L’abbaglio di Hawking.

 

 

         

     
 

 Caro Hawking questa volta hai toppato.

 

E’ opinione di molti che le leggi dell’universo scoperte dalla scienza siano in conflitto con quelle imperscrutabili di Dio e la contrapposizione tra fede e scienza rappresenta uno dei dilemmi più laceranti del nostro tempo.

Sappiamo che il mondo scientifico è diviso davanti alla domanda di chi ha creato l’universo, davanti alla complessità degli astri, alla complessità delle leggi dell’universo, davanti alla domanda come la materia inerte è diventata vita.

 

Alcuni scienziati come la Margherita Hack per esempio è pienamente convinta che c’è solo la materia e forse l’universo è sempre esistito, nel tempo e nello spazio che è infinito (su questo ho qualche dubbio).

A questa schiera si è aggiunto un altro illustre scienziato: Hawking, per l’appunto.

 

 La creazione dell’universo – secondo Hawking – si può spiegare anche senza l’intervento di Dio, poiché le ultime scoperte scientifiche hanno dimostrato che esistono alternative all’idea che esso sia nato dalla mano divina. 

La creazione dell’universo, scrive Hawking, è stata semplicemente una conseguenza inevitabile delle leggi della fisica. «Poiché esistono leggi come quella della gravità – sostiene il matematico  – l’universo può essere stato creato dal nulla»

Considerando che è altamente probabile che esistano non solo altri pianeti simili alla Terra ma addirittura altri universi, Hawking sostiene che se Dio avesse voluto creare l’universo allo scopo di creare l’uomo, non avrebbe avuto senso aggiungere tutto il resto.

 

A quest’ultima affermazione ha già risposto Albert Einstein: "se fossimo soli nell’universo ci sarebbe troppo spazio per nulla", configurando la esistenza di altri esseri viventi nell’universo.

A tutto il resto ha da tempo risposto Antonio Zichichi: "Non esiste alcuna scoperta scientifica che possa essere usata al fine di mettere in dubbio o di negare l’esistenza di Dio" 

Nessuna scoperta scientifica ha messo in dubbio l’esistenza di Dio. Né la Scienza né la Logica matematica permettono di concludere che Dio non esiste. Nessun ateo può quindi illudersi di essere più logico e scientifico di colui che crede in Dio.

 

Credere nel nulla come afferma Hawking è credere in qualcosa, è come sostituire il Creatore con il "nulla", e credere in Dio è più logico e scientifico che credere nel nulla.

 

Voglio concludere con un’altra citazione di Einstein:

Io non sono ateo e non penso di potermi definire panteista. Noi siamo nella situazione di un bambino che è entrato in una immensa biblioteca piena di libri scritti in molte lingue. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto quei libri, ma non sa come e non conosce le lingue in cui sono stati scritti. Sospetta però che vi sia un misterioso ordine nella disposizione dei volumi, ma non sa quale sia. Questa mi sembra la situazione dell’essere umano, anche il più intelligente, di fronte a Dio.

 

Ma a quanto pare Hawking già conosce ogni cosa.

Non porsi domande sul senso della vita significa rinunciare alla possibilità di comprendere pienamente la nostra esistenza. Sorprende che Hawking abbia rinunciato in questa ricerca.

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Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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