Si è risvegliato il vulcano Sinabung.

         

 

Si è risvegliato dopo ben 400 anni il vulcano Sinabung in Indonesia e minaccia disastri.

E chi se ne frega direbbe il mio cane.

E no, caro Bleff, la faccenda è seria. Perché sembra che non ci fossero sufficienti segnali di un risveglio. E su questo argomento si è discusso e si sta discutendo moltissimo viste le conseguenze del terremoto in Abruzzo che ha distrutto quasi completamente la città dell’Aquila e paesi limitrofi.

 

Ma ritorniamo per un attimo al nostro vulcano, perché voglio dire la mia opinione su una decisione della magistratura a tale proposito.

I quattro secoli di sonno del vulcano Sinabung non sono però molti per un vulcano. Altri colleghi di anni ne hanno dormito addirittura migliaia, prima di darsi qualche scrollata e poi destarsi del tutto. Altri si svegliano all’improvviso come quel vulcano islandese che ha paralizzato i voli di mezzo mondo per lungo tempo.

 

Gli esperti dicono che non c’è modo di prevedere quando il dormiente si sveglierà: l’unica cosa che si possa fare è stare attenti ai sintomi premonitori, come microscosse ed emissioni di gas, il cui intensificarsi pur dovrebbe indicare un’imminente eruzione dagli effetti disastrosi.

 

Già! Prevedere, ecco questo è il punto. Molti credono che prevedere il risveglio dei vulcani o molto meglio i terremoti è come fare le previsioni del tempo, dove magari al massimo, se hanno sbagliato le previsione, ti sei portato dietro inutilmente un ombrello quando era previsto pioggia. Ma all’occorrenza lo puoi  sempre adoperare per ripararti dal sole.

 

Orbene, mentre gli esperti dicono che non c’è modo di prevedere un evento del genere, i magistrati non la pensano dello stesso modo. Infatti sicuramente avete letto dell’incriminazione per omicidio colposo dei membri della Commissione Grandi Rischi accusati dal Procuratore dell’Aquila di non aver fatto tutto quanto fosse necessario per salvaguardare la vita dei cittadini dal terremoto in Abruzzo.

 

Secondo voi, cosa dovevano fare? Cosa doveva fare la protezione civile? Secondo loro (sempre i magistrati) avrebbero dovuto segnalare l’imminente disastro per ordinare l’evacuazione.

 

“Dovevano evacuare la città”, su questo assioma si basa l’accusa della Procura aquilana confortata da un documento elaborato da due studiosi del Politecnico di Milano scritto, da quanto si può desumere, dai resoconti della stampa. In sintesi i due scienziati dopo aver letto qualche giornale di provincia e dato credito a qualche ciarlatano hanno criticato pesantemente il comportamento della Commissione Grandi Rischi che, a loro parere, non ha tenuto nel debito conto “gli avvertimenti” geologici che si erano manifestati nei giorni precedenti il sisma anche se poi loro stessi li indicano come potenziali precursori perché non è possibile determinare la reale probabilità che siano segnali precisi.

 

Trecento otto morti, parecchi dei quali giovani, chiedono giustizia, una giustizia esemplare. Ma per colpa di chi sono morti? Chi sono i responsabili primi di questo massacro? In primis quei delinquenti che hanno costruito le abitazioni e gli edifici pubblici con la sabbia, ignorando qualunque vincolo sismico per le strutture, speculando sulla costruzione degli edifici di una delle zone più critiche dell’Italia per frequenza e potenziali forze dei terremoti. Seguono a ruota, ma non meno colpevoli, quegli altri farabutti che hanno partecipato alle commissioni di collaudo (sempre profumatamente pagati questi incarichi, ricordiamolo!) confermando la bontà dei lavori eseguiti e la loro rispondenza a quanto previsto dai progetti.

 Di questi personaggi non si sente parlare sulla stampa, si incolpano chi seriamente cerca di prevenire i disastri. Ma siamo confidenti che i magistrati aquilani li  perseguano come si deve e duramente.

 

 

Ora siccome di vulcani in Italia grazie a Dio ce ne abbiamo diversi e di vulcani dormienti ce ne è uno che desta qualche preoccupazione visto che dorme da un po’ di tempo, il Vesuvio, con i suoi milioncini di persone che ci dormono sopra, ai piedi, di fianco, o poco distanza, in villa, in case di montagna, in baracche, in case al mare, ve lo immaginate se si dovesse dare un ordine del genere ad ogni “avvertimento geologico”?

Milioni di persone che farebbero avanti e indietro in continuazione. E dove?

 

Qualcuno (dalla acuta intelligenza come le volpi e che dorme tranquillo nel suo letto perché  lontano dai terremoti e vulcani) dice che è molto meglio fare avanti e indietro.

 Allora facciamolo, ma per davvero e vediamo cosa succede, se la popolazione reggerebbe questo andare avanti e indietro per giorni, per mesi, per anni. Perché qui in Abruzzo la terra trema un giorno si e l’altro pure anche con forti intensità.

 

Eppoi quale sarebbe la intensità limite della scossa, o la durata dello sciame delle scosse da fare scattare l’allarme? Chi lo stabilisce? Il prefetto? Dubito. Chi si prende questa  responsabilità? Il prefetto? Dubito.

 

 

Mi domandate ora quale è la soluzione?

Rispondo con un’altra domanda. Cosa stanno facendo in Giappone? Cosa si sta facendo per la imminente catastrofe annunciata di San Francisco? E rispondo poi con una riflessione.

La sismologia è un argomento concreto, non di ciarlatani. Evitiamo per favore, proprio per rispetto a quei morti di fare giustizie sommarie ascoltando i giornali o ancora peggio le indicazioni di qualche fazione politica per colpire in maniera meschina gli avversari politici.

Se si evinceranno colpe precise e certificate i responsabili  dovranno essere sanzionati, ma non coloro che si prodicano giorno dopo giorno “seriamente” a studiare il modo di prevenire “seriamente” i terremoti.

 

Siamo un popolo molto bravo a giudicare, a criticare, a sputtanare ed anche a scarcerare delinquenti e assassini con la stessa disinvoltura e rapidità dagli stessi magistrati.

Capito mi hai Bleff?

 

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Informazioni su bruce

Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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