qualcosa di molto pericoloso: il libero arbitrio.
    Potremmo scrivere tanto…tra scienza e fede scelgo la scienza ma se esa è legata a Dio mi va bene comunque…il fatto è che le scoperte che l’uomo raggiunge spesso sono usate malamente e le scelte fatte portano allo sterminio…Oh si , siamo tanti nel mondo…la terra ci sostiene tutti…ma la stiamo deturpando.
    Non bastavano le malattie…ne abbiamo inventate di nuove…devastanti…
    pandemie irreversibili…ma poi di colpo controllabili…e intanto l’essere umano si deperisce…il corp si impietosisce per far posto alla potenza della mente…
    la fede potrebbe essere trasformata in bontà…basterebbe così poco…e invece mi domando dove stiamo andando…
    non mi servono le statistche…i paroloni..i concetti astratti e filosofici…
    sarò patetica ma mi basta guardare un bambinoche soffre , con quegli occhioni già trafitti dal destino implacabile, la morte, per capire quanto orrore è riuscito a creare l’uomo …forse tu mi risponderai che qualcosa di terribile si è impadronito dell’anima del mondo…il demonio…che senz’altro per me è tramutabile n sete di potere..perchè il poere si sa, logora chi non ce l’ha…
    discorso lungo vero?…sto sforando…lo so.
    ma tra fede e scienza spesso scelgo me…ingenua sprovveduta in un mondo un pò troppo sarcastico, per i miei gusti.
    Mi viene in mente una banalità…te la dico..
    stamani sono andata a Bologna a trovare una mia cara amica…
    … di ritorno avevo accanto due ragazzi, lei giapponese , lui cinese…colti di sicuro…parlavano italiano…e chiaccheravano di programmi di pc…di lingue…di america…bellissimo ascoltarli…gentilissimi l’un con l’altro…arrivati a Firenze si son salutati…” è stato un piacere”…ognuno è andato per la sua strada.
    Io mi son detta un sacco di cose…e nel frattempo avevo con me il mio libro…
    diario di una diversa , di Alda Merini…Lei di fede ne aveva da vendere…e le è servita…ed io mi son chiesta….perchè io non son così?
    è buffo ma questo mi è venuto in mente leggendo la tua risposta….
    ………………………un caro abbraccio Silvano…
    vento

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