Jet streams

         

Ovvero venti ad alta quota, ovvero correnti a getto.

Ho visto un interessante documentario in tv che parlava di queste correnti d’aria. Sappiamo che la cosiddetta forza di Coriolis generata a causa della rotazione della terra lo spostamento dell’aria nel pianeta e che di fatto regola l’andamento del tempo sulla terra, ma poco si sa di questi venti d’alta quota.

Ogni tanto ci capita di vedere in una giornata limpida delle nubi altissime bianche stratificate, ma tutto finisce lì.

A questi venti gli fu data poca importanza fin da quando il suo scopritore un giapponese di nome Ooishi notò venti stratosferici sopra il Giappone di velocità consistente in tutte le stagioni.

 

Un raid del 1943 della Royal Air Force sulla Gironda in Francia, incontrò dei venti di coda che li spinse velocemente fino al loro obiettivo, ma al ritorno gli stessi venti (a quel punto frontali), stimati intorno ai 380 km/h, causarono uno stallo di posizione dei loro velivoli ed i membri dell’equipaggio furono costretti a paracadutarsi in territorio occupato, nella Repubblica di Vichy, dove furono catturati

Nel 1947, l’aeroplano Star Dust si schiantò sulle Ande come probabile risultato di questa ignoranza generale. Lo stesso anno, la teoria delle correnti a getto fu spiegata da Erik Palmén ed altri membri dell’Università di Chicago della meteorologia dinamica, in uno scritto innovativo accreditato agli Staff members; solo negli anni cinquanta la teoria venne largamente accettata.

 

Ma cosa sono questi jet streams?

E’ un flusso d’aria di sezione relativamente piccola anche in assenza di nubi, che fluisce velocemente con andamento a forma di serpente. Si forma nell’atmosfera terrestre alla quota di circa 11 km dalla superficie, appena sotto la tropopausa, in genere ai confini tra masse d’aria adiacenti con significative differenze di temperatura, come quella della regione polare e dell’aria più calda nella regione più verso l’equatore.

La velocità del vento varia con il gradiente termico, in media 55 km/h in estate e 120 km/h in inverno, sebbene siano conosciute velocità superiori ai 400 km/h.

Per questa ragione  la conoscenza di queste correnti ed il loro posizionamento è fondamentale per la determinazione delle rotte aeree.

 

C’è di più. Sembra che le correnti a getto giocano un ruolo fondamentale nella creazione delle supercelle, i sistemi di temporali che creano i tornado.

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Ingegnere. Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu. (Massimo Troisi)
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13 risposte a Jet streams

  1. LUPA DEMONIA ha detto:

    SE HO CAPITO BENE, PERCHE\’ STAVOLTA E\’ PIU\’ DIFFICILE DEL SOLITO IL TUO INTERVENTO, I TEMPORALI CHE ABBIAMO SONO PORTATI DA QUESTI JET STREAMS?

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  2. LUPA DEMONIA ha detto:

    LE SUPERCELLE SONO AREE VASTISSIME…COME AD ESEMPIO QUELLE CHE SI VEDONO PER LE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE? SI CHIAMANO CELLE…URCA DIFFICILE BRUCE AHAHHAHA MI SA CHEME LO DEVO RILEGGERE TUTTO DA CAPO—TUMMI CI FAI FLIPPARE TE SU QUESTECOSE!!!MITIKO IL MIO AMICONE BELLO BONO E FATTO BENE!!!UN BACIO A BLEFF!LUPAPS:Ora rileggo davvero…mi sa\’ che mi ci sono strombolata la materia grigina..o quel che c\’e\’ rimasto hihihihihi-

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  3. Bruce ha detto:

    Ciao Lupa buona giornata.Stiamo parlando di vento e ci servirebbe la consulenza della nostra amica . . . vento . . che non si fa sentire.E\’ oramai opinione comune che questi disastri naturali causati dalle piogge siano effetto dell\’effetto serra o causati dall\’uomo.Questi avvenimenti ci sono sempre stati e ci saranno. La trasmissione che ho visto faceva un semplice ragionamento su avvenimenti simili, sia dovute alle piogge che alle desertificazioni avvenute nel passato.

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  4. Bruce ha detto:

    Sembrebbe (il condizionale è d\’obbligo) che all\’origine di questi mutamenti c\’è lo zampino dello jet stream. Questi fortissimi venti di alta quota sono costanti ma cambiano quota se pur di poco. Data la loro forza sarebbero capaci di influenzare venti stagionali ciclici come i monsoni spostandone la direzione e consistenza.Lo spostamento dei venti in una zona americana ha reso quella zona da fertile ad arida per 50 anni.

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  5. Bruce ha detto:

    Sembrebbe (il condizionale è d\’obbligo) che all\’origine di questi mutamenti c\’è lo zampino dello jet stream. Questi fortissimi venti di alta quota sono costanti ma cambiano quota se pur di poco. Data la loro forza sarebbero capaci di influenzare venti stagionali ciclici come i monsoni spostandone la direzione e consistenza.Lo spostamento dei venti in una zona americana ha reso quella zona da fertile ad arida per 50 anni.

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  6. Bruce ha detto:

    Che la desrtificazione del sahara abbia avuto questa origine? Questo servizio televisivo mi ha interessato proprio nel momento in cui sto scrivendo un articolo sul sahara.

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  7. ventodeldeserto ha detto:

    mi hai chiamato?…eccomi….sono un vento buono…purtroppo a volte soffio troppo forte….ciao Bruce…Lupaccia mia…. son tornata…ma vado a rilento….sto leggendo i tuoi lavori Bruce…che hanno bisogno di concentrazione….il mio cervello è sempre là…nella mia piccola isola…è strano come io abbia ripreso i miei acciacchi….mal di testa terribile e grande sonno…la mia monopalla mi perseguita….si trascina con me.

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  8. ventodeldeserto ha detto:

    i tuoi interventi son frutto di indagine e di grande interesse…sei un uomo attento….molto…ritorno a leggerti perchè ci son cose che mi interessano…

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  9. ventodeldeserto ha detto:

    se ti è sfuggito.ero nell\’isola….non ho fatto in tempo a pubblicare ciò che avevo preparato prima della mia partenza.Ora non ha senso pubbicarlo…son qui!ma il saluto per te c\’era…per la mi lupa…e per chi mi segue con simpatia.

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  10. ventodeldeserto ha detto:

    Non sarò tanto presente ma nei miei pensieri e non solo virtuali ci sei….adesso faccio una veloce carrellata e poi a nanna….ciaoBruce…felice sempre di star qui…buon lavorovento

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  11. Bruce ha detto:

    Neanche a dirlo su questo fatto ci si sono buttati a pesce gli ambientalisti per sfruttare questa enorme energia.Giusto, ma come? Secondo loro basta mandare per aria un qualcosa che monta delle pale tipo pale eoliche che manda la energia a terra. Praticamente un aquilone rotatorio a 11000 metri di altezza dentro questo tubo dove soffiano venti a 400 km l\’ora collegato a tezza con un cavo.

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  12. Bruce ha detto:

    A certe cretinate non si può rispondere. Ma qualcuno ha consigliato di concentrarsi sulla immensa popolazione umana. Ogni persona emette dei gas. Basterebbe collegare qualcosa ad ognuno che trasformi le loro scorregge in energia che attraverso un filo possa alimentare quantomeno le batterie dei loro cellulari.

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  13. LUPA DEMONIA ha detto:

    AAHAHAHAHHAHAHAHHA

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